Anaconda Trans
di
pigliainQ
genere
trans
Quando decisi di tornare da "Jessica Anaconda" sapevo già a cosa andavo incontro. Tanti anni addietro, spinto dalle mie perversioni notturne ancora del tutto insoddisfatte, avevo maldestramente deciso di andare proprio dalla stessa escort, e l'incontro ebbe un esito molto negativo.
Quella che attualmente si fa chiamare con questo simpatico nome d'arte non è esattamente una bella donna: non è una donna (neanche donna trans) ma semmai un travestito, ed è davvero orribile a vedersi. Un uomo nero, grasso (anche se ultimamente dimagrito) ma con gambette fini, con un faccione plasmato dal testosterone, contornato da una parrucca di plastica, messa male sulla testa, e del rossetto messo in stile heath ledger nel ruolo di Joker, vestito da donna nel modo in cui ci si può vestire da donna a carnevale.
Tuttavia - spoiler - ha una nerchia come difficilmente se ne vedono in giro.
Lunga almeno 20 centimetri, ma soprattutto larga quanto il mio braccio. Bellissima e venosa da vedere e da sentire dentro, ma naturalmente utilizzabile solo da culi esperti.
Nella mia prima sfortunata esperienza, pur sapendo che sarei andato incontro ad una trans brutta, perché ciò era evidente anche dalle foto, rimasi certamente sorpreso da quanto le mie aspettative fossero comunque estremamente elevate rispetto a ciò che trovai. Per altro, Jessica mi aprì la porta con il cazzo già in erezione, nudo dalla vita in giù. Ero spaventato dal suo aspetto, ma mi venne ancor più paura guardando giù. Anche sotto questo frangente, per quanto stupidamente io fossi proprio alla ricerca di un enorme cazzo nero, era la prima volta che io vedevo un cazzo nero eretto di quelle dimensioni, e devo dire che anche successivamente non ho mai trovato cazzi così larghi. Tenete conto che io stesso ho un cazzo di 16.5 cm di circonferenza e rispetto al suo appare comunque minuscolo.
Lo spavento mi fece arretrare verso la porta, persi ogni eccitazione, ma lei/lui mi disse - con vocione minaccioso - che i soldi dovevo darglieli comunque. Nel dire così, aggiunse sottovoce che non era sola. Io pensai che quella minaccia era tra l'altro esagerata, perché comunque la mia intenzione era proprio dirle che le avrei dato qualcosa per il disturbo ma non avrei proseguito. Dopo avergli dato i 20 euro, Jessico cambiò atteggiamento e mi disse che gli dispiaceva molto e che avrebbe voluto comunque fare qualcosa con me. Puoi succhiarmelo? Mi disse mentre mi costringeva a inginocchiarmi. Ovviamente non riuscii a infilarne in bocca neanche la sua cappella, anche per inesperienza totale, ma Jessica si eccitava ancora di più per questa mia inesperienza mista a paura. Mi ordinò di abbassare in pantaloni, perché voleva provare a scoparmi faccia al muro, in piedi. Obbedii sia per paura, sia per un pizzico di eccitazione che comunque era tornata, così con molta lubrificazione riuscii a entrare parzialmente nel mio ano stretto, ma io urlai di dolore e cercai di divincolarmi, tanto che mi uscirono anche le lacrime... dopo qualche tentativo di farmi rilassare, e dopo che cercai di chiarire che era il primo cazzo in carne che avevo preso in vita mia, mollò il colpo e mi lasciò scappare. Andai via con le lacrime agli occhi, l'ano che mi faceva malissimo, in preda al panico.
Tuttavia i giorni successivi, il pensiero di quel che era successo, e l'immagine di quel cazzo immenso, furono l'oggetto delle mie seghe, sborrai da solo più e più volte, pensando a me stuprato da quel palo nero.
Non mancò molto che riprovai con cazzi più piccoli e donne trans più belle, fino ad arrivare a scopare con le trans anche (o soprattutto) per il loro aspetto femminile. Dopo tanti anni, il mio ano ha provato cazzi di grosse dimensioni, oltre ad oggetti di grossissime dimensioni, fino ad arrivare anche a essere oggetto di doppie penetrazioni anali.
Così decisi di tornare da Jessica Anaconda, lei non si ricordava nulla ma io sì.
Quando entrai nell'appartamento squallido in cui lavorava, subito le diedi i 50 pattuiti. Lei mi chiese cosa volessi fare e io, con decisione, dissi soltanto "che tu mi rompa il culo". Così lei mi disse di mettermi a novanta, mi diede del lubrificante da mettere nell'ano, e intanto cominciava a segarsi il cazzo barzotto. Quando era già quasi dritto, me lo sbattei io stesso tra le palle, mentre mi trovavo a gambe aperte e a novanta. Vidi quel cazzo così grosso, ormai durissimo, tra le mie gambe, tra le mie palle, e vidi quando al confronto appariva piccolo il mio cazzo, mi eccitai da morire e buttai faccia sul letto lercio, schiena arcuata e culo in aria, sufficientemente lubrificato e in attesa di essere aperto completamente. Entrò piano piano ma io tornai indietro con il culo per accelerare la penetrazione. Continuava ad essere impegnativo ma ora era assolutamente fattibile. Mi scopava con un ritmo non velocissimo, mentre vedevo il mio "cazzetto" dritto che rimbalzava a destra e a manca, e lei mi alzò prendendomi le spalle, per poi infilarmi il manone nella bocca, forse per evitare che urlassi, mentre infilava il cazzo fino in fondo. Sentivo le sue grosse palle sbattere sulle mie, ripetutamente, mentre il mio cazzo cominciava a "bruciare" e capii che stavo per sborrare senza toccarlo. Andai avanti e indietro io stesso sul suo cazzo, cercando di stringerlo e mollarlo col mio sfintere, e lo sentii vacillare nel suo tentativo di non sborrare, visto che - per 50 euro - non era previsto. Aumentando io il ritmo, stringendo il mio culo intorno a lui, non potè resistere e riempì il preservativo con un getto potente e abbondante. Fu quella consapevolezza che mi fece avere un orgasmo altrettanto potente e abbondante, tanto da sporcare tutto il letto. In quel momento uscì dal culo, lasciandolo spanato e sanguinante, e mi strinse il cazzo ancora duro e sborrante per cercare maldestramente di chiudere il rubinetto.
Dopo aver finito, chiesi se potevo usare il bagno, e mentre facevo un bidet mi accorgevo che la mano insaponata entrava con fin troppa facilità dentro il culo, rischiando di tornare subito eccitato.
Quando uscii dal bagno, Jessica era stremata a letto, mi disse di riprendermi i miei 50 euro, voleva riscoparmi, che mi avrebbe voluto come fidansato. Rifiutai promettendo di tornare ma, per la mia salute, credo che non manterrò la promessa. Era un capitolo che andava chiuso.
Quella che attualmente si fa chiamare con questo simpatico nome d'arte non è esattamente una bella donna: non è una donna (neanche donna trans) ma semmai un travestito, ed è davvero orribile a vedersi. Un uomo nero, grasso (anche se ultimamente dimagrito) ma con gambette fini, con un faccione plasmato dal testosterone, contornato da una parrucca di plastica, messa male sulla testa, e del rossetto messo in stile heath ledger nel ruolo di Joker, vestito da donna nel modo in cui ci si può vestire da donna a carnevale.
Tuttavia - spoiler - ha una nerchia come difficilmente se ne vedono in giro.
Lunga almeno 20 centimetri, ma soprattutto larga quanto il mio braccio. Bellissima e venosa da vedere e da sentire dentro, ma naturalmente utilizzabile solo da culi esperti.
Nella mia prima sfortunata esperienza, pur sapendo che sarei andato incontro ad una trans brutta, perché ciò era evidente anche dalle foto, rimasi certamente sorpreso da quanto le mie aspettative fossero comunque estremamente elevate rispetto a ciò che trovai. Per altro, Jessica mi aprì la porta con il cazzo già in erezione, nudo dalla vita in giù. Ero spaventato dal suo aspetto, ma mi venne ancor più paura guardando giù. Anche sotto questo frangente, per quanto stupidamente io fossi proprio alla ricerca di un enorme cazzo nero, era la prima volta che io vedevo un cazzo nero eretto di quelle dimensioni, e devo dire che anche successivamente non ho mai trovato cazzi così larghi. Tenete conto che io stesso ho un cazzo di 16.5 cm di circonferenza e rispetto al suo appare comunque minuscolo.
Lo spavento mi fece arretrare verso la porta, persi ogni eccitazione, ma lei/lui mi disse - con vocione minaccioso - che i soldi dovevo darglieli comunque. Nel dire così, aggiunse sottovoce che non era sola. Io pensai che quella minaccia era tra l'altro esagerata, perché comunque la mia intenzione era proprio dirle che le avrei dato qualcosa per il disturbo ma non avrei proseguito. Dopo avergli dato i 20 euro, Jessico cambiò atteggiamento e mi disse che gli dispiaceva molto e che avrebbe voluto comunque fare qualcosa con me. Puoi succhiarmelo? Mi disse mentre mi costringeva a inginocchiarmi. Ovviamente non riuscii a infilarne in bocca neanche la sua cappella, anche per inesperienza totale, ma Jessica si eccitava ancora di più per questa mia inesperienza mista a paura. Mi ordinò di abbassare in pantaloni, perché voleva provare a scoparmi faccia al muro, in piedi. Obbedii sia per paura, sia per un pizzico di eccitazione che comunque era tornata, così con molta lubrificazione riuscii a entrare parzialmente nel mio ano stretto, ma io urlai di dolore e cercai di divincolarmi, tanto che mi uscirono anche le lacrime... dopo qualche tentativo di farmi rilassare, e dopo che cercai di chiarire che era il primo cazzo in carne che avevo preso in vita mia, mollò il colpo e mi lasciò scappare. Andai via con le lacrime agli occhi, l'ano che mi faceva malissimo, in preda al panico.
Tuttavia i giorni successivi, il pensiero di quel che era successo, e l'immagine di quel cazzo immenso, furono l'oggetto delle mie seghe, sborrai da solo più e più volte, pensando a me stuprato da quel palo nero.
Non mancò molto che riprovai con cazzi più piccoli e donne trans più belle, fino ad arrivare a scopare con le trans anche (o soprattutto) per il loro aspetto femminile. Dopo tanti anni, il mio ano ha provato cazzi di grosse dimensioni, oltre ad oggetti di grossissime dimensioni, fino ad arrivare anche a essere oggetto di doppie penetrazioni anali.
Così decisi di tornare da Jessica Anaconda, lei non si ricordava nulla ma io sì.
Quando entrai nell'appartamento squallido in cui lavorava, subito le diedi i 50 pattuiti. Lei mi chiese cosa volessi fare e io, con decisione, dissi soltanto "che tu mi rompa il culo". Così lei mi disse di mettermi a novanta, mi diede del lubrificante da mettere nell'ano, e intanto cominciava a segarsi il cazzo barzotto. Quando era già quasi dritto, me lo sbattei io stesso tra le palle, mentre mi trovavo a gambe aperte e a novanta. Vidi quel cazzo così grosso, ormai durissimo, tra le mie gambe, tra le mie palle, e vidi quando al confronto appariva piccolo il mio cazzo, mi eccitai da morire e buttai faccia sul letto lercio, schiena arcuata e culo in aria, sufficientemente lubrificato e in attesa di essere aperto completamente. Entrò piano piano ma io tornai indietro con il culo per accelerare la penetrazione. Continuava ad essere impegnativo ma ora era assolutamente fattibile. Mi scopava con un ritmo non velocissimo, mentre vedevo il mio "cazzetto" dritto che rimbalzava a destra e a manca, e lei mi alzò prendendomi le spalle, per poi infilarmi il manone nella bocca, forse per evitare che urlassi, mentre infilava il cazzo fino in fondo. Sentivo le sue grosse palle sbattere sulle mie, ripetutamente, mentre il mio cazzo cominciava a "bruciare" e capii che stavo per sborrare senza toccarlo. Andai avanti e indietro io stesso sul suo cazzo, cercando di stringerlo e mollarlo col mio sfintere, e lo sentii vacillare nel suo tentativo di non sborrare, visto che - per 50 euro - non era previsto. Aumentando io il ritmo, stringendo il mio culo intorno a lui, non potè resistere e riempì il preservativo con un getto potente e abbondante. Fu quella consapevolezza che mi fece avere un orgasmo altrettanto potente e abbondante, tanto da sporcare tutto il letto. In quel momento uscì dal culo, lasciandolo spanato e sanguinante, e mi strinse il cazzo ancora duro e sborrante per cercare maldestramente di chiudere il rubinetto.
Dopo aver finito, chiesi se potevo usare il bagno, e mentre facevo un bidet mi accorgevo che la mano insaponata entrava con fin troppa facilità dentro il culo, rischiando di tornare subito eccitato.
Quando uscii dal bagno, Jessica era stremata a letto, mi disse di riprendermi i miei 50 euro, voleva riscoparmi, che mi avrebbe voluto come fidansato. Rifiutai promettendo di tornare ma, per la mia salute, credo che non manterrò la promessa. Era un capitolo che andava chiuso.
4
voti
voti
valutazione
5
5
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Coinquiline
Commenti dei lettori al racconto erotico