Vita sociale e gatti di casa
di
Lucrezia
genere
sentimentali
Sono più o meno le quattro del mattino quando Black Jack il nostro gatto decide che è venuta l'ora di svegliarmi per due croccantini e quattro coccole.
Mi sale sul petto e in piedi su di me con le sue zampe che premono sui miei seni o sullo sterno comincia piano a strusciarsi sul mio naso e a miagolare sommessamente fino a quando apro un occhio, a quel punto capisce che sono sveglia inizia a mugolare.
Ma che ti mugoli penso, mica sei un cane e perché svegli sempre me, mai una volta che svegli lei; eppure i gatti piacciono anche a lei anzi è stata proprio la Giò a scegliere quella piccola palla di pelo nero lucido, un animale da streghe.
E niente lui ama solo me, purtroppo, e seppure ho la sveglia puntata sulle cinque di mattina lui inizia la sua attività un'ora prima e così ora mi alzo, ho resistito alle sue avance una mezz'ora ma ora mi tocca proprio alzarmi e deambulare alla luce del cellulare fino in cucina, aprire l'armadietto dove sono custodite le crocchette e versarne un poco nella sua ciotola dove la vorace belva che è in lui si avventerà famelica terminandole in men che non si dica. E non è mica facile mentre cerco di ripristinare un'attività motoria e connetterla con gli attivatori motori propri del mio cervello addormentato.
Io guardo atona questo figlio dell'oscurità e poi deambulo verso il bagno e penso alla vita e alle sue differenze, lui praticamente confinato in tre appartamenti il mio e quelli affianco in cui si intrufola e la mia libera di andare dove vuole ma con l'impegno non scritto di dover interagire a vita con questo demonio miagolante a cui però voglio un bene dell'anima.
E penso alla mia di vita, all'impegno nel sociale agli amici e al mio bisogno di dover andare a dormire presto la sera per compensare la mancanza di sonno.
Oddio non è tutta colpa di Black Jack e delle sue sveglie antelucane, c'entra piuttosto il lavoro che so bene quando inizia ma non so mai quando finisce, c'entrano gli impegni sociali con l'aperitivo, con i vecchi compagni di scuola, con il circolo che frequento, con l'associazione di volontariato; alla fine mi sto rendendo conto che A sono invecchiata e non riesco più a seguire tutto, B che l'impegno sociale va bene ma l'impegno con Lucrezia è più importante di tutti.
Così mi riduco ad andare a letto presto la sera, a diradare anche le coccole con Giovanna e persino alle chiacchiere con lei fatte di tutto e di nulla, persino per decidere quando fare la spesa.
Basta devo darci un taglio.
Facile a dirsi ma provateci voi, quando un trend prende il via diventa complicato persino fare modifiche leggere, figuriamoci modifiche sostanziali.
Proprio ieri sera ne parlavo con la Giò, consideravo il fatto che persino gli adolescenti si vedono e si frequentano più di noi e sì che viviamo nella stessa casa, ma praticamente non ci vediamo che per cena e poi io casco dal sonno e tu ti rifugi nella TV non è vita questa.
Già ma come cambiarla, il lavoro è necessario per vivere e il resto per sentirsi vivi; diraderò le uscite con qualche amico e frequenterò il circolo negli orari in cui tu sei al lavoro, così ce ne staremo qui insieme con più tempo per noi.
È finita con promesse, coccole e pomiciata finale, ecco cosa intendevo con più tempo per noi ma non si può mica ridurre tutto a promesse elettorali e pomiciate, bisogna considerare di riprendere i progetti insieme, cambiare la tenda in terrazza erosa dal tempo, pulire i filtri degli split, fare quelle cose casalinghe e necessarie per la corretta conduzione della casa che a farle insieme fanno "famiglia" e non già due single che convivono.
Andare in vacanza da qualche parte come il weekend scorso dove mi hanno svegliata alle sei di sabato mattina perché non trovavano le chiavi del cancello del magazzino, lunedì li ho uccisi tutti; ma capite con chi lavoro, è bastato un piccolo impedimento per bloccare l'ingranaggio, il loro risolvibile con una telefonata ma non a me ma alla custode delle suddette chiavi, e al mio ingranaggio mentale fatto di delicati meccanismi a cui basta un non nulla per bloccarsi e prendere una strada diversa, in pratica rovinare la mattinata e i suoi programmi.
Sapete che Ljubljana la capitale della Slovenia è bellissima? Il suo centro storico liberato dalle auto è tranquillo ed è piacevole passeggiare mano nella mano con la tua "amora" o fate voi con chi vi pare, con il cervello libero dai pensieri. E no! Eccolo che si scatena, e se basta un intoppo semplice come la dimenticanza di una chiave per bloccare non solo l'attività lavorativa ma pure la mia serendipità vacanziera ma allora che vita è.
Mi sale sul petto e in piedi su di me con le sue zampe che premono sui miei seni o sullo sterno comincia piano a strusciarsi sul mio naso e a miagolare sommessamente fino a quando apro un occhio, a quel punto capisce che sono sveglia inizia a mugolare.
Ma che ti mugoli penso, mica sei un cane e perché svegli sempre me, mai una volta che svegli lei; eppure i gatti piacciono anche a lei anzi è stata proprio la Giò a scegliere quella piccola palla di pelo nero lucido, un animale da streghe.
E niente lui ama solo me, purtroppo, e seppure ho la sveglia puntata sulle cinque di mattina lui inizia la sua attività un'ora prima e così ora mi alzo, ho resistito alle sue avance una mezz'ora ma ora mi tocca proprio alzarmi e deambulare alla luce del cellulare fino in cucina, aprire l'armadietto dove sono custodite le crocchette e versarne un poco nella sua ciotola dove la vorace belva che è in lui si avventerà famelica terminandole in men che non si dica. E non è mica facile mentre cerco di ripristinare un'attività motoria e connetterla con gli attivatori motori propri del mio cervello addormentato.
Io guardo atona questo figlio dell'oscurità e poi deambulo verso il bagno e penso alla vita e alle sue differenze, lui praticamente confinato in tre appartamenti il mio e quelli affianco in cui si intrufola e la mia libera di andare dove vuole ma con l'impegno non scritto di dover interagire a vita con questo demonio miagolante a cui però voglio un bene dell'anima.
E penso alla mia di vita, all'impegno nel sociale agli amici e al mio bisogno di dover andare a dormire presto la sera per compensare la mancanza di sonno.
Oddio non è tutta colpa di Black Jack e delle sue sveglie antelucane, c'entra piuttosto il lavoro che so bene quando inizia ma non so mai quando finisce, c'entrano gli impegni sociali con l'aperitivo, con i vecchi compagni di scuola, con il circolo che frequento, con l'associazione di volontariato; alla fine mi sto rendendo conto che A sono invecchiata e non riesco più a seguire tutto, B che l'impegno sociale va bene ma l'impegno con Lucrezia è più importante di tutti.
Così mi riduco ad andare a letto presto la sera, a diradare anche le coccole con Giovanna e persino alle chiacchiere con lei fatte di tutto e di nulla, persino per decidere quando fare la spesa.
Basta devo darci un taglio.
Facile a dirsi ma provateci voi, quando un trend prende il via diventa complicato persino fare modifiche leggere, figuriamoci modifiche sostanziali.
Proprio ieri sera ne parlavo con la Giò, consideravo il fatto che persino gli adolescenti si vedono e si frequentano più di noi e sì che viviamo nella stessa casa, ma praticamente non ci vediamo che per cena e poi io casco dal sonno e tu ti rifugi nella TV non è vita questa.
Già ma come cambiarla, il lavoro è necessario per vivere e il resto per sentirsi vivi; diraderò le uscite con qualche amico e frequenterò il circolo negli orari in cui tu sei al lavoro, così ce ne staremo qui insieme con più tempo per noi.
È finita con promesse, coccole e pomiciata finale, ecco cosa intendevo con più tempo per noi ma non si può mica ridurre tutto a promesse elettorali e pomiciate, bisogna considerare di riprendere i progetti insieme, cambiare la tenda in terrazza erosa dal tempo, pulire i filtri degli split, fare quelle cose casalinghe e necessarie per la corretta conduzione della casa che a farle insieme fanno "famiglia" e non già due single che convivono.
Andare in vacanza da qualche parte come il weekend scorso dove mi hanno svegliata alle sei di sabato mattina perché non trovavano le chiavi del cancello del magazzino, lunedì li ho uccisi tutti; ma capite con chi lavoro, è bastato un piccolo impedimento per bloccare l'ingranaggio, il loro risolvibile con una telefonata ma non a me ma alla custode delle suddette chiavi, e al mio ingranaggio mentale fatto di delicati meccanismi a cui basta un non nulla per bloccarsi e prendere una strada diversa, in pratica rovinare la mattinata e i suoi programmi.
Sapete che Ljubljana la capitale della Slovenia è bellissima? Il suo centro storico liberato dalle auto è tranquillo ed è piacevole passeggiare mano nella mano con la tua "amora" o fate voi con chi vi pare, con il cervello libero dai pensieri. E no! Eccolo che si scatena, e se basta un intoppo semplice come la dimenticanza di una chiave per bloccare non solo l'attività lavorativa ma pure la mia serendipità vacanziera ma allora che vita è.
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