Prima educazione
di
IL MICROBO
genere
guide
PRIMA EDUCAZIONE
Il giorno che ho compiuto sedici anni la mia famiglia che aveva bisogno di soldi mi ha venduto ad un uomo importante di città, non come schiavo ma come tuttofare.
Il palazzo di Sua Signoria disponeva già di molto personale, tutti maschi di varie età. Io ero l'ultima ruota del carro. A rapporto dal Capo che ci dirigeva ho ricevuto le prime dritte.
-”Ti insegnerò io cosa devi fare e non fare. Mettici impegno e mostrati ubbidiente”.
Di giorno eravamo tutti affaccendati nei lavori di casa. La sera ero stanco e mi addormentavo come un ghiro. Una notte il Capo mi ha svegliato ordinandomi di raggiungere la stanza di Sua Signoria. C'era stato un contrattempo per cui il suo solito ragazzo non era disponibile e al suo posto venivo mandato io.
-”Bussa tre volte. Presentati nudo e lascia fare a Lui. Vedrai che tutto andrà bene”.
In Sua presenza sono stato squadrato per bene anche girato di schiena.
-”Sei ancora vergine?”
-”In che senso Signore?”
-”Non sai cosa significa?”
-”Davvero no Signore”.
-”Hai mai incontrato dei maschi che abbiano inserito il loro pene nel tuo culetto traendone una grande gioia?”
-”Nooo”.
-”Beh allora questa sarà la tua prima volta”.
Detto questo mi ha fatto spazio nel suo letto. Il suo pene non era morbido come quelli dei grandi che avevo visto fare pipì, ma si ergeva duro e grosso come un tronco.
-”Si chiama EREZIONE, bamboccio”.
-”Dopo avermi accarezzato un po' dappertutto anche il mio pene ha preso forma in un modo che non mi era mai successo.
-”Girati e offrimi il bel sedere che hai”.
Ho ubbidito e me lo sono sentito addosso che forzava il suo pene ad entrare. Ha fatto piano all'inizio e non sapevo come reagire. Ma subito ha cominciato una viavai dentro e fuori. È andato avanti per un bel po' aumentando sempre la forza delle spinte fino ad un ritmo molto svelto. Sembrava arrabbiato e grugniva. Io gemevo e mi faceva male. Ad un certo punto mi sono sentito bagnato. Tutto quel caos è cessato all'istante e Lui ha mollato la presa.
-”Puoi rientrare nella tua stanza. Mi sei piaciuto. Torna domani ad imparare quali sono le mie esigenze”.
Ho salutato con rispetto e sono corso via di volata. Il giorno dopo è andata in maniera del tutto diversa. Ho trovato il Padrone seduto su un seggio a gambe aperte che mi porgeva il pene. È stato paziente e mi ha insegnato. Me lo ha fatto baciare e leccare. Poi con mia sorpresa lo ha spinto e buon per me che mi diceva tutto per filo e per segno cosa e come. Non ci è voluto molto che mi spruzzasse in gola un liquido denso diverso dalla pipì che come per magia gli sgorgava a fiotti dalla punta.
-”Questa imboccamento ha nome POMPINO e il miele che ti ho fatto assaggiare è la SBORRA. In quanto al pene chiamalo CAZZO che rende di più l'idea. Domani avrai doppia razione di minestra. Te la sei guadagnata. Ora vattene”.
Le sere seguenti mi hanno preso meno alla sprovvista anche perché parlandone col Capo ho capito che quelle strane cose erano il normale passatempo di Sua Signoria e in buona sostanza un modo come un altro di FARE L'AMORE o per meglio dire SESSO fra uomini.
Ora come ora mi destreggio abbastanza e anche il Padrone lo vedo che è soddisfatto. Mi trova più vivo o come dice Lui PARTECIPE.
Il giorno che ho compiuto sedici anni la mia famiglia che aveva bisogno di soldi mi ha venduto ad un uomo importante di città, non come schiavo ma come tuttofare.
Il palazzo di Sua Signoria disponeva già di molto personale, tutti maschi di varie età. Io ero l'ultima ruota del carro. A rapporto dal Capo che ci dirigeva ho ricevuto le prime dritte.
-”Ti insegnerò io cosa devi fare e non fare. Mettici impegno e mostrati ubbidiente”.
Di giorno eravamo tutti affaccendati nei lavori di casa. La sera ero stanco e mi addormentavo come un ghiro. Una notte il Capo mi ha svegliato ordinandomi di raggiungere la stanza di Sua Signoria. C'era stato un contrattempo per cui il suo solito ragazzo non era disponibile e al suo posto venivo mandato io.
-”Bussa tre volte. Presentati nudo e lascia fare a Lui. Vedrai che tutto andrà bene”.
In Sua presenza sono stato squadrato per bene anche girato di schiena.
-”Sei ancora vergine?”
-”In che senso Signore?”
-”Non sai cosa significa?”
-”Davvero no Signore”.
-”Hai mai incontrato dei maschi che abbiano inserito il loro pene nel tuo culetto traendone una grande gioia?”
-”Nooo”.
-”Beh allora questa sarà la tua prima volta”.
Detto questo mi ha fatto spazio nel suo letto. Il suo pene non era morbido come quelli dei grandi che avevo visto fare pipì, ma si ergeva duro e grosso come un tronco.
-”Si chiama EREZIONE, bamboccio”.
-”Dopo avermi accarezzato un po' dappertutto anche il mio pene ha preso forma in un modo che non mi era mai successo.
-”Girati e offrimi il bel sedere che hai”.
Ho ubbidito e me lo sono sentito addosso che forzava il suo pene ad entrare. Ha fatto piano all'inizio e non sapevo come reagire. Ma subito ha cominciato una viavai dentro e fuori. È andato avanti per un bel po' aumentando sempre la forza delle spinte fino ad un ritmo molto svelto. Sembrava arrabbiato e grugniva. Io gemevo e mi faceva male. Ad un certo punto mi sono sentito bagnato. Tutto quel caos è cessato all'istante e Lui ha mollato la presa.
-”Puoi rientrare nella tua stanza. Mi sei piaciuto. Torna domani ad imparare quali sono le mie esigenze”.
Ho salutato con rispetto e sono corso via di volata. Il giorno dopo è andata in maniera del tutto diversa. Ho trovato il Padrone seduto su un seggio a gambe aperte che mi porgeva il pene. È stato paziente e mi ha insegnato. Me lo ha fatto baciare e leccare. Poi con mia sorpresa lo ha spinto e buon per me che mi diceva tutto per filo e per segno cosa e come. Non ci è voluto molto che mi spruzzasse in gola un liquido denso diverso dalla pipì che come per magia gli sgorgava a fiotti dalla punta.
-”Questa imboccamento ha nome POMPINO e il miele che ti ho fatto assaggiare è la SBORRA. In quanto al pene chiamalo CAZZO che rende di più l'idea. Domani avrai doppia razione di minestra. Te la sei guadagnata. Ora vattene”.
Le sere seguenti mi hanno preso meno alla sprovvista anche perché parlandone col Capo ho capito che quelle strane cose erano il normale passatempo di Sua Signoria e in buona sostanza un modo come un altro di FARE L'AMORE o per meglio dire SESSO fra uomini.
Ora come ora mi destreggio abbastanza e anche il Padrone lo vedo che è soddisfatto. Mi trova più vivo o come dice Lui PARTECIPE.
2
voti
voti
valutazione
6
6
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Il tormento della paperaracconto sucessivo
Balla che ti passa
Commenti dei lettori al racconto erotico