L'altare di fiele

di
genere
poesie

Sul letto disfatto, altare di fiele,
il tuo corpo m'inchioda, mi toglie il respiro.
Pretendi la carne con grazia crudele,
e io cedo al tuo ritmo, mi piego e deliro.

Ma cedo per scelta, non per resa vera:
la mia debolezza è un'arma nascosta.
Ti lascio vincere solo la sera
per essere io la tua sola risposta.

M'invadi superbo, m'innalzi e mi spezzi,
scavando nel ventre il mio cedimento.
Tra i morsi sul collo e i tuoi cupi vezzi,
mi rubi la voce nel vivo tormento.

Ma so ingannarti con lo stesso fuoco,
ti nego un bacio per poi bramarne cento.
Ti spingo a rincorrermi come fossi un gioco,
e fuggo per lasciarti nello spavento.

Le unghie ti graffiano, cercano scampo,
ma inarco la schiena, ti voglio più a fondo.
Nel piacere che scoppia, nell'ultimo lampo,
siamo entrambi carnefici, il centro del mondo.

E quando l'affanno si spegne nel vuoto,
sulla pelle sudata che ci ha preso in ostaggio,
scegliamo lo stesso veleno, sempre noto,
e ci bruciamo ancora in un bacio selvaggio.
scritto il
2026-07-28
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