Cercando casa 2.

Scritto da , il 2020-10-26, genere etero

Dopo che mi aveva ben servito facendomi un pompino da vera esperta in materia, le chiesi di non farmi sborrare nella bocca perchè da tempo non assaporavo la figa, così lei roteò mettendosi distesa a cosce spalancate e mi guidò il cazzo nella fighetta tutta rasata e con un clitoride che sembrava un cazzettino date le sue dimensioni quando si eccitava e lei, nei suoi giochi partecipava con passione e non come tante altre sue colleghe che avevo sperimentato con molta delusione nel vederle partecipanti come un frigorifero! Dopo che la scopai a lungo me ne venni copiosamente e, tirato fuori il cazzo mi misi a fianco di lei osservandole il viso. Dopo un poco che la stavo guardando in viso, risalii col pensiero ai miei tempi delle scuole medie e le dissi che somigliava molto ad una mia compagna di scuola che si chiamava Anna. Lei allora si girò osservandomi bene e poi disse che ricordava la mia espressione sul viso che era rimasta come avessi ancora undici anni ma sui nomi era una frana e mi chiamò Paolo ma la corressi col Checco come mi chiamano tutti ormai. Parlammo degli amorini che nascevano a scuola ma eravamo troppo piccoli ed al limite ricordammo che al massimo ci toccavamo i sessi e sbattevamo coi denti nei baci in bocca. A quel punto le confessai che da ragazzino ero molto attratto dal suo culetto tondo, sodo che sembrava spingesse dietro come se volesse sbattere contro un cazzo ed allora io non perdevo occasione sopratutto quando lei si affacciava alla finestra dell'aula ed andavo ad appoggiare il mio cazzetto alle sue natiche toste, dure ed il povero batacchiotto s'induriva ed io spingevo come se avessi voluto penetrarla con tutte le mutandine indossate e la gonnina che lasciava scoperte le sue coscette ben affusolate. Parlando del suo culetto mi venne voglia di constatare subito se aveva mantenuto l'essere ben sodo così lo tastai e lei sorrise dicendomi che se volevo potevo incularla ed appena pronunciò la parola inculare, istantaneamente lui si eresse nuovamente ed allora la rigirai a pancia sotto e le leccai l'ano pensando chiaramente su come sarebbe stato bello se lo avessi potuto fare vent'anni prima di ora perchè allora era proibitivo: noi eravamo minorenni per la legge ma non era quello il peggio perchè non potevamo avere esperienza e capacità a sapersi "muovere"! Comunque non persi tempo e la possedetti nel culetto per due volte di seguito e, quando dopo le dissi che dovevo ritornare al lavoro confessandole che non ero un poliziotto ma Geometra, lei sorridendo mi disse di tornare presto da lei perchè tanto oramai "eravamo fidanzati" come si diceva a dieci anni quando c'era stato un bacio o solo un intenso sguardo tra noi maschietti e femminucce. Mi rivestii e poi lei mi diede un bacio in bocca, ricordandomi che ci saremmo dovuti rincontrare ed allora le dissi che le sarebbe bastato affacciarsi alla finestra e guardare al piano sotto al suo ed io ero lì! Quando scendevo le scale andai col pensiero alla biondina con la coda di cavallo che sempre avevo sognato di baciare in bocca e toccarle il culo come si deve e pensai che poco prima lo avevo finalmente realizzato ed il suo visetto, il culetto, ora erano miei in parte, almeno nel ricordo!

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