La mia nuova vita

Scritto da , il 2020-01-25, genere zoofilia

Una giornata indimenticabile

Mi chiamo Beatrice, Bea per gli amici e voglio raccontarvi di come mi sono avvicinata al sesso saffico e a quello con gli amici a quattro zampe.
Quello che sto per condividere con voi è successo qualche un anno fa.
Avevo allora 28 anni, altezza 1,68 occhi verdi, magra (palestra quattro volte a settimana e jogging ogni giorno), lunghi capelli castano scuro e un bel seno sodo, gli uomini mi dicevano che ero una donna bella e desiderabile.
All’età di 22 anni avevo scelto di diventare una donna in carriera piuttosto che essere una premurosa mogliettina casa e famiglia.
Tale scelta aveva, ovviamente, sia lati positivi che negativi:
ero finanziariamente completamente indipendente e avevo un totale controllo della mia vita, potevo compra tutto ciò che desideravo, senza chiedere niente a nessuno;
non altrettanto soddisfacente era però la mia vita sociale, si avevo avuto qualche relazione sentimentale finalizzata principalmente al sesso, la più lunga durata sei mesi ma niente di più.
Anche con le altre donne non andava un granché, sapete quanto sia difficile per le altre accettare come amica intima una donna in affari.
La mia ultima storia era ormai finita da quattro mesi, cominciavo a sentire un po di solitudine e come qualsiasi altra donna avevo bisogno di sentirmi al sicuro, avere un po di compagnia specialmente di notte, ma non volevo impelagarmi in una nuova relazione sentimentale.
Decisi così di acquistare un cane. Doveva essere un cane abituato a vivere in casa e non un cucciolo piccolo.
Mi misi alla ricerca è trovai online un annuncio di un uomo che dovendosi trasferire all’estero era alla ricerca di una nuova sistemazione per Rocky, il suo Rottweiler di un anno e mezzo; dopo una settimana Rocky fece il suo ingresso a casa mia.
Presi alcuni giorni di ferie per conoscere meglio il mio nuovo amico, che si dimostrò subito essere un cane giocoso e molto affettuoso ma assolutamente privo di qualunque disciplina.
Decisi allora di iscrivermi ad un centro cinofilo, da frequentare il sabato, per l’addestramento di Rocky.
Qui conobbi Claudia, la trainer del livello avanzato, che lavorava nel centro.
Rocky e io non eravamo nelle sessioni di allenamento di Claudia, perché stavamo solo frequentando il corso basico, ma la vedevo spesso che ci osservava da un lato del campo di allenamento.
Un sabato arrivammo un po' in anticipo, e mentre aspettavamo l’inizio della lezione , si avvicinò Claudia e si presentò.
All'inizio la conversazione verteva principalmente sull’addestramento dei cani, ma poi facemmo amicizia, tanto da scambiarci delle visite a casa per prendere un caffè e per chiacchierare del più e del meno.
Un giorno Claudia mi chiamò e mi invitò per il fine settimana; dovevo accompagnarla in una cascina fuori città, dove andava spesso quando i proprietari, suoi amici, dovevano assentarsi; doveva controllare che i braccianti che lavoravano presso l’azienda rispettassero le ore di lavoro; approfittando che quel venerdì era festivo saremmo partiti giovedì sul tardi e saremmo rientrati la domenica.
Mi disse che non avremmo dovuto sbrigare nessuna faccenda perché per le esigenze della tenuta c’era del personale preposto, dovevamo solamente goderci l’aria pura della campagna e rilassarci quanto più possibile dimenticando per un po la vita frenetica della città.
Risposi che avrei accettato molto volentieri a patto però che Rocky potesse venire con noi, non sapendo a chi affidarlo durante la mia assenza.
“Certamente”, rispose ”anche io porterò con me Scheggia“.
Scheggia era il suo bellissimo cane, un Golden Labrador molto bene addestrato e di una vitalità impressionante che avevo conosciuto al centro e che aveva già familiarizzato con Rocky.
Il giovedì pomeriggio venne Claudia con il suo pick up e partimmo per la fattoria.
Dopo esserci sistemate, ci versammo entrambe un bicchiere di vino rosso e ci sedemmo sulla veranda, che affacciava su un prato verdissimo sul quale si rincorrevano giocando allegramente i nostri cani.
Iniziammo a chiacchierare e dopo un po il discorso cadde inevitabilmente sul sesso, raccontandoci le nostre esperienze, le posizioni preferite, la frequenza dei rapporti etc.; dopo un po Claudia, guardando la mia maglietta, mi chiese: “ma hai freddo? o questa discussione ti sta eccitando?”.-
Abbassai lo sguardo e vidi i miei capezzoli induriti che si evidenziavano premendo sotto la camicetta.
"Devo ammetterlo” risposi ridendo, “sono un po 'eccitata, non faccio sesso da molto tempo ormai e parlare di queste cose non mi lascia del tutto indifferente";
"Ci sono, comunque, modi piacevoli e divertenti per rilassarsi" disse;
"e quali? masturbarsi? ” risposi.
Claudia sorrise e disse che voleva mostrarmi qualcosa.
Demmo da mangiare ai ragazzi, che si erano scatenati, divertendosi a rincorrersi sul prato ed entrammo in casa, lei si diresse verso la TV ed inserì un dvd nel lettore, sullo schermo comparve un menu con le varie scelte: etero; hard core, masturbazione, gay, lesbica, fetish, ecc. L'elenco era molto lungo e Claudia mi chiese se avessi mai fatto sesso con un'altra donna.
"No, ma da sempre....."
Mi fermai un attimo e pensai che forse lei me lo stesse proponendo, la squadrai dalla testa ai piedi e mi dissi che se mai avessi fatto sesso con una donna, lei sarebbe stata la partener perfetta.
Prima di continuare ve la descrivo brevemente: Claudia aveva 30 anni, 1,70, occhi azzurri, corporatura sportiva, un sedere strepitoso, i capelli neri e lunghi fino alle spalle e un seno stupendo.
“.... avrei voluto provarlo. A volte mi capita di fantasticare su di esso specialmente mentre mi masturbo”, risposi.
Claudia selezionò sesso lesbico e si sedette sul divano accanto a me con la gamba che sfiorava la mia.
Dopo un po’ distolsi lo sguardo dalla scena lesbica che si svolgeva sullo schermo, e lo rivolsi verso Claudia per vedere la sua espressione.
Lei non stava guardando lo schermo, mi stava fissando intensamente respirando profondamente come se stesse cercando di dire o fare qualcosa.
Intuivo perfettamente ciò che gli stesse passando per la mente ed era esattamente ciò che anche io volevo.
"Bea sono pazza di te mi sono innamorata perdutamente dalla prima volta che ti ho visto, ti desidero e voglio fare l'amore con te, ti prego non dirmi di no ne morirei" disse.
Chiusi gli occhi e avvicinai la testa verso di lei, sentii le sue labbra sfiorare le mie delicatamente, mi abbandonai completamente e fu un bacio lunghissimo molto dolce e romantico a dimostrazione di quanto entrambe stessimo aspettando l’occasione per dare vita alle nostre fantasie.
Ci separammo per un attimo, ci guardammo negli occhi e ricominciammo a baciarci appassionatamente, un bacio sensuale pieno di desidero; mi teneva il viso tra le mani mentre le lingue si toccavano, si accarezzavano, attorcigliandosi l’un l’altra.
Claudia mi scostò di lato baciandomi il collo e accarezzandomi il seno con le labbra, mi tolse la camicia e inizio a succhiare e mordicchiare i capezzoli induriti, mi sciolse la cinta sfilandomi i jeans e lasciandomi in perizoma.
La aiutai a togliersi la camicetta e il reggiseno ed iniziai a massaggiargli il seno.
Ci levammo il resto degli indumenti e rimanemmo completamente nude.
Si inginocchiò fra le mie gambe, protese la testa in avanti e comincio a sfiorare con la bocca il mio monte di venere mentre le sua dita iniziarono a massaggiare delicatamente le labbra della mia vagina ormai bagnatissima.
Prese il clitoride tra il pollice e l’indice e comincio a strizzarlo e titillarlo lasciandomi senza fiato. Avvicinò la bocca e inizio a baciare, leccare, succhiare la mia vulva bollente con dolcezza e passione come solo una donna sa fare, bagnò l’indice e il medio strusciandoli fra le piccole labbra fradice di umori e li infilò in vagina e comincio un movimento dentro e fuori veloce e deciso che mi porto in un attimo al settimo cielo.
Dopo un po si alzò mi prese per mano, e mi trascinò al centro del divano disponendosi su di me a 69.
Ricominciò il suo lavoro di lingua nella mia fica grondante , d’istinto avvicinai il viso al suo fiore aperto, che emanava un inebriante profumo di donna, per ricambiare il suo amore e lo bacia titubante, era la prima volta che amavo una donna, e temevo di non riuscire a darle piacere.
Come se leggesse nei miei pensieri Claudia mi spronò dicendo: “non avere paura, tesoro mio, lasciati andare, sei bravissima continua così!”
Ci leccammo, succhiammo e ci toccammo fino a quando un orgasmo potente ci scosse entrambe lasciandoci senza forze.
Era stata una cosa meravigliosa, indescrivibile; stavo scoprendo di essere lesbica, mai un rapporto con un uomo mi aveva dato tanto godimento; riposammo un po’ discutendo di quanto era avvenuto fra noi.
Claudia disse : "Dovremmo farlo di nuovo, è stata una cosa sublime".
"Sono d'accordo” risposi, ammiccando “e anche frequentemente!",
Lei sorrise e discutemmo del sesso lesbico per altri 20 minuti circa. Poi le chiesi :
“C'è qualcosa che vorresti provare? Ho ancora tanta voglia di essere amata da te!"
Guardò la TV e indicando lo schermo disse: "In realtà c’è una cosa che da sempre avrei voluto provare".
Sullo schermo due donne erano sedute con le gambe incastrate fra loro e si sfregavano forsennatamente le fiche, mugolando di piacere.
La mia passera aveva iniziato a fremere e dissi: ".... e allora facciamolo!"
Passammo il resto della serata sperimentando nuove posizioni fino a che non sprofondammo in un sonno profondo.
Il mattino seguente, Claudia mi svegliò con un bacio sensuale aveva preparata la colazione e la consumammo a letto (entrambi ancora nude).
Ci cimentammo subito in un travolgente 69; dopo un po', montate a cavallo uscimmo per una passeggiata nella tenuta, godendo della reciproca compagnia, seguite da Rocky e Scheggia che si rincorrevano festosamente.
Tornammo a casa accaldate e sudate, dopo una veloce doccia consumammo un pranzo leggero perché eravamo desiderose di un tuffo in piscina., indossati i costumi facemmo il bagno poi ci sedemmo sul bordo della piscina a prendere il sole e a chiacchierare tranquillamente,la discussione verteva sul sesso che avevamo fatto e di quanto fosse stato bello.
Claudia disse “dobbiamo cercare nuove esperienze, nuove emozioni”,
“cosa intendi dire?” chiesi, “credo di capire che tu non stia parlando di sesso lesbico, vero?”
"No, infatti, intendevo dire che dovremmo cercare di avere una mentalità aperta disposte a vivere nuove esperienze" rispose.
”Che tipo di esperienze?"
"Beh, come ho detto ieri sera, io sono un tipo a cui piace sperimentare" e si interruppe,arrossendo,
“dai racconta! non farti pregare!” la spronai;
“veramente non so se farlo ...la cosa potrebbe darti fastidio ...” aggiunse;
“ma cosa dici!! ormai sei il mio amore, che sarà mai! ... mi hai incuriosita dai! ... non farti pregare!”.
Continuò:
“Un giorno a casa, da sola, stavo masturbandomi cercando di raggiungere l'orgasmo ma senza riuscirci, ci avevo provato con tutto: il vibratore, con delle bottiglie, un cetriolo insomma con qualunque cosa potesse entrare nella fica, ma niente non c’era verso di riuscire godere.
Poi vidi Scheggia che mi guardava con la testa inclinata da un lato e notai che la punta del suo pene era parzialmente fuori dalla guaina, mi chiesi se il ragazzo potesse in qualche modo calmare la mia voglia sfrenata, lo chiamai e lui scodinzolando corse verso il divano dove ero seduta, aprii le cosce e mi diedi un colpetto sulla fica e dissi "qui ragazzo", si fece avanti, annusò leggermente e iniziò a leccare la mia patata bollente.
"Ma che dici!” esclamai “dici davvero? O mi stai prendendo in giro?!".
"Sì., è proprio la verità e spero che tu ora non mi odi, schifata dal mio comportamento" disse.
Quello che non sapeva era che il suo racconto mi aveva fatto bagnare la patatina accendendo in me una voglia irrazionale che non riuscivo a capire.
"No, non ti odio!, ma continua a raccontare, come è andata?" chiesi eccitata.
"Le leccate erano qualcosa di indescrivibile, la sua lingua ruvida si insinuava nella mia vagina alla ricerca dei miei umori intimi, niente a che vedere con le leccate ricevute in passato dai miei partners umani; sbrodolavo come una fontana ed ebbi un orgasmo fantastico.
Da allora Scheggia è diventato il mio unico amante maschio, dalle leccate siamo passate a fare l'amore completamente, sono diventata la sua cagna con lui mi accoppio quasi ogni giorno, si è vero sono attratta dalle donne, ma quello di Scheggia è l’unico cazzo che da allora ha goduto della mia passera” aggiunse.
“Non avrei mai pensato ad una cosa del genere, sono sbalordita” dissi “ma potresti mostrarmelo?,... ovviamente se vuoi” chiesi.
“Sei l'unica persona a cui abbia raccontato questo mio segreto, e sono contenta di avertene parlato e un tale sollievo poterlo finalmente condividerlo con una amica fidata, questo pomeriggio quando i braccianti andranno via te lo mostrerò”.
“conosci l’anatomia del organo sessuale del cane?” mi domandò
“ no, in pratica non ne so molto” risposi;
“Allora, in attesa che vadano tutti via, te ne parlerò un po, in modo che tu possa avvicinarti a questa esperienza senza dubbi o paure immotivate e possa viverla positivamente“
E inizio a descrivermi il cazzo del cane e le fasi dell’accoppiamento: mi parlo della guaina; del pene; del gonfiarsi del nodo nella vagina della cagna; delle spinte parossistiche all’inizio della monta; di come rimaneva attaccato alla sua partener; della durata della monta; delle migliori posizioni per fare l’amore con lui; delle precauzioni da adottare; della elevata temperatura del pene e dello sperma; mi promise che in seguito mi avrebbe insegnato tutto sul sesso con fido, se lo avessi desiderato, ovviamente.
Pendevo letteralmente dalle sue labbra. Entrambe eravamo eccitate per l’attesa e decidemmo che non avremmo fatto altro sesso fino ad allora.
Alle quattordici tutti i lavoranti andarono via, chiudemmo il cancello che dava accesso alla villa padronale e rimanemmo, finalmente, da sole. Indossammo entrambe solo magliette e pantaloncini, senza biancheria intima e chiamammo i nostri ragazzi a quattro zampe.
Mi disse che sarebbe stato utile che Rocky stesse con noi in modo che potesse imparare da Scheggia, nel caso in futuro avessi deciso di darmi a lui e vivere io stessa tale esperienza.
Claudia chiamò e se Scheggia gli ordinò in maniera perentoria col tono di voce da addestratrice di sedersi e iniziò a spogliarsi.
Scheggia cominciò a scuotere vigorosamente la coda,.
“Vedi, si sta già eccitando, sa bene cosa sta per succedere e non vede l’ora".
Fissò il guinzaglio di Rocky alla gamba del tavolo che era lì vicino e si sdraio sul pavimento vicino a Scheggia con le gambe divaricate.
"Scheggia, vieni dalla mamma!!" chiamò; Scheggia si avvicinò a lei e si sedette tra le sue gambe spalancate e in attesa del comando successivo: "Leccami!!"
Scheggia iniziò leccandole le ginocchia, poi le cosce e infine si diresse verso la sua fica leccandola con foga; Claudia iniziò a gemere di piacere, la lingua enorme del cane lambiva il clitoride e le labbra della patata intrufolandosi anche nella sua vagina.
Ero così bagnata e non mi ero resa conto che stavo guardando la scena a bocca spalancata sporgendomi in avanti e d’istinto inizia a masturbami.
“Avvicinati per guardare meglio ” disse dopo un po’ Claudia ansimando ad ogni slinguata di Scheggia.
Mi avvicinai e mi posizionai su di lei a 69 per avere una visione ravvicinata, con due dita allargai le labbra della sua fica che aprendosi consenti a Scheggia di leccarla ancora più in profondità; Claudia gemeva estasiata, approfittando della mia posizione mi prese per i fianchi attirandomi a se; alzò un po’ la testa e cominciò a leccarmi voracemente,
Iniziai a gemere ma senza distogliere lo sguardo, ero ipnotizzata dalla lingua di Scheggia che vorticosamente continuava incessante a leccare la fica della sua padrona.
La scena era così eccitante che arrivai per prima e mi allontanai da Claudia, dopo qualche minuto vidi il suo corpo tremare e urlando di piacere Claudia esplose in un orgasmo senza fine così intenso che rimasi estasiata, con un po’ di invidia per la verità, a guardarla vibrare e godere senza freni.
Claudia ordinò a Scheggia di fermarsi, il cane ubbidì prontamente e si sedette sul posteriore.
Anche Claudia, sollevatasi, si mise a sedere e con una voce roca tremendamente sensuale mi chiese: “allora? Cosa ne pensi?”
"È stato fantastico!" risposi e abbracciatela teneramente le diedi un lungo bacio.

(continua ...)

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