L'universitaria lo confessa. 4
di
Sophos
genere
saffico
Decisi di condurre Alessia presso una boutique di proprietà di una carissima amica che conobbi in occasione di una festa privata che venne organizzata dal suo atelier per pubblicizzare la nuova linea di lingerie da poco disegnata e realizzata; una piccola sfilata di intimo femminile, in stile sadomaso, che però non ebbe molta fortuna, seppi in seguito, in quanto spendibile solo in occasioni veramente particolari. L'interesse per quel tipo di intimo era riservato sicuramente ad una piccola nicchia di donne e uomini; e di quella nicchia facevo parte anch'io.
A quell'epoca, e parliamo di almeno dieci anni fa, fui invitato a questo evento che si tenne in una splendida villa barocca, immersa tra le campagne palermitane, di proprietà di un anziano barone, oramai caduto in disgrazia da diverse generazioni, che però concedeva la location, dietro lauto compenso, per cerimonie e feste.
Proprio nel grande salone della villa incontrai per la primissima volta Greta, donna elegante, sensuale e sicuramente intrigante. Gioviale e sorridente con tutti, particolarmente audace con il suo abito nero molto aderente ad avvolgere un corpo di 40enne in piena forma e dotato di un seno prosperoso, si muoveva felina in giro per la sala, con il suo flute di champagne in mano, a fare pubbliche relazioni con gli invitati; giunta dinanzi a me, che ero un perfetto sconosciuto per lei, dopo alcuni attimi nei quali ella mi osservò attentamente, forse ricercando spasmodicamente nella memoria chi mai potessi essere, mi salutò con garbo e mi chiese se fosse di mio gradimento l'allestimento e l'organizzazione.
Io sorrisi, con altrettanto garbo le feci un baciamano, e, avvicinandomi quanto più possibile al suo orecchio, le rivelai, con voce soffiata, che in realtà ero una sorta di imbucato a quella festa, condotto in quel luogo da una coppia di amici interessati a godersi la nuova collezione; ed aggiunsi che mi sentivo molto fortunato e, ancor di più, lusingato di aver incontrato l'affascinante organizzatrice dell'evento.
Allontanandomi dal suo orecchio e ritornando con i miei occhi fissi nei suoi, la vidi sorridere e manifestare un seppur accennato imbarazzo che dimostrava la sensazione di piacevolezza che provava.
Presi dal vassoio, che un cameriere portava in giro tra gli ospiti, un flute di champagne ed accostai il bicchiere al suo, sigillando con quel cin il nostro incontro.
Parlammo fittamente ancora per qualche minuto, come se ci fossimo volutamente estraniare dal resto degli astanti, ma d'un tratto, facendo un cenno di assenso ad una sua collaboratrice, mi disse che era giunto il momento di dare il via alla sfilata e che, suo malgrado, doveva raggiungere gli altri nel backstage. Un ultimo cin e godetti della splendida visione della sua schiena nuda e del suo sodo fondoschiena mentre si allontanava; godetti altresì anche di parte del suo viso quando, camminando, volse il suo sguardo da cerbiatta a me.
Ci accomodammo ai bordi della passerella, si spensero le luci del salone e si diede lustro ai capi della collezione indossati da giovani modelle.
Una voce maschile si insinuò improvvisa nel mio orecchio destro nell'esatto momento in cui una bellissima modella di colore, dai folti neri capelli ricci, stava ancheggiando davanti a me indossando un corsetto bianco trasparente, dallo stile vittoriano, che metteva in risalto il suo corpo da gazzella; mi disse che madame Greta avrebbe avuto piacere di mostrarmi il dietro le quinte del suo lavoro e che, quindi, mi attendeva.
Seguii l'inserviente, mi fece attraversare un'ampia stanza nella quale vi erano un dedalo di paraventi dietro ai quali le modelle si spogliavano e si rivestivano ad un ritmo frenetico, e, infine, mi indicò una porta chiusa, allontanandosi subito dopo.
Bussai, aprii la porta e all'interno, nella penombra, scorsi Greta distesa su una chaise longue, vestita soltanto di una vestaglia nera di pizzo.
Mi avvicinai, mi piegai in avanti e, col sorriso sornione, la baciai, mentre la mia mano le percorreva già il corpo in tutta la sua nudità; pochi secondi e fui tra le sue cosce, con indice e medio ben piantati nella vagina grondante di caldi umori.
Mi guardò languida, abbandonata completamente al piacere derivante dal movimento sempre più marcato delle mie dita, fino ad esplodere in un orgasmo intenso e profondo.
Dopo alcuni momenti, durante i quali riacquistò il regolare respiro, mi slacciò la cintura, fece scendere la cerniera dei pantaloni e tirò fuori il mio pene, iniziando a muoverlo in una lenta masturbazione, occhi fissi nei miei. Mi disse che, ahi noi, avevamo a disposizione molto poco tempo ma che comunque desiderava darmi piacere, così come io lo avevo dato a lei, e voleva godersi il mio sperma in bocca.
Si mise seduta, si avvicinò a labbra già aperte, e lo ingoiò; fu un pompino sublime, lento e profondo, grandemente bagnato dalla sua copiosa saliva.
Venni nel giro di pochi minuti, riempiendole la bocca di sperma schizzato fino in gola, perché le sue labbra ben serrate non consentirono alcuna fuoriuscita.
La vidi deglutire prima di liberarmi dalla sua morsa e la osservai soddisfatta quando mi disse che quello sarebbe stato solo un assaggio; che la nostra passione erotica avrebbe avuto sicuramente un seguito, così come in effetti avvenne negli anni successivi.
Ma torniamo ai giorni nostri, senza troppo divagare tra i ricordi.
Greta, anche se ormai 50enne, ha conservato quasi intatti i suoi connotati di femme fatale. Oggi è una meravigliosa bisex attratta da giovani donne curiose, magari ancora acerbe rispetto a determinate sensazioni, con le quali poter intrattenere una liaison particolare.
“Alessia ti presento Greta, una carissima amica ma soprattutto una grande stilista di moda; questa boutique è sua e gran parte dei capi che vedi sono da lei disegnati. Quindi ti affido alle sue mani sicuramente capaci ed esperte”, dissi facendo l'occhiolino a Greta.
“Tu non rimani a scegliere con me, Davide?”, mi chiese.
“No, sia perché ho un impegno che mi terrà lontano un paio di ore, sia perché voglio che mi sorprendiate al mio ritorno “.
Baciai Alessia sulla guancia, diedi uno sguardo d'intesa a Greta e mi diressi all'uscita.
Rientrai un quarto d'ora più tardi nel negozio e venni accompagnato da una commessa nell'ufficio di Greta.
Eh sì, preavvertita da me, Greta aveva deciso di utilizzare per Alessia una stanza prove privata, proprio adiacente al suo ufficio, nella quale vi erano telecamere collegate al suo computer.
Mi sedetti comodo sulla poltrona della grande scrivania e cominciai a godermi lo spettacolo.
Greta aveva già fatto spogliare Alessia dei suoi abiti dozzinali e aveva coperto il suo corpo nudo di una elegante vestaglia bianca di raso; le mostrava una serie di abiti appesi ad uno stand e le dava spiegazioni sul taglio, il tessuto, la vestibilità, etc.
Alessia scelse, tra i tanti, un abito nero corto, giusto per iniziare a provare qualcosa.
Greta fu lesta a posizionarsi dietro di lei per aiutarla a togliere la vestaglia e già in quel movimento, col dorso di entrambe le mani, le sfiorò volutamente la schiena fino ai lombi; Alessia, con il vestito ancora tra le mani, non rimase indifferente a quel gesto, lo vidi chiaramente attraverso le immagini. Ma, probabilmente titubante, decise di indossare l'abito e di guardarsi allo specchio, con Greta sempre dietro alle sue spalle.
Fu quest'ultima, segnando con lentezza la sagoma del corpo di Alessia con le mani, a rompere ogni indugio ed iniziare ad accarezzarla con sempre maggiore malizia, soffermandosi spesso sui seni e stringendoli; appoggiando il mento sulla spalla e baciando Alessia sul collo con impercettibili, ma sicuramente eccitanti, colpi di lingua.
Alessia si girò su se stessa e, senza tradire le mie aspettative, diede un bacio appassionato a Greta, le loro labbra e le loro lingue umide fecero la conoscenza più approfondita possibile.
Iniziarono a denudarsi l'un l'altra ed a toccarsi con mani sempre più curiose ed esplorative. Ogni parte dei loro corpi, ormai completamente nudi, venne lambito dalle labbra calde di ciascuna e, con repentino desiderio, si lasciarono cadere sul tappeto cominciando a scambiarsi effusioni cariche di grande erotismo per me che osservavo.
Greta fece distendere Alessia e le si pose sopra seduta a cavalcioni, carezzandola, baciandola, leccandola quasi senza sosta; muoveva il bacino in modo da renderle possibile strusciarsi tra il ventre ed il seno.
In un attimo fu con la sua fica sulla bocca di Alessia, la quale, afferrando con mani salde i glutei di Greta, iniziò a leccarla e succhiarla, a dissetarsi dei caldi fluidi che erano già abbondanti. Le mani proseguirono lungo i fianchi fino ad arrivare a stringere i grandi e sodi seni di Greta; e fu in quel momento che quest'ultima, piegando la testa all'indietro, iniziò ad emettere intensi gemiti ed a gridare tutta la sua voglia di essere pervasa dal piacere. Alessia non smise di succhiare e leccare, non smise neanche di penetrarla con la lingua; entrava ed usciva sempre più lordata dalle abbondanti secrezioni vaginali di Greta.
Uno schizzo, un secondo ed infine un terzo, meno intenso dei precedenti, colpirono Alessia sul viso. Il pollice e l'indice di entrambe le sue mani stringevano, quasi a torturarli, i capezzoli di Greta ed ella gridò a gola libera il suo orgasmo.
Respiri profondi ed affannati da parte di entrambe, lunghi secondi durante i quali Greta, scivolata più in basso ed accasciata su Alessia, la baciava sul collo, sul mento, sulle labbra e tutto aveva il sapore inconfondibile della propria fica.
La mia attenzione fu attratta da una improvvisa espressione del viso di Alessia; era sorridente in modo assolutamente malizioso, il suo sguardo vagava per la stanza alla ricerca di qualcosa che trovò qualche secondo dopo. Osservò la telecamera, riuscì a penetrare nei miei occhi e, sorniona, mi fece la linguaccia.
Io sorrisi, pienamente orgoglioso di lei.
In quel esatto momento ribaltò con gentilezza Greta, la distese di schiena sul tappeto, vi salì sopra ed iniziò a mettere in pratica un 69; la particolarità fu quella di fare posizionare la mia carissima amica a gambe aperte direttamente di fronte alla telecamera.
Greta, con le mani sui glutei della mia ragazza, la leccava famelicamente dalla clitoride allo sfintere; un percorso che si ripeteva, lento o repentino, più e più volte.
Alessia, senza colpo ferire, introdusse invece indice e medio nella fica slabbrata di Greta e la scopo’ con veemenza. La sua mano destra sembrava posseduta da una entità misteriosa ed al contempo sapiente; introdusse anche l'anulare e di poi, osservandomi soddisfatta attraverso la telecamera, anche il mignolo.
Greta, come invasata, cominciò ad urlare; il suo intenso orgasmo fu eloquente, schizzi dei suoi densi umori ovunque, sia sul tappeto persiano che sul viso della ragazza che le stava regalando il Paradiso.
Alessia, dopo avere assaporato con grande gusto le sue dita intrise del piacere intenso di Greta, sempre osservandomi attraverso l'occhio della telecamera, rotolò stanca sul tappeto e si godette per qualche minuto il meritato riposo, completamente distesa ed abbandonata.
Io uscii dall'ufficio e mi diressi fuori in strada; poche decine di metri e mi sedetti ad un tavolino di un bar lì vicino. Ordinai un caffè e fumai una sigaretta, con la grande eccitazione che ancora pervadeva il mio corpo; ma soprattutto mi riempiva la piena soddisfazione per le azioni, emozioni ed espressioni di Alessia.
“Sono stata all'altezza delle tue aspettative, Davide?”, mi disse sedendosi al tavolino anche lei, dopo aver appoggiato per terra una grande busta di carta col marchio della boutique, “speravo che mi stessi osservando e valutando, lo confesso, ah ah ah”.
“Sei stata brava, Alessia. Il nostro futuro si potrà tingere sempre di più di colori sgargianti, se sei sempre dell'idea di assecondare le mie perversioni”.
“Le tue perversioni sono anche le mie; insegnami a gestirle nel migliore dei modi. Come ti ho già detto, voglio appartenenti sia cerebralmente che fisicamente. Considerami una tua devota allieva, d'ora in poi”, sporgendosi in avanti e baciandomi. Aveva in bocca ancora il sapore di Greta e lo stava condividendo con me.
“Hai scelto degli abiti? Sicuramente più di uno, date le dimensioni della busta”.
“Si, dentro ci sono tre abiti e cinque completi intimi. Greta mi ha regalato un vestito e due completi, per il resto ti aspetta per il relativo pagamento, ah ah ah”.
“Sarò piacevolmente sorpreso quando ti ammirerò vestita delle scelte sensuali fatte sulla base del gusto di entrambe, ne sono sicuro, Alessia”.
“Ne sarò felice, diventare la tua Donna è importante per me. Adesso ti chiedo però di accompagnarmi a casa, ho bisogno di un lungo bagno rilassante; è stata una giornata intensa, lo confesso. Devo anche organizzare e preparare le lezioni di domani, sia all'università sia con te, giusto? Ahahah”.
“Giustissimo, andiamo”.
Sorridenti, soddisfatti e sicuramente pronti, entrambi, a nuove esperienze.
A quell'epoca, e parliamo di almeno dieci anni fa, fui invitato a questo evento che si tenne in una splendida villa barocca, immersa tra le campagne palermitane, di proprietà di un anziano barone, oramai caduto in disgrazia da diverse generazioni, che però concedeva la location, dietro lauto compenso, per cerimonie e feste.
Proprio nel grande salone della villa incontrai per la primissima volta Greta, donna elegante, sensuale e sicuramente intrigante. Gioviale e sorridente con tutti, particolarmente audace con il suo abito nero molto aderente ad avvolgere un corpo di 40enne in piena forma e dotato di un seno prosperoso, si muoveva felina in giro per la sala, con il suo flute di champagne in mano, a fare pubbliche relazioni con gli invitati; giunta dinanzi a me, che ero un perfetto sconosciuto per lei, dopo alcuni attimi nei quali ella mi osservò attentamente, forse ricercando spasmodicamente nella memoria chi mai potessi essere, mi salutò con garbo e mi chiese se fosse di mio gradimento l'allestimento e l'organizzazione.
Io sorrisi, con altrettanto garbo le feci un baciamano, e, avvicinandomi quanto più possibile al suo orecchio, le rivelai, con voce soffiata, che in realtà ero una sorta di imbucato a quella festa, condotto in quel luogo da una coppia di amici interessati a godersi la nuova collezione; ed aggiunsi che mi sentivo molto fortunato e, ancor di più, lusingato di aver incontrato l'affascinante organizzatrice dell'evento.
Allontanandomi dal suo orecchio e ritornando con i miei occhi fissi nei suoi, la vidi sorridere e manifestare un seppur accennato imbarazzo che dimostrava la sensazione di piacevolezza che provava.
Presi dal vassoio, che un cameriere portava in giro tra gli ospiti, un flute di champagne ed accostai il bicchiere al suo, sigillando con quel cin il nostro incontro.
Parlammo fittamente ancora per qualche minuto, come se ci fossimo volutamente estraniare dal resto degli astanti, ma d'un tratto, facendo un cenno di assenso ad una sua collaboratrice, mi disse che era giunto il momento di dare il via alla sfilata e che, suo malgrado, doveva raggiungere gli altri nel backstage. Un ultimo cin e godetti della splendida visione della sua schiena nuda e del suo sodo fondoschiena mentre si allontanava; godetti altresì anche di parte del suo viso quando, camminando, volse il suo sguardo da cerbiatta a me.
Ci accomodammo ai bordi della passerella, si spensero le luci del salone e si diede lustro ai capi della collezione indossati da giovani modelle.
Una voce maschile si insinuò improvvisa nel mio orecchio destro nell'esatto momento in cui una bellissima modella di colore, dai folti neri capelli ricci, stava ancheggiando davanti a me indossando un corsetto bianco trasparente, dallo stile vittoriano, che metteva in risalto il suo corpo da gazzella; mi disse che madame Greta avrebbe avuto piacere di mostrarmi il dietro le quinte del suo lavoro e che, quindi, mi attendeva.
Seguii l'inserviente, mi fece attraversare un'ampia stanza nella quale vi erano un dedalo di paraventi dietro ai quali le modelle si spogliavano e si rivestivano ad un ritmo frenetico, e, infine, mi indicò una porta chiusa, allontanandosi subito dopo.
Bussai, aprii la porta e all'interno, nella penombra, scorsi Greta distesa su una chaise longue, vestita soltanto di una vestaglia nera di pizzo.
Mi avvicinai, mi piegai in avanti e, col sorriso sornione, la baciai, mentre la mia mano le percorreva già il corpo in tutta la sua nudità; pochi secondi e fui tra le sue cosce, con indice e medio ben piantati nella vagina grondante di caldi umori.
Mi guardò languida, abbandonata completamente al piacere derivante dal movimento sempre più marcato delle mie dita, fino ad esplodere in un orgasmo intenso e profondo.
Dopo alcuni momenti, durante i quali riacquistò il regolare respiro, mi slacciò la cintura, fece scendere la cerniera dei pantaloni e tirò fuori il mio pene, iniziando a muoverlo in una lenta masturbazione, occhi fissi nei miei. Mi disse che, ahi noi, avevamo a disposizione molto poco tempo ma che comunque desiderava darmi piacere, così come io lo avevo dato a lei, e voleva godersi il mio sperma in bocca.
Si mise seduta, si avvicinò a labbra già aperte, e lo ingoiò; fu un pompino sublime, lento e profondo, grandemente bagnato dalla sua copiosa saliva.
Venni nel giro di pochi minuti, riempiendole la bocca di sperma schizzato fino in gola, perché le sue labbra ben serrate non consentirono alcuna fuoriuscita.
La vidi deglutire prima di liberarmi dalla sua morsa e la osservai soddisfatta quando mi disse che quello sarebbe stato solo un assaggio; che la nostra passione erotica avrebbe avuto sicuramente un seguito, così come in effetti avvenne negli anni successivi.
Ma torniamo ai giorni nostri, senza troppo divagare tra i ricordi.
Greta, anche se ormai 50enne, ha conservato quasi intatti i suoi connotati di femme fatale. Oggi è una meravigliosa bisex attratta da giovani donne curiose, magari ancora acerbe rispetto a determinate sensazioni, con le quali poter intrattenere una liaison particolare.
“Alessia ti presento Greta, una carissima amica ma soprattutto una grande stilista di moda; questa boutique è sua e gran parte dei capi che vedi sono da lei disegnati. Quindi ti affido alle sue mani sicuramente capaci ed esperte”, dissi facendo l'occhiolino a Greta.
“Tu non rimani a scegliere con me, Davide?”, mi chiese.
“No, sia perché ho un impegno che mi terrà lontano un paio di ore, sia perché voglio che mi sorprendiate al mio ritorno “.
Baciai Alessia sulla guancia, diedi uno sguardo d'intesa a Greta e mi diressi all'uscita.
Rientrai un quarto d'ora più tardi nel negozio e venni accompagnato da una commessa nell'ufficio di Greta.
Eh sì, preavvertita da me, Greta aveva deciso di utilizzare per Alessia una stanza prove privata, proprio adiacente al suo ufficio, nella quale vi erano telecamere collegate al suo computer.
Mi sedetti comodo sulla poltrona della grande scrivania e cominciai a godermi lo spettacolo.
Greta aveva già fatto spogliare Alessia dei suoi abiti dozzinali e aveva coperto il suo corpo nudo di una elegante vestaglia bianca di raso; le mostrava una serie di abiti appesi ad uno stand e le dava spiegazioni sul taglio, il tessuto, la vestibilità, etc.
Alessia scelse, tra i tanti, un abito nero corto, giusto per iniziare a provare qualcosa.
Greta fu lesta a posizionarsi dietro di lei per aiutarla a togliere la vestaglia e già in quel movimento, col dorso di entrambe le mani, le sfiorò volutamente la schiena fino ai lombi; Alessia, con il vestito ancora tra le mani, non rimase indifferente a quel gesto, lo vidi chiaramente attraverso le immagini. Ma, probabilmente titubante, decise di indossare l'abito e di guardarsi allo specchio, con Greta sempre dietro alle sue spalle.
Fu quest'ultima, segnando con lentezza la sagoma del corpo di Alessia con le mani, a rompere ogni indugio ed iniziare ad accarezzarla con sempre maggiore malizia, soffermandosi spesso sui seni e stringendoli; appoggiando il mento sulla spalla e baciando Alessia sul collo con impercettibili, ma sicuramente eccitanti, colpi di lingua.
Alessia si girò su se stessa e, senza tradire le mie aspettative, diede un bacio appassionato a Greta, le loro labbra e le loro lingue umide fecero la conoscenza più approfondita possibile.
Iniziarono a denudarsi l'un l'altra ed a toccarsi con mani sempre più curiose ed esplorative. Ogni parte dei loro corpi, ormai completamente nudi, venne lambito dalle labbra calde di ciascuna e, con repentino desiderio, si lasciarono cadere sul tappeto cominciando a scambiarsi effusioni cariche di grande erotismo per me che osservavo.
Greta fece distendere Alessia e le si pose sopra seduta a cavalcioni, carezzandola, baciandola, leccandola quasi senza sosta; muoveva il bacino in modo da renderle possibile strusciarsi tra il ventre ed il seno.
In un attimo fu con la sua fica sulla bocca di Alessia, la quale, afferrando con mani salde i glutei di Greta, iniziò a leccarla e succhiarla, a dissetarsi dei caldi fluidi che erano già abbondanti. Le mani proseguirono lungo i fianchi fino ad arrivare a stringere i grandi e sodi seni di Greta; e fu in quel momento che quest'ultima, piegando la testa all'indietro, iniziò ad emettere intensi gemiti ed a gridare tutta la sua voglia di essere pervasa dal piacere. Alessia non smise di succhiare e leccare, non smise neanche di penetrarla con la lingua; entrava ed usciva sempre più lordata dalle abbondanti secrezioni vaginali di Greta.
Uno schizzo, un secondo ed infine un terzo, meno intenso dei precedenti, colpirono Alessia sul viso. Il pollice e l'indice di entrambe le sue mani stringevano, quasi a torturarli, i capezzoli di Greta ed ella gridò a gola libera il suo orgasmo.
Respiri profondi ed affannati da parte di entrambe, lunghi secondi durante i quali Greta, scivolata più in basso ed accasciata su Alessia, la baciava sul collo, sul mento, sulle labbra e tutto aveva il sapore inconfondibile della propria fica.
La mia attenzione fu attratta da una improvvisa espressione del viso di Alessia; era sorridente in modo assolutamente malizioso, il suo sguardo vagava per la stanza alla ricerca di qualcosa che trovò qualche secondo dopo. Osservò la telecamera, riuscì a penetrare nei miei occhi e, sorniona, mi fece la linguaccia.
Io sorrisi, pienamente orgoglioso di lei.
In quel esatto momento ribaltò con gentilezza Greta, la distese di schiena sul tappeto, vi salì sopra ed iniziò a mettere in pratica un 69; la particolarità fu quella di fare posizionare la mia carissima amica a gambe aperte direttamente di fronte alla telecamera.
Greta, con le mani sui glutei della mia ragazza, la leccava famelicamente dalla clitoride allo sfintere; un percorso che si ripeteva, lento o repentino, più e più volte.
Alessia, senza colpo ferire, introdusse invece indice e medio nella fica slabbrata di Greta e la scopo’ con veemenza. La sua mano destra sembrava posseduta da una entità misteriosa ed al contempo sapiente; introdusse anche l'anulare e di poi, osservandomi soddisfatta attraverso la telecamera, anche il mignolo.
Greta, come invasata, cominciò ad urlare; il suo intenso orgasmo fu eloquente, schizzi dei suoi densi umori ovunque, sia sul tappeto persiano che sul viso della ragazza che le stava regalando il Paradiso.
Alessia, dopo avere assaporato con grande gusto le sue dita intrise del piacere intenso di Greta, sempre osservandomi attraverso l'occhio della telecamera, rotolò stanca sul tappeto e si godette per qualche minuto il meritato riposo, completamente distesa ed abbandonata.
Io uscii dall'ufficio e mi diressi fuori in strada; poche decine di metri e mi sedetti ad un tavolino di un bar lì vicino. Ordinai un caffè e fumai una sigaretta, con la grande eccitazione che ancora pervadeva il mio corpo; ma soprattutto mi riempiva la piena soddisfazione per le azioni, emozioni ed espressioni di Alessia.
“Sono stata all'altezza delle tue aspettative, Davide?”, mi disse sedendosi al tavolino anche lei, dopo aver appoggiato per terra una grande busta di carta col marchio della boutique, “speravo che mi stessi osservando e valutando, lo confesso, ah ah ah”.
“Sei stata brava, Alessia. Il nostro futuro si potrà tingere sempre di più di colori sgargianti, se sei sempre dell'idea di assecondare le mie perversioni”.
“Le tue perversioni sono anche le mie; insegnami a gestirle nel migliore dei modi. Come ti ho già detto, voglio appartenenti sia cerebralmente che fisicamente. Considerami una tua devota allieva, d'ora in poi”, sporgendosi in avanti e baciandomi. Aveva in bocca ancora il sapore di Greta e lo stava condividendo con me.
“Hai scelto degli abiti? Sicuramente più di uno, date le dimensioni della busta”.
“Si, dentro ci sono tre abiti e cinque completi intimi. Greta mi ha regalato un vestito e due completi, per il resto ti aspetta per il relativo pagamento, ah ah ah”.
“Sarò piacevolmente sorpreso quando ti ammirerò vestita delle scelte sensuali fatte sulla base del gusto di entrambe, ne sono sicuro, Alessia”.
“Ne sarò felice, diventare la tua Donna è importante per me. Adesso ti chiedo però di accompagnarmi a casa, ho bisogno di un lungo bagno rilassante; è stata una giornata intensa, lo confesso. Devo anche organizzare e preparare le lezioni di domani, sia all'università sia con te, giusto? Ahahah”.
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