Invito a cena con sorpresa
di
IL MICROBO
genere
gay
INVITO A CENA CON SORPRESA
Mi ero offerto di tagliare l'erba e di accomodare le aiuole al vicino di casa, un bell'uomo con il quale non sono in confidenza perché è qui da poco. Avevo tempo l'ho aiutato volentieri. Per ringraziarmi mi ha invitato a cena.
-”Ci viene anche un mio carissimo amico”.
Abbiamo mangiato, bevuto, chiacchierato del più e del meno. Davvero ottimo il menu. Una scorpacciata. Al momento del dessert sono arrivati in tavola due budini assolutamente inconfondibili. Uno a forma di culetto, di quelli piccoli e sodi come il mio, l'altro pensate un po', sono quasi imbarazzato a dirlo, a forma...behh, di cazzo con le palle. Huauuu!
“Sono fatti in casa di mia invenzione. Serviti pure. Quello che ti fa più voglia”.
Non so perché ho preso un bel pezzo di asta all'altezza del glande, ed era proprio saporito. Mi sono vergognato un po' ma così mi andava. Loro si sono mangiati una natica a testa. Dopo cena ci siamo piazzati sul divano per guardare in tv un filmetto che fin dalle prime scene mostrava un ragazzo, come me, e due grandi, come loro, che all'inizio stavano normali e si toccavano e basta, ma poi subito si toglievano tutto e facevano sesso molto spinto. Il caminetto era acceso. C'era un caldo boia. Abbiamo brindato con dei grappini che mi sono andati giù velocemente.
-”Stai sudando piccioncino. Spogliati dai. Siamo tra uomini”.
Non mi decidevo. Ci hanno pensato loro, levandomi la maglietta. Le loro mani su di me che mi accarezzavano. Io ero in mezzo. Giorgio mi ha sfiorato le gambe e l'ho sentita a palpa sul davanti, mentre Michele scendeva di schiena fino al culetto. Si sono alzati in piedi. Via le tute. Mi hanno sbandierato i pubi invitandomi a succhiare i loro bastoni già dritti. Abbiamo fatto groviglio sul divano. Giorgio mi ha tenuto fermo. Michele mi ha infilzato. Si sono scambiati. Sono venuti. Siamo andati avanti facendo porcherie di ogni genere. Seguivamo la trama del film che ci dava spunto. Al momento del congedo mi sono ricomposto e anche loro.
-”Mi pare che ti sei divertito. Ai tuoi non dire niente”.
-”Fossi matto”.
-”Ti aspettiamo domani dai”.
Ci sono tornato diverse volte. Mi insegnano tanto. Sono fantastici.
Mi ero offerto di tagliare l'erba e di accomodare le aiuole al vicino di casa, un bell'uomo con il quale non sono in confidenza perché è qui da poco. Avevo tempo l'ho aiutato volentieri. Per ringraziarmi mi ha invitato a cena.
-”Ci viene anche un mio carissimo amico”.
Abbiamo mangiato, bevuto, chiacchierato del più e del meno. Davvero ottimo il menu. Una scorpacciata. Al momento del dessert sono arrivati in tavola due budini assolutamente inconfondibili. Uno a forma di culetto, di quelli piccoli e sodi come il mio, l'altro pensate un po', sono quasi imbarazzato a dirlo, a forma...behh, di cazzo con le palle. Huauuu!
“Sono fatti in casa di mia invenzione. Serviti pure. Quello che ti fa più voglia”.
Non so perché ho preso un bel pezzo di asta all'altezza del glande, ed era proprio saporito. Mi sono vergognato un po' ma così mi andava. Loro si sono mangiati una natica a testa. Dopo cena ci siamo piazzati sul divano per guardare in tv un filmetto che fin dalle prime scene mostrava un ragazzo, come me, e due grandi, come loro, che all'inizio stavano normali e si toccavano e basta, ma poi subito si toglievano tutto e facevano sesso molto spinto. Il caminetto era acceso. C'era un caldo boia. Abbiamo brindato con dei grappini che mi sono andati giù velocemente.
-”Stai sudando piccioncino. Spogliati dai. Siamo tra uomini”.
Non mi decidevo. Ci hanno pensato loro, levandomi la maglietta. Le loro mani su di me che mi accarezzavano. Io ero in mezzo. Giorgio mi ha sfiorato le gambe e l'ho sentita a palpa sul davanti, mentre Michele scendeva di schiena fino al culetto. Si sono alzati in piedi. Via le tute. Mi hanno sbandierato i pubi invitandomi a succhiare i loro bastoni già dritti. Abbiamo fatto groviglio sul divano. Giorgio mi ha tenuto fermo. Michele mi ha infilzato. Si sono scambiati. Sono venuti. Siamo andati avanti facendo porcherie di ogni genere. Seguivamo la trama del film che ci dava spunto. Al momento del congedo mi sono ricomposto e anche loro.
-”Mi pare che ti sei divertito. Ai tuoi non dire niente”.
-”Fossi matto”.
-”Ti aspettiamo domani dai”.
Ci sono tornato diverse volte. Mi insegnano tanto. Sono fantastici.
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