La puttanella di zio 1

Scritto da , il 2020-04-07, genere incesti

Stavo attendendo mia mia nipote, Chiaretta.
La sua telefonata del giorno prima, con cui mi chiedeva di potermi venire a trovare per parlarmi di una faccenda privata, mi sorprese non poco. Il fatto è che i rapporti con mia sorella erano pessimi da tempo e non voleva assolutamente che io frequentassi la sua famiglia.
Per carità, non la biasimo assolutamente se mi teneva alla larga. Nella sua prestigiosa posizione sociale - dirigente nella pubblica amministrazione, moglie di un ambasciatore - non poteva di certo consentire un fratello come me.
Perché? Beh...un fratello che per anni ha gestito una casa di produzione di films porno-amatoriali (in cui, peraltro, recitava con grande soddisfazione)...un fratello che è stato titolare di sexy shop e locali di spogliarello...un fratello che attualmente è gestore di un club prive'...un fratello che si è fatto 2 mesi di galera e 4 di domiciliari per favoreggiamento della prostituzione con tanto di nome e cognome sul giornale e le tv locali...un fratello con due matrimoni falliti alle spalle e con un figlio che non vuole sapere nulla di lui...un fratello che si accompagna a brasiliane, rumene e altro zoccolume di questo tipo....un fratello cosi è meglio fare in modo di dimenticarselo.
Altrimenti che direbbe la gente, la bella gente, che frequenta mia moglie e mio cognato in questa ipocrita cittadina di provincia?
Si ipocrita, perché potrei narrare della più cara amica di mia sorella, il notissimo avvocato D., che viene regolarmente, mascherina al viso, a farsi sbattere in gang al mio club, accompagnata da quel frocietto cornuto del marito e, così, tanti altri peccatucci della bella gente...ma questa è un'altra storia.
Che vorrà mia nipote? L'ultima volta che ci ho scambiato due parole - proprio due - è stato, 4 anni fa all'incirca, in occasione del funerale del cugino mio e di sua madre. All'epoca era una vispa adolescente dallo sguardo un po' languido. Ricordo che era molto incuriosita da me (la mia vita libertina era notoria) ma non ci fu modo di approfondire la conoscenza in quanto mia sorella, dopo avermi incenerito con lo sguardo, se la portò via.
La città è piccola, le voci corrono e qualcosa di lei conosco. So che, a 18 anni appena compiuti, è una diligentissima studentessa di liceo, che è una promessa della ginnastica artistica, che fa volontariato al centro parrocchiale, che mia sorella stravede per lei e che è un bocconcino molto ma molto ambito. In effetti, un annetto fa mi capitò di incrociarla in un locale...io stavo con una moldava biondo platino più giovane di trent'anni e lei con la sua comitiva di finocchietti e puttanelle...fece finta di non conoscermi (stronza e ipocrita come la madre, pensai) ma ricordo un culetto di burro davvero notevole e gli sguardi golosi su di lei di tanti avventori, giovani e meno giovani.
Che cazzo avrà da dirmi? Inizialmente gli ho detto che non era il caso che venisse ( se quella bastarda di mia sorella sapesse che sua figlia è salita a casa mia sarebbe capace di piantarmi un casino che non finisce mai), di parlarmene per telefono...ma ha insistito così tanto, con una vocetta così dolce e suadente...che gli dovevo dire? Vieni pure domani alle 16:00.
Bah, sicuramente vorrà un po' di soldi...a queste ragazzine, tra borse, vestiti e parrucchiere, i soldi non bastano mai e, io lo so bene, più sono di buona famiglia più debbono spendere, spendere, spendere.
Se mi chiede soldi gliene darò sicuramente: non ho mai rifiutato denaro a una femmina e di certo non farò un eccezione con mia nipote che non vedo mai. Però che fregatura stavolta...soldi non ne ho mai negati ma in cambio ho sempre preteso bocca e figa...però questa è mia nipote, ho le mani legate...magari un lavoretto di mano, una cosuzza così si può pure tentare però...no, no, nemmeno, niente, che io casini con mia sorella non ne voglio.
Comunque ha suonato proprio ora, lo vediamo subito che vuole.
Mamma mia...mamma, mamma mia...ho davanti una fata, una ninfa, un angelo, una dea.
Da un anno a questa parte Chiaretta è diventata una superfiga, qualcosa di incredibile e meraviglioso.
Alta 1,65 circa, fisico skinny e armonioso ma tette da maggiorata, gambe lunghissime e affusolate, capelli biondo paglierino e lisci raccolti in uno chignon, carnagione candida, occhi verdi e un culetto a mandolino disegnato col pennello.
E quanto è provocante per giunta...il jeans a vita alta ce l'ha infilato nel culo (non vedo il segno delle mutande...o è un perizoma microscopico o non se le è messe proprio), scarpa aperta nero lucido con tacco 12, braccialetto d'oro sulle caviglie nude, pellicciotto smanicato e sotto una maglia nera fino all'ombelico, merletta e trasparente quel tanto che basta per far gustare lo spacco delle tette, talmente aderente che quelle tettone scoppiano.
Ma per caso è venuta a sedurmi? Il rossetto, lo smalto sulle dita sono di un rosso accecante che, assieme alle ciglia nerissime e allungate, le donano una profondità nello sguardo davvero ammaliante...il contrasto tra quest'aria puttanesca e il viso fresco e adolescenziale mi turbano non poco. È mia nipote ma mi eccita!
"Ciao zietto, che piacere rivederti...mi sei mancato così tanto".
Ma sta facendo le fusa? Le sono mancato? Ma se non mi ha mai cercato nemmeno per farmi gli auguri di Natale...anzi mi ha sempre bellamente evitato.
"Il piacere è mio, piccola...ti sei fatta proprio una signorina".
"Ma non mi fai accomodare?"
"Assolutamente, seguimi in salotto".
La feci passare avanti. Ancheggiava in maniera vistosa, mi sculettava innanzi da bimba impertinente.
Il cazzo oramai era divenuto di acciaio, mi dominavo a fatica...se non fosse mia nipote, mi dicevo, già glielo avrei cacciato in gola.
Appena sul divano si accese una sigaretta.
"E da quando fumi? Scommetto che tua madre non lo sa".
"Mica mamma deve sapere tutto, ho 18 anni ormai".
"E che sei venuta a trovarmi lo sa?". Gli feci sornione.
Si fece rossa....era un amore imbarazzata. Cambiò discorso.
"E la tua compagna, non ci sta?"
La volevo stuzzicare un po'.
"Io non ho compagne, solo bamboline con cui giocare a letto".
Si mise a ridere, voleva stare al gioco ma un lampo negli occhi tradì il suo turbamento.
"Mamma dice sempre che sei un porco".
"Ah, e cosa altro dice?".
"Beh, ma mica ne parla con me".
"Ma tu, che sei una birichina, sicuramente hai origliato".
Punta sul vivo mi spiattello' tutto senza peli sulla lingua.
"Che sei un delinquente, un pappone, una persona pericolosa da cui stare alla larga".
"E tu come mai disibbudisci a tua madre? Immagino ti abbia proibito di avere contatti con me".
"Ma io sono grande, mica devo fare tutto quello che dice".
"E non hai paura di me?".
"No, perché?".
"Però ti metto a disagio".
"Neanche".
"Si, invece...Dietro la sicurezza che ostenti avverto un forte imbarazzo. È per il lavoro che faccio? Perché tu lo sai che lavoro faccio, giusto?."
La giovinetta era del tutto confusa e, probabilmente, anche eccitata da come stringeva le gambe.
Mi stavo divertendo a scaldarla...a mia nipote non la potevo scopare, però che male c'era se la facevo eccitare?
"Piccola, lo prendi un Martini?"
"Grazie zio".
Glielo preparai bello carico, stando in piedi davanti a lei, con la patta gonfia a 30 cm dalla sua bocca e dai suoi occhi.
"Allora, lo sai che lavoro faccio?".
Per uscire dall'angolo la butto' in provocazione "Il pappone?".
"Si, anche. Lo sai cos'è un club prive'?".
La nipotina tergiversava "Spiegamelo tu".
" È un posto dove coppie, singoli e singole si incontrano per fare sesso. Dove chiunque è libero di giocare col proprio corpo, donando e ricevendo piacere senza inibizioni e pudori...ma tu questo lo sai birbona e sai anche che tuo zio gestisce il prive più frequentato di tutta la regione".
Rimase muta la piccoletta...muta ed eccitata.
"Ma, piuttosto, raccontami questa faccenda di cui mi volevi parlare. Sei stata così misteriosa al telefono".
"Sai zio, è difficile da spiegare e mi vergogno un po'".
"Chiara, tu hai 18 anni e io ne ho 50. Siamo tutti e due grandi, io ne ho viste e sentite di tutti i colori, siamo qui tu ed io da soli...parla pure liberamente".
"Ecco zio...Come forse saprai io faccio ginnastica a livello agonistico...mi trattengo fino a tardi in palestra e spesso rimango da sola. Da un po' ho scoperto che il guardiano mi spia mentre sono in doccia".
"E tu immagino che lo hai lasciato fare, anzi lo hai stuzzicato...giusto?".
"Ti confesso di sì...questo signore è rozzo di modi, ha una sessantina di anni, pelato, tarchiato, viscido, ma il suo sguardo pesante mi fa venire i brividi...".
"Eppoi...perché c'è un eppoi, giusto?".
"Ecco, zio...il porco si è fatto più audace. Me lo ritrovo sempre appiccicato addosso oramai...mi tasta il culo, le tette...mi dice che sono la sua puttanella preferita, che me lo mettera' nel sederino".
CONTINUA

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