La mia nuova vita (seguito)

Scritto da , il 2020-01-27, genere zoofilia

LA MIA NUOVA VITA (seguito)

Una giornata indimenticabile (2/5)
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"Vuoi vederlo mentre mi monta?" aggiunse.
"Sì.... te ne prego!".
"Vuoi guardarlo mentre mi scopa o ....per caso.... vuoi essere scopata?",
chiese sorridendo maliziosamente.
Il pene del cane era lungo e grosso, svettava imponente fuori dalla guaina: turgido, duro, e di un colore rosso fiammeggiante.
“Ti confesso che sono tentata ... non sono mai stata così eccitata in vita mia
ma guarda le dimensioni! Scheggia ha un cazzo enorme e mi farebbe troppo male!".

"Non dimenticare che sono una addestratrice di livello avanzato e con me vicina non devi aver paura; Scheggia è ormai esperto nella monta della donna e con lui non hai niente da temere, proverai solo piacere” disse Claudia.
“Mi hai convinta!" risposi eccitata come una scolaretta alla sua prima gita.

Claudia mi fece sedere sul divano con il sedere appena oltre il bordo,
allargò le mie cosce e chiamò: "Scheggia vieni qui!!".
Il cane si avvicinò e si mise a sedere in mezzo alle mie gambe, esattamente dove stava indicando Claudia col braccio teso.
“Prima voglio che tu goda della sua leccata, devi assolutamente provare il piacere che la lingua rugosa di fido può dare”; annuii e cercai di rilassarmi.
Claudia picchiettò col dito la mia passera e rivolta verso Scheggia intimò: “lecca!!”.
Il cane senza un attimo di esitazione, scodinzolando felice come se non stesse aspettando altro, si fiondò verso la mia intimità, la annusò per qualche secondo e cominciò a spennellare goloso.
Il primo contatto mi fece sobbalzare; la ruvidezza della sua lingua mi sorprese, il suo tocco mi provocava delle scariche elettriche che sconvolgevano tutti i miei sensi.
Si attardava sul clitoride e sulla vulva, la lingua ruvida amplificava gli effetti sulle mie zone sensibili accrescendo a dismisura la mia eccitazione.
Ad ogni leccata la vulva si spalancava sempre di più dando facile accesso alla punta della lingua che ad ogni colpo si incuneava nella vagina in fiamme. Provavo brividi lungo tutto il corpo, per prolungare quel godimento, cercavo di resistere allo orgasmo che sentivo montare dentro di me.
Sospirando chiusi gli occhi estasiata.
Claudia incitò Scheggia: “dai ragazzo, dai! ... non vedi che sta godendo! ..dai!!”.
Dopo qualche istante, gemendo in preda alle convulsioni, ebbi il mio primo orgasmo provocato da un cane.
Quello orgasmo avrebbe segnato la mia vita per sempre.
“Allora Bea, dimmi ... com'è stato?". Non risposi, il mio corpo tremava come una foglia ed ero senza fiato.

"Penso sia necessario attendere un po’ prima di continuare", disse.
Si sedette accanto a me, appoggiò teneramente la mia testa sul suo petto appena al di sopra del suo seno perfetto e cominciò ad accarezzarmi con tenerezza e passione
"È stata la cosa più eccitante che abbia mai vissuto", sussurrai dopo essermi ripresa un po’.
"Tutto bene? Vuoi ancora che Scheggia ti monti?”
"Sono pronta! ... voglio sentire quel pene rosso dentro di me sfondarmi l’utero!!", risposi in preda ad una lussuria irrefrenabile.
“Siccome è la tua prima volta lo faremo nella posizione del missionario, così potrai tenerlo fermo durante il coito, evitando che possa trascinarti per la stanza nel caso il nodo ti leghi a lui; ma non avere paura, stai serena, sono qua per assisterti”, disse Claudia baciandomi;
allargò le mie gambe, toccò la mia fica e rivolta a Scheggia pronunciò: "Fotti!!”.
Impartì l’ordine, come sempre, con voce perentoria.
Scheggia si alzo di scatto, balzò con le zampe anteriori sul divano e le dispose accanto ai miei fianchi.
Spingendo in avanti la parte inferiore del suo corpo iniziò la ricerca della mia patata.
Percepivo la punta rovente del suo pene, stranamente morbido, sondare l’area dei miei genitali, lo sentivo battere sul monte di venere, sul perineo, accanto alle grandi labbra.
Claudia si accovacciò a guardare per valutare se fosse necessario aiutarlo a centrare il bersaglio, ma non ce ne fu bisogno, dopo qualche istante vide la punta vermiglia di Scheggia entrare nella vagina.
Quando Scheggia ne fu consapevole, spinse con forza il bacino e iniziò a martellare come un forsennato, ficcando sempre più a fondo il pene dentro la mia vagina fradicia di liquido vaginale.
Persi ogni controllo, rantolavo di piacere godendomi la scopata avanti e indietro di quel meraviglioso e muscoloso cane;
percepivo nettamente le sue palle sbattere contro le mie natiche;
il pelo del suo mantello solleticare i miei seni e i capezzoli facendomi rabbrividire.
Intuivo di appartenergli, quel cane mi stava possedendo fisicamente e mentalmente;
ne ero profondamente turbata stavo godendo, come non mai, posseduta da un animale, tuttavia non sentivo repulsione anzi desideravo che il suo assalto non finisse mai.
A tratti fiotti di lava mi riempivano la vagina.
“Sta sborrando!.....mi sta riempiendo di sborra bollente!”; gridai.
“No, ... non ancora ... questo è solo il liquido pre-coito serve a lubrificare la tua vagina, per lo sperma dovrai attendere ancora un po” disse Claudia accarezzandomi i capelli e baciandomi sulla guancia.
Il piacere che stavo provando era indescrivibile, lontano anni luce da quello provato con gli uomini.
Iniziarono i miei orgasmi: tanti, forti, possenti.
In un attimo di lucidità aprii gli occhi e vidi Claudia che sorrideva compiaciuta.
Mise la mano tra le gambe di Scheggia e tastò la consistenza del pene che si muoveva scopandomi dentro e fuori di me.
Si accorse che il bulbo del nodo iniziava a ingrossarsi e con voce dolce mi disse: “sei una cagna fantastica tesoro,....aiuta il tuo maschio,....allarga le cosce più che puoi”.

Scheggia saltellando sulle zampe posteriori fotteva come un forsennato; aumentò la forza della sua spinta e qualche istante dopo percepii che qualcosa si dilatava dentro la vagina premendo contro le pareti interne, si ingrossava sempre di più, sembrava non smettesse mai di aumentare il suo volume.
Sarà il nodo di cui mi ha parlato Claudia pensai;
ma non era solo quello, anche il pene si stava ingrossando e allungando, ne sentivo la punta forzare l’ingresso della cervice ed aderire, adattandosi, ad ogni piega interna della mia fica.

Gemevo di piacere e il mio corpo tremava in preda ad un orgasmo forte e infinito.
Mi stavo godendo la migliore scopata della mia vita, il fatto che fosse un cane a penetrarmi mi sconcertava e nello stesso tempo mi esaltava.
Non capivo più nulla, la mia testa iniziò a girare e la vista divenne confusa.
Ad un tratto Scheggia smise di spingere e si fermò; pensai fosse finita, ma mi sbagliavo, lo chiesi a Claudia che mi rispose:
“No tesoro,.... ora Scheggia è bloccato dentro di te e rimarrà legato fino a quando non ha avrà scaricato nell’utero della sua cagna tutto lo sperma contenuto nelle sue palle; solo allora il nodo si sgonfierà, liberandovi" e aggiunse:
"a giudicare dalla foga con la quale ti ha scopato devi piacergli molto, ora si sta godendo i frutti della sua fatica; ti assicuro che ci vorrà del tempo prima che si stacchi, ma non preoccuparti è una cosa naturale, rilassati e goditi questi momenti; ti assicuro che d’ora in avanti ne sentirai spesso il bisogno e lo desidererai ardentemente”.

Mi accarezzo i capelli continuando la carezza sul dorso del suo cane.
Abbracciai Scheggia e mi abbandonai persa nella mia libidine.
Il cane abbassò la testa e la appoggiò sul mio petto ansimando con un respiro veloce e con le fauci spalancate.
Sembrava beato e tranquillo, ma dentro doveva essere un vulcano in eruzione, sentivo il suo pene pulsare ritmicamente scaricando ogni volta sperma bollente dentro il mio utero; mi sentivo gonfia ... stracolma ... con una pressione dentro la vagina indescrivibile, il mio orgasmo orma continuo faceva vibrare le mie fibre in sincronia col pulsare del membro di Scheggia, una sensazione paradisiaca mai provata prima.
Dopo un po si mosse, mantenuto da Claudia, dispose entrambe le zampe accanto al mio fianco sinistro e sentii il suo nodo spostarsi dentro di me, sollevai leggermente la testa e vidi la pelliccia del suo fodero arrotolata contro le sue palle e un tizzone rosso fuoco infilato nella mia fica, era il tratto dietro il nodo del suo pene.
Il suo cazzo era tutto dentro di me, divorato dalla mia fica famelica.
Claudia mi pose un cuscino dietro la testa per farmi stare più comoda e aggiunse “Bea sei contenta? Con quel nodo che vi blocca tu e Scheggia siete una cosa sola, sei la sua cagna, vuoi ancora che si stacchi subito?” feci cenno di no con la testa.
Lei strizzandomi i capezzoli mi bacio appassionatamente, le nostra lingue si attorcigliarono in un bacio sensuale e lunghissimo.
Dopo 35 minuti sentii che la pressione del suo nodo era leggermente diminuita e sentivo colare del liquido dalla vulva che scorrendo lungo il perineo finiva col bagnarmi l’ano.
Dopo qualche minuto uno schiocco, simile al rumore di una bottiglia di spumante stappata, salutava la fine del mio primo accoppiamento con un cane.
Un fiume di liquidi biologici fuoriusciva dalla mia passera inondando il pavimento.
Scheggia si ripulì il pene con la lingua e disponendosi tra le mie cosce comincio a leccarmi con foga. Diavolo di un cane non ne ha ancora abbastanza!! pensai tra me.
Mi abbandonai all’indietro gemendo e singhiozzando in preda ad un ennesimo prepotente orgasmo che azzerò le ultime forze rimaste.

Claudia stava abbracciando il suo cane e gli diceva “bravo ragazzo mio!! ... bravo!! ... sei stato proprio bravo!!” lui rivolse la testa verso di lei e la leccò felice sul viso.
Si avvicino a me e sorridendo disse:
“Anche tu sei stata una meravigliosa porcella zoofila, sei stata un cagna perfetta!, benvenuta nel club più esclusivo del piacere femminile ora però lascia che pulisca bene la passera del mio amore!!”,

Si chino in mezzo alle cosce e comincio a leccare la mia fregna, ingoiando golosa il liquido denso che continuava a colare dalla vulva, era lo sperma di Scheggia misto ai miei fluidi.
Mi confessò più tardi che adorava ingoiare lo sperma di cane, la faceva sentire euforica, era convinta che facesse bene alla pelle mantenendola tonica e luminosa; ... a giudicare dal suo aspetto forse aveva ragione!.
Rocky, che aveva assistito per tutto il tempo scodinzolando, cominciava a dare segni di inquietudine, si leccava la punta del pene che fuoriusciva dal fodero guaendo.
“Poveretto è giunto il momento che anche lui abbia il primo contatto con il sesso di una donna”: disse Claudia.
Si avvicino all’angolo della stanza , chiamò Scheggia e gli intimò: “a cuccia!”.
Ritorno vicino a Rocky, slegò il collare, divaricò le gambe e spostandosi verso di lui allargo con le dita le labbra della fica.
Rocky inizio a leccare come un forsennato Claudia chiuse gli occhi e protese i fianchi in avanti per agevolargli il lavoro;
il cane leccava ... leccava ... passando veloce la lingua sulla sua vagina.
“Bravo ragazzo ... Bravo! ... continua così!!”;
dopo un po' Rochy le abbrancò una gambe fra le zampe e muovendosi scompostamente inizio a mimare il coito.
"Bea, questo cane sta morendo di voglia, sei pronta ad accoglierlo dentro di te?” chiese Claudia.
“No!....sono distrutta! ....ho la vagina dolorante dilatata dal nodo di Scheggia! Per adesso no! ... non posso! ...piuttosto sarei felice di guardarti mentre ti fai montare da lui!".
“e va bene! ... sarò io a sverginare questo bel cucciolone!!”: disse abbracciando e scuotendo il collo di Rocky.
Rocky non aveva mai montato una cagna, il precedente padrone lo teneva in casa badando che non si accoppiasse per timore che potesse farsi male; anche io avevo rimandato questa scelta in attesa che ultimasse il corso di addestramento.

“Rocky è inesperto ed è meglio prendere qualche precauzione” disse Claudia, si avvicinò alla sua borsa, appesa vicino all'ingresso e ne estrasse 2 paia di calze di lana molto spesse,
“Le avevo portate con me perché speravo accadesse quello che si sta per avverare”: disse ridendo; e infilò le calze nelle zampe anteriori assicurandole con un laccetto.
“Mi metterò a quattro zampe e mi farò montare da dietro come una cagna, vedrai che il suo istinto animale farà il resto,
ti consiglio di guardare e di imparare quali sono le cose giuste da fare,
la prossima volta sarà la tua vagina a stringere il suo nodo e accogliere le sue sborrate!”.
Apri un baule che stava nella stanza ne estrasse una coperta pesante, un po’ consumata, e un cuscino.
Claudia si era diretta verso quel baule senza esitazione, a colpo sicuro, come se ne conoscesse a priori il contenuto e glielo domandai incuriosita.
“Anna la chiama ‘la coperta del calore’... di lei ti parlerò dopo, per adesso sappi che Anna e una dea di 48 anni, bellissima, è la padrona di questa tenuta, vive con Giulia ‘sua moglie’, ma per la verità, sono una coppia molto aperta.
E’ una lesbica dominante ma con un carattere dolcissimo, amante insaziabile desidera le donne con la stessa intensità e passione con cui ama i cani.
Fu lei a sedurmi sverginandomi come lesbica e ad iniziarmi al sesso con i cani svelandomi il meraviglioso mondo della zoofilia. E' stata lei a guidarmi ed aiutarmi nella mia prima monta, la conoscerai presto e rimarrai affascinata dai suoi modi e dalla sua bellezza!!
Anna asserisce che questa coperta è magica, le donne che vi si sdraiano sopra diventano immediatamente cagne in calore e attraggono i maschi come calamite.
Su di essa si sono consumate decine di monte, i cani che frequentano questa casa quando la vedono stesa per terra capiscono che una femmina in calore e pronta a ricevere il loro nodo e il loro seme.
Ripiegammo la coperta in quattro e la posammo per terra assieme al cuscino.
Claudia li orientò in una posizione tale da poter vedere agevolmente Scheggia, che per la verità se ne stava buono buono seduto sul posteriore.
Si avvicino a me e disse: “amore fa anche tu la tua parte, leccami la bernarda, lavamela a fondo per bene poi infilati due dita nella vagina, raccogli più umori che puoi e spalmameli nella fica,
vedrai che le secrezioni non ti mancheranno di certo , il tuo utero starà ancora rilasciando lo sperma di Scheggia misto al tuo succo”.
Rocky in futuro saprà riconoscerne l’odore associandola alla tua persona.
Le sue parole mi avevano infiammato, sentivo un eccitazione fortissima mi precipitai sulla fica e comincia a leccare ... leccavo ... come un indemoniata , il sapore della sua intimità e il suo odore, mi inebriavano ebbi netta la sensazione che quella donna sarebbe stata la compagna della mia vita,
i maschi erano usciti dalla mia mente per sempre,
ero lesbica!! ... lesbica.!! ne ero ormai certa, ero una lesbica cotta per una femmina e ne ero felice.
“Basta bambina, basta o mi fai arrivare” disse Claudia sollevando la mia testa “ora infarcisci la bernarda ben bene”.
Infilai due dita nella vagina , le bagnai e le passai nello spacco del mio amore, ripetei la cosa un paio di volte.
“Aspetta ti aiuto ...” disse: infilo prima due poi tre dita dentro di me e cominciò a fottermi, avanti e indietro con forza mentre sollecitava il clitoride col pollice; pensai per un attimo che si fosse dimenticata di Rocky e volesse farmi sua; diede poi una spinta più a fondo, sentii le punte delle dita che toccavano la mia cervice, li ritrasse e me li mostrò:
nelle dita disposte a cucchiaio c’era un laghetto di liquido biancastro e appiccicoso;
lo spalmò accuratamente sul clitoride e in mezzo alla fessura del suo fiore.
“E’ giunto il momento di farlo felice”: disse guardando verso Rocky che camminava irrequieto per la stanza.
Si mise a pecorina con le gambe divaricate, la patata umida bene in vista, battè con la mano sul gluteo destro e lo chiamò.
Rocky si avvicinò cautamente, aveva stranamente un atteggiamento timido quasi guardingo, comincio ad annusare fra i glutei di Claudia, poi le girò intorno un paio di volte e tornò ad annusarla,
Claudia, spostando il peso del corpo sulle ginocchia alternativamente, dondolava mollemente le natiche.
Il naso di Rocky era incollato sulla sua patata e la seguiva nel movimento.
“Dai ragazzo, coraggio!! ... non vedi che la tua prima cagna è pronta?” disse a bassa voce.
Rocky fece un altro giro e si fermò, perplesso, a guardare Scheggia.
“Scheggia , a terra!” disse Claudia a voce alta ed il cane portò in avanti le zampe e si distese sulla pancia.

“Non è il caso di portarlo nell’altra stanza?“: chiesi ,“Nemmeno per sogno!, questi due dovono imparare da subito a stare insieme, magari anche scopare contemporaneamente nello stesso posto senza fare casini, comandiamo noi non loro !” disse Claudia continuando a dondolare le natiche.
Rocky fece ancora un giro annusò ancora la fica e partì a leccarla velocemente.
“Bravo ragazzo, hai capito finalmente che questa cagna è tutta per te!,
si sta preparando alla monta e sta umidificando la fica leccandola“: disse.
Il cane continuò a leccarla per qualche secondo poi pose le zampe anteriori sulla schiena di Claudia e sollevandosi comincio a menare colpi in avanti;
Il pene di Rocky, che sino ad allora era rimasto dentro la guaina,
inizio a fuoriuscire dal suo fodero peloso.
Picchiava dappertutto , cosce, ano, nel perineo, fra le natiche; smontava di tanto in tanto e subito dopo ci riprovava con più accanimento, alcune volte sembrava perfino buffo nei suoi movimenti disordinati.
“Vuoi che lo aiuti?” chiesi;
“no, lascialo provare, per lui è la prima volta e deve imparare, tanto non abbiamo fretta”.
I colpi che assestava diventavano via via più precisi.
Dal suo pene schizzava un liquido chiaro perlaceo che irrorava la vulva di Claudia;
“Dai che ci sei quasi ragazzo!! ... ancora un piccolo sforzo!!”, disse allargando le gambe e abbassando leggermente il bacino;
fu un attimo , Rocky centrò l’apertura della vagina, iniziò a spingere e a pompare con forza inaudita Claudia emise un grido di piacere e con una voce roca cominciò a farfugliare “ siii!! ... bravo!! ... più forte!! ... spacca la tua cagna riempila di sborra!!!”.
Mi inginocchiai di lato per avere una vista migliore, il pene di Rocky ad ogni colpo affondava e spariva sempre di più nella fica.
Incominciai ad accarezzare i suoi seni che sballottavano al ritmo dei colpi inferti da Rocky strizzandole i capezzoli induriti.
Lei ad occhi chiusi gemeva di piacere, il suo corpo cominciò a vibrare sopraffatto da un orgasmo impetuoso.
Dopo un po’ Rocky si appoggio sulla schiena di Claudia e si fermò, il suo nodo era saldamente ancorato dentro la vagina della sua cagna e la stava riempiendo con il suo sperma infuocato.
Dopo 5 minuti fece un movimento strano ,scese dalla schiena e si voltò ,ora aveva il sedere attaccato a quello di Claudia con la coda rivolta verso l’alto .
“Che devo fare!? ... ti sta facendo male!?“ chiesi,allarmata , “no ..., non fare niente, a meno che non cominci a tirare in maniera scomposta, anzi che bello! Ho sentito il nodo ruotare dentro di me, che sensazione meravigliosa! sento di essere la sua cagna! Bea ...che bello! stare attaccata a lui è ancora più piacevole ora che non ho più il suo peso sulla schiena, vorrei che non si staccasse mai!!” .
Disse le ultime parole con la voce tremolante squassata ad un altro orgasmo.
Dopo una decina di minuti Rocky cercò di allontanarsi:
“tienilo fermo!! , afferralo per la coda e non farlo muovere!! sento che la pressione del nodo si sta riducendo , fra poco si slegherà, sto stringendo i muscoli della vagina per tenermelo ancora un po’ dentro ... e così bello !!”.
Afferrai la coda, mi aspettavo una sua reazione invece semplicemente smise di muoversi in avanti aveva la lingua a penzoloni e respirava velocemente.
Dopo qualche minuti Claudia mi desse: “ora lascialo, il nodo si è afflosciato ci slegheremo molto naturalmente senza che nessuno si faccia male, questo per la sua prima volta è molto importante, ricorderà in futuro che montare una donna è una cosa piacevole”.
Dopo un minuto sentii uno schiocco.
Una grande quantità di liquido vischioso fuoriusci dalla vagina e cadde a terra sulla coperta.
Rocky si voltò, si avvicinò e diede due rapide leccate alla vulva grondante. Claudia mi spiegò più tardi che si trattava di un gesto istintivo che indicava la fine della monta; era come se volesse sigillare la vagina e lasciare che la sua cagna iniziasse col suo seme a procreare la sua discendenza.
Claudia, che era rimasta col sedere per aria in attesa di quel gesto, si abbandonò esausta.
Mentre ero intenta a coccolarla accarezzandola dolcemente, mi disse languida:
“non hai voglia di scoprire il sapore dello sperma del tuo cane?” disse volgendosi verso di me con le cosce aperte.
Mi avvicinai alla sua vagina, un odore pungente di animale selvatico colpì il mio olfatto, scatenando in me una tempesta ormonale, cominciai a leccarla, il sapore, un po’ salato aveva un non so che di metallico; mi piaceva e continuai a leccarla e succhiarla fino allo sfinimento.
Claudia aveva cominciato a sgrillettarmi masturbandomi velocemente.
Raggiungemmo assieme l’ultimo orgasmo di quel pomeriggio indimenticabile.


(continua)

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