Tale il padre, tale il figlio
di
IL MICROBO
genere
gay
TALE PADRE, TALE FIGLIO
Ne ho Diciotto ed è già qualche anno che ho imparato a dare via il culo. Ad amici di famiglia, ai professori, al prete, a vicini di casa e perché no anche a sconosciuti. Ho ricevuto tanti di quegli uccelli nel didietro che mi considero un vero esperto in materia. Alcuni ce l'hanno piccolo che non lo sento neanche. Altri mi fanno più effetto. Quello del salumiere giù all'angolo per esempio è un tozzo così grosso che non lo dimentico di sicuro. Quasi uguale a suo figlio che ce l'ha ancora più performante. Uno dei più tosti su piazza è stato finora l'idraulico, secondo solo alla squadra dei muratori che hanno aperto un cantiere qui di fronte. Il pensionato del secondo piano non è niente male, mi chiama ogni tanto, e anche lo zio caspita come è cazzuto. Sono tutti etero e nessuno ci crederebbe che perdano tempo con me eppure lo fanno. Devo avere un sedere che ispira forte come mi dice sempre mio frate, che quando gli da buca la fidanzata diventa il primo della lista. Lo do facile forse a troppi e mai che riesca a dire di no. Diciamo che ci ho fatto una specie di callo. In Fabbrica ne accontento diversi. È una vera catena di “montaggio”. Quando poi mi convoca il Direttore so già che ora è. Non faccio certo il difficile perché mi conviene tenermelo buono. Dentro le docce della palestra manco a dirlo sono per così dire a portata di arnese o meglio dei molti arnesi che mi scalpitano addosso. Da un po' di tempo di sera frequento, però con moderazione, i giardini dove non vado mai deserto. Cosa ci faccio io ai maschi non so proprio sta di fatto che mi trovano irresistibile e più appetitoso della fica. Al medico da cui marco visita almeno una volta alla mese non senza lasciargli fare i suoi comodi ho chiesto se ci sono segni di usura.
-”Ma cosa dici. Ce l'hai perfetto e più viene usato più ti si rinforza”.
Ne ho parlato con papà che anche lui a volte si approfitta e mi dice sempre che alla mia età gli succedeva la stessa cosa.
Ne ho Diciotto ed è già qualche anno che ho imparato a dare via il culo. Ad amici di famiglia, ai professori, al prete, a vicini di casa e perché no anche a sconosciuti. Ho ricevuto tanti di quegli uccelli nel didietro che mi considero un vero esperto in materia. Alcuni ce l'hanno piccolo che non lo sento neanche. Altri mi fanno più effetto. Quello del salumiere giù all'angolo per esempio è un tozzo così grosso che non lo dimentico di sicuro. Quasi uguale a suo figlio che ce l'ha ancora più performante. Uno dei più tosti su piazza è stato finora l'idraulico, secondo solo alla squadra dei muratori che hanno aperto un cantiere qui di fronte. Il pensionato del secondo piano non è niente male, mi chiama ogni tanto, e anche lo zio caspita come è cazzuto. Sono tutti etero e nessuno ci crederebbe che perdano tempo con me eppure lo fanno. Devo avere un sedere che ispira forte come mi dice sempre mio frate, che quando gli da buca la fidanzata diventa il primo della lista. Lo do facile forse a troppi e mai che riesca a dire di no. Diciamo che ci ho fatto una specie di callo. In Fabbrica ne accontento diversi. È una vera catena di “montaggio”. Quando poi mi convoca il Direttore so già che ora è. Non faccio certo il difficile perché mi conviene tenermelo buono. Dentro le docce della palestra manco a dirlo sono per così dire a portata di arnese o meglio dei molti arnesi che mi scalpitano addosso. Da un po' di tempo di sera frequento, però con moderazione, i giardini dove non vado mai deserto. Cosa ci faccio io ai maschi non so proprio sta di fatto che mi trovano irresistibile e più appetitoso della fica. Al medico da cui marco visita almeno una volta alla mese non senza lasciargli fare i suoi comodi ho chiesto se ci sono segni di usura.
-”Ma cosa dici. Ce l'hai perfetto e più viene usato più ti si rinforza”.
Ne ho parlato con papà che anche lui a volte si approfitta e mi dice sempre che alla mia età gli succedeva la stessa cosa.
5
voti
voti
valutazione
2.4
2.4
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Uno mi basta
Commenti dei lettori al racconto erotico