Annette 02

di
genere
etero

Mi risvegliai qualche ora dopo ancora nudo sul divano, Annette non c'era, mi guardai in giro e la vidi al lavello della cucina.
Era ancora nuda anche lei, indossava però il grembiule da cucina, quello lungo con le bretelline che la copriva solo davanti.
Pura visione.
La guardavo da dietro completamente nuda, ma la cosa che mi faceva eccitare era quel vedo non vedo del seno che si vedeva per tre quarti, ma che rimaneva celato sotto il grembiule.
Si girò verso di me e mi disse:
- Ooh caro, ti sei svegliato - Vuoi un po' di vino?
Annuì con la testa e mi portò un calice di vino rosso.
- Tieni, te lo sei meritato.
Mi baciò la guancia mentre si metteva in chinino sul divano accanto a me.
Non feci in tempo a nascondere l'erezione che se ne accorse subito, ma non disse nulla. La coprì con le mani, ma era troppo evidente.
Appoggiò la testa sulla mia spalla ed mi avvolse il collo con il braccio destro.
- Vedo che faccio ancora effetto ai giovani. - Mi bisbigliò in un orecchio.
Non importa Tesoro. Lascialo andare, è bello sai? Non ti devi vergognare.
- Scusami Annette, è che mi sento in colpa per essermi approfittato di te, di una tua debolezza. Dissi guardandola negli occhi accigliato.
- Ti ho detto che non ti devi preoccupare. - E mi prese il pene con la mano sinistra ed iniziò a masturbarmi.
- Annette!
- Shhhhh! Non parlare goditi il momento.
Mi lasciai andare al piacere, mi accarezzava il pene su e giù con dolcezza. Dallo scroto alla cappella, ruotando la mano proprio in cima dove è più sensibile. Era un movimento ritmico ma non veloce, molto sensuale.
- Ti ricordi quando ti ho raccontato dei ragazzi a scuola?
- Sì Annette, ma non devi sentirti in obbligo di dirmi cosa è successo.
- No … No … forse il sfogarmi un po' mi può far bene.
In tutto questo, mentre mi parlava, continuava a masturbarmi e lo faceva con molta nonchalance, come se tutto fosse normale, come se stesse facendo qualsiasi altra cosa in casa.
Ogni tanto si leccava le dita per assaporare i miei umori e per umidificarle, e poi riprendeva, l'opera lussuriosa.
- Era quasi periodo di esami quindi era già caldo. Sai quando insegnavo, almeno quindici anni fa, posso dire di essere stata una donna piacente, in forma fisicamente e non mi vergognavo a mostrarlo, ma non lo facevo con malizia.
- Bhè ti posso garantire Annette che anche adesso non sei niente male.
- Che bugiardo che sei, sciocco. - E sorrise compiaciuta
Mi baciò sulla guancia delicatamente fino a mordicchiarmi l'orecchio continuando incessantemente a masturbarmi.
Poi riprese il suo racconto.
- Vedi, un giorno mentre ero nei bagni degli insegnati sentì parlare i ragazzi, della mia classe di officina, di me. I bagni erano adiacenti e i muri non erano proprio di due metri. Era un discorso un po' confuso ma capì benissimo da almeno due o tre alunni che avrebbero voluto farmi qualcosa di veramente audace per così dire.
Si fermò un attimo, guardo in basso e disse:
- Ops! Sei veramente bagnato sai?
Si abbasso e mi prese in bocca la cappella e me la pulì. Sobbalzai di piacere.
Non fece ne tanto ne quanto si rialzò appoggiandosi nuovamente con la testa alla mia spalla sempre masturbandomi, e riprese il suo racconto.
Ci fu un attimo di pausa poi disse:
- La cosa mi aveva scosso, lo ammetto. I giorni che seguirono presentarmi in classe non era facile. Avevo paura inizialmente. Ma poi qualcosa scattò in me all'improvviso.
Ci fu un'altra breve pausa:
- Non so cosa fosse, ma mi spinse a fare … un esperimento? Bho non saprei.
Intanto ascoltavo rapito dal racconto, e non solo devo dire.
Mentre raccontava le guardai il grembiule che copriva quel bellissimo seno.
Allungai la mano e glielo feci passare tra i due seni scoprendo i capezzoli, grandi ma non esagerati, splendidi da baciare e cosi feci.
- Cosa fai sciocco? Non si fa! - disse sorridendo e picchiandomi la mano.
Sorrisi anche io, poi mi appoggiai nuovamente allo schienale del divano a godermi quella mano dolcissima e il racconto.
- Come ti dicevo volli fare una cosa, direi molto provocante, mi presentai a scuola con una camicetta bianca molto aderente, anzi di una taglia in meno e senza reggiseno sotto, minigonna di pelle nera e calze di rete nere come quelle che ho addosso.
Bhè, la cosa fece eccitare molto anche me e Annette se ne accorse sorridendo e bisbigliandomi in un orecchio:
- Sei proprio un porco.
- E' colpa tua cazzo.
Riprese il racconto:
- Avevo il cuore in gola, ma iniziai il mio esperimento.
Fece il gesto con le dita.
- Chiamai i tre ragazzi che avevo sentito al bagno, per un'interrogazione, erano i classici ultimi della classe, i disturbatori indisciplinati.
Notai che si stava rabbuiando un po', ma non per questo smise di masturbarmi, anzi come già faceva ogni tanto leccava le dita sporche dei miei umori.
- Li avevo davanti a me ed a quel punto iniziai, con il cuore in gola a stuzzicarli.
Accavallai le gambe una sopra l'altra, la gonna essendo corta e stretta fece il suo dovere alzandosi e scoprendo notevolmente la coscia mettendo in mostra gli autoreggenti.
Il suo respiro a quel punto era cambiato. Aveva uno sguardo assorto un po' perso.
- Feci qualche domanda di rito, ma notai che uno di loro aveva messo la mano in tasca e si stava toccando.
A quel punto capì che li avevo in pugno e dovevo andare oltre e facendo finta di avere prurito alla caviglia destra mi girai verso di loro.
Aprendo per bene le gambe mi abbassai per grattarmi e successe quello che avevo previsto.
Le uscì un ghigno lussurioso.
- Già avevo una scollatura che passava la vagina. - Si mise a ridere.
- Poi a quel punto il bottone che avevo lasciato un po' lento a posta si aprì scoprendomi completamente il seno.
Feci un urletto di finto imbarazzo e mi coprì con una mano.
Dissi a quel punto ai ragazzi di tornare al posto anche perché avevo visto la reazione che avevano avuto dai pantaloni.
Cavolo mi ero impaurita davvero, ma mi sentivo davvero una grande, gliela avevo fatta pagare.
Ci fu una pausa molto lunga poi gli chiesi incuriosito:
- Ma allora cosa è successo che ti ha traumatizzato così tanto.
Notai che quel ricordo aveva iniziato ad aumentare la frequenza della masturbazione facendomi respirare più affannosamente, aveva sempre uno sguardo perso.
- E' successo quello che non avevo previsto ma di cui avevo il timore.
- E' no prof … Mi disse uno dei tre … non puoi fare così … prima me lo fai diventare duro a posta e poi ti tiri indietro così?
- Si avventò su di me iniziando a palparmi dappertutto, anche gli altri due bastardelli si unirono a lui tenendomi ferma.
Così mi prese il panico ed iniziai ad urlare.
Ma uno di loro mi disse:
- Non importa che urli prof sai benissimo che il giovedì pomeriggio siamo soli in questa ala della scuola e non ti sente nessuno.
Poi si rivolse ai suoi compagni:
- E voi … vi spacco il culo se fate la spia.
Tutti avevano paura di lui e degli altri due. E a ripensarci bene mi chiedo cosa cazzo mi era venuto in mente di provocarli.
Mi spogliarono levandomi gonna e camicetta.
Mi sollevarono dalla sedia e mi sbatterono a pancia in su sulla scrivania.
Il primo, Francesco, mi giro la testa e mi infilò il cazzo in gola con violenza.
Inizia a piangere e guardai gli altri alunni cercando un aiuto che non arrivò perché avevano troppa paura.
In realtà mi accorsi che erano eccitatissimi anche loro, ed infatti si avvicinarono per guardare e toccare anche loro.
Una delle ragazze, Stefania, stava anche riprendendo tutto con il cellulare, e quando Francesco mi venne in bocca prese il suo posto sbattendomi la sua figa in bocca … che puttanella.
- Eeeeh già prof. I maschietti non sono gli unici ad aver fatto certi pensieri perversi su di te sai? Ora lecca la mia figa fino in fondo.
- Ti giuro che non capì quella sua cattiveria nei miei confronti ma non potei fare altro.
Mi girai verso Annette attonito non potevo credere a quelle parole, eppure era così seria così precisa nei dettagli … Bhè era molto precisa anche con quella mano, tanto che le presi i seni in mano strizzandoli.
- Uuuh tesoro! Che insolente che sei! - Disse ridendo.
Quel racconto mi stava arrapando sempre più e ne volevo ancora.
- Dai Annette dimmi come è andata a finire, che mi stai facendo venire.
Rise di gusto, ma sempre attaccata al mio cazzo continuò il racconto.
- E' finita che praticamente avevo tutti i cinni (i ragazzi) attorno a me che mi palpavano o mi scopavano a turno, anche le ragazze; ho preso più sperma io quel giorno che Cicciolina nella sua intera carriera.
Scoppiammo a ridere.
- No seria, quando finì tutto rimasi almeno una mezzora buona sdraiata sulla scrivania a piangere, il trucco era un mascherone tutto colato, mentre i miei ragazzi se ne stavano andando.
Qualcuno, quelli più timidi si chinarono verso di me in lacrime dispiaciuti dicendomi “ Ci dispiace prof … ci dispiace”.
Ricordo di averne accarezzati un paio come a consolarli …. Eeeeh … a quel punto rimasi veramente da sola.
Cazzo mi misi sotto la doccia per almeno un'ora a lavarmi via quello schifo piangendo come una fontana.
Ma era troppo … non mi presentai per almeno due settimane a scuola.
Poi mi feci forza e decisi di affrontare la cosa.

L'abbracciai col braccio sinistro e la strinsi a me e la baciai di gusto, ma la sua morsa sul mio cazzo resisteva, eccome se resisteva; anzi aumentò il ritmo forte sempre più forte, sempre più forte.
Iniziai a tirare i muscoli del corpo ed a respirare sempre più in fretta.
- Dai Annette! … dai Anneeeette! ...AAAHH … Sììììììì ….
Venni copiosamente sulla sua mano, mi guardò negli occhi e senza battere ciglio si avventò sul mio cazzo e me lo succhiò fino in fondo.
- Ohh cazzo Annette! Che meraviglia! Sei la numero uno.
- Oohhh grazie caro. Ma sei tu che mi fai dare il meglio di me.
Si mise a sedere su di me appoggiando la schiena al mio petto, mi prese le mani e se le mise sui seni e disse:
- E vuoi sapere il bello, da quel giorno ero io a cercare quella situazione.
Non perdevo occasione di andare a scuola sempre più provocante.
- Cazzo avrei voluto essere un tuo alunno.
- Ehehehe! Un giorno mi presentai addirittura vestita di un impermeabile e sotto nuda, solo delle calze di rete sorrette dalle giarrettiere e tacchi a spillo … neanche le mutande avevo; e pensa che ero andata a scuola in autobus.
- Eccheccazzo Annette! Ma sei proprio una porca!
- Ehehehehe! Lo sai che sono una porcellona. Ma questa è un'altra storia.
Quando disse così mi resi conto che di avventure ne aveva un bel po' da raccontare e ciò mi fece avere una nuova erezione.
- Mmmmh tesoro, cos'è che sento tra le mie gambe.
Bhè non ci pensai due volte, le aprì le gambe e gli infilai il cazzo dentro.
Fu così che scopammo tutta notte ed esausti crollammo in un sonno profondo distrutti.

Sognai una voce lieve quella notte che diceva:
- Dormi schiavetto, dormi … Ora sei mio.

Fine

scritto il
2026-06-16
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