Talla e i suoi amici

di
genere
gay

Il padre di Talla era stato un collega di mio padre e successivamente erano rimasti ancora amici: per questo conoscevo Talla dall'adolescenza sebbene non ci avessi mai legato troppo.
Quell'estate, tuttavia, accolsi con sollievo il fatto di conoscerlo, perché fare la stagione in un ristorante e conoscere già uno dei colleghi rende il tutto più leggero.
In quel ristorante, ero l'unico cameriere bianco, mentre gli altri erano tutti africani, e Talla conosceva tutti.
"Loro sono tutti miei amici, due di loro sono miei cugini" mi disse sorridendo, mentre entrava nello stanzone più grande del dormitorio dei dipendenti, "lui è amico mio, lo conosco da... almeno vent'anni" disse rivolgendosi ai quattro colleghi presenti, "ed è uno di noi, ha persino il cazzo grosso!".
Una battuta che mi rese improvvisamente impacciato, tanto che cominciai a balbettare... "che cazzo dice" pensai, "e poi come fa a sapere qualcosa del mio cazzo". Poi aggiunse, guardando uno di loro, "non proprio come il nostro". Tutti risero, risi anche io, ma non ero a mio agio.
I quattro si chiamavano Barra (il cugino più grande), Omar (l'altro cugino), Sameed e Hugo. Barra mi strinse la mano fino a stritolarmela, poi mi offrì una Peroni da 66. Avremmo dormito tutti e sei in quella stanza, in cui cominciava a esserci odore acre, d'altronde avevamo lavorato tutto il giorno!
"vado a farmi una doccia" dissi a un certo punto, sperando che anche loro facessero lo stesso, "altrimenti qui non si dorme dalla puzza" aggiunsi, fingendo di parlare solo di me. Barra e Talla annuirono, "effettivamente puzziamo tutti, ti seguiamo a ruota" aggiunsero. Il bagno aveva una decina di docce ed era comune anche all'altra camerata, ma loro o si erano già lavati o avevano deciso di convivere con la puzza.
Mentre ci spogliavamo, subito mi accorsi di quanto era grande il cazzo di Barra, ma anche quello di Talla non era da meno. Tornai a pensare quando mai avesse visto il mio cazzo, visto che io non avevo mai visto il suo. Cercai di distogliere lo sguardo da quelle immense proboscidi, ma quasi mi ipnotizzavano e nel frattempo arrivarono anche gli altri tre, con i loro cazzi più "normali".
Ahimè, complice anche l'acqua calda della doccia, non riuscii ad evitare l'erezione. "Ehi cucciolo, ti piace il mio cazzone nero?" mi disse Barra, mentre Talla rideva, "secondo me lo vuoi sentire tutto dentro!". La mia timidezza lasciò il posto all'eccitazione, per cui risposi annuendo "sì, devo essere sincero... ho voglia di prenderli entrambi". Il cazzo di Talla, che nel frattempo cambiò espressione, smettendo di sorridere, diventò di marmo. Mi venne incontro e mi disse di inginocchiarmi e succhiare il suo cazzone: nel frattempo Barra cominciò a farsi una sega, mentre il cazzo gli cresceva ancora. Anche gli altri cominciarono a masturbarsi.
Hugo si spinse a fare il tifo, "bisogna scoparlo in culo, questo bel finocchio!", mentre Sameed lo corresse "dovrebbe bere la nostra sborra, sta troietta!".
Io succhiavo avidamente il cazzo di Talla, che nel frattempo ordinò a Sameed di succhiare il mio, mentre Hugo intanto succhiava le palle di Barra. Omar si limitava a masturbarsi, forse cosciente di avere un cazzo troppo piccolo per pretendere un ruolo dominante, ma al contempo non entusiasta all'idea di prendere quelle bestie dentro il culo.

Dopo alcuni minuti, Barra si alzò e venne verso di me: prima prendi il mio, poi quello di Talla. E così fu.
Hugo inumidì il suo cazzo con la saliva, succhiando la cappella con golosità, mentre Talla il magnanimo mi concesse un po' di lubrificante per il culo. Dopo di che, quel palo di 25x18 mi entrò in culo con fermezza e mi sentii squarciare... Dopo almeno un minuto di solo dolore, cominciai a sentire il piacere di essere la sua troia. Il mio cazzo perse l'erezione per il dolore e poi ritornò più dritto e duro di prima, mentre Barra mi stantuffava come la peggiore delle troie. Talla nel frattempo mi infilò in bocca il suo pisello, mentre tenevo in mano, provando a trovare la giusta coordinazione per masturbarci, i cazzi di Hugo e Samed. Omar, nel frattempo, mi succhiava il cazzo. Non ci misi molto a venire, ma la cosa più bella quando, cinque secondi dopo la mia sborrato (in faccia a Omar, per inciso), sentii il cazzo di Barra pulsare e riempirmi di latte. Dopo che uscì il cazzo di Barra, il mio culo rimasta aperto, gocciolante, dolorante.
Tutti - compreso Omar - mi sborrarono addosso. Talla mi sborrò in bocca, dopo avermi ordinato di tenerla aperta e di ingoiare il suo seme (eseguii), mentre Omar mi sborrò sul cazzo e poi leccò tutto ciò che c'era da leccare.
Sfiniti ci facemmo una doccia veloce e andammo a dormire.
scritto il
2026-01-28
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