Lorenzo (di quando il mio culo venne rotto)

di
genere
gay

Vi racconto di come si è rotta una amicizia, e non solo quella.
Conoscevo Lorenzo da quando frequentavamo la stessa classe alle scuole elementari, e abbiamo sempre mantenuto i rapporti, con periodi in cui ci siamo frequentati di meno e altri dove si usciva quasi tutti i giorni.
In un anno in cui eravamo entrambi single e molto più liberi, organizzammo un capodanno all'insegna del divertimento, insieme ad altri amici, prendendo in affitto una casa, con l'obiettivo di mangiare e poi soprattutto bere tutta la notte fino alla prima mattina dell'anno nuovo.
Così prendemmo una villetta, fregandocene del numero di letti (tutti matrimoniali alla francese), e tutto andò come il previsto. Verso le 5 del mattino, cominciammo a sentire la stanchezza, per cui decidemmo di andare a letto. Io e Lorenzo, quasi in modo naturale, andammo nello stesso letto.
Passarono alcuni minuti, è Lorenzo mi abbracciò da dietro: "Sei proprio un grande amico" mi disse "ti voglio bene". Le parole di un amico ubriaco non mi scandalizzavano, se non fosse che sentivo il suo cazzo durissimo premere sul mio culo. Ebbi una sorprendente erezione pure io, ne fui sorpreso. "Sì, mi sta venendo voglia di scoparti" disse Lorenzo accorgendosi del mio imbarazzo misto a eccitazione. Dicendo così, tirò fuori il cazzo, enorme e con bellissime vene in rialzo, quasi completamente scappellato, faceva spavento!
Non riuscivo a parlare, ero impacciato, ma l'eccitazione era tanta e io cominciai a succhiare quel cazzone. Lorenzo mi diceva "era da una vita che volevo questo, sei una troia...", mentre io non sapevo neanche di essere un frocio. "Lo succhi come una puttana, non sembra sia il primo cazzo che assaggi" aggiunse mentre mi abbassava il pantaloni e cercava con le dita il mio buco del culo.
"Eppure credo di essere il primo, il tuo culo è strettissimo" disse mentre apriva il tubetto di lubrificante e me lo metteva dentro l'ano.
Ansimavo, avevo il cazzo durissimo, mugolavo in modo incontrollato già mentre me lo lubrificava. Poi a un certo punto, mi impedì di continuare a succhiare: "Se continui ti sborro in gola, ed è un peccato perché voglio riempirti da un'altra parte!". Così in pochi secondi mi girò, mi mise a novanta gradi, mi intimò di aprire le gambe e inarcare la schiena, e mi inculò.
Con violenza, un colpo secco e fu dentro quasi fino in fondo. Aveva delle palle gonfie, pesanti, che a ogni colpo sbattevano sulle mie. Il dolore era stato insopportabile nell'immediato, tanto che implorai, sussurrandoglielo (per non svegliare gli altri), di smettere. Ma lui aumentò il ritmo fino a squarciarmi, ordinandomi di aprire il culo e stare zitto. Il dolore venne sostituito dal piacere, il mio cazzo tornò dritto e mi sbatteva in pancia a ogni colpo incazzato. Lorenzo a quel punto capitolò in un minuto, sborrando la sua sborra calda e abbondante nella mia schiena, per poi leccarla lui stesso fino all'ultimo goccio, mentre mi rientrava dentro per farmi venire pure a me. Così effettivamente venni anche io, sborrando sul lenzuolo pulito della casa di ospitava. Anche in questo caso, Lorenzo si fiondò a leccare tutta la mia sborra raccogliendola, per quanto possibile, dal lenzuolo.
E fu così che il mio culo era ormai rotto, completamente sverginato, così come si era rotta inesorabilmente la nostra amicizia. Ci vedemmo quasi ogni notte, per qualche mese, e poi più saltuariamente, sperimentammo tutti i ruoli e molte pratiche sessuali che poi avrei riutilizzato, finché alla fine io non mi fidanzai (con una ragazza), poi lui si fidanzò (con un ragazzo molto giovane e femmineo) e ci perdemmo praticamente di vista, ma io porto sempre nel cuore il ricordo di chi mi ha iniziato al piacere anale.
scritto il
2026-04-23
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