Il portone verde -parte 2
di
Amandastory
genere
tradimenti
Fu allora che mi venne in mente una cosa. Chiesi a Vanessa di usare il bagno e, se quando la chiamavo, poteva raggiungermi un attimo. Lei mi indicò dove si trovava e mi disse che aspettava il mio richiamo. Entrai nel bagno e feci i miei bisogni. Una volta finito e pulita, mi spogliai del resto e chiamai Vanessa.
«Eccomi, tesoro. Di cosa hai bisogno?» mi disse poco prima di entrare. Rimase sulla porta con la bocca leggermente aperta, in segno di sbigottimento, nel vedermi nuda.
«Puoi farmi una foto, per piacere, con il mio telefono?» Prese il mio telefono e mi scattò la foto dopo essersi ripresa dalla sorpresa iniziale.
«Cosa vorresti farci con la foto?»
«Beh, penso che riconoscerà il tuo bagno quando gli mostrerò la foto.»
«Non hai paura che potrebbe dire che sei stata tu la traditrice, cara? Non sarebbe meglio coglierlo sul fatto? Magari la prossima volta che viene qua? Posso sempre darti una mano per questo.»
«Hai ragione. Non funzionerebbe questa cosa che avevo in mente e potrebbe ritorcersi contro.» Abbassai lo sguardo verso il basso per ponderare il resto della sua frase precedente e i miei occhi indugiarono sul linguine di Vanessa. Sembrava esserci qualcosa di enorme nascosto dal suo vestito e iniziai ad arrossire.
«Vanessa... Hai qualcosa di grosso che... sembra voglia uscire dal vestito strappandolo.» Vanessa, dal canto suo, abbassò lo sguardo e vide la sua protuberanza che era evidente.
«Scusa, Amanda. È solo che quando vedo un bel uomo o una donna bella come te nuda davanti a me, capita che si svegli. Ora torno di là e ti lascio vestire.»
«Aspetta, Vanessa. Grazie per i complimenti, ma non sono una bella donna, sono più nella media, credo. Comunque, tu hai visto me... Potresti farti vedere? Se vuoi, posso anche pagare. Non ho molto con me, ma mi piacerebbe vedere come sei fatta sotto a quel vestito.»
«Solitamente faccio pagare per qualunque cosa, ma per stavolta non ti faccio pagare nulla. Posso capire il tuo stato d’animo. Vedere e sentirti dire che tuo marito ti tradisce non deve essere bello. E, a proposito di bello, fidati che se non ti trovassi veramente bella, il mio pacco non si sarebbe svegliato dal suo torpore.» Detto ciò, si tolse le spalline dalle spalle e fece scendere il vestito a terra, mostrando il suo seno in tutta la sua gloria. Poi passò alle mutandine e le calò a terra con un gesto lento e sensuale.
Fu allora che vidi per la prima volta il suo pene in tutta la sua gloria che si stagliava davanti ai miei occhi. Mi abbassai, inginocchiandomi per vederlo meglio. Era lungo, non so dire quanto, ma penso intorno ai 18 cm, ed era più largo di quello di mio marito.
Non so come mi prese, ma avvicinai la mia mano a quel bastone di carne e lo toccai. Sentivo tutte le vene, era qualcosa di meraviglioso. Lo alzai e fu allora che vidi le sue palle. Erano enormi, molto più grandi di quelle di Mario e, con la mano libera, le andai a toccare e soppesare. Non solo erano gigantesche, ma erano anche pesanti.
«Non avevo capito che volevi toccarmi. Basta chiedere, tesoro, e ti faccio fare quello che vuoi. Per te oggi è tutto gratis,» disse facendomi l’occhiolino. Mi balenò per la testa un’idea pazza. Non avevo mai preso in bocca un cazzo diverso da quello del bastardo; era stato lui a insegnarmi a farlo. In realtà, a parte il sesso – avevo perso la verginità molto prima di conoscerlo – il resto me lo aveva insegnato lui.
Senza rendermene conto, mi ero avvicinata con la bocca alla sua cappella, che si stagliava in tutta la sua magnificenza, pronta a metterlo in bocca. Fu così che feci il mio primo pompino a un trans e a una persona diversa da mio marito. Lo presi a leccare e succhiare come facevo con lui e sembrava che a Vanessa piacesse. Nel frattempo, gli trastullavo le palle con una mano e con l’altra lo segavo. Ero in piena trance e sentivo che mi stavo bagnando, la cosa mi piaceva. Sentivo che anche a Vanessa la cosa piaceva perché stava mugugnando. Mi staccai dal suo cazzo un attimo con la bocca e continuavo a segarla mentre le rivolgevo uno sguardo languido.
«Sento che ti sta piacendo, ma vorrei chiederti se, quando stai per finire, mi potresti tenere la testa ferma. Mi piace non avere il controllo mentre faccio venire il mio partner in bocca. E poi, quando vado a casa, voglio baciare quel bastardo con la bocca che sa di te.»
«Come vuoi tu, tesoro. Però, che ne dici di andare un po’ più in profondità?»
«Non penso di farcela, è un po’ troppo grosso.»
«Lascia fare a me. Tu metti le mani dietro la schiena e fai muovere la testa da me. Lasciati andare del tutto.» La guardai negli occhi e le feci un cenno di approvazione. Misi le mani dietro la schiena e lei prese la mia testa tra le sue mani e iniziò a muovermi la testa avanti e indietro. Dopo qualche breve affondo, iniziò a forzare il suo cazzo un po’ per volta, facendomi abituare alle sue dimensioni. Dopo diversi minuti, era riuscita a infilarmi tutto il suo cazzo in bocca, andando a oltrepassare l’inizio della gola. Con le mani provai a staccarmi da lei, ma non mi lasciava. Allora le diedi qualche colpetto sulla gamba e, a quel punto, lo tirò fuori.
«Vorrei una foto con il tuo cazzo vicino alla mia guancia per vedere fino a dove arriva e poi una in cui l’ho tutto in bocca. Riusciresti a farmele?»
«Certo, cara. Ma le vorrai far vedere a tuo marito o le tieni per te?»
«Inizialmente le tengo con me e poi le farò vedere a mio marito quando lo beccherò in flagrante. Almeno capirà come mai avevo un sapore diverso quando lo bacerò più tardi.» Vanessa si limitò a ridere fragorosamente mentre mi faceva la prima foto. Me la mostrò e vidi che il cazzo era quasi a metà gola. Poi riprese la mia testa, vi conficcò dentro il suo membro e mi fece un’altra foto.
Andò avanti a farmi fare il pompino per circa dieci minuti. Quando stava per venire, mi avvisò e mi tenne il viso piantato contro il suo pube per i primi due o tre schizzi, poi allontanò la testa da sé e lasciò nella mia bocca solo la punta, finendo di venire.
«Ora, prima di ingoiare tutto, apri la bocca e fammi vedere la mia sborra, così da poter fare una bella foto di te nuda, piena di saliva sul corpo e con la bocca piena.» Feci come mi disse e mi sentii come una sgualdrina, ma la cosa mi piacque molto.
Fatta la foto, ingoiai la sua sborrata e poi riaprii la bocca, facendole vedere che non c’era nulla. Quella era la prima volta che ingoiavo lo sperma. Non lo avevo mai fatto con mio marito. La cosa mi piaceva molto e la sborra di Vanessa era veramente buona, direi quasi dolce.
«Grazie mille per tutto, Vanessa. È stato illuminante per me. E quello che hai fatto è stato fantastico. Aspetto un tuo messaggio o una tua chiamata per sapere quando vieni ancora qua da mio marito.»
«È stato fantastico anche per me. Non tutti sono capaci di prendere il mio cazzo tutto in gola, ma tu hai talento. Certamente, appena mi scrive, ti faccio sapere. Ma vorrei chiederti se fosse possibile avere le foto per me. Mi piacerebbe, di tanto in tanto, rivederle, sai.» Mi alzai dal pavimento e mi avvicinai al lavandino per darmi una pulita al seno e alle gambe. Nel frattempo, inviavo le foto a Vanessa.
Mi abbassai a prendere i miei vestiti per indossarli quando Vanessa si avvicinò al water e, da in piedi, iniziò a urinare. La cosa all’inizio mi diede fastidio, ma poi, quando vidi il getto potente, iniziò a piacermi. Mi avvicinai a lei e le presi il cazzo in mano e lo indirizzai io dentro al water mentre con l’altra le toccavo il suo seno. La cosa sembrava piacerle e mi lasciò fare.
Una volta rivestite, andammo in sala e ci salutammo. Ero stata dentro casa sua quasi un’ora in tutto. Mentre andavo a casa, scrissi a mio marito che stavo arrivando.
«Eccomi, tesoro. Di cosa hai bisogno?» mi disse poco prima di entrare. Rimase sulla porta con la bocca leggermente aperta, in segno di sbigottimento, nel vedermi nuda.
«Puoi farmi una foto, per piacere, con il mio telefono?» Prese il mio telefono e mi scattò la foto dopo essersi ripresa dalla sorpresa iniziale.
«Cosa vorresti farci con la foto?»
«Beh, penso che riconoscerà il tuo bagno quando gli mostrerò la foto.»
«Non hai paura che potrebbe dire che sei stata tu la traditrice, cara? Non sarebbe meglio coglierlo sul fatto? Magari la prossima volta che viene qua? Posso sempre darti una mano per questo.»
«Hai ragione. Non funzionerebbe questa cosa che avevo in mente e potrebbe ritorcersi contro.» Abbassai lo sguardo verso il basso per ponderare il resto della sua frase precedente e i miei occhi indugiarono sul linguine di Vanessa. Sembrava esserci qualcosa di enorme nascosto dal suo vestito e iniziai ad arrossire.
«Vanessa... Hai qualcosa di grosso che... sembra voglia uscire dal vestito strappandolo.» Vanessa, dal canto suo, abbassò lo sguardo e vide la sua protuberanza che era evidente.
«Scusa, Amanda. È solo che quando vedo un bel uomo o una donna bella come te nuda davanti a me, capita che si svegli. Ora torno di là e ti lascio vestire.»
«Aspetta, Vanessa. Grazie per i complimenti, ma non sono una bella donna, sono più nella media, credo. Comunque, tu hai visto me... Potresti farti vedere? Se vuoi, posso anche pagare. Non ho molto con me, ma mi piacerebbe vedere come sei fatta sotto a quel vestito.»
«Solitamente faccio pagare per qualunque cosa, ma per stavolta non ti faccio pagare nulla. Posso capire il tuo stato d’animo. Vedere e sentirti dire che tuo marito ti tradisce non deve essere bello. E, a proposito di bello, fidati che se non ti trovassi veramente bella, il mio pacco non si sarebbe svegliato dal suo torpore.» Detto ciò, si tolse le spalline dalle spalle e fece scendere il vestito a terra, mostrando il suo seno in tutta la sua gloria. Poi passò alle mutandine e le calò a terra con un gesto lento e sensuale.
Fu allora che vidi per la prima volta il suo pene in tutta la sua gloria che si stagliava davanti ai miei occhi. Mi abbassai, inginocchiandomi per vederlo meglio. Era lungo, non so dire quanto, ma penso intorno ai 18 cm, ed era più largo di quello di mio marito.
Non so come mi prese, ma avvicinai la mia mano a quel bastone di carne e lo toccai. Sentivo tutte le vene, era qualcosa di meraviglioso. Lo alzai e fu allora che vidi le sue palle. Erano enormi, molto più grandi di quelle di Mario e, con la mano libera, le andai a toccare e soppesare. Non solo erano gigantesche, ma erano anche pesanti.
«Non avevo capito che volevi toccarmi. Basta chiedere, tesoro, e ti faccio fare quello che vuoi. Per te oggi è tutto gratis,» disse facendomi l’occhiolino. Mi balenò per la testa un’idea pazza. Non avevo mai preso in bocca un cazzo diverso da quello del bastardo; era stato lui a insegnarmi a farlo. In realtà, a parte il sesso – avevo perso la verginità molto prima di conoscerlo – il resto me lo aveva insegnato lui.
Senza rendermene conto, mi ero avvicinata con la bocca alla sua cappella, che si stagliava in tutta la sua magnificenza, pronta a metterlo in bocca. Fu così che feci il mio primo pompino a un trans e a una persona diversa da mio marito. Lo presi a leccare e succhiare come facevo con lui e sembrava che a Vanessa piacesse. Nel frattempo, gli trastullavo le palle con una mano e con l’altra lo segavo. Ero in piena trance e sentivo che mi stavo bagnando, la cosa mi piaceva. Sentivo che anche a Vanessa la cosa piaceva perché stava mugugnando. Mi staccai dal suo cazzo un attimo con la bocca e continuavo a segarla mentre le rivolgevo uno sguardo languido.
«Sento che ti sta piacendo, ma vorrei chiederti se, quando stai per finire, mi potresti tenere la testa ferma. Mi piace non avere il controllo mentre faccio venire il mio partner in bocca. E poi, quando vado a casa, voglio baciare quel bastardo con la bocca che sa di te.»
«Come vuoi tu, tesoro. Però, che ne dici di andare un po’ più in profondità?»
«Non penso di farcela, è un po’ troppo grosso.»
«Lascia fare a me. Tu metti le mani dietro la schiena e fai muovere la testa da me. Lasciati andare del tutto.» La guardai negli occhi e le feci un cenno di approvazione. Misi le mani dietro la schiena e lei prese la mia testa tra le sue mani e iniziò a muovermi la testa avanti e indietro. Dopo qualche breve affondo, iniziò a forzare il suo cazzo un po’ per volta, facendomi abituare alle sue dimensioni. Dopo diversi minuti, era riuscita a infilarmi tutto il suo cazzo in bocca, andando a oltrepassare l’inizio della gola. Con le mani provai a staccarmi da lei, ma non mi lasciava. Allora le diedi qualche colpetto sulla gamba e, a quel punto, lo tirò fuori.
«Vorrei una foto con il tuo cazzo vicino alla mia guancia per vedere fino a dove arriva e poi una in cui l’ho tutto in bocca. Riusciresti a farmele?»
«Certo, cara. Ma le vorrai far vedere a tuo marito o le tieni per te?»
«Inizialmente le tengo con me e poi le farò vedere a mio marito quando lo beccherò in flagrante. Almeno capirà come mai avevo un sapore diverso quando lo bacerò più tardi.» Vanessa si limitò a ridere fragorosamente mentre mi faceva la prima foto. Me la mostrò e vidi che il cazzo era quasi a metà gola. Poi riprese la mia testa, vi conficcò dentro il suo membro e mi fece un’altra foto.
Andò avanti a farmi fare il pompino per circa dieci minuti. Quando stava per venire, mi avvisò e mi tenne il viso piantato contro il suo pube per i primi due o tre schizzi, poi allontanò la testa da sé e lasciò nella mia bocca solo la punta, finendo di venire.
«Ora, prima di ingoiare tutto, apri la bocca e fammi vedere la mia sborra, così da poter fare una bella foto di te nuda, piena di saliva sul corpo e con la bocca piena.» Feci come mi disse e mi sentii come una sgualdrina, ma la cosa mi piacque molto.
Fatta la foto, ingoiai la sua sborrata e poi riaprii la bocca, facendole vedere che non c’era nulla. Quella era la prima volta che ingoiavo lo sperma. Non lo avevo mai fatto con mio marito. La cosa mi piaceva molto e la sborra di Vanessa era veramente buona, direi quasi dolce.
«Grazie mille per tutto, Vanessa. È stato illuminante per me. E quello che hai fatto è stato fantastico. Aspetto un tuo messaggio o una tua chiamata per sapere quando vieni ancora qua da mio marito.»
«È stato fantastico anche per me. Non tutti sono capaci di prendere il mio cazzo tutto in gola, ma tu hai talento. Certamente, appena mi scrive, ti faccio sapere. Ma vorrei chiederti se fosse possibile avere le foto per me. Mi piacerebbe, di tanto in tanto, rivederle, sai.» Mi alzai dal pavimento e mi avvicinai al lavandino per darmi una pulita al seno e alle gambe. Nel frattempo, inviavo le foto a Vanessa.
Mi abbassai a prendere i miei vestiti per indossarli quando Vanessa si avvicinò al water e, da in piedi, iniziò a urinare. La cosa all’inizio mi diede fastidio, ma poi, quando vidi il getto potente, iniziò a piacermi. Mi avvicinai a lei e le presi il cazzo in mano e lo indirizzai io dentro al water mentre con l’altra le toccavo il suo seno. La cosa sembrava piacerle e mi lasciò fare.
Una volta rivestite, andammo in sala e ci salutammo. Ero stata dentro casa sua quasi un’ora in tutto. Mentre andavo a casa, scrissi a mio marito che stavo arrivando.
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