La mia nuova vita (seguito 4/??)

Scritto da , il 2020-05-09, genere zoofilia

L’INCONTRO CON ANNA

Dalla portiera lato guida uscì una bella ragazza.

“Quella è Rita, una specie di segretaria tuttofare si prende cura di Anna pronta a soddisfare ogni suo desiderio ... sotto tutti gli aspetti! ... anche quelli sessuali!!”: disse Claudia avviandosi verso la macchina.

Rita aprì la portiera posteriore e scese Anna.
Era una donna bellissima con dei lunghi capelli biondi, indossava un delizioso completino nero e viola che metteva in risalto il suo corpo perfetto, teneva al guinzaglio un cane.

“Quello è Alan un meticcio di labrador e rottweiler, lo ha raccolto dalla strada da cucciolo e da allora non se ne separa mai”.

Anna porse il guinzaglio a Rita e disse: “scioglilo e lascialo andare”. La ragazza sganciò il collare e Alan abbaiando partì come un razzo verso il prato.

Scheggia gli corse incontro scodinzolando felice, i due piroettarono festosamente per qualche secondo poi si avvicinarono a Rocky che era rimasto in disparte.

Alan e Rocky si annusarono a vicenda e ripresero a giocare rincorrendosi allegramente. Un nuovo amico era entrato a far parte del branco.

Giunse il momento delle presentazioni:
“Claudia tesoro, ti trovo in splendida forma!”: disse Anna abbracciandola e baciandola sulla bocca, “ ... e tu devi essere Beatrice!”.
Poi rivolta a Claudia che stava baciando Giulia disse con un tono di rimprovero: “mi avevi detto che Bea era bella, in realtà è una ragazza strepitosa da far perdere la testa!”.

Ero rimasta stordita dal profumo che la circondava e dalla sensualità prorompente che emanava dal suo corpo perfetto.

Inchinai la testa e un po impacciata risposi: “Grazie Signora Anna, sono onorata di fare la sua conoscenza, la ringrazio per la sua ospitalità e per l’invito di rimanere qui ancora qualche giorno”.

“Ma che signora e signora!! ... chiamami Anna e dammi del tu! ... lei è Giulia e lei è Rita ... avrete sicuramente modo di conoscervi meglio”, disse: completando frettolosamente le presentazioni.

Mi abbracciò stringendomi a se e mi baciò sulle labbra, la sua lingua si intrufolò prepotentemente nella mia bocca alla ricerca della mia.

Il suo gesto mi aveva spiazzato ... non me lo aspettavo! ... d’istinto senza pensarci attorcigliai la mia lingua alla sua e ricambiai il suo bacio.

Anna mi accarezzò il viso e mi sussurrò: “sei proprio bellissima, lasciati guardare ... ” mi prese la mano, sollevò il braccio in alto e mi fece girare su me stessa.

Mi sentivo spogliare dal suo sguardo voglioso e indagatore, mi sfiorò il seno e aggiunse: “sono sicura che diventeremo intime amiche ... vero!?”.

Annuii, ero rimasta abbagliata da quella donna sin dal primo istante che l’avevo vista.
Il suo fascino, la sua bellezza, la sua eleganza e il suo corpo perfetto avevano scatenato in me un desiderio irresistibile di fare l'amore con lei.
I capezzoli per l'eccitazione si stagliavano sfrontati sotto il vestito, mentre dalla mia vagina un fiume in piena stava inzuppando le mutandine.

Lei se ne accorse, toccò i miei capezzoli stavolta in maniera decisa stringendoli fra le dita: ”te li farai mordere e succhiare vero!!??”: mi sussurrò con la voce tremante di desiderio.

Giulia disse “vado a preparare i documenti e la valigia, partiremo subito dopo pranzo in modo da non rimanere imbottigliati nel traffico del rientro”.
Prese per mano Claudia e si allontanarono verso casa.

Rita nel frattempo aveva estratto dal bagagliaio un grosso cesto con le vivande, ”vado a scaldare il pranzo, sarà pronto in un attimo” e si diresse verso la cucina.

Eravamo rimaste da sole; mi prese il viso fra le mani accarezzandomi le guance teneramente , intrufolò le dita fra i miei capelli e prese a massaggiarmi la nuca, mi sentivo morire.

Cominciò a tastarmi i fianchi, poi scivolò sul mio sedere lo strinse pizzicandolo quasi a valutare la consistenza, abbassò la testa e comincio a mordicchiarmi i capezzoli attraverso la stoffa del vestito. “Ti desidero Bea! … dimmi che anche tu mi vuoi!”, la mia lingua dentro la sua bocca fu la mia risposta; mi prese per mano e aggiunse:
“Entriamo anche noi, ho bisogno di sistemarmi un po prima di pranzo” e ci incamminammo verso la casa, giunti all’altezza della finestra della camera da letto udimmo dei gemiti e dei sospiri provenire dall’interno.

“Senti!? ... quelle due troiette non hanno perso tempo, non vedevano l’ora di scoparsi ... per fortuna non sono gelosa!”.

Mi assalì una strana sensazione, con Claudia avevo fatto l'amore meno di un ora prima, avrei dovuto provare un po di gelosia e invece ero contenta che stesse godendo con un altra donna.
Mi stavo convincendo che l'amore lesbico non è mai esclusivo; anch’io ora mi sentivo attratta da Anna, la sua sensualità aveva scatenato in me una voglia prepotente di possederla.

Rita che aveva messo il pranzo nel forno si avvicino all’uscio di casa e chiamò: “Alan! ... Scheggia! ... venite qua! ... Rocky!” i cani abbandonarono i loro giochi e corsero verso di lei, era giunto il momento del pasto anche per loro.

Aiutai Rita a preparare la tavola e quanto tutto fu pronto si avvicinò alla stanza di Anna: “mia signora è tutto pronto!!”.

Lei uscì dalla sua camera, era bellissima, si era truccata accuratamente, prese una campanella che era sul tavolo cominciò a suonare “A tavola!! ... è pronto!! ... muovetevi!!”.

Dalla camera uscirono Claudia e Giulia, avevano entrambe le guance arrossate e il viso disteso, si vedeva lontano un miglio che avevano da poco avuto un orgasmo.

“Mi auguro che voi due abbiate trovato anche un po di tempo per preparare le vostre cose!”: disse ridendo.

Giulia rispose “Si amore, è tutto ok, partiremo subito dopo pranzo!”.
Rita preparò i nostri piatti e si sedette alla sinistra di Anna, mangiammo allegramente innaffiando il pasto con un buon vino rosso, ad eccezione di Claudia che bevve solo acqua, avrebbe dovuto guidare di li a poco.

Giunse il momento del commiato. Giulia e Claudia caricarono il bagaglio sul pic-up e ci salutammo.

Mentre mi abbracciava Claudia mi sussurrò: “Bea ricordati che ormai sei una lesbica famelica, affamata di fica, ti lascio in compagnia di due lesbicone esperte; abbandonati a loro vedrai che di faranno godere come una matta.
Anna, si vede lontano un meglio, che si è invaghita di te e non ti darà un attimo di tregua, ma goditi anche Rita vedrai che si prenderà una particolare cura del tuo culo, mi sono accorta che desideri essere penetrata e lei è la persona giusta per violare il tuo buchetto; goditi queste due femmine sempre in calore, soddisfa le tue voglie, non essere timida chiedi tutto quello che vuoi faranno di tutto per lasciarti senza fiato”.

Rivolta a Scheggia disse “salta su!” ed il cane con un balzo fu dentro il pic-up.

Rocky aveva cominciato a guaire ma fu subito consolato da Alan che iniziò a leccarlo sul muso, indubbiamente erano diventati amiconi, e non appena la macchina si allontanò ritornarono a giocare sul prato.

“Bea perdonami se sono una pessima padrona di casa ma il viaggio di stamani mi ha stancato,
ho bisogno di riposare un paio di ore ... fa come se fossi a casa tua, ti lascio nelle mani di Rita che si prenderà cura di te chiedile tutto quello che vuoi” … mi bacio affettuosamente sulla guancia e si ritirò nella sua camera.

Aiutai Rita a sistemare la camera da pranzo e chiacchierando mi disse:
“Mi ha confessato che ti trova desiderabile ... vedrai che non appena si alza farà di tutto per sedurti e convincerti ad accettare le sue avances|!”.

“Sedurmi?!… ma se non vedo l’ora di leccargli la fica! e strappargli i capezzoli a morsi!! “ e sfrontatamente aggiunsi: “e tanto per essere del tutto sincera ... non solo a lei!!”.

Avevo notato che per tutto il tempo Rita mi guardava con due occhioni lucidi di voglia, non me li staccava mai di dosso scrutando ogni centimetro del mio corpo era evidente che mi desiderava.

Presi il suo viso fra le mani e la baciai, gli infilai un metro di lingua in bocca e comincia a limonarla.

“Oh Bea quanto sei bella! .... ti voglio leccare tutta! ... andiamo in camera mia.
La stanza si trova dall’altro lato della villa così non disturberemo il riposo di Anna”.

Percorremmo un lungo corridoio e arrivammo in camera, ci denudammo e ci lanciammo sul letto, cominciammo a scambiarci delle effusioni dolcissime iniziò a leccarmi il seno ciucciando e mordicchiando i miei capezzoli.

Mi divincolai e mi disposi a 69, la sua fica era ha portata della mia lingua, era perfettamente depilata un odore inconfondibile di femmina vogliosa colpì il mio olfatto, con la lingua iniziai a leccarla attorno al clitoride, inarcò la schiena, un gemito mi fece capire che gli piaceva, che stava godendo lo serrai fra le mie labbra, ciucciandolo; “oh Bea che bello!! .... che bello!!” infilai la lingua fra le sue piccole labbra e comincia ad assaporare il nettare che usciva copioso dalla sua vagina.

“ siii!! ... sii! Ti prego scopami!! sto per venire!!! riempimi la fica!!” gli infilai 2 dita nella vagina e ruotando il polso cominciai a fotterla velocemente con forza, il tremore del suo corpo diede inizio ad un lungo orgasmo.

Rita che era rimasta passiva fino a quel momento, appena si riprese, sollevò la testa e comincio a tempestare di baci e leccate il mio fiore che ad ogni tocco si apriva voglioso sempre di più.

Mi dispose su un fianco, la sua lingua si intrufolava fra le mie natiche spennellandomi il perineo ed avvicinandosi sempre di più al mio ano.
Sentivo i brividi lungo la schiena, la sua lingua impertinente cercava di penetrare il mio bocciolo serrato. “Bea ma sei strettissima!!” disse meravigliata.

Gli confessai che ero vergine, che non avevo mai consentito a nessun maschio di rompermi il culo ma che ora desideravo ardentemente di essere violata e la pregai di farlo.

Si soffermò a leccarlo ancora un po' e disse:
“Non sarò certo io a farlo! Se Anna lo venisse a sapere mi scorticherebbe a frustate!! ... non credi sia meglio concedere a lei questo privilegio? te ne sarà grata per tutta la vita!”.
Annuii ... il pensiero che quella donna meravigliosa fosse la prima a stuprare il mio culo mi eccitava terribilmente.

“Ma ora pensiamo a questa passera vogliosa che non vede l’ora di sborrare”; si tuffò tra le mie cosce e cominciò a divorarmi la vagina.

Stavo per arrivare la staccai da me e dissi: “Rita voglio sentire il cazzo del tuo clitoride nella mia fica!!”; allargammo le cosce a forbice e cominciammo a strusciarci come pazze, ogni volta che le nostre fiche fradice si toccavano sentivo una scarica elettrica su per la schiena.

“Bea sto per venire ancora !! ... che bello!!”, il suo orgasmo scatenò anche il mio, fu talmente lungo e possente che ci lascio senza fiato, ci lasciammo cadere avvinghiate esauste.

Appena ci fummo riprese: “ora dobbiamo prenderci cura del tuo culetto, ... dimmi desideri essere stuprata, rotta, in un sol colpo o preferisci fare le cose gradatamente in modo da allargarlo un po alla volta in maniera che tu non senta nessun dolore ma solo godimento, se sei una masochista dimmelo in maniera che possa regolarmi”.

“Ma sei matta?!! … davvero è possibile non sentire dolore?! … Ieri quando Scheggia mi ha montato, per un attimo ho avuto il terrore che potesse per sbaglio incularmi con quel suo cazzone enorme e uccidermi!!”.

“Ma certo!! ... con un po di tempo e un po di pazienza lo allargheremo piano piano senza traumi ... magari non subito, ma fra un po vedrai che il tuo culetto aspetterà voglioso che il pene di Rocky lo penetri. Anna è bravissima nel sesso anale si prenderà cura di te vedrai che non sentirai alcun fastidio!!" e aggiunse:
"inoltre qui abbiamo la fortuna di avere Alan è un vero esperto nella monta anale, vedrai come sarà bello!!.
Anna prende il suo pene nel buchino quasi tutti i giorni dopo che si è fatta montare da Thor, il suo pastore maremmano abruzzese, oggi non lo hai visto perché e stato portato in una fattoria qui vicino per farlo accoppiare ad una cagna della stessa razza.

Thor è una nuvola bianca maestosa, pesa circa 50 chili ed è alto 70 centimetri sembra un pony, Anna va pazza per lui non riesce a resistergli. ama il suo nodo enorme, è talmente grande che solo lei riesce a prenderlo tutto dentro”.

Anna riposerà ancora per un oretta possiamo approfittarne per farti un bel clistere”.

“Ma io non ne ho bisogno, sono regolarissima!”:risposi.

“Non è per questo, sappi che la pulizia del colon è fondamentale, specialmente per la salute dei nostri animali quindi consideralo facente parte del rito di iniziazione e poi quasi certamente fra un po Anna leccherà la tua rosetta e così ti troverà bella pulita e perfettamente in ordine”.

Utilizzando un fornelletto elettrico, che si trovava su un ripiano in marmo, aveva messo a bollire dell’acqua distillata con una manciata di fiori di camomilla.

Appese vicino al letto una sacca da viaggio per clistere, dal cassetto estrasse una cannula sigillata e l’avvitò al rubinetto del tubo della sacca.

Si muoveva con gesti automatici e gli chiesi se anche lei lo facesse, mi rispose che assieme ad Anna lo facevano ogni paia di giorni, era diventato una specie di rito li faceva star bene, con la pancia sgonfia.

Appena l’acqua raffreddandosi raggiunse la giusta temperatura tolse la camomilla mediante un colino e aggiunse 4 cucchiaini di sale da cucina, mise sul letto una traversa cerata salvapipì e la coprì con una asciugamano da bagno, estrasse dal comodino un capiente vaso da notte di quelli che si usavano in passato:
“così non sarà necessario correre continuamente verso il bagno! ... siamo pronti tesoro, mettiti a pecorina", con le mani allargò le mie natiche e comincio a leccarmi, sollecitando con la punta della lingua il mio buchetto, "ora cominciamo" ... umettò la cannula con un gel lubrificante la introdusse nell’ano e aprì la valvola ... sentivo l’acqua calda fluire dentro di me, era tremendamente piacevole, quel clistere mi stava eccitando!!.

Rita estrasse la cannula, sentivo la pancia borbottare, mi aiutò ad appollaiarmi sul vaso, segui subito la prima scarica. Mi pulì con un panno e reintrodusse la cannula nel culo stavolta fece fluire un quantità maggiore di acqua suggerendomi di cerca di trattenerla il più possibile, dopo qualche minuto uno stimolo potente mi costrinse a fiondarmi sul vaso fu una scarica impressionante Rita ripeté l’operazione ancora una volta e in attesa che l'acqua facesse effetto andò in bagno a svuotare il vaso.

Evacuai ancora una volta, “ora sdraiati sul fianco sinistro con la schiena rivolta verso di me”, sostituì la cannula anale con una vaginale che umetto ben bene con il gel prima di introdurmela , la punta arrotondata superò lo sfintere senza difficoltà e sentii l’acqua entrare con una pressione maggiore “ora finiamo di pulire il tuo colon mettiti supina “ comincio con la mano a massaggiarmi delicatamente la pancia con un gesto circolare indugiando ogni volta che passava sul monte di venere, mi infilo due dita nella vagina ed esclamò “sei tutta bagnata!!... lo sapevo che ti sarebbe piaciuto !!” e con la lingua cominciò a leccarmi il clitoride e la vulva.

“ti prego fermati devo evacuare”, la scarica che seguì porto via gli ultimi residui di materiale fecale e una grande quantità di aria.

Mi sentivo veramente bene, completamente rilassata, con la pancia piacevolmente sgonfia chiusi gli occhi e mi gustai quel momento di completo relax.

“Bea, tesoro, dobbiamo finire il clistere prima che l’acqua si raffreddi” e svuotò dentro di me tutto il liquido contenuto nella sacca e si allontanò per svuotare il vaso.

Avevo cominciato a massaggiarmi la pancia, sentivo l’acqua tiepida sciabordare dentro di me era una sensazione bellissima. “brava hai imparato come si fa” così in futuro te lo potrai fare da sola e continuò il massaggio con un movimento lieve“
cerca di resistere più che puoi, in maniera che le tue viscere assorbano bene la camomilla”.

Dopo 5 minuti mi svuotai e mostrandomi il vaso Rita disse: “ora sei bella pulita!”, in effetti l’acqua era completamente limpida.

Mi ripulì accuratamente con il panno e allargandomi le cosce disse “ora laviamo questa dolce patatina, comincio a leccarmi golosa, velocemente, insinuandosi nella mia vagina portandomi immediatamente all’orgasmo.

“Ora è il tuo turno!! avvicinati!!” e cominciai a baciargli il seno tormentando i suoi capezzoli duri leccandola mi avvicinai al suo fiore e cominciai a mordicchiare il suo clitoride e leccarla dappertutto raggiunsi il bottoncino del suo ano che si spalancò facendo entrare facilmente la mia lingua.

“Voglio che mi inculi!!”: disse stravolta dalla libidine ... “ spaccami il culo!!” e mi porse un dildo che aveva estratto dal cassetto del comodino a forme di pene canino.
Lo lubrificai bagnandolo nella sua fica che sgocciolava come una fontana e cominciai ad infilarlo nel suo culo, entrò senza nessuno sforzo risucchiato dallo sfintere e cominciai a fotterla velocemente.
“Sii!! … così!! … non ti fermare !! … infilami dentro anche il nodo!!... spaccami tutto!!” per la verità il nodo era già entrato facilmente ed ora stentava ad uscire trattenuto dallo sfintere che Rita stava contraendo.
“Lascialo li un po amore!!” lo lasciai e tornai a dedicarmi della sua vagina leccandola voracemente cominciò ad ansimare, stava per godere,afferrai il dildo e la scopai con violenza, urlò di piacere sopraffatta da un orgasmo impetuoso.

Ci abbandonammo esauste abbracciate teneramente.

“Come sei bella Bea! Anna ha proprio ragione, quando dice che sei uno schianto, e che ti prenderebbe a morsi dalla testa ai piedi!”.

Ne approfittai e gli chiesi:
“ti prego, dammi qualche consiglio su come comportarmi con lei, in sua presenza mi sento inadeguata e intimorita temo di deluderla. quando in realtà mi sento attratta dalla sua bellezza e dal suo fascino”.

“Non temere Anna è semplicemente una donna meravigliosa, ha un carattere dolcissimo, non esiste amica, compagna, amante migliore di lei, si è vero si atteggia a femmina dominatrice durante i primi approcci ma in realtà e incapace di fare del male a una mosca, la sua è una sorta di mania e tu puoi approfittare di questa sua debolezza, mostrati sottomessa, atteggiati a schiava servizievole chiamala mia signora, mia padrona, ma visto che già te lo ha chiesto continua a darle del tu, detesta essere contraddetta.

Un'ultima cosa, ha una fissa per l’ano, secondo lei una ragazza dovrebbe iniziare la propria vita sessuale facendosi per prima cosa violare il culo addirittura dovrebbe farlo dopo la prima masturbazione e il primo orgasmo.
Lei crede che solo così una femmina può rendersi conto che il proprio corpo è stato creato per godere ... appena si accorgerà che sei ancora vergine farà il diavolo a quattro,aspettati insulti e chissà che cosa altro ma ricordati è solo una messinscena in realtà è felice e lusingata di cogliere la tua verginità.
Non avresti potuto fargli regalo migliore anche se non ti esternerà mai la sua gioia; ora prepariamoci, tra poco si sveglierà ed è bene farsi trovare in ordine, vestiti elegante e non indossare reggiseno e mutandine.

Mi porse un abito nero lungo: ”questo ti dovrebbe andar bene” disse.

Lei indossò una camicetta bianca trasparente, una minigonna talmente minuscola che a mala appena le copriva le natiche ed un delizioso grembiulino da cameriera.

Il vestito mi stava benissimo era lungo fino alle caviglie, senza maniche con un’ampia scollatura che lasciava intravedere i miei seni.
Rita raccolse i miei capelli e li fermò con un fermaglio molto bello impreziosito da perle, stavo per iniziare a truccarmi, ma mi stoppò : “niente trucco, sei già bellissima acqua e sapone, non c’è bisogno d’altro”, disse.

Suonò il mio cellulare, era Claudia “tesoro siamo arrivate a casa, tutto bene?”, “certo” risposi “Rita si è preso cura di me ... in tutti i sensi...sta qui accanto” aggiunsi sorniona.

“Non mi dire che te la sei già fatta!?”: mi domandò curiosa.

“Si, certo, è stato bellissimo e mi ha anche fatto un clistere che non dimenticherò mai!!”.

“E brava la mia lesbicona, sono felice per te, ora goditi gli assalti di Anna ci sentiamo domani , devi raccontarmi tutto, un bacio a te e a quella troietta che ti sta accanto”.

Rita che aveva avvicinato l’orecchio al cellulare mi bacio sorridendo e a voce alta in maniera che Claudia sentisse :”Un bacione anche a te zoccola, torna presto non vedo l’ora di leccarti tutta!!”.
Sentii Claudia ridere divertita e chiuse la telefonata.

“Davvero sei stata benissimo con me?”, mi chiese.

“Hai qualche dubbio!?, si, è stato stupendo e per rassicurarla la bacia in bocca e gli infilai due dita nella vagina.

“Ho già voglia di scoparti!!” gli dissi, ma non andai oltre.

“Ragazze dove siete?”: udimmo la voce di Anna che ci chiamava.

Ci precipitammo verso la sua camera e bussando alla porta chiesi:
“siamo qui mia signora, possiamo entrare ?”.

“Bea, tesoro, entra e tu Rita preparami una tisana”.

“Subito padrona”, rispose Rita che allontanandosi mi sussurrò:
“Vuole rimanere sola con te! Cerca di compiacerla e godi più che puoi... ritornerò quando mi chiamerà con il campanello” ... e si avviò verso la cucina.

Entrai nella camera, era bellissima, in piedi vicino ad un letto enorme, rotondo, indossava una camicia da notte trasparente di colore azzurro tenuta su da due bretelline ricamate, una scollatura vertiginosa lasciava intravedere il suo seno perfetto, avresti giurato fosse il frutto del miracolo di un mago della chirurgia plastica, ma l’ondulare di quelle mammelle ad ogni suo piccolo movimento non lasciava dubbi, era si un miracolo, ma di madre natura.

“Bea per favore, devo aver preso freddo, ho un dolorino al collo puoi farmi un massaggino?”: chiese con una smorfia di dolore.

“Certamente mia signora , sono lieta e lusingata di esserti di aiuto, sono pronta ad appagare ogni tuo desiderio , disponi di me come vuoi, essere tua schiava devota è la cosa che mi fa più felice”.

Strofinai energicamente il palmo delle mie mani per riscaldarle.
Lei si era distesa prona sul letto, pensavo fingesse che il suo fosse solo un tentativo per sedurmi, una scusa per avere le mie mani sul suo corpo, in realtà aveva i muscoli contratti iniziai a massaggiarla con movimenti lunghi ma leggeri, chiuse gli occhi e si rilassò, ben presto i lamenti dovuti al dolore si trasformarono in sospiri languidi.

La pregai di girarsi e si mise supina continuai il massaggio sulla parte anteriore della spalla e sulla parte alta del petto.
Avevo lo sguardo fisso sul quel seno stupendo che si intravedeva sotto la stoffa trasparente e che ondeggiava al ritmo dei miei massaggi, mi sentivo impazzire dal desiderio.

Non mi ero accorto che Anna mi fissava compiaciuta sorridendo.

“Se proprio ti piace così tanto ... puoi baciarlo!, ... è la tua ricompensa, sei stata veramente brava il dolore mi è del tutto scomparso”: disse con la voce carica di libidine abbassando le spalline e scoprendo il petto.

Non glielo lasciai ripetere due volte, cominciai a tempestare quelle due tette stupende di bacetti.
Le mie labbra accarezzavano lievemente la pelle, continuavo a muovere lingua e bocca intorno al seno, avvicinandomi sempre di più ai suoi capezzoli, la sentii gemere, con la punta della lingua leccavo la sua aureola con cerchi concentrici ,sempre più vicino alle sue protuberanze che svettavano in tutta la loro bellezza indurite dal piacere.
Li strofinai con i polpastrelli, avvicinai la bocca e cominciai ad assaporarli pian piano, leccandoli e mordendoli e poi succhiandoli, prima uno, poi l’altro ritmicamente.

Anna teneva gli occhi chiusi, con le dita fra i miei capelli mi accarezzava la testa attirandomi a se come ad invitarmi a cibarmi di quei meravigliosi e prosperosi seni.

Mi interruppe e con una voce libidinosa e disse: “mettiamoci comode!! … ho voglia di esplorare il tuo corpo meraviglioso”.

Ci alzammo dal letto si tolse la camicia da notte, con le mani fece scivolare le spalline ed il mio abito scivolò a terra, mi prese la mano mi fece sdraiare sul letto, mi baciò dolcemente sulle labbra poi sulla punta del naso, i lobi delle orecchie, il collo poi passò al seno mi baciò prima un capezzolo poi l’altro, rabbrividivo di piacere.

Anna continuava scendere, mi baciò l’ ombelico, il ventre, cominciò ad accarezzare con le sue labbra il monte di venere, mi colpì il clitoride saettando con la punta della lingua.

“Vediamo come sta questa passera“ disse con un atteggiamento materno allargando con gli avambracci le mie cosce e aprendo con le mani le piccole labbra per esporre la mia vagina.

“So che Scheggia è rimasto legato per quasi 40 minuti, il suo nodo ti avrà dilatato la fica, infatti è ancora tumefatta per oggi la lasceremo in pace!”.

Io invece, non solo non avvertivo nessun fastidio ma avevo una voglia tremenda di essere montata, non so cosa avrei dato per avere dentro di me quell’enorme nodo di carne e saziare la mia patata affamata.

Anna aveva introdotta la lingua nella vagina leccandola e succhiando i miei umori che la bagnavano copiosi; mugolavo di piacere e stavo per avere un orgasmo ma la ritrasse e cominciò ad esplorare il mio perineo:
“Come sei buona Bea sai di camomilla ora assaggio il buchino bruno del tuo culetto, deve essere delizioso” con la lingua cominciò a leccare il mio ano cercando di penetrarlo con la punta.

In un attimo quel clima di complicità, di libidine che si era creato fra noi svanì; si sollevò di scatto e adirata quasi urlando esclamò:
“ma sei ancora vergine!!.... Che delusione Bea non me lo aspettavo !!.... Una femmina bellissima come te ha il buco del culo ancora integro, non ci posso credere!!”.

prese un campanello che era sul tavolo e agitandolo chiamò urlando: “Rita!! ... Rita!! vieni subito!!".

Un istante dopo la ragazza comparve sull’uscio con in mano una tazza ti tisana fumante.

“Eccomi padrona sono qui, mi sembrate arrabbiata cosa è successo??!”.

“Posa quella tazza che non è il momento di tisane!! ... pensa che questa sottospecie di femmina ha il culo ancora intatto!! ... per questa sua negligenza deve essere punita severamente!!”.

Non c'è che dire pensai fra me, Rita conosce proprio bene la sua padrona!.

“Mia regina avete ragione, è una cosa incredibile!! ... ma considerate che a Bea i maschi non piacciono e quindi non ha avuto molte possibilità che una nerchia la stuprasse spaccandogli il buco del culo”.

“Ma che maschi e maschi!! ... come mai non ha fatto come tutte le femmine di questo mondo? ... non mi dire che gli mancavano bottiglie, cetrioli, carote, candele per farsi il culo, non dire sciocchezze!! ... non provare a difendere l’indifendibile o punirò anche te!! ... prendi una corda e legagli i polsi e metti a bollire le chiavi di Sodoma! ... io mi devo preparare per impartirgli una severa lezione!!”, si spostò dietro un paravento che era vicino al letto e la sentii aprire un armadio.

Ero rimasta in silenzio per tutto il tempo, la situazione ambigua che si era venuta a creare mi intrigava e mi eccitava non riuscivo però a capire quel riferimento alle chiavi di Sodoma, chissà cosa intendesse dire!?? ... guardai Rita che mi stava legando i polsi con uno sguardo interrogativo.

Mise il dito davanti al naso intimandomi di fare silenzio, e mi sussurrò:
“rilassati va tutto benissimo, te l’avevo detto che era fissata per l’ano!!“ e mi baciò lievemente sulla bocca, si avvicino ad un comò e dal cassetto prese un bollitore metallico, di quelli che si utilizzavano una volta per disinfettare le siringhe, sollevò il coperchio e ammiccando me ne mostrò il contenuto, all’interno vi erano numerosi dildo in vetro di varie forme e spessore, il più piccolo era sottile come una penna il più grande era enorme il suo diametro superava abbondantemente i 5 centimetri, chiuse la scatola e si avviò verso la cucina.

Ecco le chiavi che avrebbero aperto il mio culo!! ... Anna mi avrebbe di lì a poco sodomizzata con quei dildo, ... ero eccitata al massimo; la sentivo armeggiare dietro il paravento e mi rannicchiai per terra in attesa.

Un sibilo e uno schiocco mi fecero sobbalzare, mi voltai e la vidi.

Rimasi a bocca aperta dallo stupore, indossava della calze a rete autoreggenti, un body in lattex nero che aderiva al suo corpo come un francobollo esaltandone le forme in modo perfetto, da due aperture fuoriuscivano le sue tette sensuali e meravigliose.
Il suo abbigliamento era completato da un paio di guanti neri con le dita scoperte, lunghi fino al gomito, ai piedi le scarpe, tacco 12, laccate di colore rosso slanciavano ancora di più la sua figura.
Nella mano destra stringeva un frustino ed in quella sinistra una catenella con pinze per capezzoli e clitoride, si era trasformata in una mistress dominatrice!!.

“Preparati a subire una severa punizione, dovrai pagare cara la tua negligenza”: disse con un tono di voce duro e arrabbiato.

Ma il turgore dei suoi capezzoli tradivano il desiderio irrefrenabile che in quel momento stava provando per me.

“Perdonami mia Signora, sono stata cattiva mi merito la tua punizione fa di me quello che vuoi!!”.

Mi intimò di alzarmi da terra e mi applicò le pinze ai capezzoli e al clitoride, mi accorsi che stava regolando la tensione delle pinze affinché non mi facessi male.

Mostrandomi il manico della frusta disse: “Preparati!! ti spaccherò il culo con questo, ti pentirai di non esserti presa cura per tempo della tua deliziosa prugnetta!”.

Si sedette su una sedia e mi chiamò.
“Vieni qui che voglio prima di tutto sculacciarti a dovere, stenditi sulle mie gambe e non fiatare!!”.

Eseguii l’ordine, mi distesi con la pancia sulle sue gambe e aspettai.
Cominciò a far scorrere il manico della frusta nel solco dei glutei su e giù soffermandosi ogni volta sull’ano spingendo appena appena.
“Ora te lo rompo!! ... così impari!! ... te lo spacco con il manico di questa frusta tutto d'un colpo!! ... certo che no!! ... sarebbe troppo comodo devi prima soffrire a lungo!! ... devi espiare lentamente questa grave colpa!!

Attendevo da un istante all’altro una sonora sculacciata , ma Anna fece cadere il frustino per terra e incominciò a tastarmi il fondo schiena, a stringere i miei glutei l’uno contro l’altro, massaggiandoli.

Continuava a toccarmi, ora stava scendendo lungo la fessura fra le natiche, su e giù, su e giù passando per l’ano fino alla fica.

Forse inavvertitamente si era inclinata in avanti, per un istanti percepii nettamente la punta dei suoi capezzoli sfiorare la mia schiena provocandomi un interminabile brivido lungo la spina dorsale, si accorse della mia pelle d’oca e senza dire niente inizio ad accarezzarmi amorevolmente sospirando.

Dalla mia fica usciva un fiume di umori vaginali, li sentivo scorrere lungo le gambe e forse bagnare anche le sue. Il suo dito indugiava sulla mia prugna roteandolo accarezzava il mio ano lievemente, scese più in basso percorse tutto il perineo e continuo oltre, mi liberò dalla pinza clitoridea mi penetro con due dita, le percepii entrare nel mio fiore cercare il miele della mia fica bagnandosi dei miei umori poi li estrasse sentii il rumore di un risucchio, ero certa Anna stava succhiando e leccando le dita!!.

Sentii la porta aprirsi: ”Le chiavi sono pronte mia signora!!”: disse Rita entrando in camera con un carrellino porta vivande , sul ripiano coperto con una tovaglia di lino bianca erano disposti una decina di dildo anali di dimensioni diverse e un tubo di gel lubrificante.

“Alzati e non fiatare!! ... ora ti faccio liberare ma non agitarti troppo o ti prendo a frustate ... preparati ora ti strazio con questo!!” disse mostrandomi il dildo più grosso.
“Sii!! mia padrona ... sono la tua schiava fammi quello che vuoi!!".

“Chiudi quella boccaccia!! ... ti ho detto di stare zitta!!” e rivolta a Rita: “liberale le mani e levagli le pinze e poi prendigli a morsi quelle tette impertinenti!!”.

Rita esegui prontamente soffermandosi a baciare e leccare i miei seni gonfi di desiderio, inizio a tormentarmi i capezzoli ciucciandoli e mordicchiandoli stavo per venire.

“Basta così!! ... ci manca solo che la fai godere!! ... e tu rimettiti giù!! .... vediamo di rimediare agli errori di questa monellaccia!!”.

Mi rimisi sulle sue ginocchia col sedere in alto, Rita mi allargò le gambe e cominciò a leccarmi l’ano insalivandolo, la sua lingua roteava sul mio bocciolo chiuso spalmando anche la saliva che Anna stava facendo cadere dall’alto poi prese il dildo più sottile, me lo infilò in bocca dicendomi di insalivarlo.

Rita allargò le mie chiappe con le mani facilitando Anna nella penetrazione.
Il dildo era sottilissimo, lo sentii spingere contro lo sfintere e entrare senza difficoltà.
Anna cominciò un movimento lento avanti e in dietro e mi disse:
“rilassati quando lo senti entrare e stringilo quando lo senti uscire, lo sfintere è un muscolo e come tutti i muscoli deve essere allenato, se non vuoi diventare incontinente e farti sotto, lo devi tenere sempre in esercizio ... non stai stringendo bene, sento il bastoncino uscire troppo facilmente ... ecco! brava ora va meglio!”; continuò per alcuni minuti poi lo estrasse per prenderne un altro un po più grosso, Rita si affrettò a umettarmi forzando con la punta della lingua dentro il mio buchino.

“Insalivalo bene!!” disse Anna infilandomelo in bocca, era un cilindro con la punta affusolata leggermente più grosso di quello di prima , sembrava una di quelle penne biro multicolori.

“Rilassati!!” e iniziò ad inserirlo nell’ano ruotandolo leggermente; lo percepii per un istante che sforzava lo sfintere ma entrò senza alcun fastidio, Anna iniziò a infilarlo piano piano, a differenza di prima lo sentivo scorrere facendomi rabbrividire di piacere, più lo stringevo mentre Anna lo estraeva, più provavo piacere!.
Poi all’improvviso cambiò sistema, lo estraeva del tutto e me lo rificcava di colpo dentro, entrava senza sforzo, come se il mio buco si fosse abituato alla sua dimensione e lo accettasse con un piacere sempre crescente.

“E’ ora di passare al 2 centimetri e mezzo!!”, dagli una leccatina" disse a Rita.

Sentii che la punta della lingua si faceva strada superando lo sfintere, stavano cominciando ad aprire il mio buco del culo!!.

“Questo te lo metto dentro ancora solo insalivandolo!! … leccalo bene ti piace??!”: era piccolino ma aveva la forma tipica del dildo anale a cono rovesciato rastremato dietro e con una base ad impedire che potesse infilarsi tutto dentro.

“Prendi il suo cellulare e scatta una foto al buco del culo, ne farai una a mano a mano che andiamo avanti in modo che possa avere un ricordo della sua dilatazione-
E possa ricordare in futuro come la sua prugna secca sia diventata un meraviglioso fiore rosso con i petali spalancati!!”.

Me lo infilò dentro piano piano, la punta si era impegnata, entrava facilmente, avvertii un leggero fastidio ed il dildo era entrato dentro di me risucchiato dentro le viscere, stavo vivendo una sensazione meravigliosa una pace interiore mi prese quando sentii lo sfintere contrarsi sulla parte rastremata del dildo.

Anna lo afferrò per la base ed iniziò un movimento rotatorio lento ma continuo, dopo 5 minuti mi disse: “Ora spingi come se dovessi andare di corpo ed espellilo!” feci un piccolo sforzo, che sensazione bellissima quando percepii lo sfintere che si dilatava per buttarlo fuori.
Continuammo quella manovra per altri 5 minuti, ormai il dildo entrava e usciva senza difficoltà, me ne stavo beata in attesa che Anna me lo infilasse per espellerlo ... invece udii lo scatto della fotocamera e immediatamente uno leggero strappo al buco e capii che il 3 centimetri era entrato anche lui senza eccessiva difficoltà, il freddo del vetro mi dava i brividi, ma durò poco, il fuoco voglioso del mio culo lo riscaldò in un attimo.

“Stringilo forte, fa adattare il tuo muscolo a questa nuova situazione, ora alzati, avrai sicuramente sete, puoi dissetarti ai miei capezzoli, il tuo culetto è ormai deflorato la punizione può finire qui!!.

“Grazie mia padrona, ti prometto che sarò brava e ubbidiente sempre!!” dissi mentre mi precipitavo affamata sui seni stupendi il cui candore era messo in risalto dal nero del suo body in lattex.
“Basta con la sottomissione!! ... la tua colpa è stata lavata, chiamami Anna o come ti pare, d’ora in poi mi considererai come una donna innamorata desiderosa di fare sesso con te!!.

“Anch’io ti desidero da morire da quando ti ho vista!”, gli risposi mentre iniziai a leccargli e divorargli i seni e i capezzoli, la sentivo rantolare di piacere. “Spogliami ti prego!”.

Gli tolsi in un attimo guanti, scarpe con qualche difficoltà il corpetto, ero indecisa se lasciargli le autoreggenti a rete , erano così sexy!! ma il pensiero che la mia lingua avrebbe voluto campo libero per lavare quelle cosce perfette e invitanti non lasciò adito a dubbi glieli sfilai di dosso, Rita raccattò tutto e andò a riporli nell’armadio.

Presi l’iniziativa le presi la mano e la scaraventai letteralmente sul letto, finalmente era mia!! la tempestai di baci su tutto il corpo, sospirando aveva divaricato le cosce invitandomi ... come era dolce il suo succo!!!.

Leccavo attorno al suo clitoride gonfio, enorme sembrava un pisellino invitante lo succhiai avida.

Rita si stava occupando del dildo, lo estraeva parzialmente in maniera che il diametro maggiore si trovasse all’altezza dello sfintere e me lo rinfilava dentro senza sosta di tanto tanto lo roteava dentro cercando di allargarmi sempre di più, sentivo solo un enorme goduria.

Avevo infilato due dita nella vagina di Anna che mugolava di piacere ... rimasi sorpresa era larghissima!! ... sarà merito del nodo di Thor, pensai.

“Amore infilami tutte le dita dentro poi forma un pugno e ruotamelo dentro!!! ... voglio che mi spacchi!!! ... siii!! ... continua così!!!”.
Urlando in preda alle convulsioni ebbe un orgasmo che non finiva mai, estrassi la mano e comincia a leccare la sua vagina fino a quando non si placò.

Rita mi disse: “ora te ne infilo un altro un po più grande, prima lo metto nella fica di Anna così lo lubrifichiamo bene ed evitiamo di usare il gel.
Il gel sarà anche un ottimo lubrificante ma sempre roba chimica è … finché possiamo usiamo i rimedi naturali che è meglio!! ... nel contempo il freddo del dildo darà un po di sollievo a quella povera vagina infiammata!!”, lo prese e lo infilò nella patata bollente di Anna che emise un sospiro di sollievo.

Rita con le mani sulle chiappe mi sollevo facendomi mettere a pecorina, fece roteare il dildo ancora un po e disse :” Amore un piccolo sforzo , spingilo fuori”, usci facilmente senza alcun fastidio, sentii lo scatto della fotocamera. “Com’è ridotto!!?”: chiesi.
“E’ meraviglioso!! ... guarda tu stessa!! e mi porse il cellulare.
Il mio buchino bruno si era trasformato in una porta aperta, spalancata vedevo in fondo il rosso delle mie viscere.

Lei mi stava penetrando con la lingua, era una cosa stupenda , poi mi infilo a fondo prima un dito poi due e cominciò a ruotarli fottendomi con forza.
“Che bello!! ...non ti fermare!!” ... “no bambina prima il dovere poi il piacere dobbiamo finire il nostro lavoro, rilassati“ estrasse il dildo dalla passera di Anna e me lo ficco dentro di colpo quasi con violenza, appena un piccolo bruciore ed era entrato!.

Rita mi fece sdraiare supina e mentre martoriava con le mani le mie tette inizio a leccare come una forsennata la fica.

Sentii le mani di Anna accarezzarmi il viso e i capelli con amorevole dolcezza, si era ripresa e chiese: “Come va ragazze!!??” ... “ a meraviglia!! si sta godendo il 3 centimetri e mezzo e non sembra mai sazia!!” rispose ridendo Rita.

“Benissimo!! ... siete state proprio brave!!” disse Anna prendendo il posto di Rita, continuando a deliziare la mia vagina con la lingua ogni tanto infilava due dita e premeva sul turgore del dildo spostandolo indietro lo sentivo forzare lo sfintere come se dovesse uscire poi lo lasciava di colpo e il dildo scattava in avanti, quella femmina diabolica mi stava inculando da dentro la mia stessa fica!!.

Rita si era messa a cavalcioni con le cosce aperte sbattendomi la sua patata in faccia, non la feci aspettare e cominciai a leccare e bere il suo miele, dopo un paio di minuti cominciò a urlare stravolta “Godooo!! ... sto venedo!!! Bea tesoro arriva assieme a me!!! ... intensificai le leccate.

Anna nel sentire quelle parole prese a succhiare il mio clitoride mentre con la mano afferrò il dildo e cominciò una forsennato e velocissimo dentro e fuori, urlai, ma di piacere, che sensazione meravigliosa !!, precipitammo in un orgasmo infinito le contrazioni mi provocavano degli spasmi allo sfintere che sembrava volesse stritolare quel corpo estraneo che si trovava piantato nel mio culo.
Ci abbandonammo esauste a occhi chiusi tenendoci teneramente per mano.

Dopo una mezz’oretta Anna ci destò da quel dolce torpore: “Ragazze ho dato da mangiare ai cani e ho portato la cena alle mie adorabile cagne!!! stasera staremo leggere, tramezzini e un buon vino rosso!!” disse appoggiando sul comò un vassoio stracolmo di tramezzini.

“Dopo cena la nostra brava Bea avrà una sorpresa, si è meritata un bel regalo per essersi comportata bene!”.

Mangiammo in allegria e con notevole appetito.

Dopo cena mi prese per mano e mi fece mettere a pecorina con la pancia sul bordo del letto e le ginocchia a terra , la sentii armeggiare sulla base del dildo, all’improvviso sentii una cosa pelosa che mi solleticava le gambe; mi voltai sorpresa e vidi che mi aveva appeso al dildo una coda di cane posticcia, aveva un bel colore biondo sembrava una coda di golden retriver.

Rita chiese con voce allarmata: “Anna sei sicura!?? ..... non è ancora troppo presto??!!”.

“No che non è presto!! ... lo sfintere ha ceduto potevo quasi sfilargli il dildo con le dita da dentro la fica e Bea godeva senza sentire fastidio ... non è vero tesoro??”.

“E’ vero è così bello sentirsi riempita, quando lo sfintere viene sollecitato sento un languore voglioso assalire il mio fiore, lo potrei espellere in un secondo senza nessun problema, ma perché?” chiesi incuriosita.

“Secondo me sei pronta per essere inculata da un cane, amore mio, ma solo se lo desideri" e continuo:
"Questa coda è un segnale ben preciso per Alan, se vuole, può montare nel culo una nuova cagna.

Amore impara che specialmente in campo sessuale bisogna creare dei segnali, dei codici col tuo partner, è assolutamente necessario, serviranno ad evitare situazioni imbarazzanti, immagina che Rocky si avvicini a te col pene fuori dalla guaina mettendoti le zampe sui glutei mentre stai prendendo il tè con le amiche in salotto!!.
Ad esempio mettersi a quattro zampe senza coda è un invito per Alan, se vuole può infilzare la nuova cagna però dentro la fica.
Tutto questo rituale è valido solo con gli estranei, con quelli di famiglia le cose cambiano anche se comunque dovrà vedere gli umani nel branco sempre al disopra del suo rango, dovrà sempre attendere un preciso ordine prima di darsi da fare!!.

All’inizio sarà un duro e lungo addestramento ma tu hai la fortuna di avere accanto Claudia che sicuramente sarò felice di aiutarti ... allora, Bea cosa hai deciso? ... proviamo??”.

Avevo una voglia irresistibile, desideravo essere una cagna, la mia psiche mi diceva che sarei stata una cagna in calore per tutta la vita!!.

“Si che lo voglio!!! ... ma ho paura che il suo cazzo mi distrugga il culo!! ... il suo nodo dove me lo metto??!!”.

“No gioia non avere paura!!, il nodo lo terremo fuori, me ne occupo io ... vedi il tratto di pene davanti al nodo di Alan è di quindici centimetri e il suo diametro è abbondantemente al disotto di quello del dildo che hai in corpo in questo momento, vedrai che entrerà senza sforzo ... certo dopo, quando comincerà la sua erezione si gonfierà e si allungherà dilatandoti ma di questo il tuo sfintere te ne sarà grata per sempre, certo ti sentirai piena ma credo che questo ti piacerà molto!!.

A sentire quelle parole mi ero eccitata ancora di più.
La bestia che era dentro di me urlava che desiderava provare quell’emozione sopra ogni cosa volevo essere cagna completamente!! imparare ad accogliere l’uccello del mio maschio anche in culo e farlo godere felice!!”.

Non ci fu bisogno di dire niente, la libidine che si leggeva nei miei occhi parlava da sola. Anna mi prese per mano e ci spostammo tutte nel salone, si avvicino al baule e aiutata da Rita prese la “coperta del calore” la piegarono in due e la disposero a terra.

“Ma questa coperta è sta usata da poco!! ... ne sono contenta!!”: disse compiaciuta.
Quelle macchie ancora umide che si intravedevano copiose qua e là erano senza alcun dubbio sperma canino.

Le confessai: “E’ la sborra che ha schizzato il mio Rocky l’altro giorno, quando è stato sverginato da Claudia”: dissi.

“Ti ha raccontato Claudia la storia di questa coperta?”.

“Si mi ha detto delle sue proprietà magiche sui cani ma niente di più, è molto bella, anche se un po sciupata, e deve essere anche parecchio antica”.

“Proprio così tesoro, le femmine della mia famiglia se la tramandano da molto tempo, fu tessuta dalla mia bisnonna che aveva un desiderio smodato per i cani, forse da lei abbiamo ereditata la passione per la zoofilia, che io sappia tutte le femmine della mia famiglia, nessuna esclusa lo hanno praticato e lo praticano, raccontava mia nonna che la coperta era talmente piena di sperma da emanare un odore pungente, afrodisiaco che quando una donna lo percepiva emetteva inconsciamente un qualche strano ormone che faceva impazzire i cani di voglia.

Dalla notte dei tempi viene lavata, immergendola nel ruscello che scorre dietro casa, solo due volte l’anno, la sera che precede la notte del primo plenilunio di inverno e di estate.

A questo evento, che è ormai diventato un rito, partecipano una dozzina di mie intime amiche con i loro cani.

La coperta rimane a bagno fino alla mezzanotte, viene poi distesa sul prato ad asciugare. e lasciata rigorosamente da sola per tutta la notte.

Raccontava la nonna che da sempre durante quella notte si compie una magia; preceduti da forti ululati, tre coppie di lupi si accoppiano sotto la luna piena facendo l'amore fino alle primissime luci dell'alba, imbrattando la coperta di sperma e di umori; rinnovando in questo modo il suo potere magico.

A questa cerimonia seguono due giorni di festa pieni di sesso sfrenato, la coperta viene distesa in sala ed ha inizio una vera e propria orgia, i cani sono lasciati liberi di montare chi gli pare e le donne possono godere con loro o lesbicare a volontà, al termine dei due giorni viene eletta “miss cagna” la donna che è riuscita a farsi montare in successione da più cani.

La miss cagna dell’ultimo plenilunio è stata proprio la nostra Claudia, appena la vedi chiedigli da quanti cani in attesa del proprio turno era formato il branco che ha goduto della sua fica!!.
Sono certa che al prossimo plenilunio sarete presenti anche tu e il tuo Rocky!!"

"Se ti senti pronta bambina mettiti a quattro zampe, divarica bene le gambe devi tenere il sedere un po più in basso del solito ... Rita fa entrare Alan e Rocky e non dimenticare la foto ... ora speriamo solo che tu piaccia ad Alan!!”: disse Anna mentre mi strizzava i capezzoli.

Entrarono i cani: Rocky si diresse verso le macchie di sperma annusando,
Alan corse verso di me, incollò il muso umido odorando i miei glutei e la coda mi girò attorno un paio di volte e cominciò a leccarmi velocemente il viso e le chiappe.

“Gli piaci non avevo dubbi!! ... è’ tutto tuo amore mio ... ora stringi forte, un paio di volte il dildo per riattivare i muscoli dello sfintere poi espellilo, ... fai con calma senza fretta “: disse Anna e accarezzandomi la schiena, si dispose di lato per lasciare la visuale libera a Rita che mi inquadrava con il cellulare.
Spinsi e qualche istante dopo il dildo venne fuori senza difficoltà.
Sentii lo scatto del cell e Anna che esclamava “E’ stupendo!! ... e diventato un bellissimo fiore rosso!!!.

Alan aveva cominciato a leccare velocemente, non so come facesse ma sentivo la sua lingua penetrami dentro il colon lambire lo sfintere impedendogli di richiudersi cominciai ad urlare: “Che bello!!! ... è sublime !!! ... non ti fermare!!! ... allargami tutta!!!”.

“Tesoro se ci riesci cerca di resistere all’orgasmo, cerca di ritardarlo in modo da gustarti i primi assalti di Alan, manca pochissimo ormai e già eccitato il suo tizzone e già fuoriuscito dal fodero!!”.

Dopo qualche secondo mise le zampe sulla schiena e mi sentii penetrare, aveva centrato il buco al primo colpo!! .

Cominciò a fottermi con forza, il pene era entrato senza nessuna difficoltà e ora lo sentivo dentro di me, ad ogni colpo affondava sempre di più, le sue palle mi sferzavano il culo era evidente che era libero!!.

Anna si era dimenticata della sua promessa!! ... avevo un po di paura ma la libidine era tanta che desideravo ricevere quel cazzo tutto dentro, nodo compreso, ero sicura che in qualche maniera sarei riuscita a contenerlo!! ... di certo avrei perdonata la mia maestra per la sua dimenticanza.

Alan si adagio sulla mia schiena abbasso le zampe e mi abbranco i fianchi stringendomi.

I suoi colpi erano diventati più veloci e violenti, il suo pene cominciava ad ingrossarsi.

I suoi affondi diventarono ad un tratto meno profondi ... le nocche che sentivo sul culo mi confermarono che Anna non si era dimenticata del nostro accordo!!.

Il pene di Alan si ingrossava sempre di più, mi dilatava lo sfintere che cedendo si adattava a quel cazzo che ad ogni ficcata diventava sempre più grosso, invadendo tutto lo spazio disponibile.

Il suo sperma bollente cominciò a riempirmi l’intestino!!.

Continuavo ad urlare tutto il mio godimento:
“Lo voglio tutto dentro!! ... è una cosa meravigliosa!!! ... non resisto!!! … infilami dentro tutto il nodo!!! .. ti prego!!!.

“Amore ora non è proprio più possibile si è già ingrossato e non entrerebbe mai!! ... se proprio lo vuoi sarà per la prossima inculata, porta un po di pazienza!!”.

Mi distrassero i guaiti di Rocky che si era avvicinato accanto a me forse stava piangendo nel vedere la sua padrona godere come una troia con un altro cane.

“Rita vedi di calmare questo bel cucciolone”: disse Anna.

Lei lo abbraccio scompigliandogli i peli del mantello: “vieni che a te ci pensa la tua Rita!!“.
Si mise di fianco davanti al mio viso … era certa che lo avesse fatto di proposito affinché potessi vederli bene e si mise a quattro zampe.

Rocky cominciò a leccargli la patata e lei con voce calma cominciò a vezzeggiarlo con la voce acuta da mammese : “Sii!! ... bravo ragazzo continua!! ... lecca la tua Rita!! ... non smettere mai!!! ... bravo!!! ...così!! ...non ti fermare!!!!”.

Il pene rosso di Rocky era uscito dalla guaina, si era eccitato!!, sollevò le zampe anteriori in aria, sembrava uno stupendo stallone pronto alla monta e con un colpo, unico, preciso centrò la fica di Rita infilzandola.

Pensai tra me con orgoglio come è diventato bravo il mio cane!! ... ma come è strana la vita, si sta facendo in pratica tutte le donne che sono in casa tranne me!! ... non è giusto però!!.

Anna doveva essere una veggente: “Tesoro vedi che scopatore eccezionale sta diventando il tuo Rocky, non sei orgogliosa di lui?!, non essere gelosa bambina mia si è vero lui è il tuo cane ma ha anche il diritto di appagare le sue voglie.

Poco fa piangeva nel vederti fottere da un altro avrebbe voluto sicuramente essere al posto di Alan ma stava rispettando il tuo desiderio di scopare con un altro, prima cominci ad accettare questa cosa e prima il vostro rapporto diverrà inscindibile rammenta che lui è un animale guidato dal suo istinto: gelosia, rabbia, risentimento non esistono nel suo mondo e nel rapporto con lui non dovranno esistere neanche per te!".

Rocky stava fottendo ad una velocità impressionante, lo vidi mentre spingeva a fondo due tre colpi e si fermò, Rita stava urlando in preda ad un orgasmo che la faceva tremare tutta; ecco, pensai, il mio bambino ha arpionato la sua cagna il suo nodo la sta facendo godere, senti come gode! ... come urla la troia!!.

Sentimenti contrastanti affollavano i miei pensieri, lo confesso ero un po gelosa, ma potevo esserlo di una bestia?, di un animale che agiva solamente seguendo il suo istinto!?.
In quel momento non intendeva certo ferire i miei sentimenti, e poi ... io non mi stavo facendo rompere il culo da un altro cane ed era meraviglioso!?

Iniziai a stringere lo sfintere ritmicamente con tutte le mie forze, Anna lo percepì forse attraverso il movimento dell’ano attaccato alla sua mano:
“Bravissima!! amore ... stritolalo!! ... spremigli fino all’ultima goccia di sborra!!! ... scopalo muovendo il bacino piano piano avanti e indietro fa godere il tuo culo!! ... fagli assaporare le sensazioni che le asperità delle vene pulsanti che ricoprono il pene provocano.
Lo sfintere è molto innervato ed è molto sensibile percepirà ogni piccola pulsazione contraendosi per il piacere!!”.

Comincia a scopare quel cazzo che mi stava riempiendo il culo, in pratica mi stavo inculando da sola era una cosa meravigliosa e urlando godetti in preda ad un possente orgasmo.

Quando aprii gli occhi vidi Rita dare un piccolo colpetto alla zampa di Rocky che smontò e si dispose culo a culo, gli afferrò la coda tirandola verso di se, cominciò a muoversi lentamente avvicinandosi a me trascinandosi il cane legato a lei, la sua lingua mi entrò in bocca e cominciammo a baciarci.

“Che bel quadretto!! ... siete proprio tenere!! ... sono proprio orgogliosa delle mie cagne!!!.

Aveva allungato il braccio e stringeva a turno le nostre mammelle gonfie tormentando i capezzoli strizzandoli fra le dita.

Io e Rita avemmo simultaneamente un altro orgasmo e ci abbandonammo sfinite ancora infilzate dai nostri amanti.

“Si sta cominciando a sgonfiare!!”: dissi.
Anna lo estrasse di colpo e mostrandomelo disse:
“Ti presento il cazzo di Alan!! guarda attentamente il suo nodo in modo che tu possa farti un’idea per le prossime volte!!”.

Era un nodo bello!!, aggraziato!!, gentile!!, perfettamente simmetrico con i bulbi disposti ai lati, era grande ma non enorme si sviluppava molto orizzontalmente incuteva un po di timore la distanza fra i suoi bulbi, era di un colore roseo uniforme senza zone di colore diverso a differenza di quelli di Rocky e Scheggia; decisi fra di me che alla prossima occasione avrei provato a riceverlo tutto.

Anna lo aveva liberato e lui dopo avermi lappato un paio di volte il culo aveva cominciato a leccarsi.

Il suo posto fu subito preso da Anna che mi infilò la sua lingua dentro il buco ingoiando lo sperma che fuoriusciva.
Con la coda dell’occhio avevo notato che aveva preso un altro dildo dal carrello.

“Come buona questa sborra!! lasciami infilare la lingua più in fondo!! ... rilassati amore!!”.

Ma non fu la lingua ad entrare, mi ficco il dildo con un colpo deciso, lo sentii forzare un po ma era entrato facilmente forse lubrificato dallo sperma che mi riempiva.

“Anche il 4 centimetri è entrato!!... essendo la prima volta può bastare!!.

Te lo terrai dentro tutta la notte in modo che il tuo colon possa assorbire tutte le preziose sostanze nutrienti dello sperma.

Ci disponemmo a 69 e cominciammo ad amarci perdutamente.

Dopo un po arrivò anche Rita:
“Ci sono anche io!! ... fatemi un po di posto!!! ... ho una fregna, infarcita di sborra fresca di cane, che vuole essere ripulita!!.

La mettemmo sotto e cominciammo a prenderci cura di lei.

I due cani guardavano con uno sguardo interrogativo quelle tre lesbicone che donandosi l’una all’altra urlavano godendo.

In un attimo di lucidità Anna rivolta a loro: “saltate su voi due!! ... c'è posto anche per voi!!”.
I due balzarono sul letto accucciandosi fra di noi, ci abbracciammo e cademmo in un sonno profondo.

(continua.….)

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