La puttanella di zio 4

Scritto da , il 2020-04-11, genere incesti

Ma piuttosto dimmi di che problema mi volevi parlare".
"Ecco, zio caro, io...come dirti...ho tutte e due le roselline ancora vergini. Mi vergogno tanto ma non sono ancora donna, uffa! Chissà cosa penserai di me adesso...che, magari, sono una buffona inesperta".
Abbracciai mia nipote. "Ma no, cara...semmai sono stupito che una ragazzina a sangue caldo come te ancora non ha preso il cazzo...e ne sono dispiaciuto, anzi, perché ti sei privata di qualcosa di bello e appagante. Prima, mentre ti pastrugnavo la fighetta, la sentivo un po' stretta ma non immaginavo che fossi ancora illibata a 18 anni".
"Zio, è da tanto che ho voglia di fottere..sono stufa di ditalini e pompini ma ho tanta paura di prenderlo dentro. Mamma dice che esce tanto sangue e poi si sta male per un mese di fila".
"Mamma tua ti dice le bugie. Sicuramente, al primo ingresso, sentirai un po' di bruciore...ma è un attimo e poi sarà il paradiso. Sarai tu stessa a chiederlo fino ai coglioni".
"Zio...mi svergineresti?".
La abbracciai. Non nascondo che mi emoziono' il candore e la semplicità con cui questa sciocchina mi chiese di aprirle la figa.
"Sei un tesoro Chiara. Ti prometto che sarò io il primo a farti rotta nel culo ma la rosa che ti prude tanto tra le gambe spetta al tuo maturo spasimante. A lui hai promesso dapprima il fiore e una brava zoccoletta deve essere leale".
"Zio, quel porco mi piace tanto ma ho paura che mi faccia molto male. È una belva assatanata e crudele e temo che non avrà alcun rispetto della mia verginità. Tu sei, invece, così gentile e comprensivo"'.
"Non è crudele, è un uomo esperto che conosce perfettamente ciò di cui ha bisogno una bricconcella come te. Ti maltrattera', ti umiliera', ma tu hai bisogno di essere svezzata da un vero maschio e solo la sua violenza ti fara' sentire davvero puttana. Comunque, se lo desideri, prenderò parte alla tua deflorazione...non mi dispiacerebbe mangiarti assieme a lui".
"Oh, si zio...te ne prego! Sarò la vostra ubbidiente puttanella. Prendetemi, apritemi, sfondatemi, battetemi, fate di me quello che volete. L'idea di avervi insieme, di sentire le vostre mani e le vostre lingue sul corpo, i vostri cazzoni così belli dentro le viscere...mi manda in visibilio. Guarda zio, ho la pelle d'oca al solo pensiero di tutto quello che potreste farmi. Spero solo di essere all'altezza delle vostre aspettative".
"Piccola zoccola, non ci deluderai...uscirai dal nostro letto imputtanita a dovere".
"Ma quando facciamo, zio?".
"Oggi stesso, piccola...oggi stesso".
"Ma se non può e dove?".
"Non fare l'ingenua...quel maiale ha più fregola di te di ficcare. Ora lo chiami, gli dici che lo stai aspettando, che hai la casa di un tuo parente fuori città a disposizione e, quando è qui, poi lascia fare a me".
La porcellina mise il viva-voce "Buongiorno sig. Bruno, sono Chiara della palestra".
"Aspettavo la tua chiamata, battoncella...hai voglia di minchia?".
"Bruno, mi parli con più rispetto...Lei ieri mi ha costretto a fare delle cose molto brutte e, a causa della mia ingenuità e della paura che mi ha fatto, le ho detto delle frasi avventate di cui sono pentita..".
"Senti, bagascia...è un mese che mi sculetti davanti...quindi, poche chiacchiere, fatti trovare in palestra dopo la chiusura che stasera ti apro".
"Bruno, lei non vuole capire...sono molto confusa per colpa sua. Dovrei raccontare ai miei genitori del modo disonesto con cui ha approfittato di me e di come continua a molestarmi con le sue proposte oscene ma, d'altra parte, vorrei capire per quale motivo interiore l'ho assecondata in maniera così remissiva".
"Te lo spiego io...sei una cagna e hai voglia di minchia".
"La prego Bruno non mi parli più così, ho solo 18 anni. Ho bisogno assolutamente di parlare in privato, solo di parlarle non mi fraintenda...se lei mi promette che farà il bravo le do' l'indirizzo di mio zio. Ora lui è in viaggio e sono sola in casa...potrebbe raggiungermi anche adesso. Ma l'avverto, se proverà a usarmi violenza mi metterò a gridare questa volta".
"Qui ti volevo, farabutta. Fai tante moine ma poi mi chiedi di portarti il cazzo a domicilio. Cos'è, il bordello dove smarchetti vaccona? Ti avverto io piuttosto, non caccio un euro...se vuoi denaro penso io a farti battere. Dammi sto cazzo di indirizzo, che ho voglia di sborrare".
"Chiara, sei stata una vera attrice. Ti sei scelta davvero un maritino davvero depravato. Non è da escludere che dopo averti spupazzata per bene ti faccia battere per lui".
"E lo farò se me lo chiedesse...per farvi contenti sono disposta anche a vendermi...procuratemi tutti i cazzi che volete, sono pronta".
"Cazzi e fighe, puttanella...Diventerai, sotto la mia guida, una troietta per lesbiche. La tua rugiada delicata è desinata a dissetare le bocche fameliche di viziose e liberine".
"Che fortuna avere uno zio così perverso...La tua idea di concedermi in pasto al mio stesso sesso mi scatena un desiderio che non oso confessare neanche a me stessa".
"Per caso, birichina, vorresti fare cornuto tuo padre fottendo tua madre?".
"Zio, sei un demonio...ebbene si, voglio soddisfare mia madre. Di più, voglio che abusi di me, che mi tratti con la stessa ingordigia e severità con cui divora le sue giovani puttane...tu non puoi neanche immaginare cosa ho visto e sentito a sua insaputa. Che linguaggio scurrile, che bestemmie proferisce quando chiava le sue cagnette, con quanta furia e crudeltà, assieme alla sua compagna, maltratta le sue bambole...Zio, zio caro, sono due vampire, due baccanti alla cui depravazione nessuno può resistere...ti fottono il cervello prima del corpo: con i miei occhi ho visto quelle ragazze inermi sbavare di piacere ai loro piedi...con le mie orecchie ho sentito queste giovinette, trasformate in schiave ubbidienti, implorare la frusta sulla loro carne. Zio, voglio essere il bordello privato di mia madre!".
"Chiara, tua madre è una donna molto ipocrita e pare nutrire molte aspettative sul tuo futuro...ma sono convinto, quando comprenderà la tua indole sottomessa e licenziosa, che non saprà negarsi la depravazione dell'incesto. Ma ecco tuo marito...senti con che foga suona al citofono. Togliti la maglietta, vai ad aprirgli così...in tacchi e perizoma. Io entrerò in scena al momento giusto".
CONTINUA

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