Una può essere poco due troppe
di
Bastno9
genere
etero
Sono Giorgio trentunenne felicemente sposato a venti anni con Chiara una gran bella bonazza, allora molti le facevano la corte tra questi anche alcuni amici, mi invidiavano sperando che la nostra coppia prima o poi scoppiasse.
Lei era una donna con un carattere forte e con idee chiare, quando facemmo coppia la sua premessa fu precisa,
-C: prima del matrimonio limona come e quando vuoi ma io al matrimonio ci devo arrivare vergine, tu sposato devi cambiare registro di vita, so bene che tu hai una fame di puttaniere, quando sarai mio marito se ti becco che continui a fare il puttaniere ricordati, prima ti taglio le palle e poi ti sbatto fuori di casa, adesso pensaci bene.
Fino a che non mi sono sposato mi sono dato da fare come e più che potevo, non era difficile rimorchiare perché il fisico c’era, c’era e c’è pure la mazza fatta bene grossa lunga e modestamente la usavo bene e davo soddisfazione a chi la cercava.
Niente ad oggi è cambiato
Comunque non mi preoccupavo della fatwa di Chiara soprannominata la radicale anche se fosse venuta a conoscenza della mia caccia alla figa, non si sarebbe munita di una taglia palle.
Questa mia sicurezza dipendeva dalla tipo di lavoro che facevo e faccio, l’attività della ditta da cui dipendo fa la manutenzione di impianti meccanici di qualsiasi tipo e dimensione, la mia mansione non viene svolta in sede ma presso i richiedenti al 80% fuori del paese dove vivo io e Chiara.
Se volessi fare il cacciatore di figa potrei continuavo a farlo lontano come faccio oggi.
Dopo il matrimonio Chiara non è molto tranquilla perché le manutenzioni mi portano tanto troppo fuori, gelosa come è soffre, furbescamente si abboccò con il mio capo chiedendo di dare al marito una mansione fissa in azienda ma non c’è mai riuscita.
Il capo non è mai intervenuto e continua a farlo perché i problemi familiari sono della famiglia e non per ragioni di puttaneria, in maniera drastica ad una delle tante pressioni di Chiara sbotta di brutto: Chiara se insisti non ci sono problemi da domani tuo marito te lo lascio a casa perché lo licenzio.
Dopo una settimana ho ricevuto la lettera di licenziamento e scoppia con Chiara il finimondo ma alla fine tutto ritorna come prima.
Il marchingegno tra me ed il capo ha funzionato Chiara si è acquietata ed anch’io ho ridotto le scappatelle ma di una non posso farne a meno: Pilar.
È una brasiliana non ancora ventitrenne, impiegata in una grossa azienda, l’ho tampinata a lungo però alla fine ci siamo avvicinati tanto che lei mi disse se mai dovessi fare fic-fic con te le palle non te le tagliere ma te le prosciugherei.
Sempre più vicini due settimane fa ebbi la sorte che questo lunedì andrò in una missione lunga presso quella società.
Prima di partire feci leggere a Chiara la comunicazione ufficiale, lei mise il muso ma non può che masticare amaro, ma non contenta fece l’interrogatorio
-C: dove dormirai, il nome dell’albergo? Il recapito
-G: preparato. Non lo so dipende dalla ditta e poi i manutentori sono alloggiati nella foresteria dello stabilimento, alla reception c’è Guido che gestisce le telefonate dirette agli ospiti della foresteria.
Avendo scoperto il suo debole per il maschio avevamo fatto un patto per chi mi cerca (questo è il cellulare di mia moglie) sono sempre irraggiungibile però tienimi sempre informato.
C’è stato un tacito do ut des a livello solo orale: un tocco e via.
Avevo tre giorni interi con Pilar il solo pensiero mi faceva tirare la barra a dritta.
La sera al termine del turno di lavoro me ne andai a casa di Pilar.
-G: ti devo fare una premessa.
Te l’ho già detto ma te lo ripeto.
Sono sposato con una moglie che mi tampina ha24, non posso prometterti niente su questa storia, sappi che non potrà avere un futuro lungo.
-P: non ho voglia di fare famiglia con te, non voglio essere legata a una convivenza per adesso, sono libera e tale voglio restare, quando decideremo io o tu usciremo dalle nostre vite pacificamente.
Altrimenti se non lo farai ti taglio le palle.
-G: chiaro e ricevuto anche perché le mie palle prima o poi le perderò.
Avevamo tanto tempo libero.
Parcheggiai il furgoncino nel cortile, bussai la porta si aprì poco più di uno spicchio, indossava solo il tanga mostrando le mammelle al vento.
Quando mi ripresi le osservai a bocca aperta: vicine tra loro, sode con misura giusta, al centro uno spazio per impazzire e fantasticare; con noncuranza si girò per andare verso il bagno, avanzava sbattendo il culo a passo di danza.
Mi andai a sedere su una delle sedie vicino al tavolo, uscì dal bagno venendo verso di me profumata, avvolta in un accappatoio leggero, slargando le gambe si accomodò sulle mie strette.
-P: ceniamo qui? niente di particolare tutto precotto, vinho, cerveja ma vuoi bere la caipirinha originale che faccio io?
-G: mi sento come se fossi in un luna park sulla giostra dei seggolini volanti, non mi tira nemmeno il cazzo,
-P: Giorgio? Ci sei?
-G: forse si!
Le sue labbra si distendono in un sorriso accattivante mi bacia la lingua entra e comincia a roteare, mi riprendo arriva il pasto, bevo una birra fresca ed alla fine bevo la caipirinha che trovo gustosa e fresca ne bevo un’altra
-P: Giorgio questa altra no, basta.
Si alza e mi trascina verso la sua camera da letto mi sono completamente ripreso, la caipirinha mi ha acceso le lampadine, la tengo vicina è lei che mi spoglia la lascio fare, alla fine mi prende il viso tra le mani e mi sussurra:
-P: però hai tanta roba da darmi amore! sarai capace di reggere il ritmo
È una frustata.
.G: non ho mai fallito, e certamente non fallirò mai con te
-P: meu amor ci sarà sempre una prima volta e poi sai quante altre
-G: Aòòòò! mi fai una macumba!!!! Roba delle tue parti. Tiè!! Corne bicorne.
Comincia a crescere, me la stringo tra le braccia gli piazzo la linga in bocca, frugo mi lascia fare, le sue mani febbrili accarezzano tutto il mio corpo si mette a giocare con i mei capezzoli, il membro è duro tanto da farmi male, altro che si affloscia in attesa di smentire il malocchio è pronto a fare faville.
Scendo in basso la testa si intrufola tra le cosce dove la vagina perfettamente depilata mi si offre, la sua mano sulla mia testa guida i movimenti, un timido clitoride si affaccia, vorrei avventarmi invece con languore lo lecco, si gonfia lo tengo tra le labbra, Pilar soffia, si contorce, lo tengo nella bocca come un capezzolo, non so cosa abbia stimolato Pilar si torce per il piacere viene il liquido ha un sapore leggermente dolciastro
-P: Giorgio non fermarti, ancora dai ancorai, sei fantastico nel darmi tanto piacere.
-G: mi preparo a penetrarla ma lei mi respinge, perché Pilar?
-P: No!! tutto quello che vuoi la penetrazione vaginale NO!! solo quando decido di aver trovato l’uomo giusto sarà sua.
Deluso.
Mi rifaccio, continuo a masturbarle il clitoride fino ad un orgasmo appagante per lei particolarmente piacevole per me, la metto nella giusta posizione con lenta dolcezza la penetro nell’ano.
-P: Amore che dolcezza che piacere, quanto mi piace sentire scivolare il tuo cazzo extra, allargarmi; amore chiavami, fammi sentire i tuoi schizzi. Fottimi.
Come faccio a resistere, porca miseria mi fanno male testicoli.
Amore sono pronta per un'altro orgasmo aiutami.. mi scoppiano le palle.
Lei continua a sussurrarmi: amore voglio solo esserti vicino in questo sforzo che potresti cedere.
-G: Pilar taci mi fai perdere la concentrazione mentre ti scarico tutto quello ho dentro. E che cazzo!.
Abbiamo un confuso ma bellissimo godimento.
Quel giovane corpo con un afrore muschiato avvinghiata a me mi dava un piacere che mi metteva in crisi.
L’ultimo regalo di Pinar prima della partenza è stata la sua voglia di darmi la bocca ed io l’ho colta come un fiore, mi ha stupito che ha fatto anche di più di quello che avrei voluto.
Con tanta voglia mia e sua è stato un pompino con tanto sbavamento di saliva e lacrime però ha ingoiato quasi tutto, quando mi ha offerto un bacio non mi sono tirato indietro, la prima volta in vita mia che ho gustato il sapore del mio sperma.
Sono stati giorni belli, leggeri, non è stato solo sesso anzi mi è piaciuta la sua personalità, il modo di accettare la vita, sono tornato a casa Chiara non ha il muso è molto collaborativa anche quando ci troviamo nel letto matrimoniale.
È passata una settimana e il tornado è arrivato.
-C: In tutta la tua assenza hai fatta solo due telefonate una per dire che eri arrivato e un'altra che stavi tornando, tua moglie sola non meritava una terza? Forse hai lavorato 24h. Ho chiamato in ditta mi hanno risposto che eri in reparto dove non si passano telefonate. Sarà vero Giorgio? O per caso eri occupato la notte a trombare una troia.
Finita l’arringa tira fuori da una tasca un perizoma.
-C: che razza di lavoro sei andato a manutenere? La fabbrica di questo perizoma è made in Brasil? Lurido puttaniere lo eri e lo sei con me hai chiuso tu non sarai più mio marito da domani.
-G: una sola domanda Chiara dopodichè non mi farò tagliare le palle da te, sapevi che ero e sono un puttaniere me lo hai dichiarato prima di sposarmi cosa vuoi da me adesso? Il divorzio per colpa? NO non te lo darò. Cento medici mi considereranno un malato di figa.
Fortunatamente non abbiamo figli, c’è una condivisione dei beni ? no, tu ha un tuo reddito per lavoro dipendente allora io per la mia tu per la tua strada. Tu farai la tua strada augurandoti ogni bene sinceramente, io per una strada accidentata avendo una psicopatia per la figa.
Mi sono salvato le palle e ho recuperato il tanga di Pilar.
-G: Pilar ho qualche cosa da restituirti
-P: Giorgio non ti capisco per davvero di che cosa parli?
-G: ho trovato nella valigia un tuo regalo ma non è la mia taglia non riesce a contenerlo. Perché lo hai fatto?
-P: parli di un tanga? Sarà finito per caso “meu amor”
-G: “meu amor” un cazzo! l’hai fatto apposta perché?
-P: volevo che ti ricordassi di me Giorgio, ti sento ancora
-G: l’unico che non ha capito un cazzo sono io,
-P: você está em meu coração, amor. Se puoi e vuoi ti aspetto.
Porca Miseria chi di queste due mi stanno tagliando le palle?.
Vado a un amico che lavora in una agenzia privata di investigazioni, sono un amico controlla il registro di tua moglie vedi se c’è l’altro numero non saprai quello si sono detto ma sai chi ha per primo quel numero ti ha preparato la pastetta.
Te l’abbiamo sempre detto: attento Giorgio prima ti taglieranno le palle.
Parlo con Chiara siamo d’accordo per il divorzio facciamo tutto con un solo avvocato.
Chiara serena concorda esce lascia sul tavolo il cellulare, guardo il registro due telefonate la prima è di Chiara: bastarda, l’ultima Pilar il gioco è fatto.
Chiara siamo tranquilli entrambi o c’è ancora rabbia se non odio?
-C: Cosa vuoi sapere,
-G:come ha fatto a sapere che avevo una tresca?
-C: tu sei un imbecille presuntuoso sapevo il nome della ditta dove eri ho chiamato il reparto del personale ho chiesto di te sono la moglie è urgente, mi hanno passato il nome della segretaria degli esterni, sono la moglie di Giorgio si signora sono la sua segretaria.
Due + Due il gioco è fatto, ho sgamato tutto stupido!.
A proposito ho fatto valutare la casa che risulta intesta a te e per la divisione dei beni non mi tocca un cazzo dammi la metà del valore di mercato e chiudiamo consensualmente in poco tempo.
Parto vado a casa di Pilar l’aspetto.
-P: meu amor, minha vida por horas e para sempre. Sono stata semplice sciocca e distratta.
La cena è scarsa non manca la caipirinha.
Quando siamo finiti in quel letto il suo afrore di sempre mi stordisce, questa volta me la offre, Pilar? Si sei tu ed è tua meu amor.
Nonostante sia un vecchio puttaniere questa volta provo un brivido
.P: Giò fammi provare il brivido della prima volta, fammelo ricordare per sempre, se poi sarai ancora puttaniere non ti taglio le palle farò uscire le foto su tutti i giornali mass video delle tue palle quello di uno stupido puttaniere.
Adesso dammi il meglio di te Giò.
Mi offre il suo fiore è stato lubrificato alla grande mi permette di essere deciso, il suo è stato un dolce gridolino, ho sopportato che le sue unghie affondassero nelle spalle, nelle natiche, lo strizzamento dei testicoli, tutto il resto è stata una cavalcata esageratamente definita eroica, le sue cosce mi bloccavano i movimenti del bacino segno del via libera ad eiaculare all’interno.
Tutto il resto per entrambi è un déjà vu et fait .
In sei mesi nonostante la mancata conciliazione la procedura è stata veloce e totalmente positiva, tutti i miei vecchi compagni testimoniarono che io ero notoriamente un puttaniere, lei si era sposato un puttaniere a suo rischio e pericolo.
Pilar è molto più furba mi lascia libero due giorni in una settimana, con voglia o senza voglia devo fare sesso, i due giorni alla settimana potrei fare il puttaniere ma non reggo fisicamente e ho i due figli che lei mi scarica.
Pilar meu amor chi dei due sarà il nuovo puttaniere? Ha un presentimento.
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