L'universitaria lo confessa. 13 - Epilogo
di
Sophos
genere
orge
Domenica notte - mattina.
Giungiamo all'ingresso del bungalow spensierati, sorridenti e colmi di buone aspettative; una luce accesa, che attraverso una finestra laterale arriva dall'interno, attira la mia attenzione.
Apro la porta con la chiave agganciata al portachiavi a forma di cuore e, varcata la soglia della stanza, subito seguito dalle ragazze, troviamo Elly intenta a cambiare le lenzuola insieme al marito, un uomo non molto alto e con la pancia tipica del bevitore di birra, vestito tutto di bianco e col viso rubicondo.
“Già di ritorno? Pensavo avessimo tutto il tempo per risistemare la stanza; abbiamo finito il turno in cucina e siamo venuti qui con molta calma, con la convinzione che faceste tardi stanotte“, si affretta a dire Elly con lo sguardo sorpreso rivolto soprattutto a me.
“Tranquilli, fate pure senza fretta, non ci date alcun fastidio; anzi, dopo potremmo anche bere delle bollicine tutti insieme, che ne dite?”, rispondendo e sorridendo, “la nostra serata finora non è andata secondo le previsioni, ma, vista la situazione fortuita, potrebbe cambiare in meglio, forse”, ammiccando con l'occhiolino.
Il marito, di nome Pippo, evidentemente ringalluzzito dalle mie parole ed improvvisamente ripresosi dalla svogliatezza con la quale stava operando, si affretta a dire, con la sua voce roca di fumatore incallito: “Vado a prendere un buon prosecco e dei bicchieri, torno subito!”.
Mi avvicino lentamente ad Elly ancora intenta, leggermente piegata in avanti, a sistemare le lenzuola sul letto. Appoggio il mio inguine sulle sue chiappe contenute in jeans aderenti, allungo le mani lungo i fianchi, infilandole sotto la t-shirt, fino ai seni ingabbiati nel reggiseno, liberandoli entrambi e massaggiandoli con vigore: “Menomale” - con voce rotta da evidente desiderio - “che la vostra serata sia andata in malora, avevo proprio voglia di una bella scopata; mio marito, ultimamente, non mi tocca più e mi ero stufata di farlo da sola”, strusciandosi sul mio cazzo già ribelle nei pantaloni.
“Direi allora di fargli una sorpresa quando ritorna”, estraendo dalla tasca i preservativi - presi al locale e rimasti purtroppo non utilizzati - e gettandoli sul letto.
Elly mi prende subito in parola, si divincola con gentilezza dalla mia morsa, si siede sul bordo del materasso, slaccia la cintura col suo sguardo famelico nel mio, fa scendere giù la cerniera fino in fondo, infila la mano e lo tira fuori, iniziando a masturbarlo: “Ci voleva un bel cazzo duro, caldo e fremente dopo una giornata di stressante lavoro”, e, senza aggiungere altra parola, se lo infila in bocca dando l'avvio ad un pompino con tanta saliva.
Nel frattempo, Lola si è accomodata sulla poltroncina accanto al tavolino ed Alessia, con occhi che esprimono desiderio e gelosia insieme, si è appoggiata ad una parete a braccia conserte; entrambe molto attente a ciò che sta accadendo.
Il suono degli intensi risucchi dalla bocca di Elly riempie subito la stanza; sei occhi sono tutti concentrati sulla sua testa che si muove avanti e indietro in modo assai frenetico.
In quel momento rientra in stanza Pippo, con una bottiglia e 2 flute nella mano sinistra e 3 in quella destra, ben incastrati tra le dita; “avete iniziato senza di me?”, con sguardo fisso sulla moglie intenta a spolpare con atavica fame il mio cazzo.
“La tua cara mogliettina aveva un languorino che doveva soddisfare immediatamente, quindi si sta gustando l'antipasto, mio caro”.
“Io devo stare a guardare e basta? Rimanere a digiuno?”, chiede perplesso mentre deposita sul tavolo tutta la roba che gli ingombra le mani.
“A te ci penso io”, interviene Lola dalla sua comoda seduta, “avvicinati che ti apparecchio volentieri, da brava cameriera esperta quale sono”, attirandolo a sé, tirandogli giù, in un unico movimento, pantaloni da lavoro e mutande, e prendendo il suo cazzo barzotto dapprima in mano e poi direttamente in bocca.
Adesso i suoni di risucchi nella stanza sono due, diversamente cadenzati e dotati di armonie spesso in contrapposizione.
Alzo il braccio destro ed allungo la mano in direzione di Alessia; lei comprende e, staccandosi dalla parete dove è rimasta tutto il tempo ad osservare, si avvicina. La cingo attorno alla vita, la attiro a me e la bacio con passione; labbra calde dischiuse e lingue in una sensuale e prolungata lotta.
Elly si sta gustando bellamente il mio cazzo, condendolo con della densa e filamentosa saliva, spesso anche sputata; Lola, con bocca capace, sta leccando e succhiando le palle di Pippo, mentre con la mano, che si muove a ritmi diversi, lo masturba.
“Non so spiegarti il perché, ma sono più tranquilla in questa situazione piuttosto che nell'altra”, mi sussurra all'orecchio la mia bella Alessia mentre mi stuzzica con la lingua il lobo, “la trovo molto più eccitante; sento di potermi abbandonare completamente a questo tipo di esperienza”.
“Allora spogliati Alessia, facendoti ammirare da tutti i presenti; invogliali a denudarsi ed aiutali a farlo”.
Tre passi indietro e si trova al centro della stanza, armeggia qualche secondo col cellulare che inizia a suonare una canzone di Carmen Consoli; si denuda lentamente mentre gli sguardi di tutti, attirati dalla musica e dai suoi movimenti sensuali, si fissano su di lei. Elly toglie la bocca dal mio cazzo e continua a masturbarlo con la mano mentre la osserva. Anche Lola è particolarmente attenta alle sue movenze, senza mai rallentare il ritmo sul cazzo di Pippo; quest'ultimo ed io, invece, ci godiamo lo spettacolo visivo e la sensazione tattile regalata dalle due donne ancora sedute.
Completamente nuda, Alessia adesso si avvicina ad Elly, la fa alzare dal letto, le bacia le guance, le carezza il collo, le sfiora col dorso della mano i capezzoli ben turgidi sotto il sottile strato di cotone della t-shirt; la bacia sulle labbra, gliele lecca con lingua assai umida, le morde il labbro inferiore - Elly ansima, stringendo più forte nella mano il mio cazzo che non ha mai mollato finora - la spoglia nuda molto lentamente e la bacia sui seni ormai esposti, poi sul ventre e, delicatamente, fa scivolare la mano tra le cosce: “sei tutta bagnata Elly, mi piaci. Adoro il tuo profumo acre di femmina eccitata!”.
Si allontana da noi e va da Lola; le infila direttamente una mano tra le gambe che lei tiene aperte, sa benissimo che non indossa le mutandine. La massaggia qualche secondo, strappandole sussurrati gemiti, e poi si porta la mano alle narici: “il tuo ha un sentore dolciastro e” - leccandosi le dita - “un sapore forte”.
Pippo si libera di tutti i suoi indumenti; lo stesso faccio io. Il pavimento è disseminato di vestiti sparsi ovunque, ai quali si aggiungono, in ultimo, anche quelli di Lola, aiutata da Alessia che, con mia piacevole sorpresa, ha fatte sue le mansioni di esperta maitresse ormai.
Elly prende un preservativo dal letto, lo scarta, lo srotola lungo l'asta in erezione con bocca esperta depositando sul cazzo inguainato ancora una generosa quantità di saliva; si posiziona a pecorina: “Scopami Davide, non ce la faccio più a resistere”.
La cappella scivola tra le grandi labbra, un movimento lento che genera gemiti gutturali in lei; la penetro solo con il glande, bloccandomi qualche secondo. È morbida, calda e bagnata. Le afferro i fianchi e mi spingo decisamente dentro e fino in fondo: “Oh Sì, così, sì mi piace sentirmi aperta in questo modo. Fotti la tua nuova troia, Davide; falla godere tanto perché ne ha bisogno”. Ed io la fotto. Colpi sempre più forti e profondi; è talmente eccitata che i suoi umori vaginali creano già suoni fragorosi.
Pippo, mentre guarda la cara mogliettina a pecorina e con le tette scampanellanti, si sta godendo il pompino di Lola che, a sua volta, si gode pienamente le dita di Alessia che martellano nella sua fica.
Gemiti ed urla strozzate delle due donne si diffondono nella stanza fino a superare di gran lunga la musica diffusa dal telefono di Alessia; quest'ultima, dopo aver afferrato un preservativo, lo consegna a Pippo dicendogli di scoparsi Lola. Non se lo fa ripetere due volte e, allargatele le gambe, si fionda col suo cazzo nerboruto nella fica ormai ben dilatata e ben lubrificata della signora indubbiamente elegante e sofisticata, ma molto troia.
“Oh sì, sì, così, Davide, non fermarti, sto venendo, sì, oh sì, più forte, sfondami, sì, sì, così, mi voglio sentire una vacca da monta” - da un lato Elly - “oh sì, ah, ah, ah, che bel cazzo largo che hai Pippo, mi stai aprendo tutta, sono tutta slabbrata, sì, sì”, dall'altro Lola.
Alessia si avvicina a me, mi bacia con lingua penetrante, sferra due schiaffi sulla chiappa destra di Elly e sussurrando nel mio orecchio: “Ha proprio un bel culo, non trovi? Aprilo davanti a me, voglio sentirla latrare come una cagna in calore”.
“Lo faccio”, le rispondo, “ma subito dopo tocca a te, stanotte mi prendo la tua verginità, senza se e senza ma”.
“Sono pronta, Mio Signore”.
Lo estraggo dalla fica e lo appoggio sullo sfintere e spingo, affondo piano ma con costanza; mi accoglie senza grosse difficoltà, dilatandosi quasi all'istante. Elly ha dimestichezza con la penetrazione anale, è evidente.
“Oh cazzo, sì, oh sì, cazzo, fammi anche il culo, sto venendo, sì, sfondami, fammelo sentire fino negli intestini, sì, sì, ah, ahh, ahh, vengo, sì!”, urlando come una cagna in calore, a soddisfazione dell'estasiante piacere cerebrale di Alessia.
La stanza è permeata da grida orgasmiche di diverse tonalità ed intensità che si rincorrono e si intrecciano; tutti, tranne Alessia che si gode visivamente ogni istante di ciò che sta avvenendo ed ogni tanto si tocca, emettiamo gemiti di puro e profondo piacere.
Pippo ha sborrato nella fica di Lola mentre lei urla ancora il suo orgasmo; Elly è venuta con copiosi umori anali, accompagnati anche da quelli vaginali, contraendosi e vibrando con tutto il corpo.
La quiete irrompe improvvisa, si sente adesso soltanto il nostro respirare; corpi nudi che cercano di trovare ciascuno il proprio equilibrio. Alessia applaude solitaria al centro della stanza: “vi adoro tutti, è stato meraviglioso osservarvi! Ma adesso tocca a me; vi confesso, con un certo imbarazzo, che non ho mai avuto rapporti anali prima di oggi, anche se ho sempre desiderato provare questa sensazione. So che probabilmente vi verrà da ridere, ma voglio che assistiate alla mia iniziazione per mano del mio Padrone. Donerò a lui la mia verginità per essere completamente sua!”.
Ad un mio cenno, Elly mi toglie il preservativo e mi masturba un po', Lola si avvicina e, piegandosi sulle gambe, mi prende il cazzo in bocca; Pippo, cingendole la vita, accompagna Alessia accanto al letto, la fa distendere supina ed a gambe aperte, sistemandole prima un cuscino sotto i lombi, per poi iniziare a leccarla con particolare dovizia.
Tutti vogliono partecipare e lo fanno con bei sorrisi complici, senza alcuna ilarità o sberleffo.
Recupero dal cassetto del comodino il flaconcino di lubrificante usato con Agata.
Pippo, notata la mia azione, si alza e si allontana; io, al contrario, mi avvicino guardando Alessia negli occhi: “ti senti veramente pronta?”.
“Si, oggi più che mai! Voglio essere al centro delle vostre attenzioni; protagonista e vittima nello stesso tempo”.
Elly e Lola salgono con le ginocchia sul letto e le sollevano le gambe a mezza altezza, afferrandole da dietro le ginocchia; io la inondo di lubrificante e la inizio a massaggiare e masturbare con maestría.
L'indice si fa strada nel suo sfintere con delicatezza e senza fretta; lo dilata, ne tasta le pareti interne.
I suoi gemiti ed i suoi mugolii si fanno sempre più profondi ed intensi, con gli occhi chiusi si gode pienamente ogni sensazione che la sta avvolgendo.
“Guardami, Alessia! Voglio osservare e godermi ogni tua espressione mentre ti svergino il culo”.
Apre gli occhi e li punta fissi nei miei. Sono spaventati ma al tempo stesso eccitati.
Reggo il pene alla base con pollice ed indice della mano destra, appoggio il glande sull’orifizio e col bacino comincio a spingere; lo sento lentamente cedere, lacerarsi, dilatarsi. La cappella è tutta dentro, mi blocco per qualche secondo. Deve adesso abituarsi alla forte sensazione di dolore che mi dimostra con l'espressione sofferente del suo viso, ma non se ne lamenta. Spingo ancora un po' fino a metà asta e mi fermo. Il dolore sembra essersi affievolito, ma non certo sparito.
Mi ritraggo giusto un paio di centimetri - notando striature rossastre sul pene - e poi spingo ancora, stavolta fino in fondo; mi blocco. La guardo. Il suo respiro è ansimante, le sue labbra martoriate dagli incisivi, ma i suoi occhi sono decisi: “rendimi tua, Davide! Adesso e qui, non desidero altro”.
Le afferro le cosce ben salde tra le mie mani e mi muovo lentamente dentro e fuori il suo culo; Elly e Lola le accarezzano il ventre, i seni, la baciano sul viso, la rassicurano con dolci parole sussurrate.
Il ritmo è cadenzato, sento il mio cazzo che scivola sempre meglio dentro di lei; è dilatata abbastanza, è burrosa nel ricevermi e, soprattutto, sta eiaculando piccole quantità di umori che la lubrificano in modo naturale.
Il mio bacino si muove più velocemente adesso. Il dolore iniziale si è trasformato in piacere. Ne sta godendo; l'espressione del viso è di piena estasi, occhi nei quali la pupilla ogni tanto scompare all'improvviso, bocca aperta che esala profondi respiri alternati a gemiti sempre più intensi fino a diventare urla, piedi allungati e dita contratte.
Continuo, non mi fermo, il suo culo è ormai aperto a dismisura. Il mio cazzo è continuamente sporcato dalle gelatinose secrezioni rosate e lei viene improvvisamente. Gode di un orgasmo a lei sconosciuto, da lei inimmaginato, per lei assolutamente nuovo.
Mi lascio andare anch'io, non voglio più trattenermi; riverso nei suoi intestini tutta la mia eccitazione, la riempio a più riprese con schizzi di abbondante sborra calda.
Lei li sente tutti dentro di sé. Le provocano un prolungamento dell'orgasmo con spasmi e scuotimenti repentini.
Respiriamo, sorridiamo. Le libero le gambe e mi stendo sul suo corpo nudo ed ancora vibrante; ci uniamo in un lungo bacio di passione, le sue braccia a cingermi il collo, le mie mani a tenerle il viso.
“Meglio lasciarli soli adesso”, irrompe la voce di Lola dopo qualche minuto, “anche perché devo andare a recuperare Andrea, s'è fatto tardi”.
“Si, hai ragione”, le fa eco la voce di Elly, “andiamo anche noi a nanna, domani sveglia all'alba, o meglio, tra poche ore si torna a lavorare, ahahah”.
Pippo stappa la bottiglia: “Prima però un brindisi alla bella serata trascorsa insieme e soprattutto ad Alessia”, alzando il suo calice.
Ci salutiamo con abbracci stretti e baci sulle guance, con la promessa di ripetere la meravigliosa esperienza.
Rimasti soli, io ed Alessia andiamo a fare una doccia insieme, durante la quale gli sguardi d'intesa ed i gesti delicati sui nostri corpi diventano continue carezze. Non è necessario che le chieda se sta bene; i suoi occhi, nonostante il silenzio che ancora regna tra di noi, mi dicono che si sta godendo ogni istante del nostro stare vicini, ormai legati da un laccio invisibile ma solido.
A letto si rannicchia accanto a me, nuda e bisognosa di coccole; è una ragazza che ha soddisfatto gran parte dei suoi desideri più reconditi. È una donna che si sente completa. È una bambina che necessita dell'affetto più vero.
Ci addormentiamo abbracciati, io dietro di lei, in un sonno lieto e spensierato, sorridenti e pienamente consapevoli che è l'inizio di una lunga convivenza, di corpi sì, ma soprattutto di menti.
Alle prime luci dell'alba sento la porta d'ingresso aprirsi, scorgo nella penombra Elly che appoggia sul tavolino un vassoio; il profumo di caffè appena fatto si diffonde immediatamente nella stanza; mi vede sveglio e si avvicina al lato del letto in cui sono disteso e mi sussurra sensuale: “Buongiorno, perdonami se ti ho svegliato così presto, ma ho pensato che avreste preferito fare colazione qui in stanza da soli”, baciandomi con delicatezza sulle labbra, “e poi, scusa il mio essere così sfacciata, speravo anche di poter fare colazione col tuo cazzo. Stanotte mi è mancato non poterti bere”, allungando una mano sul petto, facendola scivolare sul ventre, per poi afferrarlo con decisione ed evidente desiderio. Se lo infila tutto nella bocca, risucchiandolo; è davvero un ottimo risveglio.
La sua testa va sù e giù a ritmi diversi, ho una sensazione di grande calore che mi avvolge; un pompino fatto con passione, capacità e dedizione.
Trascorsi alcuni minuti nei quali l'eccitante suono della sua abbondante saliva è l'unico rumore preminente, voltandomi verso Alessia la vedo sveglia, distesa sul fianco destro e con la mano sotto la guancia, che mi sta donando un amorevole sorriso: “Buongiorno”.
“Ben svegliata a te, bel sorriso, fatto buon sonno?”.
“Si, mio Signore, come non mai mi era capitato”.
Pone la mano sul capo di Elly, le carezza i capelli e poi inizia ad accompagnarne e dirigerne i movimenti.
Mi rilasso completamente con la mente e col corpo, me lo godo senza remore questo pompino.
Sto per venire, sto per riempire la bocca di Elly e soddisfare il suo appetito mattutino, insieme ad Alessia, nella piena complicità; è una sensazione appagante.
Schizzo. Una, due, tre volte, con contrazioni sempre più intense. Dalla mia gola escono, strettamente abbracciati, respiri profondi e gemiti. Elly lo ingoia tutto il mio piacere sborrato e ne lecca con attenzione ogni piccola stilla sfuggita. Solleva il viso dal mio inguine, con visibili rivoli di sperma ai lati della labbra, e sorride ad Alessia la quale le si avvicina, la lecca e la bacia con lingua penetrante.
Una risata fragorosa e dotata dei connotati dell’assoluta rilassatezza di tutti irrompe nella stanza.
Elly si rimette in piedi, passa la lingua ancora una volta sulle labbra: “Abbondante e gustosa, una ottima colazione, ahahah, grazie. Adesso vi lascio tranquilli alla vostra di colazione, ci vediamo più tardi”, uscendo dalla stanza.
Seduti al tavolino completamente nudi, facciamo colazione, dialogando serenamente di ciò ch'è stato e di ciò che sarà.
Con calma ci rivestiamo e, salutati i proprietari con grande affetto e gratitudine, torniamo in città, sotto un sole domenicale splendente e caldo.
Accompagno Alessia allo studentato, su sua esplicita richiesta, perché l'indomani ha realmente una prova scritta d'esame e vuole studiare ancora un po’; ci baciamo davanti all'ingresso e ci diamo appuntamento per la sera, anche solo per qualche minuto al telefono.
Attendo che varchi la soglia e poi risalgo in moto, allontanandomi col sorriso della soddisfazione stampato sul viso, ma nascosto dal casco.
Si è trattata, in tutta evidenza, di una narrazione volutamente condensata in una sola settimana di vita, ma gli eventi si sono succeduti nell'arco di molto più tempo. Mi scuso con i lettori per la lunghezza dello scritto od eventuali tediose lungaggini dello stesso, ma fortunatamente per loro il racconto finisce qui, con l'opzione di poter proseguire se e quando la realtà mi ispirerà ancora.
Ringrazio tutti.
Per commenti od eventuali interazioni TLG: @SophosA69
Giungiamo all'ingresso del bungalow spensierati, sorridenti e colmi di buone aspettative; una luce accesa, che attraverso una finestra laterale arriva dall'interno, attira la mia attenzione.
Apro la porta con la chiave agganciata al portachiavi a forma di cuore e, varcata la soglia della stanza, subito seguito dalle ragazze, troviamo Elly intenta a cambiare le lenzuola insieme al marito, un uomo non molto alto e con la pancia tipica del bevitore di birra, vestito tutto di bianco e col viso rubicondo.
“Già di ritorno? Pensavo avessimo tutto il tempo per risistemare la stanza; abbiamo finito il turno in cucina e siamo venuti qui con molta calma, con la convinzione che faceste tardi stanotte“, si affretta a dire Elly con lo sguardo sorpreso rivolto soprattutto a me.
“Tranquilli, fate pure senza fretta, non ci date alcun fastidio; anzi, dopo potremmo anche bere delle bollicine tutti insieme, che ne dite?”, rispondendo e sorridendo, “la nostra serata finora non è andata secondo le previsioni, ma, vista la situazione fortuita, potrebbe cambiare in meglio, forse”, ammiccando con l'occhiolino.
Il marito, di nome Pippo, evidentemente ringalluzzito dalle mie parole ed improvvisamente ripresosi dalla svogliatezza con la quale stava operando, si affretta a dire, con la sua voce roca di fumatore incallito: “Vado a prendere un buon prosecco e dei bicchieri, torno subito!”.
Mi avvicino lentamente ad Elly ancora intenta, leggermente piegata in avanti, a sistemare le lenzuola sul letto. Appoggio il mio inguine sulle sue chiappe contenute in jeans aderenti, allungo le mani lungo i fianchi, infilandole sotto la t-shirt, fino ai seni ingabbiati nel reggiseno, liberandoli entrambi e massaggiandoli con vigore: “Menomale” - con voce rotta da evidente desiderio - “che la vostra serata sia andata in malora, avevo proprio voglia di una bella scopata; mio marito, ultimamente, non mi tocca più e mi ero stufata di farlo da sola”, strusciandosi sul mio cazzo già ribelle nei pantaloni.
“Direi allora di fargli una sorpresa quando ritorna”, estraendo dalla tasca i preservativi - presi al locale e rimasti purtroppo non utilizzati - e gettandoli sul letto.
Elly mi prende subito in parola, si divincola con gentilezza dalla mia morsa, si siede sul bordo del materasso, slaccia la cintura col suo sguardo famelico nel mio, fa scendere giù la cerniera fino in fondo, infila la mano e lo tira fuori, iniziando a masturbarlo: “Ci voleva un bel cazzo duro, caldo e fremente dopo una giornata di stressante lavoro”, e, senza aggiungere altra parola, se lo infila in bocca dando l'avvio ad un pompino con tanta saliva.
Nel frattempo, Lola si è accomodata sulla poltroncina accanto al tavolino ed Alessia, con occhi che esprimono desiderio e gelosia insieme, si è appoggiata ad una parete a braccia conserte; entrambe molto attente a ciò che sta accadendo.
Il suono degli intensi risucchi dalla bocca di Elly riempie subito la stanza; sei occhi sono tutti concentrati sulla sua testa che si muove avanti e indietro in modo assai frenetico.
In quel momento rientra in stanza Pippo, con una bottiglia e 2 flute nella mano sinistra e 3 in quella destra, ben incastrati tra le dita; “avete iniziato senza di me?”, con sguardo fisso sulla moglie intenta a spolpare con atavica fame il mio cazzo.
“La tua cara mogliettina aveva un languorino che doveva soddisfare immediatamente, quindi si sta gustando l'antipasto, mio caro”.
“Io devo stare a guardare e basta? Rimanere a digiuno?”, chiede perplesso mentre deposita sul tavolo tutta la roba che gli ingombra le mani.
“A te ci penso io”, interviene Lola dalla sua comoda seduta, “avvicinati che ti apparecchio volentieri, da brava cameriera esperta quale sono”, attirandolo a sé, tirandogli giù, in un unico movimento, pantaloni da lavoro e mutande, e prendendo il suo cazzo barzotto dapprima in mano e poi direttamente in bocca.
Adesso i suoni di risucchi nella stanza sono due, diversamente cadenzati e dotati di armonie spesso in contrapposizione.
Alzo il braccio destro ed allungo la mano in direzione di Alessia; lei comprende e, staccandosi dalla parete dove è rimasta tutto il tempo ad osservare, si avvicina. La cingo attorno alla vita, la attiro a me e la bacio con passione; labbra calde dischiuse e lingue in una sensuale e prolungata lotta.
Elly si sta gustando bellamente il mio cazzo, condendolo con della densa e filamentosa saliva, spesso anche sputata; Lola, con bocca capace, sta leccando e succhiando le palle di Pippo, mentre con la mano, che si muove a ritmi diversi, lo masturba.
“Non so spiegarti il perché, ma sono più tranquilla in questa situazione piuttosto che nell'altra”, mi sussurra all'orecchio la mia bella Alessia mentre mi stuzzica con la lingua il lobo, “la trovo molto più eccitante; sento di potermi abbandonare completamente a questo tipo di esperienza”.
“Allora spogliati Alessia, facendoti ammirare da tutti i presenti; invogliali a denudarsi ed aiutali a farlo”.
Tre passi indietro e si trova al centro della stanza, armeggia qualche secondo col cellulare che inizia a suonare una canzone di Carmen Consoli; si denuda lentamente mentre gli sguardi di tutti, attirati dalla musica e dai suoi movimenti sensuali, si fissano su di lei. Elly toglie la bocca dal mio cazzo e continua a masturbarlo con la mano mentre la osserva. Anche Lola è particolarmente attenta alle sue movenze, senza mai rallentare il ritmo sul cazzo di Pippo; quest'ultimo ed io, invece, ci godiamo lo spettacolo visivo e la sensazione tattile regalata dalle due donne ancora sedute.
Completamente nuda, Alessia adesso si avvicina ad Elly, la fa alzare dal letto, le bacia le guance, le carezza il collo, le sfiora col dorso della mano i capezzoli ben turgidi sotto il sottile strato di cotone della t-shirt; la bacia sulle labbra, gliele lecca con lingua assai umida, le morde il labbro inferiore - Elly ansima, stringendo più forte nella mano il mio cazzo che non ha mai mollato finora - la spoglia nuda molto lentamente e la bacia sui seni ormai esposti, poi sul ventre e, delicatamente, fa scivolare la mano tra le cosce: “sei tutta bagnata Elly, mi piaci. Adoro il tuo profumo acre di femmina eccitata!”.
Si allontana da noi e va da Lola; le infila direttamente una mano tra le gambe che lei tiene aperte, sa benissimo che non indossa le mutandine. La massaggia qualche secondo, strappandole sussurrati gemiti, e poi si porta la mano alle narici: “il tuo ha un sentore dolciastro e” - leccandosi le dita - “un sapore forte”.
Pippo si libera di tutti i suoi indumenti; lo stesso faccio io. Il pavimento è disseminato di vestiti sparsi ovunque, ai quali si aggiungono, in ultimo, anche quelli di Lola, aiutata da Alessia che, con mia piacevole sorpresa, ha fatte sue le mansioni di esperta maitresse ormai.
Elly prende un preservativo dal letto, lo scarta, lo srotola lungo l'asta in erezione con bocca esperta depositando sul cazzo inguainato ancora una generosa quantità di saliva; si posiziona a pecorina: “Scopami Davide, non ce la faccio più a resistere”.
La cappella scivola tra le grandi labbra, un movimento lento che genera gemiti gutturali in lei; la penetro solo con il glande, bloccandomi qualche secondo. È morbida, calda e bagnata. Le afferro i fianchi e mi spingo decisamente dentro e fino in fondo: “Oh Sì, così, sì mi piace sentirmi aperta in questo modo. Fotti la tua nuova troia, Davide; falla godere tanto perché ne ha bisogno”. Ed io la fotto. Colpi sempre più forti e profondi; è talmente eccitata che i suoi umori vaginali creano già suoni fragorosi.
Pippo, mentre guarda la cara mogliettina a pecorina e con le tette scampanellanti, si sta godendo il pompino di Lola che, a sua volta, si gode pienamente le dita di Alessia che martellano nella sua fica.
Gemiti ed urla strozzate delle due donne si diffondono nella stanza fino a superare di gran lunga la musica diffusa dal telefono di Alessia; quest'ultima, dopo aver afferrato un preservativo, lo consegna a Pippo dicendogli di scoparsi Lola. Non se lo fa ripetere due volte e, allargatele le gambe, si fionda col suo cazzo nerboruto nella fica ormai ben dilatata e ben lubrificata della signora indubbiamente elegante e sofisticata, ma molto troia.
“Oh sì, sì, così, Davide, non fermarti, sto venendo, sì, oh sì, più forte, sfondami, sì, sì, così, mi voglio sentire una vacca da monta” - da un lato Elly - “oh sì, ah, ah, ah, che bel cazzo largo che hai Pippo, mi stai aprendo tutta, sono tutta slabbrata, sì, sì”, dall'altro Lola.
Alessia si avvicina a me, mi bacia con lingua penetrante, sferra due schiaffi sulla chiappa destra di Elly e sussurrando nel mio orecchio: “Ha proprio un bel culo, non trovi? Aprilo davanti a me, voglio sentirla latrare come una cagna in calore”.
“Lo faccio”, le rispondo, “ma subito dopo tocca a te, stanotte mi prendo la tua verginità, senza se e senza ma”.
“Sono pronta, Mio Signore”.
Lo estraggo dalla fica e lo appoggio sullo sfintere e spingo, affondo piano ma con costanza; mi accoglie senza grosse difficoltà, dilatandosi quasi all'istante. Elly ha dimestichezza con la penetrazione anale, è evidente.
“Oh cazzo, sì, oh sì, cazzo, fammi anche il culo, sto venendo, sì, sfondami, fammelo sentire fino negli intestini, sì, sì, ah, ahh, ahh, vengo, sì!”, urlando come una cagna in calore, a soddisfazione dell'estasiante piacere cerebrale di Alessia.
La stanza è permeata da grida orgasmiche di diverse tonalità ed intensità che si rincorrono e si intrecciano; tutti, tranne Alessia che si gode visivamente ogni istante di ciò che sta avvenendo ed ogni tanto si tocca, emettiamo gemiti di puro e profondo piacere.
Pippo ha sborrato nella fica di Lola mentre lei urla ancora il suo orgasmo; Elly è venuta con copiosi umori anali, accompagnati anche da quelli vaginali, contraendosi e vibrando con tutto il corpo.
La quiete irrompe improvvisa, si sente adesso soltanto il nostro respirare; corpi nudi che cercano di trovare ciascuno il proprio equilibrio. Alessia applaude solitaria al centro della stanza: “vi adoro tutti, è stato meraviglioso osservarvi! Ma adesso tocca a me; vi confesso, con un certo imbarazzo, che non ho mai avuto rapporti anali prima di oggi, anche se ho sempre desiderato provare questa sensazione. So che probabilmente vi verrà da ridere, ma voglio che assistiate alla mia iniziazione per mano del mio Padrone. Donerò a lui la mia verginità per essere completamente sua!”.
Ad un mio cenno, Elly mi toglie il preservativo e mi masturba un po', Lola si avvicina e, piegandosi sulle gambe, mi prende il cazzo in bocca; Pippo, cingendole la vita, accompagna Alessia accanto al letto, la fa distendere supina ed a gambe aperte, sistemandole prima un cuscino sotto i lombi, per poi iniziare a leccarla con particolare dovizia.
Tutti vogliono partecipare e lo fanno con bei sorrisi complici, senza alcuna ilarità o sberleffo.
Recupero dal cassetto del comodino il flaconcino di lubrificante usato con Agata.
Pippo, notata la mia azione, si alza e si allontana; io, al contrario, mi avvicino guardando Alessia negli occhi: “ti senti veramente pronta?”.
“Si, oggi più che mai! Voglio essere al centro delle vostre attenzioni; protagonista e vittima nello stesso tempo”.
Elly e Lola salgono con le ginocchia sul letto e le sollevano le gambe a mezza altezza, afferrandole da dietro le ginocchia; io la inondo di lubrificante e la inizio a massaggiare e masturbare con maestría.
L'indice si fa strada nel suo sfintere con delicatezza e senza fretta; lo dilata, ne tasta le pareti interne.
I suoi gemiti ed i suoi mugolii si fanno sempre più profondi ed intensi, con gli occhi chiusi si gode pienamente ogni sensazione che la sta avvolgendo.
“Guardami, Alessia! Voglio osservare e godermi ogni tua espressione mentre ti svergino il culo”.
Apre gli occhi e li punta fissi nei miei. Sono spaventati ma al tempo stesso eccitati.
Reggo il pene alla base con pollice ed indice della mano destra, appoggio il glande sull’orifizio e col bacino comincio a spingere; lo sento lentamente cedere, lacerarsi, dilatarsi. La cappella è tutta dentro, mi blocco per qualche secondo. Deve adesso abituarsi alla forte sensazione di dolore che mi dimostra con l'espressione sofferente del suo viso, ma non se ne lamenta. Spingo ancora un po' fino a metà asta e mi fermo. Il dolore sembra essersi affievolito, ma non certo sparito.
Mi ritraggo giusto un paio di centimetri - notando striature rossastre sul pene - e poi spingo ancora, stavolta fino in fondo; mi blocco. La guardo. Il suo respiro è ansimante, le sue labbra martoriate dagli incisivi, ma i suoi occhi sono decisi: “rendimi tua, Davide! Adesso e qui, non desidero altro”.
Le afferro le cosce ben salde tra le mie mani e mi muovo lentamente dentro e fuori il suo culo; Elly e Lola le accarezzano il ventre, i seni, la baciano sul viso, la rassicurano con dolci parole sussurrate.
Il ritmo è cadenzato, sento il mio cazzo che scivola sempre meglio dentro di lei; è dilatata abbastanza, è burrosa nel ricevermi e, soprattutto, sta eiaculando piccole quantità di umori che la lubrificano in modo naturale.
Il mio bacino si muove più velocemente adesso. Il dolore iniziale si è trasformato in piacere. Ne sta godendo; l'espressione del viso è di piena estasi, occhi nei quali la pupilla ogni tanto scompare all'improvviso, bocca aperta che esala profondi respiri alternati a gemiti sempre più intensi fino a diventare urla, piedi allungati e dita contratte.
Continuo, non mi fermo, il suo culo è ormai aperto a dismisura. Il mio cazzo è continuamente sporcato dalle gelatinose secrezioni rosate e lei viene improvvisamente. Gode di un orgasmo a lei sconosciuto, da lei inimmaginato, per lei assolutamente nuovo.
Mi lascio andare anch'io, non voglio più trattenermi; riverso nei suoi intestini tutta la mia eccitazione, la riempio a più riprese con schizzi di abbondante sborra calda.
Lei li sente tutti dentro di sé. Le provocano un prolungamento dell'orgasmo con spasmi e scuotimenti repentini.
Respiriamo, sorridiamo. Le libero le gambe e mi stendo sul suo corpo nudo ed ancora vibrante; ci uniamo in un lungo bacio di passione, le sue braccia a cingermi il collo, le mie mani a tenerle il viso.
“Meglio lasciarli soli adesso”, irrompe la voce di Lola dopo qualche minuto, “anche perché devo andare a recuperare Andrea, s'è fatto tardi”.
“Si, hai ragione”, le fa eco la voce di Elly, “andiamo anche noi a nanna, domani sveglia all'alba, o meglio, tra poche ore si torna a lavorare, ahahah”.
Pippo stappa la bottiglia: “Prima però un brindisi alla bella serata trascorsa insieme e soprattutto ad Alessia”, alzando il suo calice.
Ci salutiamo con abbracci stretti e baci sulle guance, con la promessa di ripetere la meravigliosa esperienza.
Rimasti soli, io ed Alessia andiamo a fare una doccia insieme, durante la quale gli sguardi d'intesa ed i gesti delicati sui nostri corpi diventano continue carezze. Non è necessario che le chieda se sta bene; i suoi occhi, nonostante il silenzio che ancora regna tra di noi, mi dicono che si sta godendo ogni istante del nostro stare vicini, ormai legati da un laccio invisibile ma solido.
A letto si rannicchia accanto a me, nuda e bisognosa di coccole; è una ragazza che ha soddisfatto gran parte dei suoi desideri più reconditi. È una donna che si sente completa. È una bambina che necessita dell'affetto più vero.
Ci addormentiamo abbracciati, io dietro di lei, in un sonno lieto e spensierato, sorridenti e pienamente consapevoli che è l'inizio di una lunga convivenza, di corpi sì, ma soprattutto di menti.
Alle prime luci dell'alba sento la porta d'ingresso aprirsi, scorgo nella penombra Elly che appoggia sul tavolino un vassoio; il profumo di caffè appena fatto si diffonde immediatamente nella stanza; mi vede sveglio e si avvicina al lato del letto in cui sono disteso e mi sussurra sensuale: “Buongiorno, perdonami se ti ho svegliato così presto, ma ho pensato che avreste preferito fare colazione qui in stanza da soli”, baciandomi con delicatezza sulle labbra, “e poi, scusa il mio essere così sfacciata, speravo anche di poter fare colazione col tuo cazzo. Stanotte mi è mancato non poterti bere”, allungando una mano sul petto, facendola scivolare sul ventre, per poi afferrarlo con decisione ed evidente desiderio. Se lo infila tutto nella bocca, risucchiandolo; è davvero un ottimo risveglio.
La sua testa va sù e giù a ritmi diversi, ho una sensazione di grande calore che mi avvolge; un pompino fatto con passione, capacità e dedizione.
Trascorsi alcuni minuti nei quali l'eccitante suono della sua abbondante saliva è l'unico rumore preminente, voltandomi verso Alessia la vedo sveglia, distesa sul fianco destro e con la mano sotto la guancia, che mi sta donando un amorevole sorriso: “Buongiorno”.
“Ben svegliata a te, bel sorriso, fatto buon sonno?”.
“Si, mio Signore, come non mai mi era capitato”.
Pone la mano sul capo di Elly, le carezza i capelli e poi inizia ad accompagnarne e dirigerne i movimenti.
Mi rilasso completamente con la mente e col corpo, me lo godo senza remore questo pompino.
Sto per venire, sto per riempire la bocca di Elly e soddisfare il suo appetito mattutino, insieme ad Alessia, nella piena complicità; è una sensazione appagante.
Schizzo. Una, due, tre volte, con contrazioni sempre più intense. Dalla mia gola escono, strettamente abbracciati, respiri profondi e gemiti. Elly lo ingoia tutto il mio piacere sborrato e ne lecca con attenzione ogni piccola stilla sfuggita. Solleva il viso dal mio inguine, con visibili rivoli di sperma ai lati della labbra, e sorride ad Alessia la quale le si avvicina, la lecca e la bacia con lingua penetrante.
Una risata fragorosa e dotata dei connotati dell’assoluta rilassatezza di tutti irrompe nella stanza.
Elly si rimette in piedi, passa la lingua ancora una volta sulle labbra: “Abbondante e gustosa, una ottima colazione, ahahah, grazie. Adesso vi lascio tranquilli alla vostra di colazione, ci vediamo più tardi”, uscendo dalla stanza.
Seduti al tavolino completamente nudi, facciamo colazione, dialogando serenamente di ciò ch'è stato e di ciò che sarà.
Con calma ci rivestiamo e, salutati i proprietari con grande affetto e gratitudine, torniamo in città, sotto un sole domenicale splendente e caldo.
Accompagno Alessia allo studentato, su sua esplicita richiesta, perché l'indomani ha realmente una prova scritta d'esame e vuole studiare ancora un po’; ci baciamo davanti all'ingresso e ci diamo appuntamento per la sera, anche solo per qualche minuto al telefono.
Attendo che varchi la soglia e poi risalgo in moto, allontanandomi col sorriso della soddisfazione stampato sul viso, ma nascosto dal casco.
Si è trattata, in tutta evidenza, di una narrazione volutamente condensata in una sola settimana di vita, ma gli eventi si sono succeduti nell'arco di molto più tempo. Mi scuso con i lettori per la lunghezza dello scritto od eventuali tediose lungaggini dello stesso, ma fortunatamente per loro il racconto finisce qui, con l'opzione di poter proseguire se e quando la realtà mi ispirerà ancora.
Ringrazio tutti.
Per commenti od eventuali interazioni TLG: @SophosA69
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