Big Black Cock - Parigi
di
pigliainQ
genere
gay
Per motivi di lavoro, mi ero recato a Parigi per circa sei mesi. La compagnia per cui lavoravo, pagava vitto e alloggio, ma entro un certo budget, per cui finii in un condominio in un quartiere semi-periferico, pieno di lavoratori, sia stranieri che francesi. I lavoratori francesi di quel quartiere era quasi tutti neri.
Circa una settimana dopo aver finito il trasloco, incontrai Romelu, operaio specializzato di origine ghanese, nato e cresciuto in quel quartiere. Mi disse che in quel condominio lui conosceva tutti, mi chiese come pensavo di organizzarmi per la cena e - con la scusa - mi invitò a casa sua.
Nel suo appartamento, uguale al mio ma sicuramente più vissuto, viveva anche suo fratello Omar.
Mentre cenavamo, Omar cominciò subito ad allungare le mani, infilandole dentro le mie mutande, prima pizzicandomi il cazzo, poi da dietro fino ad infilarmi il suo indice nel culo... Io cominciai a eccitarmi, ma al contempo mi preoccupavo perché temevo che Romelu potesse accorgersi della cosa e incazzarsi.
Questa mia preoccupazione fu smentita dai fatti, quando Romelu sgridò Omar: "che c'è? vuoi tenertela tutta per te questa nuova checca bianca?"... Avrei dovuto incazzarmi, e invece mi eccitai al punto che il mio sfintere si sciolse e si bagno, mentre il cazzo mi esplodeva nelle mutande!
Dissi "ehi calma, ce n'è per tutti e due...", con la voce rotta dall'eccitazione.
Ci spogliammo in fretta... Non ero il solo ad avere il cazzo dritto, ma il loro era anche immenso... largo, venoso, e - soprattutto Romelu - anche piuttosto lungo. Per quella notte, disse Romelu, sarei stato la loro puttana bianca e io, con il cazzo di Omar in gola, non potei che annuire a bocca piena.
Mentre succhiavo il grosso cazzone negro del fratello, Romelu mi mise a novanta e mi sputò ripetutamente sull'ano, che era già umido e largo, pronto ad accoglierlo. Il suo cazzo era enorme, duro, largo, lunghissimo e con grosse venature in rilievo. Mi entrò dentro con forza, aprendo in due come una troia senza valore, mentre io soffrivo in silenzio e poi ansimavo di godimento. Dopo una pausa, tornai a succhiare il cazzo di Omar, cercando di tenere il ritmo con i colpi di cazzo di Romelu, sempre più rapidi e sempre più intensi. Omar, insoddisfatto, mi tenne ferma la testa e comincio a scoparmi la gola come fosse una figa. Sentivo la mandibola scattare e il suo cazzone piano piano scivolava sempre più in fondo, provocandomi qualche conato... nel frattempo dietro ero completamente aperto.
Il primo a sborrare fu Omar, che a momenti mi affogava di sborra... Lo spavento provocato fu breve ma tale che mi fece stringere il culo in modo meccanico. Alla stretta del mio sfintere non resistette Romelu, che mi riempì il culo della sua sborra calda. Continuò valorosamente a scoparmi ancora mezzo minuto finché il mio cazzo non sputò tutto lo sperma che avevo nelle palle.
Dopo quel giorno, io fui la loro troia ogni sera dopo lavoro. Dopo che tornai in Italia, non ci vedemmo né sentimmo più.
Circa una settimana dopo aver finito il trasloco, incontrai Romelu, operaio specializzato di origine ghanese, nato e cresciuto in quel quartiere. Mi disse che in quel condominio lui conosceva tutti, mi chiese come pensavo di organizzarmi per la cena e - con la scusa - mi invitò a casa sua.
Nel suo appartamento, uguale al mio ma sicuramente più vissuto, viveva anche suo fratello Omar.
Mentre cenavamo, Omar cominciò subito ad allungare le mani, infilandole dentro le mie mutande, prima pizzicandomi il cazzo, poi da dietro fino ad infilarmi il suo indice nel culo... Io cominciai a eccitarmi, ma al contempo mi preoccupavo perché temevo che Romelu potesse accorgersi della cosa e incazzarsi.
Questa mia preoccupazione fu smentita dai fatti, quando Romelu sgridò Omar: "che c'è? vuoi tenertela tutta per te questa nuova checca bianca?"... Avrei dovuto incazzarmi, e invece mi eccitai al punto che il mio sfintere si sciolse e si bagno, mentre il cazzo mi esplodeva nelle mutande!
Dissi "ehi calma, ce n'è per tutti e due...", con la voce rotta dall'eccitazione.
Ci spogliammo in fretta... Non ero il solo ad avere il cazzo dritto, ma il loro era anche immenso... largo, venoso, e - soprattutto Romelu - anche piuttosto lungo. Per quella notte, disse Romelu, sarei stato la loro puttana bianca e io, con il cazzo di Omar in gola, non potei che annuire a bocca piena.
Mentre succhiavo il grosso cazzone negro del fratello, Romelu mi mise a novanta e mi sputò ripetutamente sull'ano, che era già umido e largo, pronto ad accoglierlo. Il suo cazzo era enorme, duro, largo, lunghissimo e con grosse venature in rilievo. Mi entrò dentro con forza, aprendo in due come una troia senza valore, mentre io soffrivo in silenzio e poi ansimavo di godimento. Dopo una pausa, tornai a succhiare il cazzo di Omar, cercando di tenere il ritmo con i colpi di cazzo di Romelu, sempre più rapidi e sempre più intensi. Omar, insoddisfatto, mi tenne ferma la testa e comincio a scoparmi la gola come fosse una figa. Sentivo la mandibola scattare e il suo cazzone piano piano scivolava sempre più in fondo, provocandomi qualche conato... nel frattempo dietro ero completamente aperto.
Il primo a sborrare fu Omar, che a momenti mi affogava di sborra... Lo spavento provocato fu breve ma tale che mi fece stringere il culo in modo meccanico. Alla stretta del mio sfintere non resistette Romelu, che mi riempì il culo della sua sborra calda. Continuò valorosamente a scoparmi ancora mezzo minuto finché il mio cazzo non sputò tutto lo sperma che avevo nelle palle.
Dopo quel giorno, io fui la loro troia ogni sera dopo lavoro. Dopo che tornai in Italia, non ci vedemmo né sentimmo più.
1
voti
voti
valutazione
9
9
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Anaconda Trans
Commenti dei lettori al racconto erotico