Andrea e Lucrezia

Scritto da , il 2022-07-24, genere pulp

Me ne sto in salotto stravaccata in poltrona, le gambe sui braccioli, una di qua, ed una di là, il corpo semi disteso, una mano tiene una sigaretta mentre l'altra trastulla pigramente il mio sesso.

Sto decisamente impigrendo, guardo i due davanti a me fare sesso e non capisco neppure perché li guardo, semplicemente sono qui con lo stesso sguardo che avrei davanti ad un documentario alla TV, cioè con distaccato interesse.

I due sono Andrea, il padrone di casa, e il suo boyfriend attuale, a cui sta facendo un pompino da manuale; io intanto guardo e registro, sto imparando dai maestri, non che non ne sia capace, questo no, ma penso sempre che un uomo dovrebbe ben sapere cosa piace ad un altro uomo. È una cazzata lo so, l'ho già sperimentato fra donne, solo la pratica rende perfetti ed io sto imparando.

Poi stufa della scena mi alzo, prendo un bicchiere pieno di qualcosa da un vassoio e ancheggiando esco di scena.

Fuori della villa ci saranno 35 gradi centigradi all'ombra, grilli e cicale friniscono, io metto subito i piedi nudi sull'erba quasi secca, meglio del mattonato ustionante.

Vorrei andare a sciacquarmi i piedi nella vasca idromassaggio, ma dentro ci sono Marica e Luigi che ci stanno dando dentro, io sorseggio il liquore che scopro essere Amaretto di Saronno e faccio una smorfia.

Ho voglia ancora di essere troia, è una settimana che sono qui e mi sono ripassata, anche più volte, tutto lo scopabile di ambo i sessi.

Vacanza bellissima, tutta organizzata per me e per se stesso dall'Andrea, una settimana in villa da lui, una settimana di pace e sesso libero.

Ero arrivata portandomi una scorta di vestiti di ricambio, ma appena entrata in villa mi accorgo che era tutto inutile, la settimana del senza vestiti era iniziata, non una novità per noi due che ci eravamo conosciuti anni fa sulla spiaggia tra Duino e Trieste, l'unica in Friuli frequentabile per chi ama prendere il sole senza vestiti.

Lui più grande di me di una quindicina d'anni, bravo imprenditore aveva accumulato un bel po' di soldi con la sua attività d'impresa ed ora si godeva la vita nella sua villa in campagna, dando feste e festini con i suoi amici.

Gay che più di così non si può siamo rimasti legati da un sincero sentimento di amicizia, e mi voleva spesso nelle sue feste a cui se potevo partecipavo sempre; oramai potevo considerarmi l'ospite fisso e devo dire che la cosa se all'inizio mi procurava imbarazzo, ora mi divertiva alquanto, avevo conosciuto così il gotha del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, persone importanti che mi cercavano per i miei "servigi" e di cui avevo imparato a servirmi.

Ed ora ero ancora là, dopo una settimana la festa era scemata ed eravamo rimasti in pochi nella mega villa, una decina forse o anche meno, tornai verso la vasca idromassaggio ancora occupata.
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I due avevano terminato il loro amplesso ed ora si rilassavano tra le bollicine, mi videro e fecero un cenno di saluto a cui risposi con un leggero movimento del braccio ed una smorfia che voleva essere un sorriso; un caldo terribile e opprimente pesava su tutti, io mi fermai sotto la pensilina che ombreggiava la Iacuzzi, appoggiata al muro tento di dare un sorso al liquido nel bicchiere ma oramai è caldo e non mi piace, quindi mi chino e lo appoggio in terra.

"Hei ciao, tu devi essere l'amica di Andrea, giusto?", mi arrivano le parole di lei mentre sono accucciata a poggiare il bicchiere, guardo curiosa la donna mentre con nonchalance allargo le gambe per tenermi in equilibrio, ora sono completamente esposta e non mi sfugge lo scatto dell'uomo verso di me; bene vuoi guardare, e allora guarda.

Intanto rispondo a lei, sì dico, "mi chiamo Lucrezia", facendo finta di non conoscerla, "ah piacere, io sono Marica", poi la suddetta si gira verso l'uomo che mi sta radiografando, e cominciano a parlare di fatti loro, una situazione che mi rende subito molto irritabile, sicché mi alzo e vado verso la piscina almeno lì troverò refrigerio e spero meno cafoni.

In effetti qui di cafoni ce n'è fin troppi, uomini e donne di mezz'età che si credono dei sulla terra quando invece non si rendono conto di quanto sono in bilico le loro vite, basta qualche affare andato male, o una guerra nei loro territori d'interesse e la loro boria si trasforma subito in rabbia e depressione, tutto sommato, penso, sto meglio io. Conosci il tuo nemico e sai come difenderti.

Ed eccone altri due infatti, a bordo piscina, giovani trentenni rampanti, uno che dalla piscina straparla con l'altro che nemmeno lo ascolta stravaccato sull'erba.

Mi avvicino al bordo dalla parte opposta e mi siedo con le gambe in acqua, e subito l'oratore si fa sotto, lo riconosco subito è quello che ha perso un affare importante in Russia con la guerra, mi annoia anche il saperlo, lo guardo sorridente, di quei sorrisi che però vogliono dire tutto il contrario perciò mi alzo lasciandolo lì e facendo il giro di bordo piscina vado dall'amico.

Mi accuccio davanti a lui con una mano a premere leggermente il petto, gli sorrido in modo più sincero che all'altro e poi gli chiedo sussurrando se ha bisogno di qualcos'altro.

Lui mi guarda e ride poi mi chiede se ho una pistola, io rido e faccio un cenno con la testa in direzione dell'altro che ora nuota per sfogarsi, ridiamo tutti e due poi scivolo in acqua e mi appoggio alle sue gambe a penzoloni spingendo i miei seni ai suoi stinchi, quindi gli chiedo a che possa gli servigli una pistola essendo già fornito di un bell'esemplare, lui scivola ancora più avanti fino a mettermi il suo arnese davanti al viso.

A questo punto direte voi, posso io esimermi dall'iniziare a pulire bene la pistola la cui canna ora svetta proprio davanti al mio naso? Certo che no, ed infatti inizio un lavoretto con la sola bocca essendo le mani bloccate intorno alle sue gambe per tenermi a galla.

Passa poco tempo, sarò sì e no a metà dell'opera quando l'altro si fa sotto di nuovo; mi cinge le braccia intorno al corpo, sa bene che non posso muovermi il vigliacco, poi sento il suo membro premermi tra le chiappe, sono stanca dalla situazione ma quando sento che mi bacia il collo proprio esagera ed io scatto.

Do una testata all'indietro al tipo, non so come lo colpisco proprio sul naso che comincia a colare sangue, poi libera mi sposto di lato e con un solo movimento, aiutata dalle braccia sono fuori e mi giro e guardo in piscina, il tipo sta a galla sputando sangue e bestemmie, l'altro si è rialzato ed ora minaccioso si è girato verso di me, io capisco di averla fatta grossa ma a questo punto non potendomi ritirare mi metto sulla difensiva.

"Hei, bè ve l'ho detto io non sono una puttana che si compra, sono libera e se uno si comporta male con me riceve solo calci dalla sottoscritta."

È un attimo e mi sono addosso, io mi difendo con quel poco che ho imparato ad un corso di autodifesa ma loro sono due e sono grossi.

Ricevo prima un ceffone in pieno viso e poi un cazzotto allo stomaco che mi fa piegare in avanti, a quel punto mi sono addosso, uno mi prende da dietro alzandomi, io scalcio colpendo quello davanti in faccia quindi vengo lanciata sul prato su cui atterro malamente.

Capisco che non devo finire in acqua o i due avranno gioco facile e rischio di annegare.

Il più stupido, quello a cui avevo fatto sanguinare il naso mi viene incontro urlando, non so perché ora gli guardo il cazzo bello duro, sorrido e prendo la mira ora so come fargli male davvero.

È un attimo, quando mi è praticamente addosso mi giro di lato e lo afferro per un braccio facendolo ruotare, quindi lo lancio come se lanciassi un sasso e finisce di faccia sull'erba e subito gli sono sopra bloccandolo in quella posizione. È in quel momento che sento applaudire dietro di me, poi mi arriva la voce di Andrea che mi fa i complimenti.

Mi giro seduta come sono sul corpo del tipo poi mi alzo, Andrea è in piedi accanto all'altro soggetto che ora mi tende la mano, mi fa i complimenti e poi mi dice che vorrebbe assumermi come guardia del corpo; ecco ora sì che mi sta davvero sulle palle, sorrisetto di circostanza e poi mi avvio verso casa, ho bisogno di una doccia.

Andrea mi raggiunge dopo pochi passi e mi dà una pacca sul culo a cui non reagisco, poi mi cinge le spalle e mi dice piano all'orecchio "ma sai chi sono quei due?" - "due idioti?" rispondo sarcastica entrando in casa.

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Scritta a quattro dita, da me e da un signore che ha una mega villa con Iacuzzi in giardino. 😉

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