Tanta voglia
di
IL MICROBO
genere
gay
TANTA VOGLIA
Volumi, superfici, linee e punti richiamano le leggi della geometria euclidea che applicate alle fattezze del corpo umano maschile si possono vagamente rintracciare a vari livelli. Un pene è grossomodo una figura cilindrica. I testicoli sono delle sfere. I glutei delle semisfere o giù di lì, il solco che li divide è una linea (di confine). L'ano e i capezzoli sono dei punti (focali). Il torace una sorta di triangolo isoscele capovolto. E via discorrendo. Ma è anche vero che le forme della natura sono più complesse e più seducenti di quanto si possa immaginare e risultano magiche ad ispirarci un sistema arcano di ordine, simmetria, efficienza e bellezza e agilità molto disinvolti e pieni di vibrazioni, di messaggi poco decifrabili e pur lampanti. Evidenti a colpo d'occhio a misura di istinto per la quantità di piacere che ci suscitano. Ogni culo è diverso da un altro ed ogni uccello pure. La casistica è molto varia. Li possiamo catalogare alla belle e meglio. Un sedere può apparirci stretto, carnoso, florido, interessante e soprattutto desiderabile e praticabile dall'esterno verso l'interno dove si nasconde il suo carico di mistero e di goduria. Un'asta può essere grossa, dritta o curva all'insù, venosa, nodosa, chiara o scura, dilagante, promettente. Huauu! Il supremo senso di armonia che presiede alla presentazione di tali anatomie ci stuzzica e non si sa in che cosa consista veramente e quanto in orbita ci conduca. Forse il tutto risponde all'imperio della Sezione Aurea detta anche Proporzione Divina o a qualcosa d'altro di più vivo e prepotente che subito colleghiamo a un concetto di forza (sovrumana) e di utilizzo (sconcio) che ci incita da passivi a concederci e a riceverlo di grazia, in subbuglio per lasciarci penetrare in spirito di conquista fino al completo sterminio e lurido saccheggio dal mio punto di vista di checca a disposizione di chi me lo spinge dentro al quale sono riconoscente di come mi hanno usato e irrorato al colmo di un enorme potentissimo orgasmo, non estraneo e non troppo distante dal raggiungere insieme la cosiddetta pace dei sensi, che spegne i nostri ardori e ci normalizza fino al successivo mantra della prossima forte chiavata.
Volumi, superfici, linee e punti richiamano le leggi della geometria euclidea che applicate alle fattezze del corpo umano maschile si possono vagamente rintracciare a vari livelli. Un pene è grossomodo una figura cilindrica. I testicoli sono delle sfere. I glutei delle semisfere o giù di lì, il solco che li divide è una linea (di confine). L'ano e i capezzoli sono dei punti (focali). Il torace una sorta di triangolo isoscele capovolto. E via discorrendo. Ma è anche vero che le forme della natura sono più complesse e più seducenti di quanto si possa immaginare e risultano magiche ad ispirarci un sistema arcano di ordine, simmetria, efficienza e bellezza e agilità molto disinvolti e pieni di vibrazioni, di messaggi poco decifrabili e pur lampanti. Evidenti a colpo d'occhio a misura di istinto per la quantità di piacere che ci suscitano. Ogni culo è diverso da un altro ed ogni uccello pure. La casistica è molto varia. Li possiamo catalogare alla belle e meglio. Un sedere può apparirci stretto, carnoso, florido, interessante e soprattutto desiderabile e praticabile dall'esterno verso l'interno dove si nasconde il suo carico di mistero e di goduria. Un'asta può essere grossa, dritta o curva all'insù, venosa, nodosa, chiara o scura, dilagante, promettente. Huauu! Il supremo senso di armonia che presiede alla presentazione di tali anatomie ci stuzzica e non si sa in che cosa consista veramente e quanto in orbita ci conduca. Forse il tutto risponde all'imperio della Sezione Aurea detta anche Proporzione Divina o a qualcosa d'altro di più vivo e prepotente che subito colleghiamo a un concetto di forza (sovrumana) e di utilizzo (sconcio) che ci incita da passivi a concederci e a riceverlo di grazia, in subbuglio per lasciarci penetrare in spirito di conquista fino al completo sterminio e lurido saccheggio dal mio punto di vista di checca a disposizione di chi me lo spinge dentro al quale sono riconoscente di come mi hanno usato e irrorato al colmo di un enorme potentissimo orgasmo, non estraneo e non troppo distante dal raggiungere insieme la cosiddetta pace dei sensi, che spegne i nostri ardori e ci normalizza fino al successivo mantra della prossima forte chiavata.
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