Il tormento della papera
di
IL MICROBO
genere
bondage
IL TORMENTO DELLA PAPERA
Il nostro Maestro di Bondage ci ha insegnato una immobilizzazione per niente pericolosa, a portata di principianti, molto semplice da realizzare e assai avvilente da patire. Ce l'ha fatta provare a noi sottomessi passivi in presenza di altrettanti attivi pronti a collaudarla.
In due parole si tratta di bloccare attraverso l'uso di polsiere e cavigliere il polso destro sulla caviglia destra e il polso sinistro sulla caviglia sinistra mantenendo inoltre ben divaricate le gambe con una barra spaziatrice. In questa guisa il soggetto resta in uno stato di penosa costrizione a testa in giù col culo sporgente e cioè molto bene esposto e i genitali a penzoloni.
A piacere si può aggiungere (cosa quanto mai opportuna, quasi necessaria) una ball gag, e si può arricchire ulteriormente la posa rendendola più sofferente mediante i soliti strumenti di tortura dei capezzoli, del pene e dei testicoli.
In aggiunta è molto adatto e scenografico l'utilizzo di un paracadute testicolare anche ben zavorrato che promuova la trazione e l'allungamento degli scroti. Il suo stimolo riuscirà ovviamente più efficace facendolo mantenere in oscillazione per un periodo più o meno lungo ed estenuante.
La sessione risulterà ancora più mortificante e di maggior disagio qualora la presenza del sub venga ignorata, tenendolo in disparte e in castigo, magari piazzandogli un ventilatore ad aria fredda che gli faccia brezza sul sedere e sui genitali. Il livello della ventilazione sarà più modesto se l'esposizione viene programmata a lungo. Sarà portata al massimo quasi da brivido se impartita per poco.
Per forza di cose Il candidato allo strazio appare in postura già adatta per una sonora inculata in grazia di avere le gambe leggermente flesse con l'ano ad esatta altezza di pube di un dominatore che sia media statura.
Lo stupro conclusivo risulterà tanto più divertente se il contorsionista in parola verrà mantenuto in bilico privo di ogni altro appoggio tranne i propri piedi malfermi, a continuo rischio di perdere l'equilibrio, costringendolo senza sosta a salvaguardare il proprio baricentro durante le spinte che lo fanno dondolare e barcollare.
Qualora egli si schianti sul pavimento in corso d'opera andrà severamente punito per la sua inadeguatezza ed imbecillità.
Tutta questa situazione può essere impostata anche solo sullo schema fondamentale che vi ho descritto o può rivelarsi via via più complessa e più curiosa da orchestrare e senz'altro da sopportare in base agli estri del momento. Va comunque tarata sulle attitudini dello schiavo e sul suo grado di addestramento cercando di portarlo ad esprimere il massimo del suo potenziale fino al limite che egli è capace di reggere e assolutamente non oltre per renderlo pago e anche fiero di aver fornito buona prova di sé.
Provare per credere se ne avete l'occasione e sappiatemi dire.
Il nostro Maestro di Bondage ci ha insegnato una immobilizzazione per niente pericolosa, a portata di principianti, molto semplice da realizzare e assai avvilente da patire. Ce l'ha fatta provare a noi sottomessi passivi in presenza di altrettanti attivi pronti a collaudarla.
In due parole si tratta di bloccare attraverso l'uso di polsiere e cavigliere il polso destro sulla caviglia destra e il polso sinistro sulla caviglia sinistra mantenendo inoltre ben divaricate le gambe con una barra spaziatrice. In questa guisa il soggetto resta in uno stato di penosa costrizione a testa in giù col culo sporgente e cioè molto bene esposto e i genitali a penzoloni.
A piacere si può aggiungere (cosa quanto mai opportuna, quasi necessaria) una ball gag, e si può arricchire ulteriormente la posa rendendola più sofferente mediante i soliti strumenti di tortura dei capezzoli, del pene e dei testicoli.
In aggiunta è molto adatto e scenografico l'utilizzo di un paracadute testicolare anche ben zavorrato che promuova la trazione e l'allungamento degli scroti. Il suo stimolo riuscirà ovviamente più efficace facendolo mantenere in oscillazione per un periodo più o meno lungo ed estenuante.
La sessione risulterà ancora più mortificante e di maggior disagio qualora la presenza del sub venga ignorata, tenendolo in disparte e in castigo, magari piazzandogli un ventilatore ad aria fredda che gli faccia brezza sul sedere e sui genitali. Il livello della ventilazione sarà più modesto se l'esposizione viene programmata a lungo. Sarà portata al massimo quasi da brivido se impartita per poco.
Per forza di cose Il candidato allo strazio appare in postura già adatta per una sonora inculata in grazia di avere le gambe leggermente flesse con l'ano ad esatta altezza di pube di un dominatore che sia media statura.
Lo stupro conclusivo risulterà tanto più divertente se il contorsionista in parola verrà mantenuto in bilico privo di ogni altro appoggio tranne i propri piedi malfermi, a continuo rischio di perdere l'equilibrio, costringendolo senza sosta a salvaguardare il proprio baricentro durante le spinte che lo fanno dondolare e barcollare.
Qualora egli si schianti sul pavimento in corso d'opera andrà severamente punito per la sua inadeguatezza ed imbecillità.
Tutta questa situazione può essere impostata anche solo sullo schema fondamentale che vi ho descritto o può rivelarsi via via più complessa e più curiosa da orchestrare e senz'altro da sopportare in base agli estri del momento. Va comunque tarata sulle attitudini dello schiavo e sul suo grado di addestramento cercando di portarlo ad esprimere il massimo del suo potenziale fino al limite che egli è capace di reggere e assolutamente non oltre per renderlo pago e anche fiero di aver fornito buona prova di sé.
Provare per credere se ne avete l'occasione e sappiatemi dire.
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