Tutto cominciò con un cazzo finto
di
pigliainQ
genere
gay
PARTE 1
Un giorno comprai su Amazon un enorme cazzo nero finto (quello fatto sull'impronta del cazzone di CutlerX) e me lo feci spedire in busta chiusa in un locker anonimo. Appena arrivai a casa, totalmente libera, andai in bagno per un lavaggio preliminare, in modo da rendermi il più accogliente possibile. Dopo di che, usai un po' di olio di semi per urgere l'enorme cazzo finto e decisi che me lo sarei ficcato in culo con violenza, cercando a tutti i costi di violare ogni resistenza dovuta ad eventuali dolori. Così, mi spogliai nudo, attaccai il realistico dildo con la ventosa sul pavimento e ci salii sopra come se dovessi cavalcare un bel negrone in carne ed ossa. Mi ci si sedetti sopra a peso morto, facendo entrare di colpo quasi 25 centimetri di plastica. Fu dolorosissimo tanto che non potei fare a meno di gridare di dolore... Il culo era rotto... Uscii, mi feci un bidè e mentre me lo facevo sentivo il culo già larghissimo, rieccitandomi. Rimisi olio dentro lo sfintere, lavai l'enorme dildo, e senza ungerlo me lo infilai... questa volta quasi nessun dolore, mentre il mio cazzo diventava duro quasi all'istante, schizzando del liquido simile allo sperma in quantità sorprendente. Cavalcai quel cazzo immaginando di essere trapanato da un mandingo della valle del Niger, mentre mi segavo, ed ebbi tre orgasmi, finché - con la sensazione di palle svuotate completamente - non feci uscire il cazzone dal culo. Pur tentato dalla voglia di dormire lì per terra per riprendermi, mi alzai, pulii il cazzo di Cutler alla bene e meglio, lo nascosii e mi feci una doccia. Dopo di che mi addormentai felice prima che tornasse mia moglie.
PARTE 2
Passarono quasi due mesi da quella prima esperienza col finto cazzo nero, più o meno il solito tempo che passava tra una intensa voglia di cazzo e l'altra. Mia moglie stava per tornare da lavoro, mentre io quel giorno ero di riposo. Decisi di farmi una sveltina col cazzone di Cutler in quella mezz'ora, così lo lavai bene, lo unsi, e lo attaccai al muro, intenzionato com'ero a farmi scopare a novanta davanti allo specchio... Cominciai a pompare, cazzo più duro che mai mentre venivo riaperto come una troia, andando avanti e indietro piegato a pecora come una schifosa bagascia. Mi abbandonai al primo orgasmo, continuando a penetrarmi e continuando a sborrare in terra, perdendo la cognizione di dove fossi e di che ora fosse.
Mia moglie mi trovò così, a novanta mentre mi autopenetravo con un cazzo nero di 25 cm di lunghezza e 17 cm di circonferenza, ansimando e col cazzo duro che colava sborra. Scioccata, scappò via. Io interruppi la seduta di apertura di culo, mi feci una doccia e, dopo essermi reso conto dell'accaduto, cominciai a piangere e mi addormentai nudo sul letto.
PARTE 3
Passò qualche ora, e addormentato nudo sul letto mi trovò nuovamente mia moglie che nel frattempo aveva portato tre uomini in casa. Si stava facendo scopare, ma appena mi svegliai gli uomini mi vennero incontro. Lei mi disse che ora mi avrebbero scopato, e così fu.
Uno dei tre mi mise il cazzo enorme in culo, quasi a secco, solo con un po' di saliva di mia moglie. Gli altri due, più normodotati, si segavano, forse aspettando il loro turno. Poi uno dei due mi mise il cazzo in bocca, e non era poi così normodotato, mentre l'altro si mise sotto di me, con l'intenzione di infilare un secondo cazzo dentro il mio sfintere. Con un po' di sforzo e parecchio dolore per me, riuscì l'impresa della doppia penetrazione e mi abbandonai dopo pochi minuti all'ennesima sbottata. Anche i tre energumeni sborrarono uno dopo l'altro su di me, impiastricciandomi di sperma. Finita la sessione di sesso omosessuale, tutta fatta davanti a mia moglie, corsi in doccia per lavarmi bene da tutto il sudiciume. Una volta rivestito, mi accorsi che mia moglie mi aveva fatto le valigie. "Ora, caro il mio frocio, te ne vai di casa" disse.
Una volta uscito di casa, il mio telefono era già carico di messaggi da parte di amici e conoscenti dei tre che mi avevano scopato. Sorrisi amaramente. Ero diventato una troia.
Un giorno comprai su Amazon un enorme cazzo nero finto (quello fatto sull'impronta del cazzone di CutlerX) e me lo feci spedire in busta chiusa in un locker anonimo. Appena arrivai a casa, totalmente libera, andai in bagno per un lavaggio preliminare, in modo da rendermi il più accogliente possibile. Dopo di che, usai un po' di olio di semi per urgere l'enorme cazzo finto e decisi che me lo sarei ficcato in culo con violenza, cercando a tutti i costi di violare ogni resistenza dovuta ad eventuali dolori. Così, mi spogliai nudo, attaccai il realistico dildo con la ventosa sul pavimento e ci salii sopra come se dovessi cavalcare un bel negrone in carne ed ossa. Mi ci si sedetti sopra a peso morto, facendo entrare di colpo quasi 25 centimetri di plastica. Fu dolorosissimo tanto che non potei fare a meno di gridare di dolore... Il culo era rotto... Uscii, mi feci un bidè e mentre me lo facevo sentivo il culo già larghissimo, rieccitandomi. Rimisi olio dentro lo sfintere, lavai l'enorme dildo, e senza ungerlo me lo infilai... questa volta quasi nessun dolore, mentre il mio cazzo diventava duro quasi all'istante, schizzando del liquido simile allo sperma in quantità sorprendente. Cavalcai quel cazzo immaginando di essere trapanato da un mandingo della valle del Niger, mentre mi segavo, ed ebbi tre orgasmi, finché - con la sensazione di palle svuotate completamente - non feci uscire il cazzone dal culo. Pur tentato dalla voglia di dormire lì per terra per riprendermi, mi alzai, pulii il cazzo di Cutler alla bene e meglio, lo nascosii e mi feci una doccia. Dopo di che mi addormentai felice prima che tornasse mia moglie.
PARTE 2
Passarono quasi due mesi da quella prima esperienza col finto cazzo nero, più o meno il solito tempo che passava tra una intensa voglia di cazzo e l'altra. Mia moglie stava per tornare da lavoro, mentre io quel giorno ero di riposo. Decisi di farmi una sveltina col cazzone di Cutler in quella mezz'ora, così lo lavai bene, lo unsi, e lo attaccai al muro, intenzionato com'ero a farmi scopare a novanta davanti allo specchio... Cominciai a pompare, cazzo più duro che mai mentre venivo riaperto come una troia, andando avanti e indietro piegato a pecora come una schifosa bagascia. Mi abbandonai al primo orgasmo, continuando a penetrarmi e continuando a sborrare in terra, perdendo la cognizione di dove fossi e di che ora fosse.
Mia moglie mi trovò così, a novanta mentre mi autopenetravo con un cazzo nero di 25 cm di lunghezza e 17 cm di circonferenza, ansimando e col cazzo duro che colava sborra. Scioccata, scappò via. Io interruppi la seduta di apertura di culo, mi feci una doccia e, dopo essermi reso conto dell'accaduto, cominciai a piangere e mi addormentai nudo sul letto.
PARTE 3
Passò qualche ora, e addormentato nudo sul letto mi trovò nuovamente mia moglie che nel frattempo aveva portato tre uomini in casa. Si stava facendo scopare, ma appena mi svegliai gli uomini mi vennero incontro. Lei mi disse che ora mi avrebbero scopato, e così fu.
Uno dei tre mi mise il cazzo enorme in culo, quasi a secco, solo con un po' di saliva di mia moglie. Gli altri due, più normodotati, si segavano, forse aspettando il loro turno. Poi uno dei due mi mise il cazzo in bocca, e non era poi così normodotato, mentre l'altro si mise sotto di me, con l'intenzione di infilare un secondo cazzo dentro il mio sfintere. Con un po' di sforzo e parecchio dolore per me, riuscì l'impresa della doppia penetrazione e mi abbandonai dopo pochi minuti all'ennesima sbottata. Anche i tre energumeni sborrarono uno dopo l'altro su di me, impiastricciandomi di sperma. Finita la sessione di sesso omosessuale, tutta fatta davanti a mia moglie, corsi in doccia per lavarmi bene da tutto il sudiciume. Una volta rivestito, mi accorsi che mia moglie mi aveva fatto le valigie. "Ora, caro il mio frocio, te ne vai di casa" disse.
Una volta uscito di casa, il mio telefono era già carico di messaggi da parte di amici e conoscenti dei tre che mi avevano scopato. Sorrisi amaramente. Ero diventato una troia.
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