La schiava Indiana P1

di
genere
dominazione

Nel 2026 ormai la schiavitù era tornata legale, per debiti soprattutto e per gestire gli immigrati che non volevano lavorare. Vi erano anche famiglie che vendevano i figli una volta compiuti i 18 anni, dai 18 ai 19 era facoltà dei genitori farlo, tra gli stranieri era un usanza per tirar su soldi se si avevano tanti figli.
Renzo era l'erede di una famiglia benestante, attività varie, capannoni e case in affitto, terreni. Uno dei suoi inquilini era un giovane imprenditore indiano, ormai era rimasto indietro con l'affitto del capannone di 8 mesi, per 3000 euro al mese fanno 24 mila euro. Renzo gli aveva sempre lasciato correre sapendo bene che avevano una figlia, 18 enne in ufficio. La voleva, sapeva esattamente che tra 40 giorni ne avrebbe fatti 19, non più vendibile. Il nono mese di affitto non pagato passo. Si recò in ufficio dal moroso, gli spiegò che rischiava il carcere e poi di essere venduto come schiavo, sapeva cosa significava, distrutto dalla fatica fino a morire, chiese tempo, Renzo gli propose, tua figlia in cambio estinguo il debito e ti abbuono i prossimi 15 mesi, totale 72 mila euro.
In genere una ragazza indiana viaggiava sui 30 mila, usate per lo più come serve, non erano molto apprezzate come schiave sessuali.
La ragazza provò a protestare ma il padre la zitti. Prese un foglio e acconsentì. Misero nero su bianco la proprietà della giovane Simran. Il piano era perfettamente riuscito. La caricò in macchina e la portò a casa.
scritto il
2026-05-04
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