Un Viaggio Inaspettato - Capitolo I: Incontri

di
genere
prime esperienze


“Se a te fa piacere, farò qualsiasi cosa per te” queste furono le ultime parole della mia compagnia, prima di iniziare a vivere la sua vita sessuale a pieno. Tutto quello che sto per raccontarvi è accaduto due anni fa, ovviamente i nomi e luoghi non saranno gli stessi al fine di proteggere la privacy delle persone coinvolte in questa storia. Avevamo 28 e 25 anni, ci siamo conosciuti otto anni fa ed il nostro è sempre stato genuino: non ci eravamo mai spinti oltre il classico sesso da camera da letto. I miei colleghi d’ufficio decisero di regalarmi, in vista della promozione a caporeparto, un viaggio per due persone in un villaggio turistico in Francia che accettai con piacere. Incastrate le mie ferie con quelle di Silvia decidemmo di partire a metà Giugno, per evitare il caos sulle strade e il sovraffollamento delle località turistiche estive. Ci mettemmo otto ore ad arrivare in auto, partimmo alle 6 del mattino, ignari di cosa ci avrebbe aspettato quando saremmo arrivati lì. Alle porte del villaggio vi era una grossa recisione che si estendeva per più di un chilometro e circondava tutta l’area. Niente di troppo strano sennonché la nostra incapacità di vedere cosa vi si trovava all’interno accese una certa curiosità. Ci fermammo all’ingresso con l’auto, consegnammo i documenti agli addetti che, una volta registrati, aprirono la sbarra per farci entrare all’interno della struttura. Ci avevano fornito una mappa con le indicazioni per giungere al nostro bungalow spiegandoci che il pacchetto che mi era stato regalato aveva incluso l’accesso a tutti i servizi da loro offerti. Entrato in auto raccontai tutto a Silvia che sembrava quasi più contenta di me alla notizia.
Il villaggio era ben curato, ricco di verde, le casette ben separate trasmettevano un senso di pace e intimità che apprezzammo molto. Durante il tragitto verso la nostra dimora la nostra attenzione si soffermò su un uomo e una donna che prendevano il sole nel giardino della loro villetta completamente nudi. “Guarda amore, ma quei due sono nudi” esclamò Silvia, rallentai e seguì con lo sguardo la direzione che indicava il suo dito, erano effettivamente nudi. “Saranno una specie di hippy, non so. Ho frequentato i villaggi turistici solo da bambino, ricordo che ogni tanto mi capitava vedere donne col seno scoperto che uscivano dalle tende”. Arrivati alla nostra dimora parcheggia la macchina e portammo all’interno le nostre valigie. Si trattava di un bilocale fatto di legno e cemento, niente di troppo vistoso, ma molto luminoso, con una piccola veranda in legno ottima per consumare i pasti o riposarsi. Sistemate le valigie decidemmo di andare al mare, notammo, consultando la mappa, che era dotata di un bar e avevamo proprio bisogno di bere qualcosa dopo il lungo viaggio. Così indossati i costumi da bagno uscimmo di casa e passeggiammo per circa cinque minuti percorrendo uno stretto viale riparato dall’ombra della vegetazione. “Questo posto è deserto” disse la mia lei “Ma no piccola, alle tre del pomeriggio la gente in vacanza riposa”.
“Ah ecco c’è qualcuno lì” esclamò Silvia “Visto non siamo soli” risposi “A me questo posto...” non ebbi il tempo di completare la frase “Amore ma sono nudi anche loro!” Silvia arrosì “Dobbiamo far finta di niente? Oddio non mi sono mai trovata in questa situazione”
“Calma bimba” risi “non è niente, stanno passeggiando tranquilli”.
“Salve” i due passanti, che venivano dalla direzione opposta alla nostra, ci salutarono contemporaneamente. Per non so quale oscuro motivo la scena non mi meravigliò, l’unica cosa che provai fu imbarazzo per mia moglie, che, accanto a me, non sapeva come comportarsi alla vista di due uomini che indossavano solamente un paio di infradito. Si fermarono ad un paio di metri da noi, avevano due fisici normali, velocemente diedi un’occhiata ai loro membri penzolanti che erano di dimensioni medie. Il più alto si rivolse a noi sorridendo “Siete appena arrivati?” Silvia non aveva il coraggio di rispondere “Sì” dissi con voce sicura. Allora mi allungò la mano “Piacere Marco” mi avvicinai a lui “Piacere Davide”. La sua stretta era decisa, la sua mano dura, poi anche l’altro tese la mano “Piacere Gianni”. Ci dissero che avevano capito che fossimo nuovi per il fatto che indossavamo i vestiti. “Questo campeggio è nato per permettere a tutti coloro che vogliono vivere liberi di poter trovare un piccolo rifugio che glielo permetta”. Li ringraziai per la dritta che ci avevano fornito e, quando si allontanarono, la mia compagna, che fino a quel momento non aveva spiccicato una parola, si accovacciò a terra e si mise le mani sulla faccia. “Amore ma, dove siamo finiti? Che razza di scherzo ti hanno fatto i tuoi colleghi? Io… io…” mi accovacciai accanto a lei per consolarla “Ehi, calma. Non è successo niente. Anche a me fa strano questa situazione…” poggiai dolcemente mano sui suoi capelli “possiamo sempre andare via.” Silvia si zittì, mi raccontò solo in seguito quello che stava provando in quel momento. “Hai capito? Vogliamo tornare a casa?” Rimase in silenzio per altri trenta o quaranta secondi mentre le accarezzavo la testa “Potremmo andare a fare un giro in spiaggia e vedere com’è, ma non voglio spogliarmi. Magari potrei rimanere in costume…” apprezzai la sua buona volontà sorridendo per darle forza “Va bene, io farò come te, così non ti sentirai l’unica ad essere vestita”. Giunti in spiaggia, notammo che non era molto affollata e che anche altre due coppie, come noi, non erano ancora nude del tutto. Il bagnino ci accompagnò al nostro ombrellone mentre i miei occhi si posavano a studiare tutti i corpi che incontravamo, terza fila, niente di pretenzioso, ma un ottimo posto per avere vicino sia il bar che il mare. Silvia sfilò il pareo e rimase in bikini, indossava una brasiliana nera che metteva in risalto i suoi glutei lavorati col sudore della palestra, mentre il top nero, che premeva sulla sua seconda abbondante, lasciava intravedere i suoi capezzoli dal tessuto. Posate le borse ci dirigemmo al bar. Il personale (bagnino incluso), a differenza dei clienti indossava le classiche divise. Ci sedemmo ad un tavolino e ordinammo due birre. “Magari con queste diventerà tutto più facile da accettare” dissi lei ridendo. Brindammo in onore di questa nuovo tipo di vacanza sconosciuta e pian piano il disagio nei confronti di tutti quei corpi che si aggiravano sotto i nostri occhi venne meno. Parlammo dei viaggi già fatti e di quanto fosse nuova un esperienza del genere. Notammo che una coppia che doveva avere all’incirca la nostra stessa età ci stava fissando due tavoli più in là. Avevamo appena ordinato il secondo giro quando la ragazza si alzò e venne da noi “Ciao, piacere Maira” Silvia si fece coraggio “Piacere Silvia”. I miei occhi non poterono fare a meno che concentrarsi sul suo seno, le sue tette erano più grosse di quelle di Silvia e vederle penzolanti quando si era chinata per stringere la mano della mia compagna oltre a farmi avvampare il viso avevano provocato in me una notevole erezione che cercai di nascondere. Poi si presentò a me, cercai con forza di concentrarmi sul suo volto, ma ci riuscì a mala pena. Aveva dei lineamenti spigolosi che incorniciavano un naso piccolo e degli occhi molto grandi. I capelli, come gli occhi, color nocciola le arrivavano al mento. “Quello seduto al mio tavolo è il mio ragazzo, Max, possiamo sederci con voi?” disse indicando il ragazzo con la barba seduto. Silvia annui, Maira fece cenno a Max di venire e dopo essersi presentato si accomodarono sui due posti vacanti, Maira tra me e Max mentre Max tra Silvia e Maira. Ordinarono un paio di birre anche loro. “Vi abbiamo notati” disse Max rivolgendosi a me “Si, siamo nuovi” lo interruppi. Lui rise “Non per questo ma perché siete giovani come noi. Sta sera facciamo un falò sulla spiaggia libera, vi va di essere dei nostri?” Guardai Silvia “Beh, siamo appena arrivati, ci stiamo ambientando. Grazie per l’invito…” “Che bello! Verremo sicuramente” esclamò Silvia evitando che declinassi l’offerta. “Oh che bello, sono contentissima” Maira sorrise e posò una mano sulla coscia del fidanzato, che si voltò verso di lei e la baciò. Parlammo dei nostri lavori e delle nostre passioni. Notai che Silvia andava particolarmente d’accordo con Max e che spesso il suo sguardo scorreva sul suo addome. Beh, non avrei mai potuto biasimarla perché anch’io non smettevo di fissare le curve incantevoli di Maira. Finimmo subito il secondo giro di birre “Un terzo e poi facciamo un bagno” disse Max al barista. Brindammo, l’alcol stava facendo effetto, eravamo sempre meno inibiti. Poggiai una mano sulla coscia di Silvia che stava parlando con Max, mentre i miei occhi continuavano a cadere sui grandi capezzoli di Maira che mi raccontava di quanto fosse importante avere un’alimentazione sana.
“Da quanto tempo frequentate questo villaggio?” le chiesi.
“Siamo venuti l’anno scorso per la prima volta e siccome ci ha cambiato la vita” baciò Max “siamo tornati… Anche noi eravamo come voi appena arrivati, e ci volle molto più tempo per arrivare ad essere sciolti come lo siete voi ora. Ma sono sicura che vi piacerà” Maira allungò la mano tra le gambe di Max e accarezzò delicatamente il suo membro sgonfio. La mia compagna non potè evitare di osservare la scena che si presentava sotto i suoi occhi. Il cazzo di Max cominciò a gonfiarsi mentre la sua fidanzata gli stava facendo quella che, a tutti gli effetti, era una sega, davanti a noi. Il pene di Max era più corto del mio di qualche centimetro ma sicuramente più spesso. Silvia involontariamente gemette per un momento restando con la bocca socchiusa. “Qui non esistono regole se non quella del consenso” disse Maira con voce suadente. “Potete sperimentare quello che vi va, nessuno vi obbligherà a fare cose che non volete o vi vieterà di fare qualcosa” Il volto di Silvia divenne incandescente mentre io preso dalla foga del momento posai la mano sinistra tra sue cosce e inizia a massaggiarle delicatamente il clitoride. “Amore…” sospirò in un mix di vergogna e voglia. “Bravi! adesso guardatevi attorno. Nessuno ci vieta o ci rimprovera per quello che stiamo facendo. Siamo liberi” Sorrise e diede un lungo bacio carico di passione al fidanzato. Mi avvicinai all’orecchio di Silvia “Potremmo togliere i costumi da bagno, ho proprio caldo” Alcol e eccitazione parlavano per me. Silvia accettò la proposta, tirò i lacci che formavano i nodi del suo costume e libero il suo corpo dalle costrizioni sociali. Io sfilai i pantaloni sollevando leggermente il sedere dalla sedia e il mio cazzo saltò fuori come una molla. “Uh, complimenti ragazzi. Siete coraggiosi” Poi la nostra nuova amica si rivolse alla mia compagna “È messo bene Davide! Posso?” allungando il braccio verso di me. Silvia che era in preda al piacere più delirante dato dall’atmosfera irreale arrossì nuovamente e annuì timidamente. Non so per quale motivo ma in un attimo Maira si ritrovò con entrambe le mani occupate, una su di me e una sul suo compagno, mentre le sue tette a causa del movimento delle sue braccia non smettevano di ballare. La sua mano era molto morbida e carnosa, nonostante il suo fisico magro, aveva un tocco deciso che sembrava sapere perfettamente cosa fare per farmi star bene. Intanto mentre Silvia si lasciava accarezzare da me il suo clitoride gonfio cercava di emulare Maira allungando entrambe le braccia per aiutarla a darci piacere. In quel momento non provai gelosia, ma solo pura eccitazione. Avevo sempre sognato di fare l’amore con più ragazze contemporaneamente e questo fu sogno idilliaco per me. Penetrai Silvia con due dita mentre sorseggiavo la mia birra e mi godevo la sega. Max annunciò che a lui mancava poco, la sua ragazza chinò la faccia sul suo ventre e mentre continuava segare me avvolse la sua cappella con la bocca e ingoiando il frutto della sua eiaculazione. La scena portò Silvia all’orgasmo, che gemette delicatamente mentre si contorceva. Resistetti finché la mia compagna non finì di venire e annunciai che anche a me mancava poco. Con la sinistra presi la nuca della mia compagna e feci pressione in modo da ripetere la scena appena vista “Ma io non ho mai…” la frase di Silvia rimase in sospeso “Se permetti faccio io” disse Maira in modo comprensivo guardandola negli occhi. Silvia era talmente presa dal piacere che continuava a provare dopo quell’orgasmo che accennò un sì confuso e, ricevuto il permesso, la nostra amica si inginocchiò davanti a me. Avvolse il mio pene con la bocca e, mentre con la mano continuava a lavorare l’asta, leccava avidamente l’estremità inferiore della mia cappella. Il piacere mi portò a stringere la mano della mia compagna mentre diversi getti esplodevano nella bocca di Maira. Accarezzai il viso della ragazza che aveva aperto la bocca per mostrarmi di aver ingoiato tutto e mi guardava dal basso soddisfatta
Max compiaciuto mi diede il cinque e per qualche secondo ebbi vista e udito fuori uso.

Max propose di andare in mare a rinfrescarci, così saldato il conto e lasciato il tavolo e percorremmo la passerella tra gli ombrelloni. Le tensioni in me sembravano essersi alleviate e notai che anche Silvia era più tranquilla, nonostante mi continuasse a tenermi per mano per farsi coraggio.
Faceva ancora strano essere nudi e vedere tanti corpi altrettanto nudi attorno a noi ma questo senso di libertà stava diventando sempre più piacevole.
Arrivati a riva Maira inclinò il busto in avanti per toccare l’acqua con le mani, tenendo le gambe ben tese ed esponendo la sua vagina a tutta la spiaggia. Io, che ero dietro di lei, rimasi incantato e il mio pene iniziò lentamente a gonfiarsi. La mia ragazza abbassò lo sguardo su di me, vide il mio cazzo e sorrise furbamente notando il mio imbarazzo nei suoi confronti, si avvicinò al mio orecchio e mi sussurrò delle parole che non avrei mai pensato potesse pronunciare “Tranquillo, anche io mi sono un po’ eccitata quando abbiamo visto quei due sul vialetto”. Un brivido percorse tutto il mio corpo, realizzando un erezione completa in pochissimo tempo “Non eri imbarazzata?” le chiesi dopo qualche secondo di silenzio mentre entravamo in acqua “Certo, ma non solo” sorrise, mi baciò la guancia e corse a tuffarsi. Quando riemerse schizzò dell’acqua con la mano in direzione di Maira, che rapidamente si spostò lasciando che le gocce d’acqua colpissero Max che, tuffatosi subito dopo, la prese di peso e la lanciò facendole fare un volo di qualche metro.
“Guarda come si divertono quei due” disse Maira rivolgendosi a me “Eh già” ripensai alle parole di Silvia e gelosia ed eccitazione si impossessarono di me. Nella mia testa iniziarono a comparire scene in cui Silvia si lasciava possedere da altri uomini, sentii il mio pene pulsare e una nuova prepotente erezione si manifestò mentre l’acqua mi arrivava appena a metà coscia. Un gruppo di ragazze che faceva il bagno se ne accorse e mi fissava da lontano. “Mi sa che hai bisogno di una ripassata” disse sorridendo la nostra nuova amica mordendosi il labbro inferiore. Restai in silenzio, lei si avvicinò, mi abbracciò e lentamente avvicinò il suo volto al mio, poi mise forza negli arti, mi sollevò di poco e tuffò entrambi in mare. Riemersi poco dopo “Bella mossa, ma ora tocca a me” esclamai mentre la afferravo avvolgendo un braccio attorno alla sua vita e facendo passare l’altro tra le sue gambe. La tirai su e la lanciai in avanti. “Vieni qui! Adesso mi vendico” urlava nuotando verso di me. Quando mi raggiunse l’acqua era più alta, avevo percorso alcuni metri per sfuggirle. Allungò il braccio e circondò il mio pene con le sue dita “Mi piace il tuo cazzo, ti va di lottare in mare mentre mi scopi?” La strana proposta mi ricordò che più in là c’era Silvia, la gelosia che lo scherzo di Maira aveva allentato si manifestò attraverso mille spilli che assediavano il mio cuore. Guardai nella loro direzione e tirai un sospiro di sollievo, stavano nuotano insieme, ma erano distanti di alcuni metri. “Dai su, divertiamoci” la ragazza mi richiamò alla sua attenzione aumentando la velocità del suo braccio. Il cuore mi batteva all’impazzata, stavo per scopare un’altra ragazza a pochi metri dalla mia, in un luogo pubblico...
La afferrai di nuovo per la vita con entrambe le mani, avvicinai il suo bacino al mio e con una mano centrai l’entrata della sua figa. Entrai in lei mentre ansimante emetteva un suono basso dalla gola. Le afferrai una tetta con la mano e la sollevai leggermente per poi fondarmici con la bocca. Dopo un paio di colpi profondi e veloci imitai il modo in cui mi aveva fatto affondare prima: misi forza nel busto e spinsi entrambi in immersione. Sott’acqua continuai a tenere il mio pene in lei, dando dei colpetti goffi fino a quando perso completamente il fiato non la aiutai a riemergere. “Uh, ci sai fare! Ora tocca a me” Mi saltò addosso a cavalcioni afferrando la mia vita con le gambe, guidò il mio cazzo dentro di lei con decisione attraverso la mano e spinse le mie spalle sott’acqua per poi scoparmi mentre solo io ero immerso. “Così sott’acqua ci vai solo tu” mi disse appena riemersi. Mi voltai, vedi che quei due al largo ci stavano guardano, stavano capendo qualcosa? “Senti, facciamo cosi, raggiungiamoli, ci stanno guardando, non vorrei litigare con Max proprio oggi che c’è il falò. Dopo con la scusa di andare a fare la doccia potresti scoparmi nei bagni” approvai la proposta di Maira e nuotammo verso di loro. Una volta raggiunti, io andai da Silvia e la baciai, mentre Max fece la stessa cosa con Maira. Trascorremmo mezz’ora a chiacchierare e poi usciti dall’acqua tornammo ai nostri rispettivi ombrelloni. Maira mi fece cenno di andare a fare la doccia, così avvisata Silvia mi incamminai. Poco dopo mi raggiunse e scopammo in bagno. Tornato alla postazione che mi era stata assegnata trovai la mia compagna a dormire beatamente sul lettino con le gambe divaricate. C’erano diversi uomini che la guardavano ma a me questa cosa non recava disturbo affatto, anzi, ne ero lusingato. Passò un’oretta e quando Silvia si svegliò tornammo nel nostro bungalow. “Beh in fin dei conti è stato divertente” le dissi “Si, Davide, ma non so se… oggi sarà stato l’alcol, io non voglio finire a scopare altri uomini. Voglio solo te. Quella sega che ho fatto a Max, prima mi ha fatto impazzire, ma ora… Non smetto di pensarci, non smetto di pensare al fatto che seppur ero davanti a te può essere considerato come un tradimento…”
“Apprezzo ciò che dici. Quello che è successo oggi coi nostri amici è stata solo masturbazione. Non abbiamo scopato con nessuno. Siamo liberi di fermarci quando vogliamo. Non devi avere paura.”
“Va bene, ma… ma tu sembri sentirti meglio dopo questo pomeriggio. Sei rilassato, sicuro di te, a tuo agio… Ho paura che se ti chiedessi di fermarti ci rimarresti male.”
“ Capisco le tue perplessità amore ma non significa che se Maira mi ha fatto una sega non ti amo più.”
“Te la scoperesti? Sii sincero!”
“Se per te non fosse un problema, sì.”
“Lo sapevo, ho visto come la guardavi e come giocavate.”
“Tu scoperesti altri uomini?”
Ci pensò un attimo “Ti ho appena detto di no!”
“Bene, allora o entrambi o nessuno. Questa vacanza non deve rovinarci, deve unirci” In me si venne a creare un ombra di senso di colpa che mi portai dietro per qualche ora. Io avevo già scopato con Maira senza il consenso della mia ragazza. Se lo avesse saputo avrebbe persino potuto decidere di lasciarmi.
Silvia dopo queste parole mi saltò addosso, mi portò sul letto e iniziò a cavalcarmi in un modo che non avevo mai visto. “Voglio essere chiara con te” prese a dire mentre saltava sul mio cazzo “a me non interessano gli altri” gemette “ma se a te fa piacere, farò qualsiasi cosa per te” mi afferrò il viso dalla mascella con una presa decisa “Ho visto bene cosa è successo al tuo cazzo quando ti ho raccontato di cosa ho provato alla vista di quei due.” si chinò in avanti e mi leccò l’orecchio mentre continuava a muovere il sedere “Se restiamo qui, voglio vedere più cazzi possibile e tenere questo cazzone sempre in tiro.” Poi tornò nella posizione di prima, le molle del letto cigolavano “Hai capito quello che ti ho detto?” mi chiese aggressiva mentre ansimavo “Oh si amore, sto per…” “Per te posso scoparmi anche tutto il villaggio, ma se smetti di essere eccitato torniamo a casa!” A quelle parole esplosi. La mia sborra improvvisamente riempì le pareti della sua figa. “Maiale! Ti piace eh? Vuoi vedermi scopare gente a caso?” “Oh sii” urlai, le mie parole la accompagnarono il suo orgasmo, che esplose imponente e selvaggio, rompendo la calma di quel piccolo paradiso naturale.
di
scritto il
2026-06-28
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