La casa delle tette 4 (finale)
di
Jack Off
genere
incesti
Davanti ai suoi occhi uno spettacolo impagabile.
Sua madre e sua nonna nude con le loro enormi poppe al vento lesbicavano allegramente in tutta la loro porcaggine.
Da un cassetto erano usciti dei cazzi di lattice di diverse misure e vide sua nonna infilarne uno in culo a sua mamma che anziché lamentarsi parve gradirlo ancor di più.
Le due scopavano ondeggiando le loro tettone, le loro fiche mature colavano umori di piacere, i falli di gomma tappavano tutti i loro buchi.
Uno spettacolo osceno ed eccitante.
Loredana intanto si era chinata a terra, glielo aveva preso in bocca e glielo menava strizzandoglielo fra le grosse tettone.
E così, godendosi quello spettacolo porno in diretta, venne ancora una volta in bocca alla sorella…
Quando le due vacche furono soddisfatte crollarono sul letto esauste e presero sonno quasi subito.
Jack appagato dal pompino tornò turbato in camera sua.
Era esausto e prese sono quasi subito ma quella notte sognò tette di famiglia a tutto spiano.
Al mattino pensò di essersi sognato tutto ma quando aprì gli occhi e vide che sua sorella gli russava accanto senza nulla addosso capì che non era stata una fantasia ma pura realtà.
Si alzò e andò in bagno. Il cazzo gli faceva male per quanto ci aveva dato dentro con Loredana e aveva una pisciata in canna che ci mise parecchi minuti ad uscire.
Il sole era già alto nel cielo e la giornata era bella calda.
Per rimettersi in forze nulla di meglio di una buona colazione.
Infilò solo i jeans e a torso nudo scese in cucina dove ai fornelli trovò sua pro zia Pina che si stava dando da fare per preparare il pranzo.
Non ci fece caso subito distratto e ancora assonnato ma dopo poco si rese conto che a parte il grembiule blu da cuoca la zia non indossava altro.
Visto da davanti il grembiulino copriva tutti i punti più strategici o almeno ci provava ma appena la zia gli voltò la schiena WOW! Dietro non aveva proprio nulla. Solo un laccio blu appena sotto le spalle e un altro in vita col nodo a farfalla.
I grossi glutei della cicciotta 65enne erano in pieno primo piano.
Immediatamente qualcosa gli si smosse fra le gambe.
Certo un conto era togliersi il reggiseno perchè faceva caldo, un altro andare in giro per casa con chiappe e fica al vento.
Ma il meglio non era ancora venuto.
La zia gli preparò subito un caffè e glielo portò caldo, caldo avvicinandosi a lui più che poteva.
A quel punto le due boccione che aveva sul petto per nulla inferiori a quelle di sua sorella scattarono in avanti sgusciando fuori dal grembiule in piena prepotenza.
Lei parve non farci caso come se sbatacchiare quelle grosse mammelle a pera fosse la cosa più normale del mondo ma lui era a un pelo dal farsi saltar fuori il cazzo dai pantaloni tanto più che la zietta aveva due capezzoloni lunghi e duri che parevano non chiedere altro che esser succhiati.
Al principio provò a non fissarli ma poi visto che la donna insisteva tanto nel fargli ondeggiare a venti cm dalla faccia quei due globi di carne allungò un dito e fingendo di suonare una trombetta le strizzò la tetta destra ‘popi popi’ fece.
‘Scherzi sempre tu’ rise zia Giuseppina.
Lui sorrise ma non mollò la presa al seno che gli si scioglieva fra le mani eccitandolo un altra volta.
La zia con uno scatto sollevò il grembiule dalle ginocchia fino alla vita e lo sventolò ‘Che caldo che fa oggi’ disse facendosi aria.
Naturalmente così facendo la sua ficona sbucò fuori in tutto il suo splendore. Una bella gattona dal pelo nero un po’ grigetto con due grosse labbra vaginali che uscivano fuori carnose e intense.
Per l’eccitazione lui le strizzò la tetta ancora più forte.
Non resistette più ‘Zia hai una fica davvero bella lo sai’.
‘Ma dai cosa dici, guardala bene non vedi che ho tutto il pelo grigetto’ e così dicendo vi passò una mano sopra accarezzandosi il clitoride. Quando tolse la mano si vide chiaramente che era unta.
‘A me piace zia, mi mette sete’.
‘Ti mette cosa?’ disse lei.
‘Slurp’ fece il nipote passandosi la lingua sulle labbra.
La vecchia non disse altro. Sollevò una gamba sulla sedia e gliela piazzò dritta in faccia ‘Ecco studiatela bene allora’.
Senza più ritegno lui tirò fuori la lingua e si tuffò a capofitto in quella ficona invitante. Fino a ieri non avrebbe mai fatto una cosa del genere ma nelle ultime 24 ore erano cambiate tante cose.
Ora aveva il coraggio di osare.
Prese a leccarla come aveva già fatto con quella di sua nonna e di sua sorella. Ormai era un formichiere nato.
Nel contempo si sbottonò i jeans e il suo cazzo durissimo apparve in tutta la sua erezione.
La zia Giuseppina non ci girò tanto attorno. Lasciò che si desse da fare con la lingua e subito glielo prese in mano saggiando la durezza e la lunghezza dell’attrezzo.
‘Su dai cosa aspetti. Dai che non mi basta la lingua’ disse e senza indugi si mise poggiata sul tavolo della cucina porgendosi a pecora per lui.
Jack non indugiò, si prese il cazzo fra le mani, si mise alle spalle della vecchia e glielo guidò nella sorca bagnatissima con un sol colpo.
‘OOOOOOOOOOO’ gemette lei mentre lui iniziava a pompare.
‘Che bel cazzo duro che hai Jack. Pompa ti prego pompa che sono tutta una voglia’.
‘Si zia. Ti trombo, ti chiavo tutta, te lo faccio uscire dalla bocca’ disse Jack che afferrate le tettone da dietro abbracciava la zia in tutta la sua stazza pompandole il cazzo nella fica fino ai coglioni.
‘Godo Jack godo’ ululava la vecchia porcona e lui instancabile glielo faceva muovere in tutta la lunghezza su e giù per l’utero regalandole un piacere dietro l’altro.
Ma quello che più lo eccitava erano quelle grosse chiappone che ballonzolavano ritmicamente sotto ai colpi del suo cazzo.
Certo di averle regalato abbastanza piacere alla fica di botto glielo sfilò fuori bello umido dei suoi orgasmi e senza dire nulla glielo infilò in mezzo alla chiappe.
‘Jack ma che fai?’.
‘Ti apro il culo zia perchè ti dispiace?’ rispose lui severo.
‘No no figurati fai pure a te mica posso dire di no. Poi però lo voglio ancora davanti va bene?’.
‘Te lo metto dove vuoi vecchia porcona’ rispose mentre già il cazzo si perdeva tra quei due chiapponi grossi e molli.
‘Aaaaa mi spacchi il culo. Me lo spacchi!’ gemette lei.
‘Si troiona te lo sfondo tutto’ annuì Jack che ormai sentiva il cazzo scivolare nell’accogliente buco del culo della vecchia.
Eccitato iniziò a pompare per farlo entrare fino ai coglioni.
Era un martello pneumatico deciso a sfondarla per benino.
La cappella cominciò a gonfiarsi e poco dopo aprì i coglioni ad una fantastica sborrata che inondò il culo della vecchia.
Stava ancora dando un paio di colpi per svuotarsi tutta la sborra dal cazzo quando si accorse che non erano più soli.
Sfilò di botto il cazzo dal culo di sua zia e con l’uccello che ancora colava sperma fissò sua madre che lo studiava seduta su una sedia lì accanto chiedendosi da quanto tempo fosse lì a guardarlo scopare.
Restò a fissarla, in fondo era sempre sua madre e la cosa gli creava non poco imbarazzo…
Si stava inculando come un toro la zia di 65 anni, uno dei sogni delle sue fantasie masturbatorie giovanili e ora c’era sua madre a guardarlo.
Si era bloccato come quando da ragazzino sua sorella lo aveva sorpreso in bagno a farsi una sega. Ma ora non era più un ragazzino, aveva la consapevolezza di essere uno stallone da monta e la rivelazione che le donne di famiglia erano delle gran vacche.
Certo era sua madre ma ieri sera l’aveva anche vista leccare la fica a sua nonna e qualche ora prima a sua sorella.
Sua madre era una vacca bisex c’era poco da dire. Comunque, educato, lo sfilò dal culo della zia Pina ancora duro e attese la reazione della genitrice.
Lei si avvicinò e lo studiò per bene ‘Certo che ti è davvero venuto un bel cazzone Jack’.
Senza dire altro glielo prese con una mano e sfiorandolo appena ammiccò lasciva ‘Ho fatto davvero un bel lavoro’.
‘Si mamma, grazie mamma’ disse lui meccanicamente.
Intanto lì accanto c’era ancora zia Giuseppina completamente nuda a guardarli.
I liquidi vaginali le colavano lungo le gambe e lei tappava il flusso con uno scottex.
Maria non voleva saperne di lasciare la presa. Solo a stringerglielo fra le mani a Jack sembrava venire ancor più duro.
Maria con indosso solo un costume da bagno azzurro a due pezzi aveva i tettoni gonfi che pulsavano di prepotenza pronti ad esplodere. Jack non poteva non notare che i suoi capezzoli erano belli duri ed eccitati.
‘E così finalmente hai scoperto tutto? Bhe è giusto che tu lo sappia ormai sei grandicello. Aveva ragione la nonna bisognava dirtelo era giusto farti partecipe’.
‘Mamma io… non capisco?’.
‘Non capisci cosa? Che siamo una famiglia dedita al sesso, che ci piace farlo tra parenti, che tuo padre si scopa tua sorella, che io vado a letto con tua nonna, che tua zia Giuseppina è la compagna di vita di nonna. Che siamo tutte bisessuali amanti dei grossi seni come dei grossi cazzi. Che cosa ti manca per capire?’.
Lui con uno scatto le afferrò le mammelle facendogliele sgusciare fuori dal reggipetto.
Erano stupende. Le stesse grosse bocce cariche di latte che aveva succhiato molti anni prima e che ora erano lì a soddisfare la sua libidine.
Senza dire altro ficcò la faccia fra i suoi seni e prese a leccarli a tutto spiano sentendo i capezzoli sempre più duri.
‘Mamma voglio scopare, voglio scoparti’ le sussurrò avvinghiato fra le sue tettone.
Maria fece un sorriso compiaciuto ‘Bhe era ora che trovassi il coraggio di farlo. Era ora che la smettessi di segarti mentre mi spii. Ci voleva tanto a trovare il coraggio’.
‘Io non avrei mai osato..’ confessò Jack.
‘Lo so Tesoro per questo zia Lina e zia Pina ci hanno dato una mano coordinando tutta l’operazione.
Prima ti abbiamo irretito durante il viaggio, poi la nonna ti ha dato una prima botta, tua sorella ti ha svelato quello che ancora non sapevi ed ora sei pronto’.
‘E zia Giuseppina -chiese Jack ammiccando verso la vecchia zia che se ne stava ancora nuda in disparte- lei che ruolo aveva?’.
‘Nessuno, lei aveva solo una gran voglia di cazzo’ rise la madre.
Meccanicamente la zia si avvicinò di fronte a Maria. “E non mi è passata” disse.
Ora Jack cinto fra due grosse paia di tettone che gli ondeggiavano davanti agli occhi non resistette oltre.
Sfilò il pezzo di sotto a sua madre denudando la sua bella fica di pelo nero e si chinò a baciarla e leccarla con affetto e piacere. ‘O si mamma -slap- o come ce l’hai dolce mamma- slap- fammi bere il tuo succo di fica mammina’.
In quel momente sentì la mano timida della zia strizzargli per bene i coglioni.
‘E’ di nuovo pieno’ commentò Giuseppina.
Detto fatto sua madre si sdraiò sul tavolo a gambe divaricate e offrì al figlio tutto il suo corpo.
Jack senza esitazioni le si sistemò sopra e lo guidò lentamente nella fica bagnata.
‘O si mamma come sei calda’.
‘o Jack quanto ce l hai duro’.
Prese a pompare nella fica di sua madre come un forsennato. La troia se la spassava e lui sentiva delle scariche potenti di piacere ad ogni colpo.
Il piacere era ai massimi ma non era ancora finita.
Quando la zia lo sorprese e chinandosi dietro di lui gli infilò la lingua nel buco del culo il cazzo di Jack prese a fremere come mai prima di allora.
‘Oddio ma quanto siete troie, troie…’ ragliò il ragazzo e sparò nella fica di sua madre la miglior sborrata della sua vita.
Si placarono.
Sudati ma non sazi sedettero tutti e tre nudi sul divano a fissarsi l’un l’altro.
‘Che gran goduta’ disse Jack.
“Ed e’ solo l’inizio -ammiccò la madre- abbiamo ancora due settimane di vacanza da sfruttare per benino amore mio”.
Quel che successe in quei quindici giorni si può ben immaginare.
Jack era una macchina da scopata. Le quattro donne erano sempre pronte ad accoglierlo, sempre nude con le angurie in bella vista che Jack non mancava di omaggiare con fluenti sborrate.
L’idea che lo sperma facesse rassodare i seni lo divertiva molto perché poteva schizzare in uno dei suoi posti preferiti e loro gli dicevano pure grazie.
Quando non scopavano con lui lo facevano fra di loro.
A nonna piaceva tanto andare con sua madre mentre la zia Pina pareva adorasse la fichetta di Loredana che leccava ogni volta che poteva anche dopo che aveva urinato.
Liberi da ogni inibizione, riparati dai giudizi in quella casa isolata si diedero alla pazza gioia appagando ogni perversione più segreta.
Fu la miglior vacanza della sua vita. E, quando salutate e ringraziate a dovere le nonne tornarono a casa sapeva che nulla sarebbe più stato come prima.
Jackoffstorie@yahoo.com
Sua madre e sua nonna nude con le loro enormi poppe al vento lesbicavano allegramente in tutta la loro porcaggine.
Da un cassetto erano usciti dei cazzi di lattice di diverse misure e vide sua nonna infilarne uno in culo a sua mamma che anziché lamentarsi parve gradirlo ancor di più.
Le due scopavano ondeggiando le loro tettone, le loro fiche mature colavano umori di piacere, i falli di gomma tappavano tutti i loro buchi.
Uno spettacolo osceno ed eccitante.
Loredana intanto si era chinata a terra, glielo aveva preso in bocca e glielo menava strizzandoglielo fra le grosse tettone.
E così, godendosi quello spettacolo porno in diretta, venne ancora una volta in bocca alla sorella…
Quando le due vacche furono soddisfatte crollarono sul letto esauste e presero sonno quasi subito.
Jack appagato dal pompino tornò turbato in camera sua.
Era esausto e prese sono quasi subito ma quella notte sognò tette di famiglia a tutto spiano.
Al mattino pensò di essersi sognato tutto ma quando aprì gli occhi e vide che sua sorella gli russava accanto senza nulla addosso capì che non era stata una fantasia ma pura realtà.
Si alzò e andò in bagno. Il cazzo gli faceva male per quanto ci aveva dato dentro con Loredana e aveva una pisciata in canna che ci mise parecchi minuti ad uscire.
Il sole era già alto nel cielo e la giornata era bella calda.
Per rimettersi in forze nulla di meglio di una buona colazione.
Infilò solo i jeans e a torso nudo scese in cucina dove ai fornelli trovò sua pro zia Pina che si stava dando da fare per preparare il pranzo.
Non ci fece caso subito distratto e ancora assonnato ma dopo poco si rese conto che a parte il grembiule blu da cuoca la zia non indossava altro.
Visto da davanti il grembiulino copriva tutti i punti più strategici o almeno ci provava ma appena la zia gli voltò la schiena WOW! Dietro non aveva proprio nulla. Solo un laccio blu appena sotto le spalle e un altro in vita col nodo a farfalla.
I grossi glutei della cicciotta 65enne erano in pieno primo piano.
Immediatamente qualcosa gli si smosse fra le gambe.
Certo un conto era togliersi il reggiseno perchè faceva caldo, un altro andare in giro per casa con chiappe e fica al vento.
Ma il meglio non era ancora venuto.
La zia gli preparò subito un caffè e glielo portò caldo, caldo avvicinandosi a lui più che poteva.
A quel punto le due boccione che aveva sul petto per nulla inferiori a quelle di sua sorella scattarono in avanti sgusciando fuori dal grembiule in piena prepotenza.
Lei parve non farci caso come se sbatacchiare quelle grosse mammelle a pera fosse la cosa più normale del mondo ma lui era a un pelo dal farsi saltar fuori il cazzo dai pantaloni tanto più che la zietta aveva due capezzoloni lunghi e duri che parevano non chiedere altro che esser succhiati.
Al principio provò a non fissarli ma poi visto che la donna insisteva tanto nel fargli ondeggiare a venti cm dalla faccia quei due globi di carne allungò un dito e fingendo di suonare una trombetta le strizzò la tetta destra ‘popi popi’ fece.
‘Scherzi sempre tu’ rise zia Giuseppina.
Lui sorrise ma non mollò la presa al seno che gli si scioglieva fra le mani eccitandolo un altra volta.
La zia con uno scatto sollevò il grembiule dalle ginocchia fino alla vita e lo sventolò ‘Che caldo che fa oggi’ disse facendosi aria.
Naturalmente così facendo la sua ficona sbucò fuori in tutto il suo splendore. Una bella gattona dal pelo nero un po’ grigetto con due grosse labbra vaginali che uscivano fuori carnose e intense.
Per l’eccitazione lui le strizzò la tetta ancora più forte.
Non resistette più ‘Zia hai una fica davvero bella lo sai’.
‘Ma dai cosa dici, guardala bene non vedi che ho tutto il pelo grigetto’ e così dicendo vi passò una mano sopra accarezzandosi il clitoride. Quando tolse la mano si vide chiaramente che era unta.
‘A me piace zia, mi mette sete’.
‘Ti mette cosa?’ disse lei.
‘Slurp’ fece il nipote passandosi la lingua sulle labbra.
La vecchia non disse altro. Sollevò una gamba sulla sedia e gliela piazzò dritta in faccia ‘Ecco studiatela bene allora’.
Senza più ritegno lui tirò fuori la lingua e si tuffò a capofitto in quella ficona invitante. Fino a ieri non avrebbe mai fatto una cosa del genere ma nelle ultime 24 ore erano cambiate tante cose.
Ora aveva il coraggio di osare.
Prese a leccarla come aveva già fatto con quella di sua nonna e di sua sorella. Ormai era un formichiere nato.
Nel contempo si sbottonò i jeans e il suo cazzo durissimo apparve in tutta la sua erezione.
La zia Giuseppina non ci girò tanto attorno. Lasciò che si desse da fare con la lingua e subito glielo prese in mano saggiando la durezza e la lunghezza dell’attrezzo.
‘Su dai cosa aspetti. Dai che non mi basta la lingua’ disse e senza indugi si mise poggiata sul tavolo della cucina porgendosi a pecora per lui.
Jack non indugiò, si prese il cazzo fra le mani, si mise alle spalle della vecchia e glielo guidò nella sorca bagnatissima con un sol colpo.
‘OOOOOOOOOOO’ gemette lei mentre lui iniziava a pompare.
‘Che bel cazzo duro che hai Jack. Pompa ti prego pompa che sono tutta una voglia’.
‘Si zia. Ti trombo, ti chiavo tutta, te lo faccio uscire dalla bocca’ disse Jack che afferrate le tettone da dietro abbracciava la zia in tutta la sua stazza pompandole il cazzo nella fica fino ai coglioni.
‘Godo Jack godo’ ululava la vecchia porcona e lui instancabile glielo faceva muovere in tutta la lunghezza su e giù per l’utero regalandole un piacere dietro l’altro.
Ma quello che più lo eccitava erano quelle grosse chiappone che ballonzolavano ritmicamente sotto ai colpi del suo cazzo.
Certo di averle regalato abbastanza piacere alla fica di botto glielo sfilò fuori bello umido dei suoi orgasmi e senza dire nulla glielo infilò in mezzo alla chiappe.
‘Jack ma che fai?’.
‘Ti apro il culo zia perchè ti dispiace?’ rispose lui severo.
‘No no figurati fai pure a te mica posso dire di no. Poi però lo voglio ancora davanti va bene?’.
‘Te lo metto dove vuoi vecchia porcona’ rispose mentre già il cazzo si perdeva tra quei due chiapponi grossi e molli.
‘Aaaaa mi spacchi il culo. Me lo spacchi!’ gemette lei.
‘Si troiona te lo sfondo tutto’ annuì Jack che ormai sentiva il cazzo scivolare nell’accogliente buco del culo della vecchia.
Eccitato iniziò a pompare per farlo entrare fino ai coglioni.
Era un martello pneumatico deciso a sfondarla per benino.
La cappella cominciò a gonfiarsi e poco dopo aprì i coglioni ad una fantastica sborrata che inondò il culo della vecchia.
Stava ancora dando un paio di colpi per svuotarsi tutta la sborra dal cazzo quando si accorse che non erano più soli.
Sfilò di botto il cazzo dal culo di sua zia e con l’uccello che ancora colava sperma fissò sua madre che lo studiava seduta su una sedia lì accanto chiedendosi da quanto tempo fosse lì a guardarlo scopare.
Restò a fissarla, in fondo era sempre sua madre e la cosa gli creava non poco imbarazzo…
Si stava inculando come un toro la zia di 65 anni, uno dei sogni delle sue fantasie masturbatorie giovanili e ora c’era sua madre a guardarlo.
Si era bloccato come quando da ragazzino sua sorella lo aveva sorpreso in bagno a farsi una sega. Ma ora non era più un ragazzino, aveva la consapevolezza di essere uno stallone da monta e la rivelazione che le donne di famiglia erano delle gran vacche.
Certo era sua madre ma ieri sera l’aveva anche vista leccare la fica a sua nonna e qualche ora prima a sua sorella.
Sua madre era una vacca bisex c’era poco da dire. Comunque, educato, lo sfilò dal culo della zia Pina ancora duro e attese la reazione della genitrice.
Lei si avvicinò e lo studiò per bene ‘Certo che ti è davvero venuto un bel cazzone Jack’.
Senza dire altro glielo prese con una mano e sfiorandolo appena ammiccò lasciva ‘Ho fatto davvero un bel lavoro’.
‘Si mamma, grazie mamma’ disse lui meccanicamente.
Intanto lì accanto c’era ancora zia Giuseppina completamente nuda a guardarli.
I liquidi vaginali le colavano lungo le gambe e lei tappava il flusso con uno scottex.
Maria non voleva saperne di lasciare la presa. Solo a stringerglielo fra le mani a Jack sembrava venire ancor più duro.
Maria con indosso solo un costume da bagno azzurro a due pezzi aveva i tettoni gonfi che pulsavano di prepotenza pronti ad esplodere. Jack non poteva non notare che i suoi capezzoli erano belli duri ed eccitati.
‘E così finalmente hai scoperto tutto? Bhe è giusto che tu lo sappia ormai sei grandicello. Aveva ragione la nonna bisognava dirtelo era giusto farti partecipe’.
‘Mamma io… non capisco?’.
‘Non capisci cosa? Che siamo una famiglia dedita al sesso, che ci piace farlo tra parenti, che tuo padre si scopa tua sorella, che io vado a letto con tua nonna, che tua zia Giuseppina è la compagna di vita di nonna. Che siamo tutte bisessuali amanti dei grossi seni come dei grossi cazzi. Che cosa ti manca per capire?’.
Lui con uno scatto le afferrò le mammelle facendogliele sgusciare fuori dal reggipetto.
Erano stupende. Le stesse grosse bocce cariche di latte che aveva succhiato molti anni prima e che ora erano lì a soddisfare la sua libidine.
Senza dire altro ficcò la faccia fra i suoi seni e prese a leccarli a tutto spiano sentendo i capezzoli sempre più duri.
‘Mamma voglio scopare, voglio scoparti’ le sussurrò avvinghiato fra le sue tettone.
Maria fece un sorriso compiaciuto ‘Bhe era ora che trovassi il coraggio di farlo. Era ora che la smettessi di segarti mentre mi spii. Ci voleva tanto a trovare il coraggio’.
‘Io non avrei mai osato..’ confessò Jack.
‘Lo so Tesoro per questo zia Lina e zia Pina ci hanno dato una mano coordinando tutta l’operazione.
Prima ti abbiamo irretito durante il viaggio, poi la nonna ti ha dato una prima botta, tua sorella ti ha svelato quello che ancora non sapevi ed ora sei pronto’.
‘E zia Giuseppina -chiese Jack ammiccando verso la vecchia zia che se ne stava ancora nuda in disparte- lei che ruolo aveva?’.
‘Nessuno, lei aveva solo una gran voglia di cazzo’ rise la madre.
Meccanicamente la zia si avvicinò di fronte a Maria. “E non mi è passata” disse.
Ora Jack cinto fra due grosse paia di tettone che gli ondeggiavano davanti agli occhi non resistette oltre.
Sfilò il pezzo di sotto a sua madre denudando la sua bella fica di pelo nero e si chinò a baciarla e leccarla con affetto e piacere. ‘O si mamma -slap- o come ce l’hai dolce mamma- slap- fammi bere il tuo succo di fica mammina’.
In quel momente sentì la mano timida della zia strizzargli per bene i coglioni.
‘E’ di nuovo pieno’ commentò Giuseppina.
Detto fatto sua madre si sdraiò sul tavolo a gambe divaricate e offrì al figlio tutto il suo corpo.
Jack senza esitazioni le si sistemò sopra e lo guidò lentamente nella fica bagnata.
‘O si mamma come sei calda’.
‘o Jack quanto ce l hai duro’.
Prese a pompare nella fica di sua madre come un forsennato. La troia se la spassava e lui sentiva delle scariche potenti di piacere ad ogni colpo.
Il piacere era ai massimi ma non era ancora finita.
Quando la zia lo sorprese e chinandosi dietro di lui gli infilò la lingua nel buco del culo il cazzo di Jack prese a fremere come mai prima di allora.
‘Oddio ma quanto siete troie, troie…’ ragliò il ragazzo e sparò nella fica di sua madre la miglior sborrata della sua vita.
Si placarono.
Sudati ma non sazi sedettero tutti e tre nudi sul divano a fissarsi l’un l’altro.
‘Che gran goduta’ disse Jack.
“Ed e’ solo l’inizio -ammiccò la madre- abbiamo ancora due settimane di vacanza da sfruttare per benino amore mio”.
Quel che successe in quei quindici giorni si può ben immaginare.
Jack era una macchina da scopata. Le quattro donne erano sempre pronte ad accoglierlo, sempre nude con le angurie in bella vista che Jack non mancava di omaggiare con fluenti sborrate.
L’idea che lo sperma facesse rassodare i seni lo divertiva molto perché poteva schizzare in uno dei suoi posti preferiti e loro gli dicevano pure grazie.
Quando non scopavano con lui lo facevano fra di loro.
A nonna piaceva tanto andare con sua madre mentre la zia Pina pareva adorasse la fichetta di Loredana che leccava ogni volta che poteva anche dopo che aveva urinato.
Liberi da ogni inibizione, riparati dai giudizi in quella casa isolata si diedero alla pazza gioia appagando ogni perversione più segreta.
Fu la miglior vacanza della sua vita. E, quando salutate e ringraziate a dovere le nonne tornarono a casa sapeva che nulla sarebbe più stato come prima.
Jackoffstorie@yahoo.com
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