Una mamma trasgressiva e anticonformista 19 - Gang bang 🫂 cuccioloni🐕‍🦺 ed altri giochi.

di
genere
incesti

In unna specie di fuori programma, quando Eli aveva interrotto le proiezioni delle "Imprese" di mia madre e mio padre, vedendo che mi ero sborrato nelle mutande senza neanche toccarmi, Eli e mia madre, si erano prese cura di me asciugandomi in coppia con le loro lingue.

Nel frattempo Haaron, anche lui eccitato dalle scena della TV e dalle pulizie in corso sul mio cazzo sborrato, con la verga già sguainata, scopava le due donne alternandosi nelle loro fiche e nei loro sfinteri anali sino al momento in cui, si era spostato in avanti ed aveva sborrato sui loro visi, le loro labbra e sul mio stesso cazzo.

Al termine del doppio bidet, ci eravamo tutti riordinati e preparati a riprendere il tour nel giardino delle delizie.

Quanto a me, per quanti sforzi facessi, non riuscivo a cancellare dalla mente le scene che avevo visto.

Il poco tempo a disposizione non ci aveva permesso, ovviamente, di vedere quelle riprese al completo ma solo alcuni spezzoni delle cose che secondo Eli, erano le più significative.

Dio! Mai e poi mai avrei potuto immaginare mia madre alle prese con un gruppo di maschi arrapati che se la scopavano in ogni buco "Saranno stati una cinquantina!" aveva detto Eli mentre mia madre appariva distesa su un materasso di finta pelle nera a cosce spalancate con un rivolo di sperma che le colava dalla fica sino al pavimento.

Mio padre accoccolato accanto a lei, le accarezzava i capelli ed il viso.
La baciava teneramente sulle labbra e le bisbigliava parole complici e d'amore mentre in basso, i maschi si alternavano dentro il suo corpo per goderne aggiungendo il proprio seme a quello che già la saturava sin in fondo alla bocca dell'utero.

La scena che avevo visto era una delle ultime con la folla di maschi già diradata e mia madre che, completamente ricoperta di sperma, si offriva ben aperta e gocciolante agli ultimi maschi.

Alla fine mio padre si era alzato e, col cazzo duro e svettante come l'asta di una bandiera, si era intrufolato tra le cosce di mia madre e le era scivolato dentro causando un rumore simile al risucchio di una gustosa prelibatezza.

Appena dentro, mia madre gli aveva incrociato le gambe dietro la schiena per impedirgli di uscire o compiere altri movimenti.

A quel punto legati come un sol corpo, avevano congiunto le loro labbra in un bacio lascivo, voluttuoso e carico d'amore mentre in basso mia madre stringeva le cosce e le labbra della della fica contraendone i muscoli per farsi sentire dall'amato marito il quale, aperta com'era e piena di sborra, non sarebbe riuscito a sentirla e goderne anche lui come avevano fatto i 50 stalloni che l'avevano preceduto.

Dio che meraviglia, mentre camminavo con quei pensieri che si rincorrevano ossessivi nella mia mente, avevo ancora una potente erezione tra le gambe.

E poi mia madre, in uno spezzone di film troppo corto e troppo veloce per coglierne appieno il senso,, appariva inginocchiata a 4 zampe con mio padre che le teneva ferma la testa muovendosi come se la stesse chiavando in bocca mentre dietro di lei aveva un cane nero scodinzolante che, con le zampe ingroppate sulla schiena, se la stava montando come fosse la sua cagna.

Nei pochi secondi di quella scena, ero riuscito persino a vedere delle gocce di sperma che colavano tra le zampe della bestia.

Una voglia morbosa di vederla dal vero, accompagnava i miei pensieri.

Eravamo oramai immersi in pieno in quegli ambienti saturi di odori, di suoni forti e di ogni genere di immagini a sfondo fortemente trasgressivi.

D'un tratto da dietro un separè era spuntata la figura di un uomo che, alla vista di mia madre le era corso incontro e, senza quasi salutarla, l'aveva presa in braccio e l'aveva stretta a se mentre con una mano era corso tra le sue cosce imitato da mia madre che gli aveva stretto il pacco da sopra i pantaloni: "Vanessa!" - "Mauro! Erano bastate quelle due parole di saluto perché, dopo essere stata liberata dall'abbraccio, mia madre gli si inginocchiasse davanti e dopo avergli calato pantaloni e mutande, gli prendesse in bocca una verga scura e nodosa che lei maneggiava e succhiava con ingorda perizia.

Tra uno sciacquio di saliva, e suoni soffocati dagli affondi in gola, mia madre era riuscita a dirgli: "Non mi venire in bocca!"

Dopo pochi secondi avrei capito il senso di quella richiesta; mia madre era abituata a prenderlo nel culo da lui in quanto con le sue vene dure e sporgenti come un ramo, riusciva a strapparle degli orgasmi anali quasi impossibili da avere coi normali cazzi lisci.

E così, dopo aver formato una specie di laghetto di saliva per terra, sentendolo duro e pronto per i suoi gusti, si era staccata per piegarsi in avanti e offrirgli il culo poi, appoggiandosi a me, si era fatta montare ansimando rumorosamente sino a che lui, con un grugnito bestiale non le aveva riempito il retto di sperma bollente come una colata di lava.

Dalla morsa delle sue dita sui miei fianchi e dalle sue grida di piacere avevo capito quanto lungo e intenso fosse stato il suo orgasmo che, aveva preceduto quello del maschio e l'aveva accompagnato sino al completo svuotamento delle sue palle.

Poi, sollevandosi e mentre un filo di sperma le colava tra le cosce, lo aveva stretto al collo e lo aveva ringraziato per averla fatta godere come una cagna pennellandogli il viso e le labbra con la lingua.

Procedendo nel nostro percorso, nella zona "Cornuti" avevamo incontrato la matrona araba che, distesa su una panca imbottita, tenendo il marito in ginocchio che le leccava i piedi ed il suo accompagnatore che le accarezzava i capelli, aveva dentro di se un maschione corpulento che la chiavava sbuffando come un toro.

Dietro di lui, altri maschi col cazzo in mano aspettavano il loro turno.

Nonostante che fosse impegnata a domare tutti quei maschi arrapati, quando ci aveva visti, aveva chiamato mia madre e nell'orecchio le aveva bisbigliato qualcosa.

Era un appuntamento per ritrovarsi più tardi in quell'ambiente riservato con gli spioncini per guardoni.

segue



scritto il
2026-02-28
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