Fare moneta

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sadomaso

FARE MONETA
Eravamo una famiglia felice. Non ci mancava niente. Ma da quando papi ha perso il lavoro non ci sono più entrate. Bollette scadute, conti da pagare, tanti, troppi. Papi ha impegnato di tutto: l'auto nuova, i gioielli di mamma, le sue pellicce. Ma non basta. Siamo sul lastrico.
-Papi forse ho trovato una via d'uscita.
-Quale?
-Ho visto in rete che c'è un giro di gente che si riunisce una volta al mese.
-E allora?
-Sono tutti super ricchi che partecipano a un'asta.
-E cosa viene messo in palio?
-Un giovane vergine come sono io.
-Non se ne parla.
-Ho mandato delle foto e mi hanno risposto che vado bene. Guarda che pagano molto.
-Spiegami meglio.
-Cercano soggetti di buona famiglia, con una buona educazione, non gente di strada. E non si viene venduti ma solo ceduti a tempo.
-Cazzo.
-Ci vado. Firmami il consenso e scrivici il tuo IBAN.
-A questo ci siamo ridotti?
-È un'esperienza come un'altra. Sono forte lo sai.
A domicilio ci arrivò il manager. Prese molte informazioni. Fui accettato. Venne stabilita la data. Mi presentai. Lo staff mi rese presentabile (nudo in peri). Ero il ritratto dell'innocenza. Al mio ingresso in pedana feci scalpore. In sala ci stavano dei magnati. Pochi, pensavo di più.
Il banditore: Abbiamo qui un articolo davvero unico che è il top della nostra offerta. Ragazzo intelligente. Buone scuole. Niente grilli per la testa, nessuna esperienza sessuale. Tutto da tirare su. L'aspetto si commenta da solo. Molto sport. Culetto ben sviluppato. Viene ceduto per un solo mese, di passione e di perversione, poi deve ritornare alla base, in quali condizioni non si sa. Chi offre di più?
Le prime offerte alzarono la posta, poi fu tutta una gara a due a furia di rilanci. Fui battuto per una cifra astronomica (50% all'organizzazione, 50% alla mia famiglia) e mi consegnarono all'aggiudicatario. Fui portato nella sua villa. La prima notte dovetti compiacerlo e si dichiarò soddisfatto. Le sere seguenti organizzò un party e mi esibì ai suoi amici in tenuta da femminuccia (mutandine di pizzo, reggipetto taglia prima, calze autoreggenti, tacchi alti). Tutta gente malata nel cervello, che allungava le mani sul mio sederino e si complimentava col padrone di casa.
-Dove lo hai scovato?
-Lo sapete bene dove. Mi è costato un occhio.
-Lo condividi?
-Ma certo. È qui per questo.
Per un mese intero non ho fatto altro che lustrare cazzi per poi prenderli di buona voglia nel culo. Qualcuno di quei bruti mi ha anche sculacciato. Me la sono messa via. Tutto sommato non mi dispiaceva.
A fine periodo fui restituito ai miei.
-Cosa ti hanno fatto?
-Di tutto.
-Mannaggia.
-Sono una miniera d'oro. Rimettetemi in pista.
-Non dirci che ti è piaciuto. Non eri così.
-Non lo ero. Ma lo sono diventato.
Mese dopo mese ho girato diversi affittuari e sublocatori, tutti di bella presenza. Per ognuno che accontento ricevo la mia bella percentuale. I sadici pagavano il doppio. Sono entrato nel loro mondo. Mi giudicano un discreto masochista. La frusta non mi spaventa e nemmeno certe umiliazioni, tipo baciare piedi scalzi, leccarli, succhiare alluci, per poi salire sui loro genitali a tutta lingua. Appeso nel dungeon, legato come un salame, perdo ogni dignità. Prima si divertono a tormentarmi le palline e l'uccello, poi mi scopano, così forte che mi mandano in confusione. Essere desiderato così, seviziato poco o tanto, usato e abusato come oggetto del loro piacere, è una scuola di vita. Quanti cazzi duri e che bello riceverli dentro e gemere e guaire, fino al loro perfido, supremo orgasmo, che dopo come li ingoio e li pulisco mi prenotano sempre per un'altra sessione.
-Ti abbiamo perso?
-Direi proprio di sì.
scritto il
2026-05-11
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