A ciascuno il suo posto
di
IL MICROBO
genere
gay
A CIASCUNO IL SUO POSTO
Faccio tardi al bar. Sono di cattivo umore. Ci sta un altro ancora più nero di me.
-Cosa ti è successo?
-Sono stato piantato in asso.
-Anch'io.
-Continuavamo a litigare.
-Noi pure.
-Troia di una troia lurida.
-Era brava a letto?
-Di fica sì, ma pompini non me ne faceva. E la tua?
-Ci davo dentro.
-Hai mai fatto tra maschi?
-Mai.
-Nemmeno io. Ma se stasera ne trovo uno che poco poco ci sta, lo trombo per dritto e per rovescio.
-Ce l'hai grosso?
-Da far paura.
Ci incamminiamo sconsolati. Per strada mi da una palpata decisa al culo.
-Ma che fai?
-Niente. Scusami. Io abito qui. Vuoi salire?
-Ti sembra il caso?
-Perché no. Siamo compagni di sventura.
In casa sua ci facciamo un'altra birra.
-Che caldo che fa.
Si levala maglietta. Me la levo anch'io.
Si sfila tutto anche sotto. Io uguale.
-Non siamo ad armi pari.
-Averlo così come il tuo sarebbe un sogno.
-Ti fa voglia.
-Un pochino.
-Baciamelo.
Smack.
-Solo un bacetto?
Smack. Smack.
-Succhiamelo.
Lo prendo in bocca. Gli do una succhiata.
-È tutto tuo.
Non so cosa mi è successo. Mi sono tuffato a pompa.
-Sbavamelo.
Sluch. Sluch. Sluch.
-Hai voglia di provarlo dietro?
-Non lo so.
-Girati.
I suoi inviti mi suonavano come ordini. Mi giro.
-Me lo dai?
-Forse.
-Basta chiacchiere.
Io sotto, lui sopra. Me lo cacciò tutto e mi scopò come l'ultima delle zoccole.
-Mi sei piaciuto.
-Anche tu a me.
-Non mi hai detto che dovevi prendere il treno?
-Ormai l'ho perso.
-Io faccio sempre due volte.
-Che maschio che sei.
Guarda caso ci siamo baciati e abbracciati stretti a struscio, cazzo contro cazzo, e dopo la seconda scopata, ancora più dura e assassina, mi sono sentito molto suo. Gli vado bene, lui a me ancora di più.
-Gli scherzi del destino.
-Le combinazioni della vita.
Faccio tardi al bar. Sono di cattivo umore. Ci sta un altro ancora più nero di me.
-Cosa ti è successo?
-Sono stato piantato in asso.
-Anch'io.
-Continuavamo a litigare.
-Noi pure.
-Troia di una troia lurida.
-Era brava a letto?
-Di fica sì, ma pompini non me ne faceva. E la tua?
-Ci davo dentro.
-Hai mai fatto tra maschi?
-Mai.
-Nemmeno io. Ma se stasera ne trovo uno che poco poco ci sta, lo trombo per dritto e per rovescio.
-Ce l'hai grosso?
-Da far paura.
Ci incamminiamo sconsolati. Per strada mi da una palpata decisa al culo.
-Ma che fai?
-Niente. Scusami. Io abito qui. Vuoi salire?
-Ti sembra il caso?
-Perché no. Siamo compagni di sventura.
In casa sua ci facciamo un'altra birra.
-Che caldo che fa.
Si levala maglietta. Me la levo anch'io.
Si sfila tutto anche sotto. Io uguale.
-Non siamo ad armi pari.
-Averlo così come il tuo sarebbe un sogno.
-Ti fa voglia.
-Un pochino.
-Baciamelo.
Smack.
-Solo un bacetto?
Smack. Smack.
-Succhiamelo.
Lo prendo in bocca. Gli do una succhiata.
-È tutto tuo.
Non so cosa mi è successo. Mi sono tuffato a pompa.
-Sbavamelo.
Sluch. Sluch. Sluch.
-Hai voglia di provarlo dietro?
-Non lo so.
-Girati.
I suoi inviti mi suonavano come ordini. Mi giro.
-Me lo dai?
-Forse.
-Basta chiacchiere.
Io sotto, lui sopra. Me lo cacciò tutto e mi scopò come l'ultima delle zoccole.
-Mi sei piaciuto.
-Anche tu a me.
-Non mi hai detto che dovevi prendere il treno?
-Ormai l'ho perso.
-Io faccio sempre due volte.
-Che maschio che sei.
Guarda caso ci siamo baciati e abbracciati stretti a struscio, cazzo contro cazzo, e dopo la seconda scopata, ancora più dura e assassina, mi sono sentito molto suo. Gli vado bene, lui a me ancora di più.
-Gli scherzi del destino.
-Le combinazioni della vita.
2
voti
voti
valutazione
3.5
3.5
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Cazzi in bocca
Commenti dei lettori al racconto erotico