Venire durante una cena

di
genere
masturbazione

Me ne stavo lì, con la sua mano sul mio cazzo. Sopra la tavolata, c'era il me che cercava di non dare segnali di agitazione - o di eccitazione - e probabilmente era un me con la faccia da pesce lesso. Sotto il tavolo, c'era l'inferno nel senso buono, nel senso caldo.
Elisa che mi stringeva il cazzo, che di sua iniziativa mi aveva prima tastato il pacco in un modo che pareva voler prendere le misure (in tutti i sensi) e che poi aveva infilato le mani da sopra, per sentirlo nudo tra le sue dita. Elisa che mi aveva aperto la zip, poi slacciato il cinto, sbottonato i pantaloni, e aveva cominciato a masturbarmi lentamente. Quell'Elisa lì era una donna che non avevo neanche mai osato sognare, tanto era bella, perfetta, forte... tanto era - apparentemente - una donna leale al suo compagno Marco, il quale in quel momento, con le sue chiacchiere, era l'anima della serata.
"È incredibile" disse Elisa, fingendo di rispondere a Marco - che parlava di un'automobile - mentre guardava me, "è veramente gigantesca... forse troppo". Tenne gli occhi su di me ancora qualche secondo, poi si girò verso Marco: "chissà com'è salirci sopra", sorrise. Riusciva a masturbarmi con il ritmo giusto, stringendo nel modo giusto, senza muovere la spalla, e rimanendo disinvolta nella conversazione. Io nel frattempo sudavo freddo, ma il mio cazzo pulsava come non mai, e finii per sborrare sul pavimento, con lei che a quel punto mi stringeva le palle, con delicatezza. Dopo qualche minuto, riuscii a infilare il cazzo nei pantaloni, ormai barzotto, ancora gocciolante.
scritto il
2026-05-04
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