Il primo incontro. Da Romeo al tavolo in salotto
di
Alex.89
genere
gay
Mi chiamo Alex, ho 29 anni e, dopo aver finalmente accettato che mi piacessero anche gli uomini, ho scoperto un’app di nome Romeo. Mi sono iscritto con le mani che mi tremavano: sono sposato e ho due figli. Mi sono meravigliato scoprendo quanti gay e quanti uomini non dichiarati ci fossero; quel sito era un paradiso di immagini spinte e messaggi sporchi. Mi eccitavo e il cazzo mi diventava duro anche solo cercando di aprirlo di nascosto da mia moglie.
Un giorno mi scrive una coppia. Abbiamo passato due mesi in quella chat a scriverci quasi ogni giorno. Loro erano Mahmod, moro con i capelli ricci neri e arabo, e Davide, biondo scuro con i capelli corti e italiano. Entrambi avevano circa 40 anni. Era un’escalation continua: messaggi sporchi, foto spinte e promesse su cosa mi avrebbero fatto una volta avuti tra le mani. L’attesa mi metteva ansia.
Il giorno dell’incontro, mentre ero sui mezzi pubblici per andare da loro, sentivo la testa scoppiare. Un dolore pulsante così forte che ho pensato di avere l’influenza e di dover prendere un’aspirina. Ma poi ho sentito il calore tra le gambe, il cazzo era così duro contro i pantaloni da bruciare. Non era febbre, era la pressione del sangue che pompava a mille per la voglia e la paura di essere scoperto. Allenandomi molto in palestra, non mi è stato difficile scivolare fuori casa la sera, ma avevo una paura assurda che mia moglie mi scoprisse. Provavo un po' di dispiacere nel tradirla, ma allo stesso tempo fantasticavo di portarla lì e fare sesso tutti insieme; vederla mentre mi aiuta a leccare un cazzo mi avrebbe intrigato, ma conoscendola era quasi impossibile.
Quando sono sceso nel loro quartiere, tra villette singole e giardini curati, sono rimasto a bocca aperta. Appena varcata la soglia di quella casa bellissima, con il riscaldamento a pavimento che mi scaldava i piedi, non c’è stato tempo per i convenevoli. Mi hanno accolto nell’ingresso baciandomi entrambi sulla bocca. Erano già elettrici. "Sei ancora più carino che in foto," mi hanno detto.
Siamo andati in salotto invece che in camera, cosa che mi ha stupito. Sul divano, senza troppi preliminari, si sono spogliati e io ho fatto lo stesso. Stavo per svenire dalla tensione: uno più bello dell’altro, ma totalmente differenti e per questo perfetti insieme. Mahmod aveva un po' di pancia ed era super peloso, cosa che mi ha eccitato subito, mentre Davide era del tutto sportivo, rasato con un cazzo enorme. La testa mi scoppiava.
Il bruno mi ha afferrato per le spalle e mi ha sbattuto in ginocchio. Quando ha tirato fuori il cazzo, l'odore di maschio mi ha travolto. Me lo ha fatto odorare chiedendomi: "Ti piace?". Io ho annuito e lui me lo ha infilato in bocca. Con le sue mani forti e pelose mi ha spostato la testa, portando il mio naso verso le sue palle sudate. In quel momento ho provato un po' di schifo, ma mi sono eccitato allo stesso tempo. "Annusa, bello," mi disse. Lo feci, e subito dopo mi ha riportato la faccia davanti al suo bel cazzo circonciso, il glande viola mi appariva enorme davanti agli occhi, con una goccia di precum che colava dalla punta. Un attimo e il suo cazzo mi venne conficcato in gola con pressione con i suoi peli che mi toccano la lebbra pungendo, che odore forte. Mentre mi scopava la bocca con violenza, lo guardavo dal basso, vedevo il suo petto e la sua pancia villosa, un tappeto di peli fitti e scuri. Mi faceva eccitare da morire, quasi fino a venire. Mentre subivo i suoi colpi in gola, gli stringevo le braccia super pelose, affondando le dita in quella selva. In quel momento ho capito quanto mi eccitassero i peli in un uomo. Che roba selvaggia.
Davide guidava la mia testa mentre Mahmod mi spingeva il glande duro in fondo alla laringe. Sentivo l'odore del prepuzio e del sudore farsi intenso e poi... bang. Ho sentito il suo pene vibrare e lo sperma schizzarmi in bocca, cinque spruzzi che la riempivano sempre di più. Volevo sfilare il pene per sputare, ma Davide se n'è accorto e ha detto: "No, tu ora ingoi tutto il suo succo". Ho cercato di fare pressione per staccarmi, ma lui mi spingeva da dietro, non sapendo cosa fare, ho ingoiato tutto. Invece di provare schifo, sono diventato ancora più eccitato. Si è aperta una porta interna che mi ha fatto diventare fuoco puro. Avrei fatto di tutto.
Ora l’arabo mi ha spinto la bocca verso il cazzo del compagno. Ho aperto la bocca dolorante, ma non entrava tutto, era troppo grande e gonfio. Mi faceva male, ma lui pressava lo stesso. Mi guardava e diceva: "Bene, lo succhi. Bravo, continua". Poi Davide ha detto: "Sto per arrivare, tira fuori la lingua". L'ho fatto e mi ha spruzzato tutto in bocca. Essendo arrivato sulla punta dalla lingua ho sentito tutto, era grumoso e pungente. Ho ingoiato quel seme caldo e amaro, sentendo il sapore di entrambi impastarmi la lingua. Mi hanno guardato sorridendo, compiaciuti di come avessi accettato tutto.
Senza tregua, mi hanno alzato e sbattuto sul tavolo di legno del salotto. Mi hanno aperto le chiappe e Mahmod, dopo avermi leccato il buco e avermi allargato bene con le dita (non capivo se fosse una o di più perché mi faceva un male cane), è entrato senza preavviso, lento e profondo. Un dolore che mi è arrivato dritto alla colonna vertebrale, facendomi urlare. Mi scopava piano e poi sempre più veloce. Appena si è accorto che stava per venire, si è dato il cambio con Davide, nel frattempo l’altro mi infilava il cazzo in bocca. Mi sentivo pieno come non mai, ogni buco mi faceva male, ma godevo in una maniera mai vissuta. Volevo fermarmi per il dolore, ma tra il cazzo in bocca e la voglia non riuscivo a dire niente. Hanno continuato a colpirmi a turno finché non sono venuti dentro con urla bestiali. Io mi sono masturbato e sono venuto sulle loro lenzuola.
Mi sono alzato con le gambe di gomma e lo sperma ha iniziato a schizzare fuori dal culo, facendo rumori umidi e imbarazzanti. Ero rosso dalla vergogna, ma Mahmod mi ha detto di non vergognarmi: "È sexy, significa che abbiamo fatto un bel lavoro". Mi hanno trascinato verso la camera da letto. Ero distrutto, puzzolente di cazzo e sperma, ma mentre mi lanciavano sulle lenzuola, ho capito che la notte non era affatto finita lì.
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