Mia nipote Clara
di
APPARENZA1
genere
incesti
Sono Alfio ho quasi 60 anni sono vedovo da 5 e faccio l dirigente in un importante ente pubblico. Nella mia città da poco hanno costruito un nuovo quartiere chiamato Chorus Life, praticamente rassomiglia a un grosso centro commerciale all’aperto, c’è l’arena per gli spettacoli, negozi, bar ristoranti, ed anche una palestra aperta 24/24 e 7/7. Dopo che ero rimasto vedovo la casa in cui abitavo era troppo grande per me da solo ed avevo preso un bilocale in quel centro nuovo, mi era avanzata una cifra notevole che avevo investito, diciamo che con il lauto stipendio che percepivo e gli investimenti fatti economicamente avevo una situazione più che agiata fra pochi anni sarei andato in pensione ed avrei esaudito il sogno della mia vita che era quello di viaggiare e conoscere nuovi posti.
Il mio lavoro mi lasciava molto tempo libero, ed il pomeriggio di solito andavo in uno dei bar dello Chorus a prendere il caffè o a farmi l’aperitivo, anche perché spesso il bar era frequentato dalla gente che andava in palestra, ed era uno spettacolo vedere ragazze giovani, con corpi stupendi, fasciati dentro leggings, così aderenti che lasciavano poco all’immaginazione. Ero arrivato a poco al bar e stavo sorseggiando il mio aperitivo, quando all’improvviso sento una mano appoggiata alla mia spalla ed una voce che dice:
- Ciao zio! Come stai? Anche tu qui?
Mi ero girato e con sorpresa avevo visto Clara. Era la figlia della cognata di mia sorella, ma fin da piccola mi aveva chiamato sempre zio al punto che anche io la consideravo una nipote. Mara doveva avere sui 24/25 anni, ero stato al suo matrimonio un paio di anni prima. Non era da sola ma con una amica ed io li avevo invitate a sedersi e gli avevo offerto l’aperitivo. Avevano sistemato i parecchi pacchetti, frutto di un pomeriggio di shopping e si erano sedute a prendere l’aperitivo insieme a me.
Clara era stata sempre una bellissima ragazza, non eccessivamente alta, con lunghi capelli corvini e 2 occhi neri come la pece. Indossava un top che metteva in risalto il suo seno che ad occhio doveva essere una terza abbondante, ed indossava un mini-gonnellino tipo tennista che faceva risaltare le sue cosce sode e muscolose. Nel complesso era bellissima molto sex ed arrapante. Quando infine ci eravamo salutati, era stato sufficiente che si piegasse leggermente a prendere i pacchetti per mettere in mostra un minuscolo perizoma che copriva a stento il suo culo e la sua figa. Dopo che ero rimasto solo non avevo potuto fare a meno di pensare a Clara ed allo spettacolo a cui avevo assistito. Il cazzo mi si era indurito.
Erano passati un paio di giorni dall’incontro con Mara, quando un giorno arrivando al bar la trovavo seduta ad un tavolino e pensierosa. L’avevo salutata, lei si era alzata per rispondere al saluto. Stavolta indossava una tenuta da palestra, i suoi leggings erano così aderenti che sembrava che la sua figa fosse in bella mostra, le sue grandi labbra erano divisi dai pantaloni e messi in risalto. Avevamo preso l’aperitivo e dopo il normale scambio di convenevoli, vedendola con espressione preoccupata gli avevo chiesto:
- Ti vedo preoccupata, hai qualche problema.
- Sono incazzata come una bestia. Mi sono accorta adesso che in palestra, qualcuno mi ha rubato il portafoglio, dovevo andare a fare delle spese urgenti ed adesso sono nella merda.
- Non preoccuparti, questi sono problemi che si risolvono. Ti bastano?
Mentre parlavo avevo preso il portafoglio ed estratta una banconota da 100 euro gliela avevo passata
- Grazie zio, sei davvero un tesoro, ero proprio nei casini, mi hai salvata non so come ringraziarti.
Appena aveva smesso di parlare mi aveva abbracciato e dato un bacio sulla guancia, ma pericolosamente vicino alle labbra, in aggiunta avevo sentito il suo seno premere contro il mio braccio ed il mio cazzo era diventato subito duro. Mi aveva chiesto dove era di preciso il mio appartamento rassicurandomi che il giorno dopo mi avrebbe restituito i soldi che gli stavo prestando, io gli avevo risposto che non c’era fretta.
Erano passati un paio di giorno quando nel primo pomeriggio avevo sentito suonare alla porta. Avevo guardato al citofono ed era Clara. Gli avevo detto il piano ed aperta la porta avevo aspettato l’arrivo dell’ascensore. Clara anche stavolta era vestita in modo molto sex è provocante. Indossava una minigonna nera elasticizzata, di quelle che ad ogni passo si alzano facendoti ammirare quasi tutto, ed una camicia bianca, sbottonata generosamente da far vedere che non indossava reggiseno. Il suo aspetto avrei risvegliato desideri peccaminosi a chiunque ed io non ne ero stato immune. Cazzo duro come marmo
L’avevo invitata ad accomodarsi sul divano e quando si era seduta per un attimo avevo temuto di avere un colpo apoplettico. Si era visto tutto, anche che era senza mutande ed aveva la figa rasata. Mi ero sentito un po' a disagio per la mia voglia improvvisa di saltargli addosso. Se lo avessi fatto e lei non fosse stata consenziente avrei fatto una figura di merda colossale, e non solo, mi sarei sputtanato con tutto il parentado. Clara aveva una espressione preoccupata, per prima cosa si era scusata molto che non era passata prima a restituirmi i 100 euro. Poi quando l’avevo rassicurata all’improvviso era scoppiata in un pianto dirotto. Mi ero avvicinato a lei cercando di consolarla e chiedere il motivo del suo pianto.
- Zio Alfio, mi sono messa nei casini. Per stare al passo delle mie amiche, e fare shopping insieme a loro, ho speso più di quanto potevo permettermi. Non ho i soldi da ritornarti.
- Non preoccuparti, consideralo come un regalo, e cerca di stare attenta da adesso in poi.
Pensavo che le mie rassicurazioni l’avrebbero calmata, ma era scoppiata a piangere peggio di prima. Quando infine si era calmata, ero riuscito a farla parlare. Mi aveva confessato che aveva speso i soldi che il marito gli aveva consegnato per pagare luce e gas e che gli scadevano il giorno dopo. Era disperata perché non sapeva come dirlo al marito e temeva soprattutto di dirlo ai genitori e la loro reazione. Mi avevo fatto mostrare le fatture, il totale era circa 800 euro, cifra consistente al che gli avevo detto:
- Tranquilla ti tolgo io dai guai, lasciali a me e domani te li pago io.
Come la prima volta, Clara si era avvicinata a me e dopo avermi abbracciato mi aveva dato un bacio, stavolta sulla bocca, avevo sentito la sua lingua cercare la mia. Avevo risposto al bacio e non mi ero staccato, la mia mano era andata sul suo seno ma subito dopo gliela avevo infilata fra le gambe. Si era staccata per un attimo, mi aveva guardato con un’altra espressione stavolta era euforica e gli occhi gli brillavano di soddisfazione a quel punto con estrema stronzaggine avevo giocato le mie carte.
- Però stavolta la cifra è considerevole. Vorrà dire che me la ritornerai un po' per volta.
- Ma come farò? Io non ho un lavoro, e non saprei dove trovare i soldi.
- Tesoro sei abbastanza adulta per sapere che ci sono modi diversi per pagare i debiti.
Aveva capito benissimo le mie parole, ed avevo avuto la sensazione che era venuta con quello scopo. Mi aveva baciato di nuovo ed io stavolta gli avevo infilato la mano fra le gambe. Continuavamo a baciarci mentre io la palpavo, e ad un certo punto lei staccatasi mi aveva sussurrato all’orecchio:
- Posso pagare allo stesso modo lo shopping di qualche vestito?
- Per quello lo valuteremo di volta in volta. Ma diciamo che se sei così disponibile è fattibile.
Avevamo di nuovo iniziato a baciarci, ma stavolta anche la sua mano era andata al mio cazzo ed aveva iniziato ad armeggiare con i miei pantaloni per aprirli. A quel punto ero stato io all’alzarmi e dopo averla presa per mano l’avevo portata in camera da letto. In camera aveva voluto essere lei a spogliarmi, lo aveva fatto molto lentamente ed in modo molto sensuale. Da parte mi sentivo in paradiso, non avrei mai immaginato di scopare con una ragazza così giovane e bella. Quando ero rimasto nudo, lei si era complimentata per il mio cazzo, dicendo che fosse molto più lungo e grosso di qualunque cazzo lei avesse visto. Gli avevo chiesto il permesso di andare un attimo in bagno a darmi una sciacquata.
- Se devi prendere il preservativo non serve, prendo la pillola.
Ero entrato ugualmente in bagno. Non era il preservativo che cercavo. Avevo subito ingoiato una pastiglia di viagra, l’occasione era troppo ghiotta per non approfittarne. Ci avevo impiegato solo un minuto, ma al mio ritorno lei era nuda sdraiata sul letto. Era di una bellezza sconvolgente, avrei voluto saltargli addosso ed affondare il mio cazzo nella sua figa, ma vista l’occasione unica volevo godermi ogni attimo. Mi ero steso accanto a lei, avevo iniziato ad accarezzare e baciare tutto il suo corpo. Lei Aveva provato a prendermi il cazzo in bocca, ma l’avevo pregata di restare immobile, volevo godermi quel bellissimo corpo. Man mano che passavano i minuti il suo respiro diventava sempre più affannoso, ma volevo farla eccitare ancora di più, non mi bastava solo scoparla volevo farla godere in modo che ricordasse.
Quando avevo iniziato a leccargli la figa, gli avevo concesso di mettersi a 69 e prendere il mio cazzo in bocca. Era molto brava e riusciva a darmi gran piacere. Aveva iniziato a gemere ma io continuavo imperterrito a leccare e succhiare la sua figa ormai satura dei suoi umori. Era la prima volta che leccavo una figa depilata ed era una sensazione bellissima. Era stata lei ad un certo punto a dirmi:
- Ti prego zio, mettimelo dentro, sto quasi per godere.
- Godi pure, non preoccuparti per me, voglio bere tutto il tu godimento
Il suo godimento lo avevo sentito arrivare nella mia bocca. Era una sensazione stupenda, avevo succhiato tutto e lei continuava a gemere e godere. Mi ero alzato e sceso da letto poi l’avevo tirata con il culo al bordo del letto e gli avevo fatto mettere le gambe sulle mie spalle. Adoravo questa posizione, era un modo per riuscire a osservare il cazzo sparire lentamente nella sua figa. Inoltre, se avesse alzato un po’ le gambe gli sarebbe entrato tutto arrivando all’utero. Osservare il mio cazzo sparire lentamente nella sua figa mi aveva eccitato molto di più, ma mi ero prefissato di trattenermi, volevo durasse il più a lungo possibile.
Clara continuava a godere sotto i miei colpi, cercava di divincolarsi la tenevo stretta dalle gambe, ero soddisfatto e quando avevo iniziato a sborrare sentendo lei urlare dal piacere anche io avevo grugnito in modo animalesco. Lei era rimasta immobile a riprendere fiato, al suo ritorno mi aveva detto:
- Zio, sei un fenomeno. Oltre ad avere un cazzo super mi hai fatto godere come mai prima.
- Tesoro, l’esperienza è importante. Ma non credere che sia finita. Lo zio ha arretrai da soddisfare.
Aveva sorriso e si era piegata a prendere in bocca il cazzo semi moscio, non si aspettava la sorpresa. Grazie al viagra preso prima, il cazzo era divenuto, con sua sorpresa, subito duro. Avevamo scopato ancora a lungo, ed usando dell’olio, visto che non avevo vaselina, mi aveva concesso anche di metterglielo nel culo. Alla fine, era molto soddisfatta dicendo che era la scopata migliore che mai avesse fatto.
Prima che andasse via, avevamo parlato di accordi. Alla fine, avevamo fatto un patto, io avrei saldato le sue bollette lei in cambio sarebbe venuta da me una volta a settimana, se poi la cosa gli andava bene avremmo continuato ed io gli avrei riconosciuto un bonus mensile per le sue spese. La cifra che avevamo pattuito per me era quasi insignificante ma per lei considerevole. Alla fine della trattativa mi aveva chiesto:
- Ricordi quella ragazza che era con me quando ci hai offerto l’aperitivo?
- La ricordo vagamente, ma ricordo che era molto carina.
- Se gli fai regalino anche lei sarebbe disponibile a farti compagnia.
- Di questo ne parleremo una prossima volta per adesso mi vai bene tu.
Quando stavo ad aprire la porta per farla uscire, lei mi aveva baciato in bocca e poi aveva detto:
- Mi hai fatto godere così tanto che sarei ritornata anche senza accordo.
- Anche se c’è accordo non è detto che non puoi venire quando vuoi.
- Sono certa che non aspetterò di certo una settimana. Presto arriverò.
Dopo che era uscita mi ero seduto sul divano, non riuscivo a non pensare che a lei. Il viagra non aveva esaurito il suo effetto, il cazzo soltanto sfiorandolo era di nuovo duro, mi era dispiaciuto farla andare via cos’ presto, le prossime volte l’avrei fatta rimanere più a lungo.
Il mio lavoro mi lasciava molto tempo libero, ed il pomeriggio di solito andavo in uno dei bar dello Chorus a prendere il caffè o a farmi l’aperitivo, anche perché spesso il bar era frequentato dalla gente che andava in palestra, ed era uno spettacolo vedere ragazze giovani, con corpi stupendi, fasciati dentro leggings, così aderenti che lasciavano poco all’immaginazione. Ero arrivato a poco al bar e stavo sorseggiando il mio aperitivo, quando all’improvviso sento una mano appoggiata alla mia spalla ed una voce che dice:
- Ciao zio! Come stai? Anche tu qui?
Mi ero girato e con sorpresa avevo visto Clara. Era la figlia della cognata di mia sorella, ma fin da piccola mi aveva chiamato sempre zio al punto che anche io la consideravo una nipote. Mara doveva avere sui 24/25 anni, ero stato al suo matrimonio un paio di anni prima. Non era da sola ma con una amica ed io li avevo invitate a sedersi e gli avevo offerto l’aperitivo. Avevano sistemato i parecchi pacchetti, frutto di un pomeriggio di shopping e si erano sedute a prendere l’aperitivo insieme a me.
Clara era stata sempre una bellissima ragazza, non eccessivamente alta, con lunghi capelli corvini e 2 occhi neri come la pece. Indossava un top che metteva in risalto il suo seno che ad occhio doveva essere una terza abbondante, ed indossava un mini-gonnellino tipo tennista che faceva risaltare le sue cosce sode e muscolose. Nel complesso era bellissima molto sex ed arrapante. Quando infine ci eravamo salutati, era stato sufficiente che si piegasse leggermente a prendere i pacchetti per mettere in mostra un minuscolo perizoma che copriva a stento il suo culo e la sua figa. Dopo che ero rimasto solo non avevo potuto fare a meno di pensare a Clara ed allo spettacolo a cui avevo assistito. Il cazzo mi si era indurito.
Erano passati un paio di giorni dall’incontro con Mara, quando un giorno arrivando al bar la trovavo seduta ad un tavolino e pensierosa. L’avevo salutata, lei si era alzata per rispondere al saluto. Stavolta indossava una tenuta da palestra, i suoi leggings erano così aderenti che sembrava che la sua figa fosse in bella mostra, le sue grandi labbra erano divisi dai pantaloni e messi in risalto. Avevamo preso l’aperitivo e dopo il normale scambio di convenevoli, vedendola con espressione preoccupata gli avevo chiesto:
- Ti vedo preoccupata, hai qualche problema.
- Sono incazzata come una bestia. Mi sono accorta adesso che in palestra, qualcuno mi ha rubato il portafoglio, dovevo andare a fare delle spese urgenti ed adesso sono nella merda.
- Non preoccuparti, questi sono problemi che si risolvono. Ti bastano?
Mentre parlavo avevo preso il portafoglio ed estratta una banconota da 100 euro gliela avevo passata
- Grazie zio, sei davvero un tesoro, ero proprio nei casini, mi hai salvata non so come ringraziarti.
Appena aveva smesso di parlare mi aveva abbracciato e dato un bacio sulla guancia, ma pericolosamente vicino alle labbra, in aggiunta avevo sentito il suo seno premere contro il mio braccio ed il mio cazzo era diventato subito duro. Mi aveva chiesto dove era di preciso il mio appartamento rassicurandomi che il giorno dopo mi avrebbe restituito i soldi che gli stavo prestando, io gli avevo risposto che non c’era fretta.
Erano passati un paio di giorno quando nel primo pomeriggio avevo sentito suonare alla porta. Avevo guardato al citofono ed era Clara. Gli avevo detto il piano ed aperta la porta avevo aspettato l’arrivo dell’ascensore. Clara anche stavolta era vestita in modo molto sex è provocante. Indossava una minigonna nera elasticizzata, di quelle che ad ogni passo si alzano facendoti ammirare quasi tutto, ed una camicia bianca, sbottonata generosamente da far vedere che non indossava reggiseno. Il suo aspetto avrei risvegliato desideri peccaminosi a chiunque ed io non ne ero stato immune. Cazzo duro come marmo
L’avevo invitata ad accomodarsi sul divano e quando si era seduta per un attimo avevo temuto di avere un colpo apoplettico. Si era visto tutto, anche che era senza mutande ed aveva la figa rasata. Mi ero sentito un po' a disagio per la mia voglia improvvisa di saltargli addosso. Se lo avessi fatto e lei non fosse stata consenziente avrei fatto una figura di merda colossale, e non solo, mi sarei sputtanato con tutto il parentado. Clara aveva una espressione preoccupata, per prima cosa si era scusata molto che non era passata prima a restituirmi i 100 euro. Poi quando l’avevo rassicurata all’improvviso era scoppiata in un pianto dirotto. Mi ero avvicinato a lei cercando di consolarla e chiedere il motivo del suo pianto.
- Zio Alfio, mi sono messa nei casini. Per stare al passo delle mie amiche, e fare shopping insieme a loro, ho speso più di quanto potevo permettermi. Non ho i soldi da ritornarti.
- Non preoccuparti, consideralo come un regalo, e cerca di stare attenta da adesso in poi.
Pensavo che le mie rassicurazioni l’avrebbero calmata, ma era scoppiata a piangere peggio di prima. Quando infine si era calmata, ero riuscito a farla parlare. Mi aveva confessato che aveva speso i soldi che il marito gli aveva consegnato per pagare luce e gas e che gli scadevano il giorno dopo. Era disperata perché non sapeva come dirlo al marito e temeva soprattutto di dirlo ai genitori e la loro reazione. Mi avevo fatto mostrare le fatture, il totale era circa 800 euro, cifra consistente al che gli avevo detto:
- Tranquilla ti tolgo io dai guai, lasciali a me e domani te li pago io.
Come la prima volta, Clara si era avvicinata a me e dopo avermi abbracciato mi aveva dato un bacio, stavolta sulla bocca, avevo sentito la sua lingua cercare la mia. Avevo risposto al bacio e non mi ero staccato, la mia mano era andata sul suo seno ma subito dopo gliela avevo infilata fra le gambe. Si era staccata per un attimo, mi aveva guardato con un’altra espressione stavolta era euforica e gli occhi gli brillavano di soddisfazione a quel punto con estrema stronzaggine avevo giocato le mie carte.
- Però stavolta la cifra è considerevole. Vorrà dire che me la ritornerai un po' per volta.
- Ma come farò? Io non ho un lavoro, e non saprei dove trovare i soldi.
- Tesoro sei abbastanza adulta per sapere che ci sono modi diversi per pagare i debiti.
Aveva capito benissimo le mie parole, ed avevo avuto la sensazione che era venuta con quello scopo. Mi aveva baciato di nuovo ed io stavolta gli avevo infilato la mano fra le gambe. Continuavamo a baciarci mentre io la palpavo, e ad un certo punto lei staccatasi mi aveva sussurrato all’orecchio:
- Posso pagare allo stesso modo lo shopping di qualche vestito?
- Per quello lo valuteremo di volta in volta. Ma diciamo che se sei così disponibile è fattibile.
Avevamo di nuovo iniziato a baciarci, ma stavolta anche la sua mano era andata al mio cazzo ed aveva iniziato ad armeggiare con i miei pantaloni per aprirli. A quel punto ero stato io all’alzarmi e dopo averla presa per mano l’avevo portata in camera da letto. In camera aveva voluto essere lei a spogliarmi, lo aveva fatto molto lentamente ed in modo molto sensuale. Da parte mi sentivo in paradiso, non avrei mai immaginato di scopare con una ragazza così giovane e bella. Quando ero rimasto nudo, lei si era complimentata per il mio cazzo, dicendo che fosse molto più lungo e grosso di qualunque cazzo lei avesse visto. Gli avevo chiesto il permesso di andare un attimo in bagno a darmi una sciacquata.
- Se devi prendere il preservativo non serve, prendo la pillola.
Ero entrato ugualmente in bagno. Non era il preservativo che cercavo. Avevo subito ingoiato una pastiglia di viagra, l’occasione era troppo ghiotta per non approfittarne. Ci avevo impiegato solo un minuto, ma al mio ritorno lei era nuda sdraiata sul letto. Era di una bellezza sconvolgente, avrei voluto saltargli addosso ed affondare il mio cazzo nella sua figa, ma vista l’occasione unica volevo godermi ogni attimo. Mi ero steso accanto a lei, avevo iniziato ad accarezzare e baciare tutto il suo corpo. Lei Aveva provato a prendermi il cazzo in bocca, ma l’avevo pregata di restare immobile, volevo godermi quel bellissimo corpo. Man mano che passavano i minuti il suo respiro diventava sempre più affannoso, ma volevo farla eccitare ancora di più, non mi bastava solo scoparla volevo farla godere in modo che ricordasse.
Quando avevo iniziato a leccargli la figa, gli avevo concesso di mettersi a 69 e prendere il mio cazzo in bocca. Era molto brava e riusciva a darmi gran piacere. Aveva iniziato a gemere ma io continuavo imperterrito a leccare e succhiare la sua figa ormai satura dei suoi umori. Era la prima volta che leccavo una figa depilata ed era una sensazione bellissima. Era stata lei ad un certo punto a dirmi:
- Ti prego zio, mettimelo dentro, sto quasi per godere.
- Godi pure, non preoccuparti per me, voglio bere tutto il tu godimento
Il suo godimento lo avevo sentito arrivare nella mia bocca. Era una sensazione stupenda, avevo succhiato tutto e lei continuava a gemere e godere. Mi ero alzato e sceso da letto poi l’avevo tirata con il culo al bordo del letto e gli avevo fatto mettere le gambe sulle mie spalle. Adoravo questa posizione, era un modo per riuscire a osservare il cazzo sparire lentamente nella sua figa. Inoltre, se avesse alzato un po’ le gambe gli sarebbe entrato tutto arrivando all’utero. Osservare il mio cazzo sparire lentamente nella sua figa mi aveva eccitato molto di più, ma mi ero prefissato di trattenermi, volevo durasse il più a lungo possibile.
Clara continuava a godere sotto i miei colpi, cercava di divincolarsi la tenevo stretta dalle gambe, ero soddisfatto e quando avevo iniziato a sborrare sentendo lei urlare dal piacere anche io avevo grugnito in modo animalesco. Lei era rimasta immobile a riprendere fiato, al suo ritorno mi aveva detto:
- Zio, sei un fenomeno. Oltre ad avere un cazzo super mi hai fatto godere come mai prima.
- Tesoro, l’esperienza è importante. Ma non credere che sia finita. Lo zio ha arretrai da soddisfare.
Aveva sorriso e si era piegata a prendere in bocca il cazzo semi moscio, non si aspettava la sorpresa. Grazie al viagra preso prima, il cazzo era divenuto, con sua sorpresa, subito duro. Avevamo scopato ancora a lungo, ed usando dell’olio, visto che non avevo vaselina, mi aveva concesso anche di metterglielo nel culo. Alla fine, era molto soddisfatta dicendo che era la scopata migliore che mai avesse fatto.
Prima che andasse via, avevamo parlato di accordi. Alla fine, avevamo fatto un patto, io avrei saldato le sue bollette lei in cambio sarebbe venuta da me una volta a settimana, se poi la cosa gli andava bene avremmo continuato ed io gli avrei riconosciuto un bonus mensile per le sue spese. La cifra che avevamo pattuito per me era quasi insignificante ma per lei considerevole. Alla fine della trattativa mi aveva chiesto:
- Ricordi quella ragazza che era con me quando ci hai offerto l’aperitivo?
- La ricordo vagamente, ma ricordo che era molto carina.
- Se gli fai regalino anche lei sarebbe disponibile a farti compagnia.
- Di questo ne parleremo una prossima volta per adesso mi vai bene tu.
Quando stavo ad aprire la porta per farla uscire, lei mi aveva baciato in bocca e poi aveva detto:
- Mi hai fatto godere così tanto che sarei ritornata anche senza accordo.
- Anche se c’è accordo non è detto che non puoi venire quando vuoi.
- Sono certa che non aspetterò di certo una settimana. Presto arriverò.
Dopo che era uscita mi ero seduto sul divano, non riuscivo a non pensare che a lei. Il viagra non aveva esaurito il suo effetto, il cazzo soltanto sfiorandolo era di nuovo duro, mi era dispiaciuto farla andare via cos’ presto, le prossime volte l’avrei fatta rimanere più a lungo.
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