Una canna con Cristina
di
APPARENZA1
genere
incesti
In estate sotto l’ombrellone si fanno spesso discorsi futili ma spesso poi si trascende e non è raro il caso in cui si litiga. Ero sotto l’ombrellone con mio cognato Manuel e sua moglie Cristina, ad un certo punto Manuel, come era solito fare aveva commentato la notizia dell’apertura di centri vendita cannabis legale in Italia. Subito aveva iniziato a commentare in modo molto negativo nei confronti di coloro che ne facevano uso. Avevo cercato di intervenire dicendo che molti ne facevano uso terapeutico ed a quel proposito gli avevo citato una mia nipote affetta da fibromialgia che ne faceva uso con ricetta dottore.
Neera nata una discussione accesa, io avevo ammesso che da giovane per anni ogni tanto mi facevo una canna. Per lui fare uso di qualunque droga era da pervertiti, la sua convinzione era quella che chi prendeva qualunque droga lo faceva per essere libero sessualmente e fare le porcate. Parlava di festini con cocaina e prostitute che spesso erano notizie riportate dai giornali scandalistici, non era valso a nulla se a lungo avevo cercato di fargli capire che ci fosse una grossa differenza fra droghe leggere e pesanti. Alla fine, stanco di cercare di fargli capire le differenze avevo lasciato perdere ed ero andato a fare il bagno.
Al ritorno c’era solo Cristina, Manuel era andato via. Dopo un po' Cristina mi aveva chiesto:
- Ma davvero Manuel sbagliava su quello che diceva sull’effetto della droga?
- Come ti ho detto la cannabis, come effetto ti da una grande euforia, come quando sei mezzo brillo. Logico, se hai desiderio sessuale, ti rende più libero e trasgressivo ma è lo stesso con una sbronza.
- Allora invece di criticare, Manuel dovrebbe imitarti e farsi una canna ogni tanto.
Aveva fatto la battuta con molto sarcasmo come se i rapporti sessuali fra loro non fossero dei migliori. Per delicatezza, avevo evitato di continuare il discorso e i ero messo a leggere un libro. Cristina sdraiata al sole sembrava rimuginasse qualcosa, poi ad un certo punto mi aveva chiesto:
- Tu riusciresti a procurarti la cannabis?
- Certo che si non ci sarebbe problema. Perché me lo chiedi?
- Sai mi piacerebbe provare l’effetto che provoca.
Ero rimasto un po' sorpreso dalla sua richiesta, ma mi sembrava che il suo interesse, fatto di convinzione errate fosse rivolto solo alla sfera sessuale. Con Cristina eravamo coetanei, tutte e due sui 45 anni, l’avevo osservata come mai mi era capitato. Nonostante l’età era una bella donna ed ancora aveva un bel corpo. Non l’avevo mai guardata sotto l’aspetto sessuale ma adesso dopo le sue frasi era diverso. Se davvero avesse voluto provare gli effetti sessuali dopo una canna, non si sarebbe dovuto rimandare ed osservandola, con la prospettiva di fare l’esperienza insieme, il mio cazzo aveva iniziato a svegliarsi. Prendere tempo e rimandare, forse gli avrebbe fatto cambiare idea ed a quel punto gli avevo detto:
- Se davvero sei interessata a provare possiamo farlo oggi stesso. Sei libera pomeriggio?
- Per quello non ho problema a liberarmi una scusa riesco sempre a trovarla.
Ci eravamo messi d’accordo dove trovarci nel pomeriggio, quando gli altri facevano la siesta. Io l’avrei aspettata in macchina al parcheggio del centro commerciale e lei mi avrebbe raggiunto. Poi avevo preso le mie cose e prima di andare a casa mi ero diretto a casa di mia nipote, sicuramente 2 canne me li avrebbe cedute. Ma altra idea mi frullava in testa, avremmo dovuto trovare il posto dove farci le canne e non potevamo farlo sicuramente in macchina, ma avevo la mia idea importante era convincere Cristina.
Puntualmente Cristina all’orario concordato era arrivata. Non era vestita come una che doveva andare a farsi una canna. Aveva un vestitino a fiori a minigonna che risaltava il suo fisico e l’abbronzatura, era ben truccata e ben pettinata nell’insieme era molto sex. Appena era salita in macchina ero subito partito, aveva l’aria curiosa euforica e direi anche eccitata, non mi aveva chiesto dove ero diretto ed ero stato io a dirle:
- Pensavo che non possiamo fermarci in macchina a farci la canna. Se per caso passasse la polizia saremmo davvero nei casini. Pensavo di andare in un motel, tu che ne dici?
- Hai ragione, andiamo al motel. Poi non sappiamo che effetto mi farà. Meglio stare al chiuso.
Eravamo arrivati al Motel in pochi minuti. Appena entrati Cristina si era diretta in fondo alla stanza ed aveva regolato l’aria condizionata poi con mia grande sorpresa forse senza rendersi conto aveva detto
- Qui si gela sempre. L’aria condizionata è sempre al massimo.
Dalle sue parole era chiaro che non era la prima volta che ci veniva e non certo con Manuel. Mi aveva osservato come a vedere cosa facevo, poi si era sdraiata sul letto. Io mi ero avvicinato e gli avevo chiesto:
- Allora sei proprio sicura che vuoi farlo? Non ti pentirai dopo?
- Voglio farlo, ma ad un patto, quello che succederà qui dentro resterà un segreto.
Avevo acceso le due canne e gliene avevo passata una. Mia nipote mi aveva assicurato che erano molto leggere e lei le usava per alleviare il dolore. Dopo un paio di tiri Cristina mi aveva detto:
- Non mi fa nessuno effetto, sei sicuro che funziona.
- Deve aspettare, resta rilassata, cerca di percepire le sensazioni.
A quel punto avevo capito che dovevo lavorare sulla sua suggestione. Avevo iniziato a parlargli, dicendogli di concentrarsi su come si sentiva che avrebbe provato una sensazione di leggerezza ed avrebbe avuto di vampate di calore. Gli parlavo a bassa voce come a suggestionarla e dopo un po' ei aveva detto.
- Avevi ragione, mi sento leggerissima come se stessi per volare e poi inizio ad avere caldo.
- Se hai caldo e vuoi spogliarti puoi farlo, io lo faccio adesso.
Io avevo subito tolto la camicia e poi sia i pantaloni ed anche gli slip. Lei mi aveva guardato, in particolare aveva osservato il mio cazzo con un leggero sorriso poi aveva esclamato:
- Visto che tu l’hai fatto anche io mi spoglio nuda.
In un attimo aveva sfilato il vestito, non aveva reggiseno ma un minuscolo perizoma rosso che aveva subito tolto. Non era totalmente depilata e nemmeno totalmente abbronzata, il suo seno e la sua figa risaltavano sul corpo abbronzato. Si era stesa di nuovo ed aveva fatto ancora qualche tiro. Avevo allungato una mano e sempre parlandogli delle sensazioni che si provavano avevo iniziato ad accarezzargli il seno. Non aveva protestato ed io ero andato avanti nell’intento di raggiungere il mio scopo. La mia mano lentamente aveva iniziato a scendere, lei era rimasta immobile ed aveva chiuso gli occhi. Nessuna protesta nemmeno quando la mia mano aveva raggiunto la sua figa trovandola bagnatissima.
A quel punto avevo rotto gli indugi, mentre gli andavo sopra, lei aveva allargato le gambe. Gli ero scivolato dentro lentamente e lei aveva risposto al mio bacio sempre tenendo gli occhi chiusi. Avevo iniziato a pomparla lentamente mentre lei aveva iniziato a gemere, avevo raggiunto il mio scopo, ma avevo avuto la sensazione di aver raggiunto anche il suo. Quando aveva goduto avevo sentito le sue unghie conficcarsi nella mia schiena, gli avevo sborrato dentro ed ero rimasto sopra di lei fino a quando era andata a lavarsi. Dopo essersi fatta un bidet era ritornata e dopo essersi stesa accanto con un sorriso mi aveva chiesto;
- Ma non doveva farci una canna e vedere gli effetti?
- Certo! Te la sei fumata tutta come ho fatto io.
- Si me la sono fumata, ma tu mi hai anche scopata.
- Mi sembra che anche a te sia piaciuto o sbaglio:
- Non dirmi che fai come Manuel è consideri già tutto finito.
- Beh diciamo che più che scoparti abbiamo fatto l’amore delicatamente. Adesso ti scopo.
- Wow. Era questo che volevo. Scopai come vuoi ma fammi godere tanto.
Gli avevo preso il capo spingendola verso il mio cazzo ed appena lo aveva preso in bocca mi ero messo a 69. Ci eravamo leccati a lungo poi l’avevo fatta mettere a pecorina e tirandola per i capelli avevo iniziato a pomparla alternando colpi forti e decisi ad altri delicati.
- Mi piace come mi scopi, mi fai sentire una troia e questo mi a eccitare.
- Lo avevo capito che eri una troia. Adesso voglio mettertelo anche nel culo.
- Siii! Mettilo mi piace da morire.
Sicuramente lo prendeva nel culo regolarmente perché il cazzo era scivolato dentro senza nessuno sforzo. Avevo alternato figa e culo poi quando stavo per sborrare lo aveva voluto in bocca aveva ingoiato tutto.
Avevo acceso un’altra canna e mentre ce la passavamo aspirando a pieni polmoni mi aveva chiesto.
- Quando e da cosa avevi capito che ero una troia.
- Quando siamo entrati in camera sei andata subito a sistemare aria condizionata ed hai detto che qui è sempre bassa; quindi, voleva dire che non era la prima volta che venivi non certo con Manuel.
- Sai a me è sempre piaciuto il sesso, ma negli ultimi anni Manuel si limita a una scopata veloce, a volte non si preoccupa se ho goduto o no. Quindi mi sono arrangiata ed ogni tanto qualche capriccio me lo tolgo. Non una relazione fissa, ma quando mi viene voglia uno lo trovo.
- Scusa potevi dirlo a me. Mia moglie è come il fratello, gli basta una volta. Sono di famiglia.
- Adesso che sappiamo di avere gli stessi problemi possiamo recuperare così resta tutto in famiglia. Io ti ho ammesso di essere una gran troia, e se tu sei il porcone che immagino ci divertiremo.
Glielo avevo messo di nuovo nel culo, ed avevamo scopato ancora a lungo. Era davvero una gran porcona ed aperta a tutto. Gli avevo chiesto se fosse stata disponibile ad accompagnarmi in quei locali per scambisti e non aveva esitato a dirmi di sì. Non li conosceva ma aveva sentito parlare. Eravamo rientrati a casa, sapevamo che sarebbe stato tutto diverso da quel giorno in poi.
Neera nata una discussione accesa, io avevo ammesso che da giovane per anni ogni tanto mi facevo una canna. Per lui fare uso di qualunque droga era da pervertiti, la sua convinzione era quella che chi prendeva qualunque droga lo faceva per essere libero sessualmente e fare le porcate. Parlava di festini con cocaina e prostitute che spesso erano notizie riportate dai giornali scandalistici, non era valso a nulla se a lungo avevo cercato di fargli capire che ci fosse una grossa differenza fra droghe leggere e pesanti. Alla fine, stanco di cercare di fargli capire le differenze avevo lasciato perdere ed ero andato a fare il bagno.
Al ritorno c’era solo Cristina, Manuel era andato via. Dopo un po' Cristina mi aveva chiesto:
- Ma davvero Manuel sbagliava su quello che diceva sull’effetto della droga?
- Come ti ho detto la cannabis, come effetto ti da una grande euforia, come quando sei mezzo brillo. Logico, se hai desiderio sessuale, ti rende più libero e trasgressivo ma è lo stesso con una sbronza.
- Allora invece di criticare, Manuel dovrebbe imitarti e farsi una canna ogni tanto.
Aveva fatto la battuta con molto sarcasmo come se i rapporti sessuali fra loro non fossero dei migliori. Per delicatezza, avevo evitato di continuare il discorso e i ero messo a leggere un libro. Cristina sdraiata al sole sembrava rimuginasse qualcosa, poi ad un certo punto mi aveva chiesto:
- Tu riusciresti a procurarti la cannabis?
- Certo che si non ci sarebbe problema. Perché me lo chiedi?
- Sai mi piacerebbe provare l’effetto che provoca.
Ero rimasto un po' sorpreso dalla sua richiesta, ma mi sembrava che il suo interesse, fatto di convinzione errate fosse rivolto solo alla sfera sessuale. Con Cristina eravamo coetanei, tutte e due sui 45 anni, l’avevo osservata come mai mi era capitato. Nonostante l’età era una bella donna ed ancora aveva un bel corpo. Non l’avevo mai guardata sotto l’aspetto sessuale ma adesso dopo le sue frasi era diverso. Se davvero avesse voluto provare gli effetti sessuali dopo una canna, non si sarebbe dovuto rimandare ed osservandola, con la prospettiva di fare l’esperienza insieme, il mio cazzo aveva iniziato a svegliarsi. Prendere tempo e rimandare, forse gli avrebbe fatto cambiare idea ed a quel punto gli avevo detto:
- Se davvero sei interessata a provare possiamo farlo oggi stesso. Sei libera pomeriggio?
- Per quello non ho problema a liberarmi una scusa riesco sempre a trovarla.
Ci eravamo messi d’accordo dove trovarci nel pomeriggio, quando gli altri facevano la siesta. Io l’avrei aspettata in macchina al parcheggio del centro commerciale e lei mi avrebbe raggiunto. Poi avevo preso le mie cose e prima di andare a casa mi ero diretto a casa di mia nipote, sicuramente 2 canne me li avrebbe cedute. Ma altra idea mi frullava in testa, avremmo dovuto trovare il posto dove farci le canne e non potevamo farlo sicuramente in macchina, ma avevo la mia idea importante era convincere Cristina.
Puntualmente Cristina all’orario concordato era arrivata. Non era vestita come una che doveva andare a farsi una canna. Aveva un vestitino a fiori a minigonna che risaltava il suo fisico e l’abbronzatura, era ben truccata e ben pettinata nell’insieme era molto sex. Appena era salita in macchina ero subito partito, aveva l’aria curiosa euforica e direi anche eccitata, non mi aveva chiesto dove ero diretto ed ero stato io a dirle:
- Pensavo che non possiamo fermarci in macchina a farci la canna. Se per caso passasse la polizia saremmo davvero nei casini. Pensavo di andare in un motel, tu che ne dici?
- Hai ragione, andiamo al motel. Poi non sappiamo che effetto mi farà. Meglio stare al chiuso.
Eravamo arrivati al Motel in pochi minuti. Appena entrati Cristina si era diretta in fondo alla stanza ed aveva regolato l’aria condizionata poi con mia grande sorpresa forse senza rendersi conto aveva detto
- Qui si gela sempre. L’aria condizionata è sempre al massimo.
Dalle sue parole era chiaro che non era la prima volta che ci veniva e non certo con Manuel. Mi aveva osservato come a vedere cosa facevo, poi si era sdraiata sul letto. Io mi ero avvicinato e gli avevo chiesto:
- Allora sei proprio sicura che vuoi farlo? Non ti pentirai dopo?
- Voglio farlo, ma ad un patto, quello che succederà qui dentro resterà un segreto.
Avevo acceso le due canne e gliene avevo passata una. Mia nipote mi aveva assicurato che erano molto leggere e lei le usava per alleviare il dolore. Dopo un paio di tiri Cristina mi aveva detto:
- Non mi fa nessuno effetto, sei sicuro che funziona.
- Deve aspettare, resta rilassata, cerca di percepire le sensazioni.
A quel punto avevo capito che dovevo lavorare sulla sua suggestione. Avevo iniziato a parlargli, dicendogli di concentrarsi su come si sentiva che avrebbe provato una sensazione di leggerezza ed avrebbe avuto di vampate di calore. Gli parlavo a bassa voce come a suggestionarla e dopo un po' ei aveva detto.
- Avevi ragione, mi sento leggerissima come se stessi per volare e poi inizio ad avere caldo.
- Se hai caldo e vuoi spogliarti puoi farlo, io lo faccio adesso.
Io avevo subito tolto la camicia e poi sia i pantaloni ed anche gli slip. Lei mi aveva guardato, in particolare aveva osservato il mio cazzo con un leggero sorriso poi aveva esclamato:
- Visto che tu l’hai fatto anche io mi spoglio nuda.
In un attimo aveva sfilato il vestito, non aveva reggiseno ma un minuscolo perizoma rosso che aveva subito tolto. Non era totalmente depilata e nemmeno totalmente abbronzata, il suo seno e la sua figa risaltavano sul corpo abbronzato. Si era stesa di nuovo ed aveva fatto ancora qualche tiro. Avevo allungato una mano e sempre parlandogli delle sensazioni che si provavano avevo iniziato ad accarezzargli il seno. Non aveva protestato ed io ero andato avanti nell’intento di raggiungere il mio scopo. La mia mano lentamente aveva iniziato a scendere, lei era rimasta immobile ed aveva chiuso gli occhi. Nessuna protesta nemmeno quando la mia mano aveva raggiunto la sua figa trovandola bagnatissima.
A quel punto avevo rotto gli indugi, mentre gli andavo sopra, lei aveva allargato le gambe. Gli ero scivolato dentro lentamente e lei aveva risposto al mio bacio sempre tenendo gli occhi chiusi. Avevo iniziato a pomparla lentamente mentre lei aveva iniziato a gemere, avevo raggiunto il mio scopo, ma avevo avuto la sensazione di aver raggiunto anche il suo. Quando aveva goduto avevo sentito le sue unghie conficcarsi nella mia schiena, gli avevo sborrato dentro ed ero rimasto sopra di lei fino a quando era andata a lavarsi. Dopo essersi fatta un bidet era ritornata e dopo essersi stesa accanto con un sorriso mi aveva chiesto;
- Ma non doveva farci una canna e vedere gli effetti?
- Certo! Te la sei fumata tutta come ho fatto io.
- Si me la sono fumata, ma tu mi hai anche scopata.
- Mi sembra che anche a te sia piaciuto o sbaglio:
- Non dirmi che fai come Manuel è consideri già tutto finito.
- Beh diciamo che più che scoparti abbiamo fatto l’amore delicatamente. Adesso ti scopo.
- Wow. Era questo che volevo. Scopai come vuoi ma fammi godere tanto.
Gli avevo preso il capo spingendola verso il mio cazzo ed appena lo aveva preso in bocca mi ero messo a 69. Ci eravamo leccati a lungo poi l’avevo fatta mettere a pecorina e tirandola per i capelli avevo iniziato a pomparla alternando colpi forti e decisi ad altri delicati.
- Mi piace come mi scopi, mi fai sentire una troia e questo mi a eccitare.
- Lo avevo capito che eri una troia. Adesso voglio mettertelo anche nel culo.
- Siii! Mettilo mi piace da morire.
Sicuramente lo prendeva nel culo regolarmente perché il cazzo era scivolato dentro senza nessuno sforzo. Avevo alternato figa e culo poi quando stavo per sborrare lo aveva voluto in bocca aveva ingoiato tutto.
Avevo acceso un’altra canna e mentre ce la passavamo aspirando a pieni polmoni mi aveva chiesto.
- Quando e da cosa avevi capito che ero una troia.
- Quando siamo entrati in camera sei andata subito a sistemare aria condizionata ed hai detto che qui è sempre bassa; quindi, voleva dire che non era la prima volta che venivi non certo con Manuel.
- Sai a me è sempre piaciuto il sesso, ma negli ultimi anni Manuel si limita a una scopata veloce, a volte non si preoccupa se ho goduto o no. Quindi mi sono arrangiata ed ogni tanto qualche capriccio me lo tolgo. Non una relazione fissa, ma quando mi viene voglia uno lo trovo.
- Scusa potevi dirlo a me. Mia moglie è come il fratello, gli basta una volta. Sono di famiglia.
- Adesso che sappiamo di avere gli stessi problemi possiamo recuperare così resta tutto in famiglia. Io ti ho ammesso di essere una gran troia, e se tu sei il porcone che immagino ci divertiremo.
Glielo avevo messo di nuovo nel culo, ed avevamo scopato ancora a lungo. Era davvero una gran porcona ed aperta a tutto. Gli avevo chiesto se fosse stata disponibile ad accompagnarmi in quei locali per scambisti e non aveva esitato a dirmi di sì. Non li conosceva ma aveva sentito parlare. Eravamo rientrati a casa, sapevamo che sarebbe stato tutto diverso da quel giorno in poi.
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