Due nonne troie - Vera -
di
Jack Off
genere
incesti
Da un mese George aveva sedotto sua nonna Vanda (vedi episodio precedente) scoprendo la cosa che meglio sapeva fare al mondo: fottere.
Adesso non faceva altro che cercare un occasione propizia per restar solo con nonna Vera e tirasi fuori il suo enorme cazzo duro. Tanto più che avendo saputo che quella vecchia bagascia era sempre senza mutande gli pareva ancor più facile prenderla come e quando meglio voleva. L’unico intrallazzo era zia Vera che praticamente non usciva quasi mai di casa e quindi era sempre in mezzo ai coglioni nel momento meno opportuno. Eppure voleva fottere, doveva trovare un posto tranquillo per farlo.
Il cesso gli parve ideale. Difficile credere che la zia entrasse a guardare la sorella che pisciava quindi erano soli. Appena la nonna si avviava verso uno dei cessi della casa (per fortuna ce n’erano quattro) lui sgusciava subito dietro di lei chiudendosi la porta a chiave alle spalle. La prima volta lo fece con una certa paura temendo che la nonna si arrabbiasse ma appena entrato quando la vide seduta con la tazza, senza gonna a gambe larghe con quelle eccitantissime calze a rete autoreggenti capì che lei lo aspettava. “Pisci sempre mezza nuda”. “Solo quando mi guardano” disse lei e senza giraci tanto attorno gli si avventò fra le gambe iniziando a spompinarlo. Soddisfatto la vecchia si girò di schiena con le mani poggiate sulla porcellana della tazza e si lasciò prendere all’impiedi mentre le strizzava i tettoni grossi e mollicci sotto alla camicetta. La porca soffocava a stento il suo orgasmo lui pompava e sborrava a raffica… Sapeva che fuori c’era la zia Vera che girava ma in quel momento non gliene fregava niente. Aveva solo voglia di farsi la nonna e non avrebbe smesso fino a quando non avesse raggiunto la sborrata. Quando usciva dal bagno pareva soddisfatto ma dopo pochi minuti la guardava di nuovo. Guardava le sue calze a rete, guardava la gonna sapendo che non c’erano mutande, guardava le grosse tettone mal celate dalla camicetta e gli tornava duro. Peccato che li sul divano accanto a lei ci fosse Vera. Guardandola con ancora il cazzo soddisfatto dalla fica di nonna Vanda non potè fare a meno di chiedersi se anche lei fosse altrettanto brava. Le tette grosse parevano una caratteristica di famiglia, Nonna Mary aveva un bel balcone, con due ottime mele dai grossi capezzoloni ma era zia Vera il fenomeno della natura. Se quelle di Vanda erano mele lei aveva almeno due angurie. Le aveva così grosse che doveva farsi fare i reggiseni su misura e spesso neanche li metteva lasciando quel ben di dio spenzolare felicemente in giro. Guardandole, guardando le tettone e la gonna molto corta che svelava ampie porzioni di coscie eccitanti non potè far a meno di desiderare di saltare nudo in mezzo a quel divano e chiavarsela senza pietà. L’altro momento intimamente tranquillo era la notte, quando tutti dormivano. Nonna Vanda lo sapeva e non si faceva sfuggire l’occasione. Ogni sera passata la mezzanotte andava in bagno e sulla via del ritorno gli entrava in camera, scivolava sotto alle lenzuola e trovatolo già nudo ed eccitato gli si sdraiava sopra cavalcando il suo cazzo fino a farlo venire. Era una posizione fantastica dove lui poteva vedere e sentire in pieno le tettone della nonna sbattergli sul petto mentre la sua fica calda lo avvolgeva in un orgasmo bestiale. D’altro canto era anche una posizione che faceva stancare in fretta la vecchia e quindi si passava velocemente ad una comoda pecorina dove lui poteva pompare senza sosta spaccandole la vulva ad ogni colpo. Fu propio mentre era in quella posizione, quando era già più di un mese che scopavano insieme che la vecchia senza peli sulla lingua gli chiese “Vuoi infilarlo nel culo?”. Era la sua prima volta. Fino a quel momento era talmente preso dallo scopare in fica che neanche ci aveva ancora pensato. Lei invece lo desiderava tantissimo. Avrebbe dovuto farlo lentamente e con delicatezza dopo averla fatta bagnare un pochino ma non lo fece. Preso coraggio poggiò la cappella tra le chiappe della vecchia ed entrò fino ai coglioni con due colpi secchi. Meno male che la vecchia era una parecchio aperta dai vibratori che usava abitualmente. Non si lamentò per niente. Anzi. Più lui le spaccava l’anello del buco del culo più lei veniva sgrillettandosi come una pazza. Certo il suo uccello era più grosso del solito e la vecchia si aprì come una cozza ma la cosa pareva solo darle piacere. Da quella sera il giochino notturno iniziò a prevedere una prima fase con lei in braccio a lui a leccarle le tette e una seconda a pecorina prima in fica e poi in culo dove si concludeva con la sborrata finale. Il brutto era solo che quella chiavata notturna non durava mai più di un oretta scarsa e dopo un po che la nonna era andata via a lui tornava duro. Una sera, propio mentre la stava inculando la nonna gli chiese “Ti piace zia Vera?”. Lui non capì la domanda. “Si insomma ho visto come le fissi i tettoni. Vorresti fartela vero?”. George avrebbe voluto far finta di niente. Normalmente sarebbe stato molto più pudico e riservato, specialmente con sua nonna ma in fondo sua nonna era lì col suo cazzo nel culo. Perchè quindi non confessare… E lo ammise. Ammise quanto gli piacevano i tettoni grossi e di quanto lo fossero oscenamente quelli di Vera. Anzi, raccontare la cosa lo fece arrapare e finì per riempire di sborra la nonna mentre le parlava della cara zia. Alla fine se ne scusò “Ti da fastidio se parlo eccitato di tua sorella”. “Ma no perchè. E’ normale che ti ecciti con quelle angurie che ha. Solo che mi sei venuto troppo in fretta e io ne volevo ancora un po”. “Ma questo non è un problema nonnina” sorrise lui e presale una mano se la mise sul cazzo che era si umido di sborra ma era anche duro e sodo e pronto a fottere ancora. Così col pensiero di zia Vera in testa e la mano calda della nonna sul cazzo in pochi istanti si sentì di nuovo operativo e finì per montare a ripetizione la nonnina per una buona oretta. Alla fine esausti e sudaticci si sdraiarono nudi l’uno accanto all’altro e la nonna tornò ai suoi discorsi. “Sai anche a me piacciono le tette grosse”. “Nonna ma che dici? Tu sei una donna”. “Bhe è con questo?”. “Se ti piacciono le donne sei lesbica”. “La parola giusta è bisex” sorrise lei. “E tu lo sei?” chiese lui iniziando ad eccitarsi. “Diciamo che una bella fichetta la lecco volentieri” ammiccò maliziosa mentre le sue dita le scivolavano nella vulva. “Cristo nonna me lo fai tornare duro”. “Bhe che c’è di male” strizzò l’occhio la vecchia e scoparono ancora con ancor più foga alternando culo, bocca e fica della vecchia che si godeva un orgasmo dietro l’altro.
Sua nonna adorava le tettone. Anche se dell’argomento non parlarono per parecchi giorni George aveva chiaro ed evidente questo fatto e così fra una scopata e l’altra iniziò a mandare sul videoregistratore alcuni dei suoi porno preferiti dove le donne avevano davvero dei seni enormi. La vecchia Vanda non si fece problemi anzi pareva che guardare i porno mentre il nipote la montava come una vacca gli desse ancor maggior stimolo spingendola a bagnarsi tutta di piacere. Non parlavano mai apertamente di una persona precisa anche se Vera era stata nominata da Vanda per sottolineare a George quanto una sorella fosse attratta dall’altra ma non c’era bisogno di essere dei detective per accorgersi di quanto durante il giorno Vanda fissasse con attenzione le enormi bocce della sorella. Così una sera lui glielo chiese. “Hai mai visto le tettene di Vera al naturale?”. “Ovvio siamo sorelle, capita spesso di vestirci assieme”. “Già” annuì lui senza smettere di pompare. “Vestirvi o svestirvi nonna?”. “Certo che sei maliziosso bello della nonna”. Lui non commentò continuando a pompare come un mulo. Dopo un pò lei confessò “Tua zia Vera ha i capezzoli così grossi che sembrano dei cazzetti in miniatura”. “Ma dai” annuì lui sentendo subito dopo la mano della nonna che gli si poggiava sul cazzo. Lo fece mettere comodo per riprender fiato dopo la chiavata e massaggiandogli l’uccello iniziò a raccontare che le lesbiche con le tette grosse si ficcavano i capezzoli nella fica l’una con l’altra usandoli come sostituti per la masturbazione e che zia Vera era abilissima nel fare quel bel giochino. “E tu come fai a saperlo?”. “Perchè me lo sono fatto fare”. “Ti sei fatta mettere i capezzoli della zia nella fica? Ma sei lesbica davvero allora”. “Anche… Prendo tutto. Cazzi nel culo e fiche in bocca…anche quella di mia sorella. Ti da fastidio?”. “Lui le rispose sborrandole in mano…”. “E bravo il mio nipote porcellone”.
Passarono altri giorni e tutto tornò alla normalità quando un pomeriggio che erano tutti e tre in salotto a guardare la tv nonna Vanda disse “Fa così caldo oggi”. “Davvero caldo” disse Vera e ancor prima che lui potesse rendersene conto si sfilò la maglia. Non aveva reggiseno e le sue tettone gigantesche erano li a ballonzolare in tutto il loro splendore. Il cazzo gli era venuto duro. Fissava quei meloni con sguardo eccitato anche se tremava per l’emozione. Vanda intanto aveva iniziato a spogliarsi. Senza dire una parola sfilò tutto ed in un attimo fu con addosso le sole calze autoreggenti nere. La sua ficona pelosa era li splendida e pronta e fu il segnale che invitò George a calarsi le braghe. “Che cazzone!” sbottò Vera togliendosi a sua volta la gonna. Anche lei (porca) non aveva mutande ma solo una bella fichetta dal pelo nero e rado… Si accucciò bene sul divano come una cagnolina e porgendogli la fica disse sbrigativa “Dai che aspetti non c’è mica solo tua nonna sai”. Non se lo fece ripetere due volte. La penetrò in un sol colpo “Zia ma sei strettina sai”. In quel mentre nonna Reanata posò la vulva in bocca alla sorella. Eccitato da quel mare di tette, da quelle due porcone arrapate, dalle loro fiche calde, dai reggicalze sensualissimi scoparono per quasi tre ore senza smettere. George era un fiume in piena. Sborrava in culo a Vanda, sulle tette a Vera, in fica alla nonna, in bocca alla zia. Perse il conto dei suoi orgasmi come le due vecchie persero il conto dei propii. Smisero che era ora di cena. Quella notte, anzichè nonna Vanda, nel suo letto si presentò zia Vera col le sue enormi tettone. “Facciamo una sera per una ti va?” disse la zia. Lui le stava già succhiando le tette e rispose annuendo. “Al pomeriggio un bel giochino in famiglia e la sera una bella chiavata normale. Oggi io domani Vanda. Se ce la fai”. “E me lo chiedi” sbottò lui mentre con uno spintone la faceva chinare a pecora e glielo infilava dritto nel culo. Durò dieci anni fino a quando George non si sposò con una ragazza altrettanto porca e ben tettuta che non gli fece mai mancare i buoni vizi a cui l’avevano abituato la nonna e la zietta… ma questa è un altra storia.
jackoffstorie@yahoo.com
Adesso non faceva altro che cercare un occasione propizia per restar solo con nonna Vera e tirasi fuori il suo enorme cazzo duro. Tanto più che avendo saputo che quella vecchia bagascia era sempre senza mutande gli pareva ancor più facile prenderla come e quando meglio voleva. L’unico intrallazzo era zia Vera che praticamente non usciva quasi mai di casa e quindi era sempre in mezzo ai coglioni nel momento meno opportuno. Eppure voleva fottere, doveva trovare un posto tranquillo per farlo.
Il cesso gli parve ideale. Difficile credere che la zia entrasse a guardare la sorella che pisciava quindi erano soli. Appena la nonna si avviava verso uno dei cessi della casa (per fortuna ce n’erano quattro) lui sgusciava subito dietro di lei chiudendosi la porta a chiave alle spalle. La prima volta lo fece con una certa paura temendo che la nonna si arrabbiasse ma appena entrato quando la vide seduta con la tazza, senza gonna a gambe larghe con quelle eccitantissime calze a rete autoreggenti capì che lei lo aspettava. “Pisci sempre mezza nuda”. “Solo quando mi guardano” disse lei e senza giraci tanto attorno gli si avventò fra le gambe iniziando a spompinarlo. Soddisfatto la vecchia si girò di schiena con le mani poggiate sulla porcellana della tazza e si lasciò prendere all’impiedi mentre le strizzava i tettoni grossi e mollicci sotto alla camicetta. La porca soffocava a stento il suo orgasmo lui pompava e sborrava a raffica… Sapeva che fuori c’era la zia Vera che girava ma in quel momento non gliene fregava niente. Aveva solo voglia di farsi la nonna e non avrebbe smesso fino a quando non avesse raggiunto la sborrata. Quando usciva dal bagno pareva soddisfatto ma dopo pochi minuti la guardava di nuovo. Guardava le sue calze a rete, guardava la gonna sapendo che non c’erano mutande, guardava le grosse tettone mal celate dalla camicetta e gli tornava duro. Peccato che li sul divano accanto a lei ci fosse Vera. Guardandola con ancora il cazzo soddisfatto dalla fica di nonna Vanda non potè fare a meno di chiedersi se anche lei fosse altrettanto brava. Le tette grosse parevano una caratteristica di famiglia, Nonna Mary aveva un bel balcone, con due ottime mele dai grossi capezzoloni ma era zia Vera il fenomeno della natura. Se quelle di Vanda erano mele lei aveva almeno due angurie. Le aveva così grosse che doveva farsi fare i reggiseni su misura e spesso neanche li metteva lasciando quel ben di dio spenzolare felicemente in giro. Guardandole, guardando le tettone e la gonna molto corta che svelava ampie porzioni di coscie eccitanti non potè far a meno di desiderare di saltare nudo in mezzo a quel divano e chiavarsela senza pietà. L’altro momento intimamente tranquillo era la notte, quando tutti dormivano. Nonna Vanda lo sapeva e non si faceva sfuggire l’occasione. Ogni sera passata la mezzanotte andava in bagno e sulla via del ritorno gli entrava in camera, scivolava sotto alle lenzuola e trovatolo già nudo ed eccitato gli si sdraiava sopra cavalcando il suo cazzo fino a farlo venire. Era una posizione fantastica dove lui poteva vedere e sentire in pieno le tettone della nonna sbattergli sul petto mentre la sua fica calda lo avvolgeva in un orgasmo bestiale. D’altro canto era anche una posizione che faceva stancare in fretta la vecchia e quindi si passava velocemente ad una comoda pecorina dove lui poteva pompare senza sosta spaccandole la vulva ad ogni colpo. Fu propio mentre era in quella posizione, quando era già più di un mese che scopavano insieme che la vecchia senza peli sulla lingua gli chiese “Vuoi infilarlo nel culo?”. Era la sua prima volta. Fino a quel momento era talmente preso dallo scopare in fica che neanche ci aveva ancora pensato. Lei invece lo desiderava tantissimo. Avrebbe dovuto farlo lentamente e con delicatezza dopo averla fatta bagnare un pochino ma non lo fece. Preso coraggio poggiò la cappella tra le chiappe della vecchia ed entrò fino ai coglioni con due colpi secchi. Meno male che la vecchia era una parecchio aperta dai vibratori che usava abitualmente. Non si lamentò per niente. Anzi. Più lui le spaccava l’anello del buco del culo più lei veniva sgrillettandosi come una pazza. Certo il suo uccello era più grosso del solito e la vecchia si aprì come una cozza ma la cosa pareva solo darle piacere. Da quella sera il giochino notturno iniziò a prevedere una prima fase con lei in braccio a lui a leccarle le tette e una seconda a pecorina prima in fica e poi in culo dove si concludeva con la sborrata finale. Il brutto era solo che quella chiavata notturna non durava mai più di un oretta scarsa e dopo un po che la nonna era andata via a lui tornava duro. Una sera, propio mentre la stava inculando la nonna gli chiese “Ti piace zia Vera?”. Lui non capì la domanda. “Si insomma ho visto come le fissi i tettoni. Vorresti fartela vero?”. George avrebbe voluto far finta di niente. Normalmente sarebbe stato molto più pudico e riservato, specialmente con sua nonna ma in fondo sua nonna era lì col suo cazzo nel culo. Perchè quindi non confessare… E lo ammise. Ammise quanto gli piacevano i tettoni grossi e di quanto lo fossero oscenamente quelli di Vera. Anzi, raccontare la cosa lo fece arrapare e finì per riempire di sborra la nonna mentre le parlava della cara zia. Alla fine se ne scusò “Ti da fastidio se parlo eccitato di tua sorella”. “Ma no perchè. E’ normale che ti ecciti con quelle angurie che ha. Solo che mi sei venuto troppo in fretta e io ne volevo ancora un po”. “Ma questo non è un problema nonnina” sorrise lui e presale una mano se la mise sul cazzo che era si umido di sborra ma era anche duro e sodo e pronto a fottere ancora. Così col pensiero di zia Vera in testa e la mano calda della nonna sul cazzo in pochi istanti si sentì di nuovo operativo e finì per montare a ripetizione la nonnina per una buona oretta. Alla fine esausti e sudaticci si sdraiarono nudi l’uno accanto all’altro e la nonna tornò ai suoi discorsi. “Sai anche a me piacciono le tette grosse”. “Nonna ma che dici? Tu sei una donna”. “Bhe è con questo?”. “Se ti piacciono le donne sei lesbica”. “La parola giusta è bisex” sorrise lei. “E tu lo sei?” chiese lui iniziando ad eccitarsi. “Diciamo che una bella fichetta la lecco volentieri” ammiccò maliziosa mentre le sue dita le scivolavano nella vulva. “Cristo nonna me lo fai tornare duro”. “Bhe che c’è di male” strizzò l’occhio la vecchia e scoparono ancora con ancor più foga alternando culo, bocca e fica della vecchia che si godeva un orgasmo dietro l’altro.
Sua nonna adorava le tettone. Anche se dell’argomento non parlarono per parecchi giorni George aveva chiaro ed evidente questo fatto e così fra una scopata e l’altra iniziò a mandare sul videoregistratore alcuni dei suoi porno preferiti dove le donne avevano davvero dei seni enormi. La vecchia Vanda non si fece problemi anzi pareva che guardare i porno mentre il nipote la montava come una vacca gli desse ancor maggior stimolo spingendola a bagnarsi tutta di piacere. Non parlavano mai apertamente di una persona precisa anche se Vera era stata nominata da Vanda per sottolineare a George quanto una sorella fosse attratta dall’altra ma non c’era bisogno di essere dei detective per accorgersi di quanto durante il giorno Vanda fissasse con attenzione le enormi bocce della sorella. Così una sera lui glielo chiese. “Hai mai visto le tettene di Vera al naturale?”. “Ovvio siamo sorelle, capita spesso di vestirci assieme”. “Già” annuì lui senza smettere di pompare. “Vestirvi o svestirvi nonna?”. “Certo che sei maliziosso bello della nonna”. Lui non commentò continuando a pompare come un mulo. Dopo un pò lei confessò “Tua zia Vera ha i capezzoli così grossi che sembrano dei cazzetti in miniatura”. “Ma dai” annuì lui sentendo subito dopo la mano della nonna che gli si poggiava sul cazzo. Lo fece mettere comodo per riprender fiato dopo la chiavata e massaggiandogli l’uccello iniziò a raccontare che le lesbiche con le tette grosse si ficcavano i capezzoli nella fica l’una con l’altra usandoli come sostituti per la masturbazione e che zia Vera era abilissima nel fare quel bel giochino. “E tu come fai a saperlo?”. “Perchè me lo sono fatto fare”. “Ti sei fatta mettere i capezzoli della zia nella fica? Ma sei lesbica davvero allora”. “Anche… Prendo tutto. Cazzi nel culo e fiche in bocca…anche quella di mia sorella. Ti da fastidio?”. “Lui le rispose sborrandole in mano…”. “E bravo il mio nipote porcellone”.
Passarono altri giorni e tutto tornò alla normalità quando un pomeriggio che erano tutti e tre in salotto a guardare la tv nonna Vanda disse “Fa così caldo oggi”. “Davvero caldo” disse Vera e ancor prima che lui potesse rendersene conto si sfilò la maglia. Non aveva reggiseno e le sue tettone gigantesche erano li a ballonzolare in tutto il loro splendore. Il cazzo gli era venuto duro. Fissava quei meloni con sguardo eccitato anche se tremava per l’emozione. Vanda intanto aveva iniziato a spogliarsi. Senza dire una parola sfilò tutto ed in un attimo fu con addosso le sole calze autoreggenti nere. La sua ficona pelosa era li splendida e pronta e fu il segnale che invitò George a calarsi le braghe. “Che cazzone!” sbottò Vera togliendosi a sua volta la gonna. Anche lei (porca) non aveva mutande ma solo una bella fichetta dal pelo nero e rado… Si accucciò bene sul divano come una cagnolina e porgendogli la fica disse sbrigativa “Dai che aspetti non c’è mica solo tua nonna sai”. Non se lo fece ripetere due volte. La penetrò in un sol colpo “Zia ma sei strettina sai”. In quel mentre nonna Reanata posò la vulva in bocca alla sorella. Eccitato da quel mare di tette, da quelle due porcone arrapate, dalle loro fiche calde, dai reggicalze sensualissimi scoparono per quasi tre ore senza smettere. George era un fiume in piena. Sborrava in culo a Vanda, sulle tette a Vera, in fica alla nonna, in bocca alla zia. Perse il conto dei suoi orgasmi come le due vecchie persero il conto dei propii. Smisero che era ora di cena. Quella notte, anzichè nonna Vanda, nel suo letto si presentò zia Vera col le sue enormi tettone. “Facciamo una sera per una ti va?” disse la zia. Lui le stava già succhiando le tette e rispose annuendo. “Al pomeriggio un bel giochino in famiglia e la sera una bella chiavata normale. Oggi io domani Vanda. Se ce la fai”. “E me lo chiedi” sbottò lui mentre con uno spintone la faceva chinare a pecora e glielo infilava dritto nel culo. Durò dieci anni fino a quando George non si sposò con una ragazza altrettanto porca e ben tettuta che non gli fece mai mancare i buoni vizi a cui l’avevano abituato la nonna e la zietta… ma questa è un altra storia.
jackoffstorie@yahoo.com
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