Non è morto

di
genere
confessioni

Confessione

Angelo è Aurora.
Chi legge queste righe lo capisce subito: i nomi contano poco. Quello che resta è il ricordo, e il ricordo è fame.

Cosa diventò?
Cosa diventammo?

Tutto.
E forse niente.

Ricordo cazzo, fica, culo, sborra.
Non come fantasia: come memoria.
Gemiti, sudore, la pelle che brucia, ogni centimetro di te, Aurora, inciso addosso come un marchio che non si cancella.

Voglia.
Fame.
Bisogno che spinge, che stringe, che consuma tutto il resto.

E anche adesso, nell’assenza, quella fame chiama.
Tira.
Prende.
Non lascia respiro.

So che ovunque tu sia non è finita.
Quel desiderio non si è spento.
È fermo, compresso, pronto.
Il piacere più intenso non muore: aspetta.

Aspetta di tornare.
Aspetta di esplodere ancora.

Come succede solo alle cose proibite.
Quelle vere.
Quelle che non chiedono scuse.

E se anche tu senti quella voglia…
forse non serve aspettare troppo.
scritto il
2026-02-07
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