Un Viaggio Inaspettato - Capitolo VI: L’ultima notte con Maira e Max

di
genere
scambio di coppia

Una volta a casa, dopo esserci lavati dalla salsedine, ordinammo una pizza dal ristorante del campeggio. Arrivò subito e ci accodammo in veranda. La cena fu piacevole, Carmen ci raccontò delle sue sventure amorose, poi una volta termina e fumata una sigaretta, decidemmo di tornare in casa per ripararci dalla fresca umidità che era comparsa dopo il calar del sole.
“Ho bisogno di stare comodo, penso che mi metterò a letto” annunciai alle ragazze. “Vuoi stare solo o possiamo venire a farti compagnia?” chiese Silvia con fare comprensivo. Risposi che non mi sarebbe dispiaciuto se mi avessero raggiunto. Così andammo tutti e tre in camera. Mi sistemai sul letto con la schiena poggiata sullo schienale, sentii tutti i muscoli indolenziti ed esclamai un verso di dolore. “Tutto bene?” mi chiese la mia compagna preoccupandosi “Sisì, ho solo il qualche doloretto qua e là” risposi con tono rassicurante. Carmen allungò la sua mano sulle mie gambe e tastò la rigidità dei miei muscoli “Beh, oggi ti abbiamo fatto stancare per bene…” disse cominciando un massaggio “Dici? Eppure io potrei ancora” le mie parole vennero interrotte da un tuono. “Ecco, è meglio che stai zitto” mi ammonì Silvia ridendo, poi la pioggia iniziò a sbattere con forza sulle finestre. Carmen si alzo da letto ed andò alla finestra “Che bello! Amo il suono della pioggia di notte. È così romantico e rilassante.” Il mio sguardo si incantò sul suo sedere “La vuoi smettere?” Esclamò Silvia rivolgendosi a me mentre si sistemava nella mia stessa posizione. Carmen girò di scatto la testa verso di noi pensando che ce l’avesse con lei ma poi, vista la scena, scoppiò a ridere. Era bellissima: mi sembrava di avere in camera una qualche statua, o un dipinto, da museo.
Squillò il campanello e andai alla porta. Erano Max e Maira che erano venuti a salutarci. Entrarono in casa e in cucina ci spiegarono che avrebbero dovuto anticipare la partenza a causa di un problema che avevano avuto a casa, nulla di grave ma comunque non potevano rimanere lì. Li ringraziammo per quello che avevano fatto per noi e raccontammo loro di cosa avevamo passato la giornata. “Wow! Avrei proprio voluto essere lì a guardarvi…” sospirò Maira guardandomi e strizzando il suo bel seno. “Fai vedere il video che hai fatto ai nostri amici” dissi rivolgendomi alla nostra regista. Intanto l’atmosfera tranquilla aveva talmente tanto rilassato Carmen che si era addormentata sul divano. Silvia mostrò il video ai nostri amici con aria soddisfatta. Maira sembrava avere degli spilli sotto il sedere, si muoveva spesso in preda all’eccitazione. “Sei tutta fradicia?” le domandò Max. “Stronzo! Tu non sei?” rispose la sua fidanzata. Lui si sollevò in piedi e mostrò ai presenti l’erezione che nascondeva sotto al tavolo. Quella scene fece contenta Silvia che posata una mano sulla mia mi chiese il permesso per avvicinarsi a lui “Fai pure amore!” risposi. Lo baciò mentre la sua mano, che aveva circondato il pene del ragazzo prese a muoversi a gran velocità. Maira distese la gamba poggiando il suo piede tra le mie cosce e muovendo le dita massaggiò la mia asta esercitando una piacevole pressione sulle palle. “Anche tu sei eccitato…” disse con fare malizioso mentre Silvia stava succhiando il pene del suo fidanzato. Le afferrai la caviglia, poi, posato con cura il suo tallone sul pavimento, mi alzai dalla sedia, mi avvicinai a lei e la tirai su facendola accomodare sul tavolo. Max, che fino a quel momento non aveva guardato altri che Silvia, si voltò verso di noi e iniziò a osservare il modo in cui scopavo la sua ragazza. Io ero in piedi, le mie mani stringevano il suo sedere, avevo la schiena piegata in avanti per poter leccare quelle tette meravigliose. Lei avvolgeva il miei fianchi con le gambe mentre il suo mento poggiava sulla mia testa. “Cazzo Davide, così continuerà a rinfacciarmi di questa scopata!” esclamò Max col fiato corto provocatogli dal piacere. La mia compagna prese queste parole come una sfida. Iniziò a succhiare con ancora più foga e poco dopo Max, che non ne poteva più, uscì dalla sua bocca, la prese da dietro e appoggiato il suo corpo sulla parte del tavolo che non era occupata da noi, le allargò le chiappe e inizio a lavorare il suo ano con bocca e dita. “Adesso ti lasci anche inculare?” domandai a Silvia con tono falsamente irritato mentre i soffocati gemiti di Maira caricavano l’aria della nostra casa. “Perché no?” rispose mandandomi un bacio. Poi il ragazzo fece pressione sul collo della mia compagna con una mano tenendola ferma, appoggiò il cazzo al suo buchetto e con colpi lenti e precisi entrò in lei. I versi emessi dal mix di dolore e piacere mi ricordarono la serata precedente ma in quel momento cercai di sopprimere la mia curiosità. La scena mi incantò. Quando il nostro amico, sicuro di non farle più male aumentò la velocità della penetrazione uscì da Maira con l’intenzione di riempire la bocca di Silvia. La nostra amica si masturbò guardandoci, poi si avvicinò a me, mise la mano libera sul mio culo e iniziò a spingere dandomi il tempo da tenere per scoparle la gola. Max continuava a romperle il culo senza ritegno mentre la saliva della mia ragazza colava verso il basso. Poi il ragazzo mi fece cenno di darci il cambio ma rifiutai l’offerta “No, voglio che le sfondiamo entrambi i buchi insieme!” Max si sistemò sul tappeto con la pancia rivolta verso l’alto. Silvia salì su di lui guidando il suo cazzo con la mano dentro di lei. Io mi misi dietro la mia ragazza e poggiai la cappella sul suo ano. Feci un po’ di fatica ad entrare ma una volta dentro, grazie alla strada che Max mi aveva spianato, la scopammo contemporaneamente mentre Maira, seduta di fronte Silvia, le permetteva di succhiare i suoi grossi capezzoli turgidi. Silvia venne gemendo tra le tette della nostra amica quando Max, non riuscendosi più a trattenere, spruzzò in lei diversi schizzi di sperma. Mairà venne a baciarmi “Adesso torni a scoparmi?” mi chiese baciandomi il petto. La sistemai a pecora, rivolta verso la mia compagna e il suo fidanzato che esausti erano seduti a terra a guardarci. La scopai riempiendole la bocca con la mano. Max ancora carico di eccitazione si posizionò sotto le mie gambe e tirata fuori la lingua prese a leccarmi le palle. Silvia si masturbava puntando la sua figa in direzioni della nostra amica. Sentii che stavo per venire. Afferrai le tette di Silvia con entrambe le mani e diedi dei colpi più ampi e veloci. Le sue urla riempirono la stanza mentre veniva. Tirai fuori il cazzo e, raccolti i suoi capelli nella mia mano, le scopai il viso violentemente riempiendo la sua gola di sperma. “Spero che torniate anche il prossimo anno” disse Maira tirandosi su. Poi Max mi strinse la mano “Alla prossima amico mio!” Conclusi i saluti lasciarono la nostra casa. Silvia andò in bagno a lavarsi mentre io mi diressi in veranda per fumare l’ultima sigaretta prima di andare a dormire. Mi commossi al pensiero della partenza della coppia. Seppur li conoscevo da poco, mi ero affezionato ed ero davvero grato per quello che avevano fatto per noi. Tornato in casa Silvia mi chiese di prendere Carmen e portarla a letto. Delicatamente la caricai tra le mie braccia e la sistemai al lato. Io e Silvia ci addormentammo abbracciati, scambiandoci parole d’affetto.
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2026-07-03
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