Riflessioni a cazzo prima di entrare al lavoro

di
genere
bisex

Oggi del caffè non mi frega nulla, come pure del lavoro; mi piacerebbe fare il bagno al mare anche se il tempo non è dei migliori e fa troppo freddo.

E invece devo stare qui ad aspettare la Stefania per entrare in magazzino.

Vorrei pure scoparmela la Stefania, lei e il suo ragazzo in un trio eterogeneo per età ma sicuramente molto omogeneo per carica sessuale; da quel che si dice tra i collaboratori, non sconfessato da lui, ci danno dentro alla grande da quando vivono insieme. Fanno bene e ne ho invidia.

Vorrei pure fare una doccia, non necessaria, come i primissimi giorni di lavoro qui io ingenua i 5 Boys paraculi e mi beccarono nuda sotto l'acqua, oggi così giusto per ribadire chi comanda.

E infine vorrei pure capire cos'è questa voglia di sesso che da qualche giorno mi è presa, e se pure sto consumando la Giò non mi basta mai, forse dovrei andare dal barbiere a farmi dare una ripassata?

Ieri in palestra sudavo copiosamente e non tanto per l'esercizio fisico, l'odore di feromoni che si spandeva per l'ambiente era palpabile, durante gli squat mi sono girata verso lo specchio a muro così da fare notare a quei 4 sfigati che la frequentano con me, che razza di culo da sballo che mi porto dietro.

Dio che voglia e ripensandoci mi stringo con la mano tra le cosce chiudendo gli occhi e aprendo la bocca, potrei avere un orgasmo già così.

Probabilmente no ma la voglia è forte, li riapro perché bussano al vetro è Stefania che non ho sentito arrivare, cazzo che figura ma ormai il vetro è rotto quindi raccogliamo i cocci.

Mi stiracchio con nonchalance facendo finta di niente con una faccia da poker degna di qualcun altro: "come va, tutto bene?"

"Non male grazie e tu?"

"Bene, bene" e intanto che la seguo le ammiro il culo fasciato dai leggings. Domani li metto anch'io, forse.
scritto il
2026-05-06
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