Ci ho visto giusto
di
IL MICROBO
genere
gay
CI HO VISTO GIUSTO
Sono sempre stato considerato un bel ragazzo, uno stanga, curo il mio corpo in palestra e mi sento bello, sono pieno di vita, riesco simpatico a tutti e ahimè a tutte. Le femmine le schivo, le scanso, cerco di levarmele di torno e a volte mi riesce difficile fargli capire che non sono interessato senza offendere il loro amor proprio. I miei lo sanno che sono gay e mi sostengono. Vado ai Pride. Ho un sacco di amici nell'ambiente. ne frequento molti che mi piacciono e mi cascano ai piedi in ginocchio basta che schiocco le dita e con loro entro subito in confidenza e mi lascio andare a fare buon sesso. La mia specialità è sottometterli e di maschietti che sono in cerca di un po' di dominio e ne trovo tanti. Nel nostro mondo si sa bene che gli attivi veri sono pochi e i passivi che mendicano a destra e a manca sono anche troppi.
Da un po' di tempo sto studiando un compagno di classe che è veramente timido e introverso. Non si capisce da che parte voglia andare a parare. È molto carino. Mi piace veramente ma è complessato e se gli arde dentro come credo la fiamma dell'omosessualità di sicuro la vive in modo colpevole cercando di nasconderla anche a sé stesso.
L' ho considerato una scommessa da vincere.
Un giorno di primavera che splendeva il sole all'uscita da scuola l'ho fatto salire sulla mia moto. Si è piazzato sul sellino posteriore e mi abbracciava stretto. Lo sentivo mio. Ci siamo divertiti a scarrozzare nei dintorni. Volevo farmelo amico. L'ho sbarcato incolume a casa sua.
-”Ti è piaciuto il giro?”
-”Si molto”.
-”A domani Lucio”.
-”A domani”.
-”Più tardi ti telefono e mi passi il compito di latino”.
-”Sì. Come al solito”.
Un bel giorno che avevo deciso di andare un po' più a fondo l'ho condotto in un circuito tutto nostro dentro il dedalo di un bosco. Ci siamo fermati in una radura. Eravamo soli molto soli. Ho cominciato a provocarlo toccandomi il pacco per vedere come reagiva.
-”Cosa stai facendo? Dai no”.
Certi no significano dei sì.
-”Ce l'ho duro per te Lucio”.
Le gote gli sono diventate rosse.
-“No. No”.
-”Ancora non ti conosci. Vieni qui. Mettici una mano sopra”.
-”Cosa mi fai fare?”
E intanto ha allungato una mano per sfiorarmi il pacco.
-”Lo vuoi vedere?”
Mi sono aperto la cerniera e gliel'ho tirato fuori. Me lo ha preso in mano. Il momento era magico.
-”Bacialo”.
-Si è chinato e ha scoccato uno smack.
-”Ti capisco più di quanti immagini. Succhialo dai”.
-”Giulio no”.
Me lo ha sbavato. Gli ho tirato giù la tuta.
-”Lucio ti voglio”.
-”Cosa vuoi?”
-”Conquistarti”.
-”Fai piano”.
L'ho capovolto sopra un letto di soffici muschi. Il suo culetto mi faceva voglia.
-”Ohh Giulio cosa fai?”
L'ho deflorato. È diventato il mio boy che mi ubbidisce. Ci avevo visto giusto. Ce l'ho in pugno. L'ho portato in sauna. Si è concesso ad altri. Ma quando lo desidero mio basta che gli faccia un fischio e mi raggiunge docile e si precipita a ricevere le attenzione che a lui servono.
-”Tu sei il mio primo e unico”.
-”Lo so”
-”Fai di me quello che vuoi”.
Lo scopo e lo innalzo in punta di cazzo a gemere e guaire. Non mi nega niente. Quasi mi fa schifo da tanto troia che è diventato e lo uso e lo abuso moltissimo e lui ci sta.
È diventato la mia cagna preferita. Lo squarto sempre lo possiedo e lo sborro. Non ha più ritegno. Si lascia fare. Lo chiama il supplizio e il tormento. Ma ci gode.
Sono sempre stato considerato un bel ragazzo, uno stanga, curo il mio corpo in palestra e mi sento bello, sono pieno di vita, riesco simpatico a tutti e ahimè a tutte. Le femmine le schivo, le scanso, cerco di levarmele di torno e a volte mi riesce difficile fargli capire che non sono interessato senza offendere il loro amor proprio. I miei lo sanno che sono gay e mi sostengono. Vado ai Pride. Ho un sacco di amici nell'ambiente. ne frequento molti che mi piacciono e mi cascano ai piedi in ginocchio basta che schiocco le dita e con loro entro subito in confidenza e mi lascio andare a fare buon sesso. La mia specialità è sottometterli e di maschietti che sono in cerca di un po' di dominio e ne trovo tanti. Nel nostro mondo si sa bene che gli attivi veri sono pochi e i passivi che mendicano a destra e a manca sono anche troppi.
Da un po' di tempo sto studiando un compagno di classe che è veramente timido e introverso. Non si capisce da che parte voglia andare a parare. È molto carino. Mi piace veramente ma è complessato e se gli arde dentro come credo la fiamma dell'omosessualità di sicuro la vive in modo colpevole cercando di nasconderla anche a sé stesso.
L' ho considerato una scommessa da vincere.
Un giorno di primavera che splendeva il sole all'uscita da scuola l'ho fatto salire sulla mia moto. Si è piazzato sul sellino posteriore e mi abbracciava stretto. Lo sentivo mio. Ci siamo divertiti a scarrozzare nei dintorni. Volevo farmelo amico. L'ho sbarcato incolume a casa sua.
-”Ti è piaciuto il giro?”
-”Si molto”.
-”A domani Lucio”.
-”A domani”.
-”Più tardi ti telefono e mi passi il compito di latino”.
-”Sì. Come al solito”.
Un bel giorno che avevo deciso di andare un po' più a fondo l'ho condotto in un circuito tutto nostro dentro il dedalo di un bosco. Ci siamo fermati in una radura. Eravamo soli molto soli. Ho cominciato a provocarlo toccandomi il pacco per vedere come reagiva.
-”Cosa stai facendo? Dai no”.
Certi no significano dei sì.
-”Ce l'ho duro per te Lucio”.
Le gote gli sono diventate rosse.
-“No. No”.
-”Ancora non ti conosci. Vieni qui. Mettici una mano sopra”.
-”Cosa mi fai fare?”
E intanto ha allungato una mano per sfiorarmi il pacco.
-”Lo vuoi vedere?”
Mi sono aperto la cerniera e gliel'ho tirato fuori. Me lo ha preso in mano. Il momento era magico.
-”Bacialo”.
-Si è chinato e ha scoccato uno smack.
-”Ti capisco più di quanti immagini. Succhialo dai”.
-”Giulio no”.
Me lo ha sbavato. Gli ho tirato giù la tuta.
-”Lucio ti voglio”.
-”Cosa vuoi?”
-”Conquistarti”.
-”Fai piano”.
L'ho capovolto sopra un letto di soffici muschi. Il suo culetto mi faceva voglia.
-”Ohh Giulio cosa fai?”
L'ho deflorato. È diventato il mio boy che mi ubbidisce. Ci avevo visto giusto. Ce l'ho in pugno. L'ho portato in sauna. Si è concesso ad altri. Ma quando lo desidero mio basta che gli faccia un fischio e mi raggiunge docile e si precipita a ricevere le attenzione che a lui servono.
-”Tu sei il mio primo e unico”.
-”Lo so”
-”Fai di me quello che vuoi”.
Lo scopo e lo innalzo in punta di cazzo a gemere e guaire. Non mi nega niente. Quasi mi fa schifo da tanto troia che è diventato e lo uso e lo abuso moltissimo e lui ci sta.
È diventato la mia cagna preferita. Lo squarto sempre lo possiedo e lo sborro. Non ha più ritegno. Si lascia fare. Lo chiama il supplizio e il tormento. Ma ci gode.
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