Elisa vuole essere troia

di
genere
incesti

Mi chiamo Domenico ma tutti mi chiamano Mimmo, ho 45 anni, sposato da 20. Mio suocero è titolare di una grande concessionaria di automobili, e oltre a me e mia moglie ci lavorano anche mia cognata Elisa ed il marito. Io con mia cognata Elisa ci occupiamo della parte amministrativa. Con Elisa siamo coetanei mentre mia moglie ha 3 anni di meno. Passando tutte le giornate insieme, con Elisa, si è creato un ottimo rapporto, nelle pause lavorative parliamo di tutto, a volte anche di sesso. Una mattina che avevo poche pratiche da sbrigare vagando in internet avevo letto una barzelletta, e l’avevo raccontata ad Elisa.
Una ragazza, bella e giovane, che lavora come segretaria telefona al marito e gli dice.
- Sai amore, il mio principale mi ha fatto una proposta oscena. Mi ha proposto di lasciare cadere per terra 500 euro, io posso raccoglierli e tenermeli. Ma per raccoglierli devo mettermi nuda e nel tempo che ci impiego lui può fare di tutto con me. Cosa dici accetto?
Il marito resta un po' interdetto, poi pensa un po' ed immagina la scena ed ingolosito dalla cifra gli dice:
- Amore accetta. Anche se sei nuda ti abbassi velocemente prendi soldi e ti rialzi veloce. Al massimo riuscirà solo a strusciarsi. Per 500 euro vale la pena ci fanno comodo. Poi mi chiami subito.
Passano 5 minuti, poi 10 e poi 15 e la donna non chiama a quel punto il marito, preoccupato ed incuriosito, per sapere se la moglie aveva preso il danaro la chiama e gli chiede:
- Allora amore come andata li hai presi i soldi?
Dall’altro lato del telefono la voce ansimante della moglie gli risponde.
- Amore, ancora non ho finito. Li ha buttati i 500 euro ma tutti in monetine.
Elisa era scoppiata in una grossa risata, poi avevamo fatto alcune battute sulla furbizia del capo, fino a quando non avevamo ricominciato a lavorare. Dopo la pausa pranzo al ritorno, eravamo andati a prendere il caffè alla macchinetta automatica. Mentre cercavo di inserire la moneta mi era caduta per terra
- Lo hai fatto apposta per farmi abbassare e raccoglierla.
Elisa aveva fatto la battuta sorridendomi. Io l’avevo guardata e gli avevo risposto.
Dai non mi farai così stronzo. A te butterei banconote tante, ma banconote.
Elisa mi aveva sorriso, e dopo il caffè eravamo tornati in ufficio. Una volta seduti mi aveva detto:
- Sai che noi donne come voi uomini abbiamo tante fantasie che teniamo nascoste? Beh, una mia fantasia che ogni tanto mi viene in mente è di farlo per soldi. Sapere la sensazione che si prova quando uno ti scopa trattandoti come una troia. Mi eccito quando ci penso.
L’avevo guardata in modo strano, ma avevo capito che non scherzava. Quello che aveva detto lo pensava e voleva seriamente. Avevo preso il portafoglio, e mi era venuta una idea, se fosse andato male avrei sempre potuto dire che stavo scherzando. Avevo tirato fuori una banconota da 50 euro e fatta vedere
- Mi offriresti solo quelli? Valgo così poco?
Da come mi aveva parlato avevo capito che le situazioni erano due o era vero o voleva continuare con lo scherzo. A quel punto avevo tirato fuori una banconota da 100 euro. Lei mi aveva guardato facendo spallucce comune a farmi capire che era ancora poco. A quel punto ero arrivato a quella di 200.
- Penso che 200 possono andare bene. Vale la pena di provare. Mi faranno sentire troia.
- Se non stai scherzando, anche a me sta bene, devi dirmi solo quando e dove.
- Per il quando ti dico subito adesso, se passano 10 minuti ed avrò il tempo di pensare alla follia che sto per fare rinuncerei. Il posto dove devi trovarlo tu.
- Dai andiamo, via subito, avvertiamo che abbiamo un appuntamento in banca.
Avevo avuto la certezza che non era più uno scherzo quando aveva preso la borsa e si era avviata verso l’uscita. L’avevo subito seguita ed avevo iniziato a pensare dove avrei potuto portarla. Scoparla in macchina era da escludere, troppo pericoloso, andare in un motel cittadino era lo stesso, c’era sempre il pericolo che qualcuno ci poteva vedere entrare o uscire, avevo ricordato che percorrendo l’autostrada ad una decina di km in prossimità di un casello c’era un motel, mi ero subito diretto all’entrata dell’autostrada.
Una volta entrato in autostrada, ci eravamo guardati in faccia, nei nostri volti non c’era segno di ripensamento ma solo tanta libidine. Avevo guardato Elisa e gli avevo detto:
- Sai una delle mie fantasie quale è? Che qualcuna mi faccia un pompino mentre guido. Fallo tu.
Non aveva fatto obiezioni, mi aveva sbottonato i pantaloni e si era piegata prendendomelo in bocca. Ormai non avevamo più remore, lei si sentiva una troia ed io provavo piacere a trattarla di conseguenza. Il pompino che mi stava facendo era molto piacevole ma in pochi minuti eravamo arrivati al Motel. Appena in camera gli ero saltato subito addosso, ma lei mi aveva stoppato dicendomi:
- Prima di iniziare dammi i soldi, non faccio nulla se non paghi. Anzi se invece di 200 fai 300, restiamo quanto vuoi e facciamo tutto quello che vuoi.
- Ok, ci sto, ma per 300 devi darmi anche il culo.
Aveva accettato e ci eravamo spogliati velocemente. Anche se sapevo che potevamo fare tutto con calma, glielo avevo subito infilato in figa, era eccitatissima ed un lago di umore ed il cazzo gli era scivolato dentro.
- Se avessi saputo che eri così troia ci avrei provato molto tempo prima.
- Mi piace essere troia, anzi mi piace essere puttana, ma non l’avevo mai fatto.
- Se mi farai lo sconto qualche volta lo facciamo anche in ufficio.
- Mi ecciterebbe farlo con rischio che qualcuno ci veda. Qualche volta avevo fantasticato che mi portavi in archivio e poi ci provavi. Se l’avessi fatto ci sarei subito stata.
- Sei davvero una gran puttana. Un giorno ti porterò su un marciapiede a farti battere.
A quelle parole aveva goduto. Continuavo a sussurrargli che gli avrei fatto fare la puttana e che io gli avrei fatto da magnaccia. Con mio grande stupore, più esageravo su quello che gli avrei fatto fare più lei godeva. Anche io sentendola godere gli avevo sborrato dentro e lei si era alzata per andare a lavarsi.
Quando era ritornata, avevo osservato bene il suo corpo. Era ancora in forma ed era una bella donna ma era la libidine che emanava il suo corpo che mi faceva impazzire dal desiderio.
- Ma se vuoi mettermi sul marciapiede devi portarmi in una città lontana dove nessuno ci conosce. Potremmo inventarci la partecipazione ad un convegno o a qualcosa del genere.
- Sei davvero una gran puttana e per questo che mi piaci. Adesso succhiami il cazzo, fallo tornare duro voglio mettertelo nel culo, ho pagato anche per quello.
Devo dire che succhiava bene e con passione, tutta la sua puttanagine era saltata fuori. Piu la trattavo da troia e più si eccitava. Non era più un gioco perché anche io ci prendevo gusto, ero di nuovo pronto
- Girati troia è il momento che devi prenderlo nel culo e non lamentarti.
Non gli avevo chiesto se fosse la prima volta, ma avevo trovato un po' di resistenza a incularla mentre lei si era anche lamentata un po'. Aveva accettato stoicamente il dolore fino a quando il cazzo gli era entrato tutto nel culo ed avevo iniziato a pomparla mentre le palle gli sbattevano sulle natiche. Non gli avevo sborrato nel culo ma glielo avevo dato in bocca e lei aveva ingoiato tutto. Avevamo passato un lungo pomeriggio di sesso sfrenato, poi mentre ci vestivamo mi aveva detto:
- Mentalmente non avevo mai goduto così tanto. Mi piace essere la tua puttana.
- Quello che abbiamo fantasticato lo farò diventare realtà. Sarai la mia puttana.
Non aveva detto nulla si era solo avvicinata e mi aveva dato un lungo bacio in bocca.
scritto il
2026-02-03
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