La pioggia

di
genere
masturbazione

Piove, fa freddo per essere maggio, più che altro è umido e l'umidità si sente sulla pelle, sulla stoffa delle lenzuola che non frusciano più scivolando sulla pelle ora sudata.
Si attaccano addosso e muovendomi le trascino con me in questa danza che nasce dal mio cervello sempre più annebbiato da nubi lisergiche.
Dovrei svegliarmi ma non ne ho voglia e perciò mi giro e rigiro mentre fuori piove sempre più forte.
Anche i miei pensieri iniziano a seguire i movimenti del mio corpo ora fasciato dalle lenzuola, le sento frusciare pesanti sul seno e allora decido di giocarci e in uno sforzo sovrumano apro gli occhi e guardo.
Guardo giù e con la mano sposto il lenzuolo lo tiro e piano appare il seno mentre i capezzoli si risvegliano al tocco elettrico della stoffa, sposto sempre più in basso l'orlo del lenzuolo fino a fare apparire l'areola; ora gli occhi si chiudono però, respiro forte e voglio guardare e allora li socchiudo e vedo il capezzolo erto che gonfia l'ultimo lembo di stoffa, mi piace vorrei che mi vedessero, vorrei essere ad un vernissage con un vestito fatto così che finisce esattamente sopra i capezzoli, e sarei la modella di uno scultore famoso e il mio corpo esposto più di quanto abbia saputo fare l'autore nelle sue opere, venga celebrato da tutti i presenti, voglio che mi guardino impudicamente in questa scollatura oscena che mostra chi sono.
Intanto che il mio sogno ad occhi aperti prende forma il mio corpo, quello reale, inizia a dare segni di spasmi, mi alzo a sedere di scatto e il lenzuolo cade giù rivelando non solo i miei seni ma anche il ventre, poi mi butto giù di colpo ansimando ho la febbre sto delirando, porto una mano sul seno e lo stringo forte mentre l'altra scivola lentamente sul mio corpo madido di sudore fino a raggiungere il pube, e lo stringo forte come il seno, e non sento dolore ma forza.
Apro gli occhi, due dita entrano già in me, scalcio le lenzuola ma invece ottengo solo di legarmi ancora di più le gambe.
Non capisco più niente, gli occhi aperti non vedono nulla, mi schiaffeggio la faccia mentre l'altra mano è bloccata tra le mie gambe, monta la voglia, monta l'orgasmo, ho brividi, inarco la schiena e mi parte un urlo muto, gli occhi spalancati, il naso dilatato, dura quanto? Un secondo, un'eternità.
Poi ricado pesantemente sul letto sfatto, riprendo fiato, ritorna la vista e sento la pioggia fuori che sta cessando.
scritto il
2026-05-06
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