Con mia sorella Giusy a casa del notaio

di
genere
incesti

Era passato quasi un mesetto da quando con mia cognata patrizia eravamo stati al locale per scambisti ed avevamo incontrato mia sorella Giusy con due suoi amici. In quel tempo, anche perché Patrizia abitava sopra di me, avevamo fatto una scopata veloce, poi non era capitato più di incontrarci, ad essere sincero preso dal lavoro e dal pensiero di mia sorella io non l’avevo cercata né lei aveva cercato me. Quella mattina ero stato particolarmente contento quando in ufficio avevo ricevuto la telefonata di mia sorella che mi chiedeva se quando uscivo dall’ufficio potevo passare da lei. Alle 14 all’uscita dall’ufficio mi ero diretto a casa di mia sorella, sarei un bugiardo a negare che ero oltre che eccitato speranzoso.
Mia sorella abitava in un appartamento nelle case popolari, soggiorno camera bagno e cucinino, gli era stato assegnato prima che diventasse vedova in quanto il marito era dializzato. Giusy mi aveva fatto accomodare e aveva preparato il caffè mentre lo bevevamo avevo introdotto discorso di cui voleva parlare
- Allora come va con tua cognata Patrizia? Scopate ancora?
- A essere sincero da quella volta che ci eravamo incontrati con te lo abbiamo fatto una sola volta ed anche in modo molto veloce. Ultimamente mi capita di rado di vederla, non ci cerchiamo.
- Lo sapevo. Ricordi quei due amici con cui mi avete incontrata. Si sono scambiati i numeri di telefono quel giorno. Lei ultimamente li ha contattati per farsi accompagnare in quel locale. A detta loro ogni volta sembra assatanata sembra una ninfomane. Era di questo che volevo sapessi.
- Che ti devo dire. Non posso mica proibirglielo. Che era una gran troia lo sapevo da sempre.
Giusy si era alzata, aveva preso tazzine e caffettiera e si era messa a lavarli. La cucina era piccolissima e non eravamo nemmeno a un metro di distanza. La osservavo, nonostante avesse superato i 55 anni era ancora una bella donna, era come si dice adesso curvy. Indossava un grembiule da casa e quando eravamo seduti avevo notato che aveva pochi bottoni abbottonati. Ero eccitato ma non sapevo se lei anche se al locale scambisti avevamo scopato, avesse accettato le mie avance. Avevo troppo voglia per rinunciarci, avevo allungato le mani afferrato le sue cosce da sotto il grembiule ed iniziato a salire. Non aveva protestato, aveva appoggiato le mani sul lavello si era fermata ed emesso un gemito di piacere.
A quel punto mi ero alzato mi ero appoggiato alle sue spalle facendogli sentire il mio cazzo duro sul culo e mentre la baciavo sul collo gli avevo afferrato le tette. Eravamo stati in quella posizione pochi minuti, quando si era girata per baciarmi in bocca il grembiule era tutto aperto e sotto era nuda. Dopo il bacio non mi aveva detto nulla ma presomi per mano mi aveva portato in camera. In un attimo il suo grembiule non c’era più. Aveva voluto spogliarmi lei, ma lo aveva fatto molto lentamente. Poi si era seduta sul letto, io nudo in piedi davanti a lei. Aveva iniziato a succhiarmi il cazzo mentre con una mano mi massaggiava le palle, era bravissima e mi faceva quasi impazzire di piacere, L’avevo spinta a sdraiarsi sul letto, aveva il culo sul bordo e piedi penzoloni, mi ero inginocchiato per terra ed avevo iniziato a leccargli la figa. Avrei voluto continuare a lungo, alla fine era stata lei a tirarmi su. L’avevo scopata in quella posizione, gli avevo fatto alzare le gambe sulle mie spalle in modo da vedere il mio cazzo entrare uscire dalla sua figa. Mi ero volutamente trattenuto dal venire anche se lei aveva goduto parecchie volte. Gli avrei lasciato riprendere fiato ed avrei continuato dopo, ma lei aveva insistito e mi aveva voluto sentire sborrare. Quando era andata a farsi il bidet io l’avevo seguita, lei era sul bidet a lavarsi e mi aveva detto:
- Perché non volevi sborrare?
- Beh, se non avessi sborrato avremmo potuto continuare a farlo.
- Anche se hai sborrato lo faremo ancora ci penso io a risvegliarti.
Mi aveva preso subito il cazzo in bocca iniziando a leccare i residui della mia sborra e dei suoi umori. Aveva continuato a succhiare poi eravamo tornati a letto. Avevamo continuato a scopare a lungo, ogni volta che stavo per venire glielo sfilavo e per farla godere la leccavo o masturbavo. Lei aveva avuto un casino di orgasmi e quando avevo goduto io lo aveva voluto in bocca ed aveva ingoiato tutto.
Eravamo a letto a coccolarci, continuavamo a scambiarci carezze in preda a una eccitazione che non volevamo finisse mai. Gli occhi di Giusy avevano cambiato espressione brillavano quasi, li si era inginocchiata sul letto e mi aveva detto:
- Devo confessarti una cosa, a promettimi che non mi giudicherai male.
- Parla pure, qualunque cosa sarà stai certa che ti comprenderò.
Mi aveva raccontato che frequentava un signore di quasi 70 anni, un notaio. Praticamente una volta ogni 15 giorni all’ora di pranzo andavano in un motel dove servivano il pranzo in camera. Lui mentre mangiavano prima di mettere il cibo in bocca glielo passava sulla figa. La faceva bere tanto, poi una volta finito il pranzo si spogliava nudo si sdraiata nella vasca da bagno e quando lei svuotata la sua vescica pisciandogli addosso, riusciva ad avere una buona erezione e la scopava, in cambio gli dava 200 euro.
- Di solito mi convoca 2 volte al mese in media e per me quei soldi sono importanti.
- Ti capisco e non ti giudico, anzi fai bene a farti pagare.
- Solo che ultima volta mi ha fatto una proposta che ancora non ho accettato.
- Che tipo di fantasie strane gli sono venute?
- Praticamente, la moglie sa che fa questi incontri con me. Ma loro hanno coppia di amici coetanei con cui spesso si trovano ed anche loro sono scambisti. Questi amici vengono a trovarli sabato prossimo e mi ha proposto di andare da loro e restare tutta la notte a dormire a casa loro. Gli ho detto che avevo paura a restare tutta la notte fuori con sconosciuti e lui mi ha detto che posso farmi accompagnare da qualcuno, ma solo se chi mi accompagna è a conoscenza di quello che faremo. Per fare nottata da lui mi ha offerto 500 euro, per questo ho pensato a chiederti se mi accompagni.
- Ti accompagnerei volentieri, se me lo dicevi prima per avere il tempo per inventare una scusa.
- Tranquillo, telefono io a tua moglie e gli dico che devi accompagnarmi in n posto lontano.
Aveva chiamato mia moglie quella sera stessa con una scusa molto plausibile, al punto che quando io avevo fatto lo scocciato mia moglie mi aveva urlato dietro dicendo che Giusy era sola e dovevo aiutarla.
L’invito dal notaio era per l’orario di cena, noi eravamo arrivati con leggero anticipo. Il notaio era un signore distinto come mi aveva detto Giusy vicino ai 70 anni. La moglie era una signora, bionda non altissima molto fine e di classe sicuramente sui 60 anni. L’amico del notaio, un famoso dottore era arrivato poco dopo insieme alla moglie. Quando ci erano stati presentati mi veniva quasi da ridere, il dottore era alto di buona stazza ma con quel classico viso pacioccone e rassomigliava molto al mio salumiere. La moglie scura di capelli era ugualmente un po' in carne sembrava una signora semplice a differenza della moglie del dottore che aveva molta classe. Fra tutti io con i miei 45 anni ero il più giovane.
Il notaio abitava i un attico lussuosissimo in centro città. A noi uomini era stato servito un aperitivo accomodati in comodi divani nel grande salone, mentre le donne avevano iniziato ad apparecchiare in un lato del salone dove c’era un grande tavolo. Il dottore prima di prendere l’aperitivo aveva tirato fuori dalla tasca un portapillole in ceramica finemente lavorato, ne aveva ingoiata una poi aveva offerto al notaio che si era servita. Mi aveva guardato e facendomi l’occhiolino mi aveva chiesto:
- Gradisce anche lei? La nottata sarà molto lunga e potrebbe servire anche a lei.
Dentro il contenitore c’erano delle pastiglie di cialis, le conoscevo anche se non ne avevo mai fatto uso. Ero rimasto un attimo titubante ma poi anche per curiosità anche io ne avevo presa una ed ingoiata. Quando ci avevano chiamato per accomodarci sul tavolo per cena c’era ogni ben di dio. A tavola Giusy era stata sistemata in mezzo al dottore ed al notaio, io dal lato opposto ero seduto in mezzo alla bionda ed alla scura. La cena era partita regolarmente ma dopo aver bevuto i primi bicchieri, mentre io e Giusy restavamo in silenzio, loro avevano iniziato a parlare di altre cene e di viaggi fatti insieme. Dalle loro frasi e racconti era palesemente chiaro che non erano nuovi a feste del genere. Durante la cena non si lesinavano battute e toccamenti, inizialmente ero rimasto in attesa, ma quando e donne avevano iniziato a toccarmi il cazzo facendomelo indurire per la loro gioia anche io avevo allungato la mano. Avevo avuto un attimo di tentennamento quando la bionda si era avvicinata per baciarmi in bocca ma poi mi ero lasciato andare e l’avevo baciata, lo stesso avevo fatto subito dopo con la scura.
Ad un certo punto, mentre la bionda mi baciava la scura si era piegata e mi aveva preso il cazzo in bocca, era molto piacevole e l’avevo lasciata fare. Nel frattempo, alzando gli occhi mi ero accorto che Giusy con notaio e dottore erano spariti. La scura era bravissima a fare pompino e quando avevo iniziato a gemere di piacere, la bionda smettendo di baciarmi, guardandomi fisso mi aveva detto:
- Puoi fare tutto quello che vuoi con noi. Ma una cosa non dimenticare, quando godi, devi schizzarmi la tua sborra sulla faccia e sul seno, non sprecarla affatto sborrandoci in figa o nel culo.
Ero rimasto un po' stranito da quella richiesta ma non sarebbe stato un problema se voleva in faccia gli avrei sborrato in faccia. A quel punto la bionda ci aveva invitato a seguirla in una camera dove al centro c’era un grande letto. Dalla camera accanto si sentivano i gemiti di Giusy e degli uomini. Ci eravamo spogliati nudi, loro avevano avuto parole di complimenti per il mio corpo e per il mio cazzo. Io le avevo osservate e mentendo avevo fatto lo stesso. I loro corpi mostravano i segni dell’età e Giusy pur avendo solo pochi anni di meno in confronto a loro faceva la figura di una modella. Non potevo certo fare lo schizzinoso e quando la bionda mi aveva attirato sopra di lei gli avevo messo il cazzo in figa.
La scura inizialmente si era sdraiata accanto a noi, accarezzava la bionda dicendogli parole carine, la incitava a godere e l’aveva baciata anche in bocca, dalle carezze e dai baci che si scambiavano avevo capito che avevano rapporti lesbici anche fra loro. Poi all’improvviso la scura era cambiata:
- Dai troia, sbrigati a godere, avrai la tua sborrata, poi così potrà scopare me. Ha un bel cazzo non crederai che lo lasci solo a te. A te interessa solo la sborra io voglio il cazzo.
- Calmati sto per godere, adesso si sto per venire sborra anche tu sborrami in faccia.
Quando aveva goduto incitato anche dalla bruna, avevo sfilato il cazzo dalla figa della bionda, mi ero inginocchiato sul letto e dopo aver indirizzato il cazzo al suo viso lo avevo smanettato un paio di volte ed avevo iniziato a sborrare sul viso della bionda. Lei aveva tenuto la bocca chiusa, mentre la bruna mi invitava dopo i primi schizzi sul volto di schizzargli sulle tette. Ad ogni schizzo che gli arrivava in faccia la bionda aveva degli spasmi, come se continuasse a godere. Quando avevo smesso di sborrare, la bionda aveva iniziato a spalmarsi la mia sborra sul viso e sulle tette, alla fine sembrava avesse una maschera fatta di sborra, a quel punto si era spostata ad un bordo del letto rimanendo immobile.
- La troia è convinta che facendo le maschere di sborra gli resta la pelle giovane e liscia. Adesso per un bel po’ se ne resterà immobile noi avremo il tempo di scopare come si deve.
La bruna, mi aveva preso il cazzo in bocca ed aveva iniziato a succhiare, la pastiglia che mi aveva dato il dottore aveva iniziato il suo effetto, perché dopo 2 minuti il cazzo era di nuovo duro. La bruna aveva voluto essere scopata in tutti i modi continuava a incitarmi a pomparla e ad un certo punto avevo sboccato
- Sei una gran troia, sei più troia della tua amica adesso ti sfondo anche il culo.
- Fai quel cazzo che vuoi ma fammi godere, voglio godere il più possibile.
L’avevo fatta mettere a pecorina poi gli avevo puntato il cazzo nel buco del culo ed avevo spinto. Inizialmente aveva emesso un grosso urlo ma poi aveva iniziato a gemere, aveva goduto parecchie volte poi mi ero staccato da lei ed avevo sborrato di nuovo sulle tette della bionda. Anche la bruna era rimasta accasciata sul letto edera stato a quel punto che avevo deciso di vedere cosa faceva Giusy.
Ormai erano quasi le due di notte, nella camera accanto Giusy non c’era, il dottore ed il notaio erano accasciati sul letto sembrava dormissero. Ero andato nel salone ed avevo trovato Giusy seduta al tavolo che mangiava qualcosa. Mi ero seduto insieme a lei ed anche io avevo iniziato a mangiare dei dolci. Ci avevamo raccontato quello che avevamo fatto e da nostri racconti avevamo tirato le conclusioni che le due coppie erano molto più porcone di quanto sembravano ed avevano strane fantasie. Niente di perverso ma delle stranezze a quanto da noi praticato, ma le loro fantasie anche se strane non ci turbavano.
Mentre mangiavamo era arrivata la bruna e si era seduta con noi, io gli avevo subito chiesto:
- E gli altri? Vengono anche loro?
- Non ci sperare. La mummia è stesa con la maschera della tua sborra e dorme. Non si sveglierà, a lei interessava la tua sborra per farsi maschera. Ho dato una occhiata agli uomini e russano come 2 maiali, sicuramente la tua compagna li ha svuotati per bene. Dormiranno fino a domani.
- Tu che farai dopo mangiato? Andrai a dormire anche tu?
- Io ho voglia di un buon caffè se lo prendiamo insieme resteremo svegli e possiamo divertirci.
Ci eravamo spostati in cucina ed avevamo preparato il caffè con una grossa caffettiera. Dopo aver bevuto il secondo sembravamo tutti pimpanti. Eravamo tutte e 3 quasi nudi, ad un certo punto la bruna che era accanto a Giusy gli aveva appoggiato una mano sulla coscia poi l’aveva guardato e gli aveva chiesto:
- Ti dà fastidio se ti tocco? Hai belle cosce, ti ha mai accarezzato una donna?
- Qualche volta è successo, ed è stato piacevole anche quando andata oltre.
Forse la bruna non aspettava altro, era arrivata alla figa di Giusy ed iniziato a masturbarla. Dall’espressione del viso di Giusy era chiaro che gradiva io mi ero alzato in piedi ed avvicinato il cazzo a Giusy che lo aveva preso subito in bocca facendolo diventare duro. A quel punto la bruna ci aveva invitato a seguirla e ci aveva portato in una terza camera, era arredata meno lussuosamente dalle altre ma l’importante era che c’era un letto spazioso. La bruna non aveva perso tempo, aveva fatto sdraiare Giusy e infilata la testa fra le sue gambe aveva iniziato a leccargli la figa. Avevo cercato di infilarglielo in figa alla bruna ma la posizione era scomoda. Era la bruna che conduceva i giochi, aveva invitato Giusy a mettersi a 69 dicendogli che in quella posizione potevo scoparla. In effetti era vero il mio cazzo gli era entrato per bene e tutto dentro, Giusy ricambiava le leccate della bruna che aveva esordito dicendo:
- Sei una bella troia e lecchi benissimo dobbiamo restare in contatto ora fammi godere.
Erano state per lungo tempo a 69, a turno si scambiavano la posizione in modo che alternandosi potevano a turno il mio cazzo dentro. Avevamo scopato a lungo loro avevano avuti diversi orgasmi io alla fine non ce la facevo più ed avevo sborrato in figa alla bruna, dopo lei mi aveva detto:
- Non diciamo nulla alla bionda se scopre che mi hai scoperto in figa si incazza.
Anche noi infine ci eravamo addormentati. Il mattino dopo ci eravamo svegliati tardissimo. La bruna ed il dottore erano già andati via, avevamo fatto colazione con il notaio poi al momento dei saluti, ci aveva detto che era stata una bellissima notte e che tutti erano stati contenti di noi e ci aveva chiesto se fossimo stati disponibili per altre feste. Gli avevamo dato la nostra disponibilità e lui aveva dato una busta a Giusy.
Avevo accompagnato Giusy a casa, ero salito per un attimo in casa da lei che appena dentro aveva aperto la busta con la cifra pattuita. Era il momento di tornare a casa, quando lei mi aveva baciato per salutarmi l’effetto del cialis si era fatto sentire di nuovo, mi era venuto subito duro, non eravamo andati a letto, l’avevo scopata velocemente ed in modo animalesco al tavolo della cucina, poi sistematomi ero ritornato a casa. Giusy si era fatta promettere che mi sarei fatto vivo presto e non avrei fatto passare un mese.
scritto il
2026-02-12
6 1 0
visite
3
voti
valutazione
6
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.