Un Viaggio Inaspettato - Capitolo IV: Carmen

di
genere
esibizionismo

Ripresi coscienza dopo un paio di minuti. Non indossavo più la benda e i miei occhi si aprirono sul viso di Silvia che riposava beatamente. I nostri amici seduti attorno al fuoco stavano parlando di quanto si fossero divertiti. Poggiai entrambe le mani sul telo per darmi la forza di alzarmi e sentii dolore nelle spalle. Maira venne verso di me, mi aiutò a tirarmi su mentre i suoi seni si piazzarono di fronte alla mia faccia “Beh? Come è stato?” “Incredibile” risposi sbadigliando “Non avrei mai pensato di godere così” le dissi imbarazzato. “Qualcuno qui non è ancora sazio!” esclamò Carmen con voce suadente avvicinandosi a me. Non afferrai subito la battuta, ma quando abbassai lo sguardo notai che il mio pene era ancora eretto. Come era possibile? Non avevo nemmeno avvertito l’erezione. “Cosa ti è piaciuto di più fratello?” mi chiese Piero mentre Carmen si sedette accanto a me e prese a farmi dei grattini sulla schiena. I brividi provocati dalle sue unghie incresparono anche le mie parole che con tono tremolante cercavano una risposta alla domanda del ragazzo “Direi che non c’è… stato un momento in particolare” deglutii “Spingermi oltre i miei limiti, perdere coscienza della mia identità e sentirmi tutt’uno con me stesso e con voi. Credo sia stato questo”. Mentre parlavo Maira dalla mia destra mi stampò un bacio sul collo e mi disse “Quello che hai descritto è esattamente ciò che ho provato anch’io la prima volta e che continuo a provare quando sono qui.”
“Non ci avrei mai scommesso” ripresi “Ero incuriosito, ma non avrei mai immaginato questo” avvicinai istintivamente la mia bocca alla sua e la baciai. Carmen si distese sul telo su chi ero seduto poggiando la testa sulla mia coscia con la faccia rivolta verso il mio busto. Scrollo i capelli indietro e preso il mio cazzo in mano cominciò a segarmi “Sei un cavallo!” esclamò ridendo “Non ho mai visto qualcuno avere un erezione subito dopo il rito.” Il mio corpo accettò piacevolmente il tocco deciso di Carmen, allungai il braccio verso lo zaino di Silvia, che era poco distante e tirai fuori un pacchetto di sigarette, ne accesi una mentre mi godevo il massaggio erotico di Carmen.
“Vuoi una birra?” Mi chiese Max avvicinandomene una. Accettai l’offerta e bevvi un sorso. “Proprio quello che ci voleva” dissi buttando fuori il fumo. “Ah si? E quello che sto facendo io?” replicò Carmen con voce stizzita. Tutti risero. Le accarezzai la testa “Quello che stai facendo tu sta rendendo questo momento perfetto!” Spostò la bocca verso l’interno della mia coscia e stampò un bacio. “Hai riconosciuto qualcuno durante il rito?” mi chiese Adele curiosa, risposi che mi ero accorto di Carmen a causa del suo seno più piccolo rispetto a quello delle altre due ragazze. Mi tirò una piccola sberla sulle palle “Beh, sono inconfondibile allora” posai la birra sulla sabbia e allungai la mano per accarezzarle il seno “Soprattutto per il sapore della tua pelle” afferrai un capezzolo tra indice e medio e lo strizzai con delicatezza. Di tutta risposta emise un gemito acuto, contrasse il suo corpo come quello di un serpente e diede due colpi sul suo clitoride. “Non pensare che per questo ti farò venire. Ti sto segando solo perché hai un bel cazzo” disse con voce altezzosa scaturendo una grossa risata da parte di tutti. Il rumore di quelle voci destò Silvia che dopo un delicato sbadiglio si tirò su con facilità. “Wow ragazzi, quando lo rifacciamo?” chiese con la voce ancora intorpidita. “Oh, la regina della serata si è ripresa!” disse Piero inginocchiandosi davanti a lei e baciandole le mano, poi si rivolse a me “Questa ragazza è uno splendore” dandomi una pacca sulla spalla. Guardai il pene di Piero e pensai a quanto piacere le aveva fatto provare. “Sei stato tu il campione che l’ha fatto urlare in quel modo?” gli chiesi, ma la sua risposta fu vaga. Silvia accarezzò gli addominali di Piero scendendo sul suo pube per poi scorrere la mano sulla sua coscia, io con gli occhi seguivo la sua mano mentre Carmen cercava di farmi sborrare nuovamente. Poi la mia compagna mi rimproverò “Non sei mai sazio brutto porco?” tutti scoppiarono a ridere tranne Carmen che in segno di rispetto smise di toccarmi e si ricompose. Dopo poco la mia erezione svanì. Silvia si sedette tra le mie gambe e tra chiacchiere e alcol crollammo tutti uno dopo l’altro.

Il mattino seguente mi svegliai col sorgere del sole. Mi tirai su e lo spettacolo di quei corpi nudi dormenti all’alba mi incantò per qualche minuto. Decisi di andare in acqua a rinfrescarmi, i postumi della nottata si faceva sentire. Una sensazione di bruciore proveniva dal mio ano, la mascella e le spalle erano indolenzite e avvertivo un gran mal di testa dovuto alle innumerevoli birre mandate giù. Quella serata per quanto meravigliosa aveva comportato dei postumi non trascurabili. Il mio corpo ne risentiva ma la mia psiche ne era uscita soddisfatta. In acqua ripercorsi la giornata precedente e i ricordi mi accesero Nei giorni seguenti sarebbe potuta accadere qualsiasi cosa. Uscito dall’acqua presi un telo pulito dallo zaino e mi asciugai, dato che la frescura mattutina aveva contratto tutti i miei muscoli. Mi sedetti accanto a Silvia che avevo dormito abbracciata a me per tutto il tempo e osservai il sole ergersi. Ogni tanto sul bagnasciuga comparivano coppie di ogni genere che facevano footing nudi. Una in particolare si fermò davanti a noi, scambiammo due chiacchiere educatamente e mi chiese come era andata la serata. Raccontai loro che avevamo fatto il rituale del fuoco ma loro non sapevano di cosa stessi parlando. Allora spiegai di cosa si trattava e visto l’interesse ci scambiammo i numeri di telefono per aggiornarci sul prossimo falò. Lei era una ragazza snella sulla trentina, alta, poche curve, ma con un viso che trasmetteva dolcezza e pensieri perversi contemporaneamente. Lui un tipo sulla quarantina che tutto diceva tranne che libertà, aveva un fisico malconcio e pensai che non era la persona giusta per affrontare il rito. Ci salutammo con una stretta di mano e ripresero la loro attività fisica. Mezz’ora dopo l’incontro fu Carmen a svegliarsi. Mi raccontò che lei era mattiniera e la sua sveglia biologica era impostata alle 6.30 del mattino. Ora che l’orologio del telefono mi confermò. Si alzò dal suo telo, venne verso di me e mi abbracciò dicendomi che mai nessun cazzo l’aveva fatta godere come il mio. Io ero talmente rilassato che le sue parole non provocarono in me alcun effetto. Poi mi chiese di accompagnarla in acqua perché aveva bisogno di fare pipì. La accontentai. Si immerse fino alla vita e dopo aver completato la missione venne verso di me e mi abbracciò. “Cosa darei per farmi scopare nuovamente da te” sospirò con un sorriso malizioso mentre mi accarezzava l’orecchio. “Cosa daresti?” le chiesi stando al gioco “Qualsiasi cosa…” mi rispose. Allora date le spalle all’orizzonte, facendo attenzione a controllare i nostri amici che stavano risposando, la afferrai da dietro e iniziai a baciarle il collo. I suoi gemiti acuti e silenziosi accesero il mio pene. “Se ti scopo ora mi dovrai un favore” le dissi in modo perentorio “Farò qualsiasi cosa per avere il mio cazzo dentro di me” disse con devozione. “Bene, allora mi devi qualcosa!” Allargai le sue chiappe e infilai il mio cazzo dentro di lei tralasciando qualsiasi tipo di preparazione mentre con la bocca salì baciandole la zona tra l’orecchio e il collo. Quando il mio pene la penetrò espresse il suo piacere tramite un gemito deciso seguito da una contrazione dell’addome. “Il tuo cazzo è meglio di qualsiasi droga!” La scopai sulla secca provocata dalla bassa marea mentre i passanti si fermavano a guardarci: la cosa non faceva altro che alimentare la mia eccitazione. Un uomo sulla cinquantina si avvicinò lentamente a noi. Prima si fermò a circa sei metri, iniziò a toccarsi timidamente. “Guarda quel maiale” sospirò Carmen ansimando “Si sta facendo una sega guardandoci”. Gli feci segno di avvicinarsi e si piazzò vicino a noi. “Salve” mi rivolsi a lui.
“Salve, piacere Gianmarco” rispose mentre Carmen continua ad ansimare in preda al piacere della prenotazione.
“Vuole usufruire anche lei di questa signorina?” gli chiesi. Carmen, ascoltate quelle parole, emise un gemito. Lui disse che era proprio quello che sperava. Ordinai alla ragazza di fargli un bocchino raccomandale di ingoiare. L’uomo venne nella sua bocca dopo pochi secondi. Ci salutò e si allontanò mentre noi continuammo a scopare. “Sei un maniaco!” esclamò Carmen ansimante “E se…” “Niente se con me” la interruppi “Se vuoi essere scopata fai come dico io!” Le mie parole la portarono ad un intenso orgasmo. Le contrazioni della sua figa risucchiarono il mio cazzo liberando una copiosa dose di sperma che conservavo dalla sega di qualche ora prima. Estrassi il pene da lei che si allontanò di poco da me “Sei un maniaco!” riprese a dire poco dopo. “Questo maniaco non vede l’ora di scoparti di nuovo” sussurrai mentre avvicinatomi nuovamente passai le dita tra le labbra della sua figa fradicia. Tornammo a riva e ci asciugammo. Intanto il bar aveva aperto e la invitai a fare colazione con me. Offrì io e presi delle brioche anche per gli altri “Oh, ma sei anche un galantuomo. Sara deve essere fortunata…” disse mentre passeggiavamo sulla passerella. “Silvia” la corressi ridendo. “Sisi, intendevo lei… comunque devo dire che un threesome con voi lo vorrei proprio fare… ieri sera mi ha leccato la figa in modo spaziale” ascoltando quelle parole il mio cazzo riprese a gonfiarsi. “Oh scusami” si avvicinò a pochi centimetri dalla mia bocca e sorrise “Non volevo metterti a disagio” non ebbi il tempo di sporgermi verso di lei per catturare le sue labbra che rapidamente si allontanò. Carmen era davvero una grande seduttrice e aveva capito perfettamente come farmi impazzire. Giunti a quello che era rimasto del falò ci accorgemmo che i nostri amici si erano svegliati. Consumarono la colazione , mi ringraziarono e decidemmo di tornare tutti nelle rispettive case per ricomporci.
di
scritto il
2026-06-30
1 2 1
visite
2
voti
valutazione
9.5
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.