L'universitaria lo confessa. 6
di
Sophos
genere
dominazione
Dopo averle accompagnate al loro studentato e lasciate davanti all'ingresso, mi diressi a fare delle veloci commissioni - la mia mente aveva partorito un gioco particolare che desideravo mettere in pratica - e subito dopo tornai a casa.
Mentre cercavo di dare una parvenza di ordine alla sala da pranzo, un beep ripetuto mi avvisò di una videochiamata in arrivo; era Alessia.
“Ciao, ti manco già? È trascorsa appena un'ora o poco più, eh!”.
Il suo viso, ancora segnato dal recente piacere e reso splendente dalle nuove esperienze fino a quel momento vissute, riempì completamente il monitor del mio telefono.
“Mi manchi sempre quando ti sto lontana, lo confesso. Ma volevo solo dirti e farti vedere quanto Sandra sia porca! Osserva cosa custodisce in uno dei suoi cassetti”.
“No dai, lascia perdere. Mi vergogno”, intervenne Sandra cercando di dissuadere Alessia.
Un cassetto colmo di giocattoli erotici si manifesta improvvisamente davanti ai miei occhi. Plug di ogni fattura, dildi di ogni dimensione, manette, fruste, etc. etc.
“Hai svaligiato un sexy shop Sandra?. Spero non sia solo collezionismo il tuo. Puoi mettere sù un dungeon di tutto rispetto con tutta quella roba“, dissi allietato da quella visione.
“Vedi come si scoprono gli altarini? Mi ha invitata a bere una birra in camera sua e, tra un discorso ed una provocazione, mi ha rivelato il suo segreto. Non l'avrei mai immaginato, ma mi piace tantissimo”, sostenne euforica Alessia guardandomi negli occhi attraverso il video.
Un desiderio perverso attraversò la mia mente dando vita ad una idea.
“Appoggia il telefono in un punto che mi consenta di osservare gran parte della stanza, Alessia; soprattutto il letto”, dissi, facendole l'occhiolino.
Lei sorrise, posizionò il suo cellulare su un mobile di fronte al letto - forse un piccolo comò - sistemandolo nel miglior modo possibile:”Dimmi tutto, Davide. Dimmi cosa devo fare, mi sto eccitando anch'io”.
“Aiutala a spogliarsi e falla stendere sul letto, nuda ed a pancia sotto. Posiziona un cuscino sotto il suo ventre”.
“Che intenzioni avete voi due?”, chiese Sandra apparentemente allarmata, ma evidentemente intrigata.
“Lasciati guidare da Alessia, mia cara Sandra; sono sicuro che godrai tantissimo”.
In pochi secondi Sandra rimase nuda e si sdraiò sul suo letto, in assoluta autonomia e soltanto dopo che Alessia ebbe a poggiare un cuscino sullo stesso.
“Cerca nel cassetto delle meraviglie ciò che serve a legarle entrambi i polsi alla testiera, Alessia; dopodiché fai la stessa cosa con le sue caviglie, legandole alla pediera e facendo in modo di farle aprire le gambe il più possibile”.
“Si, mio Signore, obbedisco. Ho già le mutandine tutte bagnate, le mani eccitate ed anche un po' tremanti, il corpo caldo e teso in ogni suo muscolo”, rispose la mia allieva con voce rotta da un ansimare eccitato galoppante.
Quando Sandra fu pronta, intimai ad Alessia di munirsi di tutti i giocattoli che più le piacevano, avvertendola che, nella scelta, doveva tenere conto anche del fatto che li dovesse usare tutti.
Un ghigno di soddisfazione si disegnò improvviso sulle sue labbra, gli occhi brillarono di una luce nuova; si avvicinò al cassetto e, mostrandomeli uno ad uno, tirò fuori un dildo color carne, con venature ben in rilievo e di consistente dimensione, un paddle nero in silicone, un frustino da fantino ed, infine, un piccolo butt anale con annessa mini coda.
“Guidami mio Signore, per il mio ed il suo piacere. Sono strumenti che non conosco e non maneggio, ma hanno attratto la mia curiosità”, con tono di assoluta trasparenza.
“Sarai tu a guidare te stessa, Alessia. Libera la mente da ogni limite, fatti trasportare dal desiderio, considera Sandra come una tela bianca sulla quale imprimere il tuo marchio; fantasia, godimento e rispetto le tue uniche regole. Tu Sandra, al contrario, ricordati la parola ladybug, è la tua safe word; se e quando la pronuncerai, fermerò immediatamente Alessia”.
Le due ragazze si osservarono con profondità di sguardi per alcuni secondi; Alessia si avvicinò con calcolata lentezza a Sandra e, poggiando delicatamente le labbra sulle sue, la baciò. Un bacio che non aveva nulla di erotico, ma che faceva ben trasparire l'intensa emozione derivante dal loro nuovo tipo di approccio.
Quando Alessia si sollevò, diresse i suoi occhi nella mia direzione; nel vedermi sorridere attraverso il monitor, allungò le labbra per simulare un bacio dedicato anche a me, ma silezioso, quasi un sigillo di appartenenza.
Subito dopo afferrò il paddle, lo soppesò per qualche istante, ne provò la consistenza dandosi qualche colpetto - graduandone via via l'intensità - sulla mano sinistra e, con gesto volutamente cadenzato, iniziò ad usarlo sul culo di Sandra; glutei che, ad ogni colpo, ondeggiavano sinuosi e si coloravano sempre più intensamente.
Nei suoi movimenti nessun accanimento, nessun accenno di violenza, ma soltanto il gusto dell’infliggere un particolare piacere, che Sandra, dal canto suo, dimostrava di sentire forte, emettendo gemiti a volte soffusi a volte un po' più urlati.
Si fermò, accarezzò il culo di Sandra con grande trasporto; le baciò dapprima il gluteo destro - si deliziò anche di mordicchiarlo - e poi quello sinistro, assaporandole on la lingua la pelle, resa calda dalle percosse.
Si volse verso il cellulare, attese un mio cenno di approvazione che non tardai a darle.
Sorrise.
Prese in mano il butt anale, lo scrutò con attenzione, ne carezzò la piccola coda con dita curiose e poi mi guardò ancora.
“Mettilo in bocca, giocaci con la lingua, bagnalo per bene e poi usalo”.
Fece esattamente ciò che le dissi di fare, gustandosi a fondo quel plug che entrava ed usciva a ritmo lento e sempre più lucido di saliva. Quando si sentì pienamente soddisfatta, Alessia lo avvicinò al culo di Sandra, con le dita della mano sinistra si fece spazio tra i glutei esponendo lo sfintere anche alla mia vista, lentamente lasciò cadere dalla sua bocca un'abbondante quantità di saliva, biancastra e densa, che arrivò a ricoprire buco e perineo; con dovizia iniziò a spargere il suo personale lubrificante con la punta del butt lungo il solco e, dopo qualche secondo, ruotandolo, lo spinse dentro.
Tutto dentro!
Era corto sì, ma di importante circonferenza.
“Ahia, mi fai male così, non ci sono abituata, è grosso”, disse Sandra con neanche troppa convinzione, considerando la sua voce sommessa e rotta dai gemiti.
“Zitta! Adesso sei la mia cagna e decido io come aprirti il culo”, due sonori schiaffi sulle natiche completarono la sua opera.
Si allontanò di un passo dalla sponda del letto ed ammirò con interesse la coda di coniglio color fucsia che decorava il culo di Sandra; in effetti regalava un bel vedere.
Vidi Alessia spogliarsi del suo nuovo tubino nero e dell'intimo, fino a rimanere completamente nuda. Si toccò tra le cosce ed annusò i suoi umori portandosi indice e medio alle labbra.
Poi guardò il cellulare con gli occhi fissi nei miei, afferrò il dildo e cominciò a leccarlo, succhiarlo e farlo sparire quasi del tutto nella sua bocca. Lo fece scorrere lungo il suo corpo, soffermandosi qualche attimo sull’ombelico, proseguì e, alzando la gamba sinistra per appoggiarsi col piede sul materasso, se lo infilò nella fica senza alcuna esitazione, iniziando un dentro e fuori senza sosta.
“Sì cazzo, me la sfondo per te!”, mentre l'eco dei suoi umori sguazzanti riempiva la stanza.
Ci mise poco ad ottenere l'orgasmo che, sicuramente, stava tenendo a bada da tantissimo tempo ormai; i suoi umori più liquidi si sparsero sul pavimento e sul letto, ma la parte più densa rimase attaccata al dildo. Quando lo tirò fuori con lentezza dalla sua fica, me lo fece vedere attraverso la cam, e subito dopo, facendomi prima l'occhiolino, lo infilò nella fica di Sandra senza colpo ferire.
“Adesso ti faccio godere, troia! Ti farò latrare e guaire come la cagna che sei. E ti piacerà tantissimo, ne sono sicura”, cominciando ad affondare e ritrarre la mano che teneva ben stretto alla base il cazzo finto.
A partire da quel momento Sandra iniziò a dimenarsi, per quanto le era possibile fare nonostante i legacci, ed urlare tutto il suo piacere; guaiva, latrava, ringhiava ed ululava. Era in preda ad inusitate emozioni forti che non riusciva in alcun modo a controllare; ma se le godeva - tanto, tantissimo - orgasmo dopo orgasmo e squirt dopo squirt. In pochi minuti un enorme alone apparve sul lenzuolo sul quale giaceva a pancia sotto e cosce spalancate.
Non fu necessario il mio intervento poiché Alessia, probabilmente già ampiamente soddisfatta, rallentò il ritmo fino a fermarsi completamente; il respiro di entrambe affannato ed i loro corpi sudati.
“Come stai, Sandra?”, un po' preoccupata e sciogliendo gli stretti nodi fatti all'inizio.
“Mi sento in paradiso Alessia, grazie a te”.
Si abbracciarono strette, si baciarono e si scambiarono l'un l'altra tenere carezze.
Io intanto osservavo le loro effusioni, contento di come fossero andate le cose; il loro sublime piacere era evidente.
Alessia fu molto delicata ed accorta anche ad estrarre il plug dal culo di Sandra.
“I miei complimenti ad entrambe, ragazze. Sono stato fortunato spettatore di una profonda intimità tra di voi, grazie”, sorridendo, “ma adesso, con mio estremo piacere, sono costretto a punire Alessia!”.
“Perché?”, chiesero quasi all'unisono.
“Perché Alessia ha trasgredito alle mie regole; dei giocattoli scelti, ha tralasciato di usarne uno. E sarà proprio quello che io userò su di lei per mano tua, Sandra”.
Mi guardarono sbigottite.
“Prendi il frustino in mano, Sandra. Siediti sul letto a gambe aperte. Anche tu, Alessia, siediti sul letto tra le sue cosce, schiena appoggiata a lei e gambe spalancate. Bene, brave. Adesso, mia cara Sandra, picchiettale ripetutamente la fica col frustino. Tu, Alessia, conta ogni colpo ricevuto senza saltarne nemmeno uno. Se sbagli, Sandra dovrà ricominciare daccapo; e tutto questo per 100 volte”.
“1, 2, 3, 4, 5 - oh sì - 6, 7, 8 - sì, mi piace - 9, 10, 11 - oh cazzo che bella sensazione - 12, 13…”.
Chiusi la video chiamata.
Dopo quasi un'ora Alessia mi chiamò al telefono: “Mi hai abbandonata? Ero ad occhi chiusi a godermi la tua punizione e, quando li ho riaperti nella speranza di ottenere la tua approvazione, non c'eri più. Ero arrivata a 43 e mi sono bloccata”.
“Sandra ha smesso di usare il frustino?”.
“No, la stronza ha ricominciato e non ha smesso fino a 100, eccitandosi a dismisura; cazzo, ho avuto almeno tre orgasmi, lo confesso!”.
“Bene, te la sei goduta appieno, anche in mia assenza; dolore e godimento - sia inflitti che subiti - te li ho presentati e li hai graditi nella loro piacevolissima miscela. Adesso si deve andare oltre Alessia, te la senti?”.
“Assolutamente si, in piena consapevolezza e desiderio, mio Signore”.
“Bene. Oggi è giovedì, nel fine settimana hai in programma di tornare a casa dai tuoi?”.
“Era in programma si, ma se mi chiedi altro il programma può saltare e ti confesso che speravo potessimo trascorrere il weekend noi due insieme”.
“Così sarà. Domani sera vieni a casa mia. Porta con te un borsone con ciò che riterrai necessario, perché rimarrai qui fino a domenica”.
“Va bene, mi intriga molto questo invito e ne sono al tempo stesso onorata. Stasera ci vediamo?”.
“No, ho altro da fare. Tu rilassati e riposati, sono state giornate intense e ti voglio in piena forma per il fine settimana”.
“Ciao e grazie ancora mio Signore”.
“Ciao”.
Mentre cercavo di dare una parvenza di ordine alla sala da pranzo, un beep ripetuto mi avvisò di una videochiamata in arrivo; era Alessia.
“Ciao, ti manco già? È trascorsa appena un'ora o poco più, eh!”.
Il suo viso, ancora segnato dal recente piacere e reso splendente dalle nuove esperienze fino a quel momento vissute, riempì completamente il monitor del mio telefono.
“Mi manchi sempre quando ti sto lontana, lo confesso. Ma volevo solo dirti e farti vedere quanto Sandra sia porca! Osserva cosa custodisce in uno dei suoi cassetti”.
“No dai, lascia perdere. Mi vergogno”, intervenne Sandra cercando di dissuadere Alessia.
Un cassetto colmo di giocattoli erotici si manifesta improvvisamente davanti ai miei occhi. Plug di ogni fattura, dildi di ogni dimensione, manette, fruste, etc. etc.
“Hai svaligiato un sexy shop Sandra?. Spero non sia solo collezionismo il tuo. Puoi mettere sù un dungeon di tutto rispetto con tutta quella roba“, dissi allietato da quella visione.
“Vedi come si scoprono gli altarini? Mi ha invitata a bere una birra in camera sua e, tra un discorso ed una provocazione, mi ha rivelato il suo segreto. Non l'avrei mai immaginato, ma mi piace tantissimo”, sostenne euforica Alessia guardandomi negli occhi attraverso il video.
Un desiderio perverso attraversò la mia mente dando vita ad una idea.
“Appoggia il telefono in un punto che mi consenta di osservare gran parte della stanza, Alessia; soprattutto il letto”, dissi, facendole l'occhiolino.
Lei sorrise, posizionò il suo cellulare su un mobile di fronte al letto - forse un piccolo comò - sistemandolo nel miglior modo possibile:”Dimmi tutto, Davide. Dimmi cosa devo fare, mi sto eccitando anch'io”.
“Aiutala a spogliarsi e falla stendere sul letto, nuda ed a pancia sotto. Posiziona un cuscino sotto il suo ventre”.
“Che intenzioni avete voi due?”, chiese Sandra apparentemente allarmata, ma evidentemente intrigata.
“Lasciati guidare da Alessia, mia cara Sandra; sono sicuro che godrai tantissimo”.
In pochi secondi Sandra rimase nuda e si sdraiò sul suo letto, in assoluta autonomia e soltanto dopo che Alessia ebbe a poggiare un cuscino sullo stesso.
“Cerca nel cassetto delle meraviglie ciò che serve a legarle entrambi i polsi alla testiera, Alessia; dopodiché fai la stessa cosa con le sue caviglie, legandole alla pediera e facendo in modo di farle aprire le gambe il più possibile”.
“Si, mio Signore, obbedisco. Ho già le mutandine tutte bagnate, le mani eccitate ed anche un po' tremanti, il corpo caldo e teso in ogni suo muscolo”, rispose la mia allieva con voce rotta da un ansimare eccitato galoppante.
Quando Sandra fu pronta, intimai ad Alessia di munirsi di tutti i giocattoli che più le piacevano, avvertendola che, nella scelta, doveva tenere conto anche del fatto che li dovesse usare tutti.
Un ghigno di soddisfazione si disegnò improvviso sulle sue labbra, gli occhi brillarono di una luce nuova; si avvicinò al cassetto e, mostrandomeli uno ad uno, tirò fuori un dildo color carne, con venature ben in rilievo e di consistente dimensione, un paddle nero in silicone, un frustino da fantino ed, infine, un piccolo butt anale con annessa mini coda.
“Guidami mio Signore, per il mio ed il suo piacere. Sono strumenti che non conosco e non maneggio, ma hanno attratto la mia curiosità”, con tono di assoluta trasparenza.
“Sarai tu a guidare te stessa, Alessia. Libera la mente da ogni limite, fatti trasportare dal desiderio, considera Sandra come una tela bianca sulla quale imprimere il tuo marchio; fantasia, godimento e rispetto le tue uniche regole. Tu Sandra, al contrario, ricordati la parola ladybug, è la tua safe word; se e quando la pronuncerai, fermerò immediatamente Alessia”.
Le due ragazze si osservarono con profondità di sguardi per alcuni secondi; Alessia si avvicinò con calcolata lentezza a Sandra e, poggiando delicatamente le labbra sulle sue, la baciò. Un bacio che non aveva nulla di erotico, ma che faceva ben trasparire l'intensa emozione derivante dal loro nuovo tipo di approccio.
Quando Alessia si sollevò, diresse i suoi occhi nella mia direzione; nel vedermi sorridere attraverso il monitor, allungò le labbra per simulare un bacio dedicato anche a me, ma silezioso, quasi un sigillo di appartenenza.
Subito dopo afferrò il paddle, lo soppesò per qualche istante, ne provò la consistenza dandosi qualche colpetto - graduandone via via l'intensità - sulla mano sinistra e, con gesto volutamente cadenzato, iniziò ad usarlo sul culo di Sandra; glutei che, ad ogni colpo, ondeggiavano sinuosi e si coloravano sempre più intensamente.
Nei suoi movimenti nessun accanimento, nessun accenno di violenza, ma soltanto il gusto dell’infliggere un particolare piacere, che Sandra, dal canto suo, dimostrava di sentire forte, emettendo gemiti a volte soffusi a volte un po' più urlati.
Si fermò, accarezzò il culo di Sandra con grande trasporto; le baciò dapprima il gluteo destro - si deliziò anche di mordicchiarlo - e poi quello sinistro, assaporandole on la lingua la pelle, resa calda dalle percosse.
Si volse verso il cellulare, attese un mio cenno di approvazione che non tardai a darle.
Sorrise.
Prese in mano il butt anale, lo scrutò con attenzione, ne carezzò la piccola coda con dita curiose e poi mi guardò ancora.
“Mettilo in bocca, giocaci con la lingua, bagnalo per bene e poi usalo”.
Fece esattamente ciò che le dissi di fare, gustandosi a fondo quel plug che entrava ed usciva a ritmo lento e sempre più lucido di saliva. Quando si sentì pienamente soddisfatta, Alessia lo avvicinò al culo di Sandra, con le dita della mano sinistra si fece spazio tra i glutei esponendo lo sfintere anche alla mia vista, lentamente lasciò cadere dalla sua bocca un'abbondante quantità di saliva, biancastra e densa, che arrivò a ricoprire buco e perineo; con dovizia iniziò a spargere il suo personale lubrificante con la punta del butt lungo il solco e, dopo qualche secondo, ruotandolo, lo spinse dentro.
Tutto dentro!
Era corto sì, ma di importante circonferenza.
“Ahia, mi fai male così, non ci sono abituata, è grosso”, disse Sandra con neanche troppa convinzione, considerando la sua voce sommessa e rotta dai gemiti.
“Zitta! Adesso sei la mia cagna e decido io come aprirti il culo”, due sonori schiaffi sulle natiche completarono la sua opera.
Si allontanò di un passo dalla sponda del letto ed ammirò con interesse la coda di coniglio color fucsia che decorava il culo di Sandra; in effetti regalava un bel vedere.
Vidi Alessia spogliarsi del suo nuovo tubino nero e dell'intimo, fino a rimanere completamente nuda. Si toccò tra le cosce ed annusò i suoi umori portandosi indice e medio alle labbra.
Poi guardò il cellulare con gli occhi fissi nei miei, afferrò il dildo e cominciò a leccarlo, succhiarlo e farlo sparire quasi del tutto nella sua bocca. Lo fece scorrere lungo il suo corpo, soffermandosi qualche attimo sull’ombelico, proseguì e, alzando la gamba sinistra per appoggiarsi col piede sul materasso, se lo infilò nella fica senza alcuna esitazione, iniziando un dentro e fuori senza sosta.
“Sì cazzo, me la sfondo per te!”, mentre l'eco dei suoi umori sguazzanti riempiva la stanza.
Ci mise poco ad ottenere l'orgasmo che, sicuramente, stava tenendo a bada da tantissimo tempo ormai; i suoi umori più liquidi si sparsero sul pavimento e sul letto, ma la parte più densa rimase attaccata al dildo. Quando lo tirò fuori con lentezza dalla sua fica, me lo fece vedere attraverso la cam, e subito dopo, facendomi prima l'occhiolino, lo infilò nella fica di Sandra senza colpo ferire.
“Adesso ti faccio godere, troia! Ti farò latrare e guaire come la cagna che sei. E ti piacerà tantissimo, ne sono sicura”, cominciando ad affondare e ritrarre la mano che teneva ben stretto alla base il cazzo finto.
A partire da quel momento Sandra iniziò a dimenarsi, per quanto le era possibile fare nonostante i legacci, ed urlare tutto il suo piacere; guaiva, latrava, ringhiava ed ululava. Era in preda ad inusitate emozioni forti che non riusciva in alcun modo a controllare; ma se le godeva - tanto, tantissimo - orgasmo dopo orgasmo e squirt dopo squirt. In pochi minuti un enorme alone apparve sul lenzuolo sul quale giaceva a pancia sotto e cosce spalancate.
Non fu necessario il mio intervento poiché Alessia, probabilmente già ampiamente soddisfatta, rallentò il ritmo fino a fermarsi completamente; il respiro di entrambe affannato ed i loro corpi sudati.
“Come stai, Sandra?”, un po' preoccupata e sciogliendo gli stretti nodi fatti all'inizio.
“Mi sento in paradiso Alessia, grazie a te”.
Si abbracciarono strette, si baciarono e si scambiarono l'un l'altra tenere carezze.
Io intanto osservavo le loro effusioni, contento di come fossero andate le cose; il loro sublime piacere era evidente.
Alessia fu molto delicata ed accorta anche ad estrarre il plug dal culo di Sandra.
“I miei complimenti ad entrambe, ragazze. Sono stato fortunato spettatore di una profonda intimità tra di voi, grazie”, sorridendo, “ma adesso, con mio estremo piacere, sono costretto a punire Alessia!”.
“Perché?”, chiesero quasi all'unisono.
“Perché Alessia ha trasgredito alle mie regole; dei giocattoli scelti, ha tralasciato di usarne uno. E sarà proprio quello che io userò su di lei per mano tua, Sandra”.
Mi guardarono sbigottite.
“Prendi il frustino in mano, Sandra. Siediti sul letto a gambe aperte. Anche tu, Alessia, siediti sul letto tra le sue cosce, schiena appoggiata a lei e gambe spalancate. Bene, brave. Adesso, mia cara Sandra, picchiettale ripetutamente la fica col frustino. Tu, Alessia, conta ogni colpo ricevuto senza saltarne nemmeno uno. Se sbagli, Sandra dovrà ricominciare daccapo; e tutto questo per 100 volte”.
“1, 2, 3, 4, 5 - oh sì - 6, 7, 8 - sì, mi piace - 9, 10, 11 - oh cazzo che bella sensazione - 12, 13…”.
Chiusi la video chiamata.
Dopo quasi un'ora Alessia mi chiamò al telefono: “Mi hai abbandonata? Ero ad occhi chiusi a godermi la tua punizione e, quando li ho riaperti nella speranza di ottenere la tua approvazione, non c'eri più. Ero arrivata a 43 e mi sono bloccata”.
“Sandra ha smesso di usare il frustino?”.
“No, la stronza ha ricominciato e non ha smesso fino a 100, eccitandosi a dismisura; cazzo, ho avuto almeno tre orgasmi, lo confesso!”.
“Bene, te la sei goduta appieno, anche in mia assenza; dolore e godimento - sia inflitti che subiti - te li ho presentati e li hai graditi nella loro piacevolissima miscela. Adesso si deve andare oltre Alessia, te la senti?”.
“Assolutamente si, in piena consapevolezza e desiderio, mio Signore”.
“Bene. Oggi è giovedì, nel fine settimana hai in programma di tornare a casa dai tuoi?”.
“Era in programma si, ma se mi chiedi altro il programma può saltare e ti confesso che speravo potessimo trascorrere il weekend noi due insieme”.
“Così sarà. Domani sera vieni a casa mia. Porta con te un borsone con ciò che riterrai necessario, perché rimarrai qui fino a domenica”.
“Va bene, mi intriga molto questo invito e ne sono al tempo stesso onorata. Stasera ci vediamo?”.
“No, ho altro da fare. Tu rilassati e riposati, sono state giornate intense e ti voglio in piena forma per il fine settimana”.
“Ciao e grazie ancora mio Signore”.
“Ciao”.
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