Mi voleva cuckoldare e finì cuckoldata

di
genere
bisex

Sebbene stessimo insieme da sei anni, non si può dire che io e Camilla ci conoscessimo a fondo. Era una relazione piuttosto superficiale, basata sul sesso, e benché io ne fossi innamorato, in cuor mio sapevo che di lei non mi potevo fidare fino in fondo.
Tra le cose che non sapeva, c'era sicuramente la mia passione per il cazzo. Non che io avessi mentito, ma semplicemente lei aveva sempre dato per scontato che io fossi un eterno incallito.
D'altro canto con lei (ma anche con altre donne in passato) ero sessualmente dominante ed era forse più difficile immaginarmi a novanta gradi mentre prendevo un cazzone su per il culo.
Un giorno, per stuzzicarmi, mi disse che avrebbe voluto provare il grande cazzo nero perché - benché io fossi molto ben dotato - aveva saputo che i neri potevano arrivare a dimensioni anche molto superiori a qualsiasi bianco. Io sapevo bene quanto era vera quella "voce", perché avevo avuto diversi rapporti con uomini neri dal cazzo gigantesco, ma d'altro canto in quel momento la gelosia prese il sopravvento e reagii con tristezza e rabbia. Lei qualche giorno tornò alla carica, così io più preparato le risposi che per una cosa a tre ci si poteva organizzare. Lei aveva sorriso, precisando che se anche poi mi avessero confinato a spettatore sarebbe comunque stata una cosa a tre. Fu allora che nella mia testa si consolidò l'idea di tirarle uno scherzo.
Decidemmo che sarei stato io a cercare un cazzo negro dalle dimensioni straordinarie, così io scelsi Josè, brasiliano mulatto con cui avevo già scopato. Lui mi disse di essere gay e non era entusiasta di scopare anche una donna.
Contattai anche Bruno, italiano di origini nigeriane, che era bisessuale ma preferiva comunque i maschietti bianchi. Josè aveva un cazzo lunghissimo, 27 centimetri reali, mentre Bruno, meno dotato in lunghezza, aveva un cazzo larghissimo, con una circonferenza di circa 21 centimetri.
Dissi a Camilla di scegliere sulla base di alcune foto, lei mi disse - in tono di scherzo - che si potevano anche scegliere entrambi e che magari uno dei due lo avrebbe dato a me.
Venne fissato un giorno. Io e Camilla eravamo eccitati a tal punto che non riuscimmo a evitare di scopare in doccia mentre ci preparavano all'evento. Quando arrivò José, Camilla rimase ammaliata dalla sua bellezza. Lui in risposta si spogliò e il suo cazzo, pure da moscio, faceva paura. Bruno arrivò qualche minuto in ritardo, ma anche lui si spogliò quasi subito. Il suo cazzo faceva venire dolore al culo solo a guardarlo. Anche Camilla e io seguimmo il loro esempio... ci spogliammo. Il mio cazzo, lungo 17 centimetri, circonferenza di 16.5 centimetri, venne riclassificato come il cazzetto da Camilla, mentre si fiondava a succhiare il cazzo di José e a maneggiare il pesante cazzo di Bruno, in verità impossibile da prendere in bocca. Con sorpresa mal dissimulata di Camilla, io cominciai a succhiare le grosse palle di Bruno, che subito ebbe un'erezione perfetta, e allora corsi con la lingua dalle palle fino alla cappella, mentre lui si abbandonava a un gemito... Mentre Camilla nel frattempo aveva qualche difficoltà a far eccitare Josè, il quale tratteneva a stento la noia, lui chiese se potessi succhiarglielo io. Cominciai con calma, mentre il cazzo di Bruno passò nelle mani di Camilla, che non riuscì a nascondere un po' di frustrazione... Il cazzo di José divenne di marmo e lui, come premio, cominciò a scoparmi la gola come fosse la figa di una troia!
Camilla si voltò sorpresa, mentre Bruno provava a mantenersi dritto nonostante la sega troppo distratta di Camilla.
I due neri si concentravano sempre più su di me. Bruno aprì il lubrificante e me ne mise nel culo, facendomi genere, quando ancora avevo il lungo cazzo di José in bocca... Bruno non si trattenne, disse a Camilla: "ora se permetti inculi il tuo ragazzo, e se non permette lo faccio lo stesso! ahahah". Josè aggiunse: "beh ci credo, dopo di te me lo scoperò anche io, è lui la vera troia della coppia e la vera star della serata"...
Camilla, un po' umiliata, si arrese e cominciò a succhiare prima le palle di Josè, poi il mio "cazzetto", durissimo, mentre venivo aperto in due da Bruno e mentre Josè mi scopava la gola nel modo in cui Camilla aveva sperato di veder scopata la sua figa. Dopo dieci minuti, mentre Bruno stava per venire, venni prima io e ordinammo a Camilla di bere tutta la mia sborra. Dopo di che venne Bruno, riempiendomi il culo di crema. Dopo che uscì il suo cazzo, il mio culo appariva squarciato, slabbrato e ricolmo di sperma. Camilla fu costretta a ripulirlo con la lingua, ma non sembrava affatto dispiaciuta! Josè pretese di avere il mio culo, nonostante io fossi già venuto, nonostante il mio culo fosse ancora ripieno... Dopo solo cinque minuti di stantuffo, venne anche lui, ma diresse il suo getto sulla faccia di Camilla. Il mio cazzo era tornato duro, così presi la faccia sborrata di Camilla tra le mie mani e le scopai con forza la gola, fino a sborrarci dentro. Solo in quel momento, anche lei ebbe un orgasmo, squirtando sul pavimento, immersa di sborra puzzolente. A fine serata, mi disse di aver capito la lezione, io le proposi di ripetere l'esperienza la settimana successiva.
scritto il
2026-04-20
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