Mia sorela e sua cognata

di
genere
incesti

Mi chiamo Salvatore ho 42 anni, alto 1,80 x 70 chili pelle olivastra capelli neri ed occhi scuri. Ho sempre avuto un buon successo con le donne dicono che sono un bell’uomo con ottima parlantina e con un bel cazzo oltre i 20 cm. Anche a me piacciono molto le donne e non mi lascio scappare nessuna occasione che si presenta, anzi, se le occasioni non si presentano me li creo o li vado a cercare. Purtroppo, a causa di questo mio comportamento, mia moglie dopo aver perdonato un paio di mie scappatelle ha chiesto la separazione, per fortuna non avevamo figli così la fine del nostro matrimonio è stata meno traumatica.
All’improvviso mi sono ritrovato a dover chiedere ospitalità ai miei genitori ormai pensionati. Mi sono potuto spostare perché lavorando come personale amministrativo in una scuola statale avevo potuto chiedere il trasferimento. In quel paese oltre ai miei genitori ci viveva mia sorella Giuseppina (da noi tutti chiamata Pina) che aveva 10 anni più di me ma già vedova a causa della morte prematura del marito. Pina viveva in una casa popolare lavorava in una camiceria e prendeva una piccola pensione del marito.
Fin da subito nella nuova scuola mi ero trovato molto bene, ed avendo io molta esperienza erano entrato subito nelle simpatie del dirigente che mi aveva assegnato l’incarico di gestire il personale. Eravamo ad inizio anno e dovevo coprire i posti sia dei docenti che dei collaboratori scolastici (bidelli). Mentre scorrevo la graduatoria dei bidelli avevo notato un cognome particolare uguale a quello di mio cognato defunto, chiedendo a mia sorella Pina avevo scoperto che l’interessata era sua cognata Caterina, era stato più che normale da parte sua chiedermi se potessi fare qualcosa in quanto era disoccupata ed un lavoro gli faceva molto comodo. Non avevo dovuto fare nulla di strano né illegale e l’avevo convocata per la supplenza.
Caterina aveva 35 anni, era una ragazza nella norma, fin da subito mi aveva guardato con ammirazione e riconoscenza pensando che io avessi forzato qualcosa per assumerla. Io avevo iniziato a fare il filo a una professoressa che mi piaceva, ma notavo come mi guardava Caterina. Tutto era successo per caso, una sera la scuola doveva essere aperta perché ci sarebbe stato il consiglio d’istituto. Praticamente una riunione fra genitori e docenti per deliberare sull’andamento della scuola, di solito la riunione iniziava verso le 20 e spesso si prolungava anche fino a mezzanotte. In questi casi serviva una bidella che aprisse e che infine chiudesse la scuola, Caterina si era subito offerta volontaria guardandomi con uno strano sorriso.
Anche se la mia presenza non era affatto necessaria e non dovevo partecipare alla riunione, quella sera ero andato a consegnare al dirigente tutta la documentazione necessaria alla riunione. Quando la riunione era iniziata lei mi aveva invitato in bidelleria a prendere un caffè, avevamo chiacchierato un po' ma si notava che c’era parecchia tensione, lei continuava ad elogiarmi e mangiarmi con gli occhi, avevo capito che potevo provarci. Appena mi ero avvicinato a lei ed allungato una mano lei si era tuffata fra le mie braccia iniziando a baciarmi. Io non mi ero limitato solo ai baci e quando gli avevo infilato le mani dentro le mutande l’avevo trovata bagnatissima, era pronta a tutto ed avrei potuto scoparla subito. Ero tentato di farlo ma era troppo pericoloso, ci eravamo messi d’accordo che sarei andato via e quando la riunione fosse finita io sarei ritornato, per fari capire che era sola spegneva tutte le luci e tenendone una accesa.
Ero andato a farmi una pizza ed ero ritornato con l’intento di aspettare la fine della riunione, per mia fortuna quando ero ritornato avevo visto già i partecipanti uscire. Avevo parcheggiato un po' nascosto, dopo una decina di minuti che anche il dirigente era uscito, ad una ad una vedevo le luci spegnersi, non si erano ancora spenta l’ultima che io ero già dentro. Avevo chiuso alle mie spalle il cancello che dava accesso al cortile ed una volta all’interno avevo chiuso a chiave la porta. Caterina era arrivata poco dopo, avevamo iniziato a baciarci e toccarci, mentre la baciavo stavo a pensare dove ci fosse un posto comodo dove poterla portare per scopare. Non mi veniva in mente nulla alla fine avevo optato di sedermi sulla sedia del centralino e farla venire sopra. Non era il caso di spogliarsi, Caterina aveva tolto le mutande io avevo abbassato i pantaloni facendo venire fuori il mio cazzo che Caterina aveva guardato a bocca aperta.
- Madonna mia quanto è grosso, mi farai male.
- Non credo, mica sei la prima con cui scopo. Prova se fa male cambiamo posizione.
Lentamente era scesa infilandosi tutto il cazzo in figa poi avevamo iniziato a baciarci. Era rimasta immobile impalata al mio cazzo, quando l’avevo esortata a muoversi si era lamentata che sentiva male. Diceva che sentiva che si stava asciugando. Alla fine, ci eravamo rotolati per terra, gli avevo leccato un po' la figa perché in effetti si era sciugata un po', quando avevo di nuovo iniziato a sentire suoi umori aveva detto:
- Vienimi dentro adesso sono pronta ed ho voglia. A ti prego fai piano
Ero entrato piano ed avevo iniziato a pomparla, lei aveva iniziato a gemere ed a contorcersi dicendomi:
- Quando stai per venire dammelo in bocca non sborrarmi dentro.
- C’è il rischio che resti incinta?
- No No! Non è quello che mi preoccupa. Non ho nulla con cui pulirmi.
Aveva goduto io lo avevo tirato fuori e glielo avevo dato in bocca, aveva succhiato ed ingoiato tutto facendomi provare un piacere intenso anche dopo che avevo finito di sborrare. Ci eravamo ricomposti e uscendo uno per volta facendo attenzione a non essere visti eravamo ritornati a casa.
Da quel giorno in poi, ogni occasione era buona. Caterina si era innamorata di me ed io avevo perso la testa per la sensualità che dimostrava. Spesso restavo in ufficio fino a tardi, dopo che i ragazzi uscivano da scuola, la raggiungevo mentre puliva le aule e la scopavo a pecorina appoggiata alla cattedra. L’avevo scopata anche nel mio ufficio, ma erano sempre luoghi non ideali. L’unica volta che avevamo scopato bene era stato in palestra su dei materassini che i ragazzi usavano per fare esercizi. Nonostante ormai erano passati quasi 4 mesi, non eravamo mai riusciti a trovare un posto dove poterci mettere nudi. D'altronde essendo il nostro un paesino piccolo era impossibile trovare un motel.
Nel frattempo, Caterina era attratta da me come l’ape al miele, ogni volta che passavo da mia sorella lei con una scusa arrivava, abitando dall’altro lato della strada. Piu di una volta ci aveva invitato a cena insieme a mia sorella si era spinta anche a venire a trovarmi a casa dei mei genitori inventando una scusa. Mia sorella Pina aveva avuto qualche sospetto ed un giorno mi aveva convocato a casa sua. Dopo avermi offerto il caffè e parlato di problemi familiari a bruciapelo mi aveva chiesto:
- Tu hai una relazione con mia cognata Caterina! La stai scopando vero? Ammettilo.
- Ma di che relazione stai a parlare? Tu sei fuori. Ok lo ammetto abbiamo scopato.
- Devi stare attento è una zoccola e tenta di lasciare marito e mettersi con te.
- E tu mi credi così scemo che io mi metto con lei. Se voglio accasarmi ho di meglio.
Avevamo chiarito la situazione e lei aveva capito che volevo solo spassarmela. In ogni caso mi aveva detto che avrebbe parlato anche con lei per fargli capire che a me interessava solo scoparla. Il giorno dopo aveva convocato sua cognata e come aveva fatto con me a bruciapelo gli aveva chiesto se scopasse con me. Inizialmente Caterina aveva negato poi messa alle strette aveva ammesso e lei gli aveva detto:
- Se ti fa piacere scopare con mio fratello fai pure. Ma non metterti in testa strane idee. Non pensare che andando avanti puoi metterti a convivere con lui e lasciare tuo marito.
- Questo lo sapevo dal primo minuto che non sarebbe stato possibile. A me basta andarci a letto tu non hai idea che piacere mi fa provare. Un piacere che con mio marito non ho mai provato.
Si erano chiariti anche loro, Caterina non aveva fatto altro che parlargli del piacere che gli facevo provare. Senza nessuna vergogna gli aveva parlato del mio cazzo e delle sue dimensioni e di tutto quello che gli facevo per farla godere. Si erano congedati con la raccomandazione di mia sorella di stare attenti e non farci beccare, altrimenti sarebbe successo un vero casino. Avevamo continuato a scopare per un altro mesetto, purtroppo poi la supplenza di Caterina era finita e non avevamo possibilità di vederci da soli.
Era passato più di un mese dall’ultima scopata Caterina si sfogava con mia sorella a volte anche piangendo raccontandogli quanto gli mancavano le nostre scopate. Poi un giorno non sapendo più cosa fare superando anche un po' di vergogna aveva chiesto la possibilità di incontrarci a casa sua:
- Ma sei matta? Tu vorresti incontrarlo qu a casa mia e scopare con me presente?
- Mica ho detto che devi essere presente. Ma se lui viene il giorno che tu esci a fare la spesa e ci lasci stare a casa tua anche solo un’oretta ci andrebbe bene. Aiutaci facci questo favore.
- Ascolta io vi aiuto, ma se dovesse saltare fuori dovresti dire che io non ne sapevo nulla. Se tuo marito dovesse scoprirlo tutti i parenti se la prenderebbero con me.
Mia sorella mi aveva messo al corrente del piano. Il sabato pomeriggio, ero andato a casa di mia sorella, Caterina aveva aspettato che uscisse il marito poi era arrivata. Mia sorella Pina ci aveva fatto un sacco di raccomandazioni ma soprattutto se sentivamo bussare o suonare campanello di non aprire a nessuno, dovevamo far finta che in casa non ci fosse nessuno, come ultima raccomandazione, ci aveva fatto quella di non far casino e non farsi sentire dai vicini perché erano delle gran pettegole, poi era uscita.
Finalmente potevo vedere Caterina nuda l’avevo spogliata lentamente poi avevo osservata facendola arrossire, lei temeva di non piacermi. Era la prima volta che potevamo scopare in un comodo letto. Gli avevo chiesto subito di prendermi il cazzo in bocca, poi ci eravamo metti a 69 e ci eravamo leccati a lungo. La prima sborrata visto che era da tanto che non ci vedevamo era arrivata abbastanza presto, a non avevamo fatto una lunga pausa ed avevamo iniziato di nuovo. La seconda volta volevo divertirmi, l’avevo scopata in diverse posizioni poi quando l’avevo messa a pecorina e stavo pompando avevo sentito aprire la porta di entrata mia sorella era arrivata. Aveva sentito sicuramente gemiti di Caterina e non ci aveva chiamato. La porta della camera era leggermente aperta, ad un certo punto avevo avuto la netta percezione che mia sorella ci stesse spiando, se lo avesse fatto poteva vedere il mio cazzo che entrava ed usciva dalla figa di Caterina, non so spiegarmi il perché ma la situazione mi eccitava moltissimo.
Avevamo finito di scopare ci eravamo rivestiti e quando eravamo usciti dalla camera, mia sorella ci aveva chiamato in cucina era già pronto il caffè. Inizialmente c’era un certo imbarazzo da parte di tutti, poi avevamo chiacchierato come se nulla fosse successo. Gli incontri da quella volta erano quasi regolari, io lasciavo sempre la porta della camera socchiusa e ritardavo a finire aspettando che arrivasse mia sorella che immancabilmente ci spiava. Una volta solo per un attimo i nostri sguardi si erano incrociati. Caterina mi aveva detto che solitamente il giorno dopo i nostri incontri andava a prendere il caffè da mia sorella ed immancabilmente parlavo del giorno prima ed allora Caterina gli raccontava tutto anche i particolari.
Eravamo vicini alla Festa della Donna e Caterina aveva convinto il marito a lasciarla uscire con Pina a mangiare la pizza, ma avevamo organizzato di mangiare la pizza a casa di mia sorella, io avrei dovuto portare le pizze. Ero quasi arrivato con le pizze calde quando mi ero accorto che avevo bucato una gomma, non avendo ruota di scorta avevo proseguito, ma quando era arrivato la ruota era distrutta. Ero arrivato incazzato, Caterina con la scusa di consolarmi aveva iniziato a baciarmi davanti a mia sorella. Dopo la pizza eravamo andati a scopare, mia sorella si era seduta sul divano a guardare la tv. Iodi proposito avevo lasciato la porta accostata. Mia sorella aveva visto poca tv i suoi occhi erano fissi su di noi. I nostri sguardi si incrociavano spesso ed ogni volta scambiavamo un sorriso, stavolta non nascondeva il fatto che ci osservava ed io prendevo posizioni facilitandola a osservare il mio cazzo.
Dopo aver scopato, Caterina era voluta andare subito via, dicendo che se rientrava prima del previsto, sicuramente a prossima occasione il marito gli avrebbe concesso più facilmente di uscire con Pina. Io ero ancora in accappatoio ed eravamo andati in cucina per il caffè. Il problema della ruota era ritornato, a quel punto avevo bestemmiato e stavo per chiedere l’auto a mia sorella ma lei mi aveva anticipato.
- A questo punto ti conviene dormire qui e domani mattina andare dal gommista qui vicino.
Avevamo bevuto il caffè, poi un grappino e poi eravamo passati al limoncello. Poi Pina mi aveva detto:
- Ho bevuto troppo mi sa che mi sono ubriacata. Meglio se vado a letto.
- Dimmi come si fa ad aprire il divano che dormo di qua.
- Vuoi dormire sul divano? Dai vieni nel letto ormai lo conosci bene. Io non mi scandalizzo.
Eravamo andati in camera, io avevo tolto accappatoio e mi ero infilato a letto. Pina aveva acceso abatjour sul comodino ed era andata in bagno. Dopo 5 minuti, era ritornata, aveva una sottoveste che alla luce del comodino diventava trasparente, sotto era nuda si intravedeva il suo pelo sulla figa il mio cazzo aveva iniziato a risvegliarsi. Pina si era sdraiata a faccia in su restando immobile ed aveva spento la luce. Era passata mezzoretta, anche se non dormivo il mio respiro era regolare, mentre quello di mia sorella mi giungeva a volte come un rantolo. Inizialmente mi ero preoccupato che stesse male l’avevo toccata
- Pina! Stai bene? Ti sento respirare male.
- Tranquillo sto bene non ti preoccupare dormi.
Per me era troppo presto per addormentarmi, e quando il suo respiro era diventato di nuovo affannoso, avevo percepito anche un movimento sotto le lenzuola. Adesso ne ero certo, si stava masturbando. L’avevo asciata continuare per un po', voleva trattenere i gemiti ma non ci riusciva allora gli avevo chiesto:
- Ho capito che non stai male, ma che ti stai toccando, a me lo puoi dire.
- Pensi che la gente sia di legno? Vi ho visti e sentiti scopare per un’ora logico che poi viene voglia, ma non so perché stavolta non riesco a godere, di solito in 5 minuti ho finito.
- Forse se ti aiuto io riuscirai a venire. Dai che ti aiuto a toccarti.
Non aveva risposto e non aveva protestato quando avevo allungato la mano raggiungendo la sua figa. Era molto bagnata ed al primo tocco aveva emesso un gemito. Poi anche lei mi aveva afferrato il cazzo
- Aveva ragione Caterina hai un cazzo enorme, bellissimo.
- Lo avevi visto credi che non ti vedevo quando ci spiavi?
- Certo vi spiavo e lo sapevi e me lo facevi vedere bene. Dai adesso vienimi sopra.
In un attimo si era sfilata la sottoveste gli ero andato sopra ed ero stato attento ad entrargli dentro, ma ero scivolato dentro con facilità, lei mi aveva baciato e poi mi aveva sussurrato
- Lo volevo sentire dentro fina dalla prima volta che l’ho visto.
- Bastava chiederlo e te lo avrei dato.
- La fai facile tu a dire che bastava chiederlo. Da quella volta tutte le notti mi sono sditalinata pensando a questo momento. Caterina mi raccontava tutti i particolari adesso li voglio anche io.
- Tranquilla che ti faro godere come mai hai goduto.
Aveva goduto abbastanza presto. Poi mi ero messo nella posizione a forbice in modo di tenerglielo sempre dentro ed avevamo iniziato a chiacchierare. Mi aveva raccontato che durante malattia marito e dopo la sua morte aveva avuto qualche avventura ma niente di particolare. Io ogni tanto anche per non ammosciarmi gli davo un paio di pompate e lei era in uno stato di eccitazione continuo. Mi aveva fatto promettere che ogni volta che scopavo Caterina avrei dovuto scopare anche lei ed o avevo fatto battuta
- Potrei scoparvi anche tutte e due insieme per me non sarebbe un problema.
- Si potrebbe fare a me piacerebbe, ma pensi che Caterina sarebbe d’accordo.
- Prima di chiederglielo dovrebbe sapere che anche noi due scopiamo
- Troveremo il modo per farglielo scoprire e poi glielo chiederemo.
Avevamo scopato ancora a lungo poi ci eravamo addormentati.
Il mattino dopo mi ero svegliato sentendo il campanello, Pina non era accanto a me ma dalla cucina sentivo arrivare l’odore del caffè. Mi ero alzato e quando ero uscito dalla camera con Pina che indossava solo la sottoveste della sera prima, c’era Caterina. Pina aveva versato il caffè e Caterina aveva detto.
- Ho visto la tua macchina ancora qui ed ho fatto un salto ma devono tornare subito a casa
Bevevamo il caffè mentre Caterina ci squadrava con uno sguardo strano, sembrava volesse chiederci qualcosa ma cercava di capire poi forse preso coraggio ed aveva chiesto:
- Ragazzi voi non me la raccontate giusta. Voi stanotte avete scopato dsi vede dalle facce.
Mia sorella Pina aveva fatto una bella risata poi rivolta Caterina gli aveva detto:
- Adesso non è che ti metti a fare la gelosa. Lo volevi solo per te?
- Non sono gelosa e se a te sta bene che ci scopa a tutte e due per me è ok. Ma adesso devo andare pomeriggio ne parliamo con calma io e te.
Si era alzata ed era uscita sorridendo. Appena fuori pina mi aveva detto
- Ha fatto tutto lei e sembra d’accordo.
Avevo chiamato gommista che mi aveva sistemato l’auto. Avevo salutato mia sorella dicendogli
- Fammi sapere come andrà discorso con Caterina
- Tu ricorda che quando vuoi venire a dormire qui sarò felice.

APPARENZA_INGANNA@HOTMAIL.COM
scritto il
2026-02-14
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