L'anniversario
di
IL MICROBO
genere
gay
L'ANNIVERSARIO
In questi giorni sono passati dieci anni da quando in un incidente d'auto che gli è costato la vita ho perso il mio unico fratello. Io ero il piccolo e lui il grande. Lo ammiravo. Aveva uno splendido torace. Dei modi maschili. Fumava Marlboro. Il pube non gliel'ho mai visto ma solo sbirciato una volta che stava in jeans e che gli sbucava fuori un piccolo lembo del tappeto di peli che lo ornava.
La notte scorsa mi ha fatto visita in sogno. Era completamente nudo e mi ha parlato.
-”Sono qui per darti conforto. Lo so quanto hai sofferto”.
-”Sei proprio tu?”
-”Sì. È desidero congiungermi con te e trasfonderti qualcosa di mio”.
Dormo sempre molto svestito. Non vi sembri fuori posto se vi dico che mi ha abbracciato da dietro e mi ha stretto a sé facendomi sentire il suo uccello tra le natiche per subito mettermelo dentro e scoparmi e fecondarmi.
-”Ti volevo fare questo regalo, mio bel fratellino. Non è una cosa da gay lo sai che non lo ero ma è un segno del mio affetto che ti arriva da lontano per renderti chiaro come ti sto accanto e vivo in te e con te”.
-”Torni ancora a trovarmi?”
-”Tutte le volte che nel sonno ti strofini fra le lenzuola e mi invochi sarò tuo e tu sarai mio”.
-”Ti ringrazio”.
Mi manca molto ma forse da oggi in poi riceverò ancora la sua asta di sciupa femmine dedicata solo a me, per consolarmi nel suo ricordo e rendermi meno infelice e inquieto di come sono da quando lui che mi faceva da esempio e da guida ha lasciato in punta di piedi questo mondo.
Suo lasciapassare che mi assolve dall'omosessualità che mi brucia dentro. Per sostenermi e incoraggiarmi. Per dirmi che non c'è niente di male in quello che sono. Una specie di “Vai avanti per la tua strada”.
In questi giorni sono passati dieci anni da quando in un incidente d'auto che gli è costato la vita ho perso il mio unico fratello. Io ero il piccolo e lui il grande. Lo ammiravo. Aveva uno splendido torace. Dei modi maschili. Fumava Marlboro. Il pube non gliel'ho mai visto ma solo sbirciato una volta che stava in jeans e che gli sbucava fuori un piccolo lembo del tappeto di peli che lo ornava.
La notte scorsa mi ha fatto visita in sogno. Era completamente nudo e mi ha parlato.
-”Sono qui per darti conforto. Lo so quanto hai sofferto”.
-”Sei proprio tu?”
-”Sì. È desidero congiungermi con te e trasfonderti qualcosa di mio”.
Dormo sempre molto svestito. Non vi sembri fuori posto se vi dico che mi ha abbracciato da dietro e mi ha stretto a sé facendomi sentire il suo uccello tra le natiche per subito mettermelo dentro e scoparmi e fecondarmi.
-”Ti volevo fare questo regalo, mio bel fratellino. Non è una cosa da gay lo sai che non lo ero ma è un segno del mio affetto che ti arriva da lontano per renderti chiaro come ti sto accanto e vivo in te e con te”.
-”Torni ancora a trovarmi?”
-”Tutte le volte che nel sonno ti strofini fra le lenzuola e mi invochi sarò tuo e tu sarai mio”.
-”Ti ringrazio”.
Mi manca molto ma forse da oggi in poi riceverò ancora la sua asta di sciupa femmine dedicata solo a me, per consolarmi nel suo ricordo e rendermi meno infelice e inquieto di come sono da quando lui che mi faceva da esempio e da guida ha lasciato in punta di piedi questo mondo.
Suo lasciapassare che mi assolve dall'omosessualità che mi brucia dentro. Per sostenermi e incoraggiarmi. Per dirmi che non c'è niente di male in quello che sono. Una specie di “Vai avanti per la tua strada”.
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Ci ho visto giusto
Commenti dei lettori al racconto erotico