Che bella la Champions League ed evviva la repubblica

Scritto da , il 2019-06-03, genere etero

Storia Vera.
Sono molto felice per la prima volta io che non amo il calcio ho goduto al massimo la Champions League, a dire la verità solo ora ho saputo chi la ha vinta ma a me non frega niente io so che me la sono goduta. Tutto è iniziato sabato mattina quando Brunilde mi ha mandato un messaggio sul telefonino in cui vi era scritto: lo voglio sempre di più…..Tu vedi la partita? ed io ho risposto che non sapevo di cosa stesse parlando….allora Brunilde mi ha fatto una breve videochiamata dicendomi che il suo fidanzato era impegnato in serata da amici per vedere la partita di Champions League…non ha aspettato, mi ha detto voglio succhiarti il cazzo e ha chiuso. Sono questi i messaggini che mi piacciono almeno fino a quando durerà. Devo dire che nonostante sia giovanissima lei sa molto bene come eccitarmi. Ricordavo ancora tutti gli odori di Brunilde, e l’effluvio dei suoi umori e dei liquidi vaginali e anali dei quali ho provocato l’uscita, a volte anche troppo forti nel mescolarsi con il mio orgasmo. Non ho mai nascosto, del resto che il suo viso di puttanella in un corpo da sballo mi piace da morire e poi ha un ano fantastico capace di offrire le migliori delizie nel momento in cui lo fai tuo. Montarla nel culo, incularla è una di quelle cose che oramai mi soddisfa pienamente, per tutto quello che il suo straordinario deretano maestoso e sporgente rappresenta per me, con quella sua forma dentro il quale e per il quale mi perdo,…... perdo sempre la testa, non mi so mai controllare. Non vi è dubbio che Brunilde seppure sia in grado di vestirsi in maniera arrapante nel sesso deve essere gestita guidata a fare cose che non farebbe mai nonostante le voglia fare d’istinto….. per un suo innato pudore, la paura stupida di essere considerata una puttana, e che io invece le faccio fare, spingendola sempre oltre,…..ormai ho scoperto la sua natura di porcona...ma lei deve scoprire tutte le sue potenzialità e soprattutto superare questo complesso di colpa che ha riguardo al piacere….se sua madre è stata una pornostar lei non può e non deve criticarla, non deve giudicarla. La giornata stava passando tranquillamente, sapevo di dover aspettare anche se ad un certo punto della giornata mi sono sentito dentro fremere. Avrei dovuto attenderla, Brunilde aveva detto al suo uomo che veniva a Roma a stare da una sua amica per vedere un film al cinema e poi vedere la parata del 2 giugno e lui affaccendato a preparare per gli amici per la grande partita Tottenham- Liverpool, ci aveva creduto. Avrei dovuto attenderla ma appena arrivata ero certo che avrebbe sentito le mie ragioni anzi la mia ragione principale, quella che adesso pulsava fra le mie mani, mentre mi toccavo compiaciuto, e che era grosso pensando a quel che le avrei fatto. Avrebbe sentito quello di cui lei aveva scoperto di avere un estremo bisogno. Ero certo che sarei riuscito a farmi comprendere senza difficoltà. Iniziavo a conoscerla molto, molto bene. Ho aspettato. L’attesa ha montato il tutto. Ora ero carico e deciso a giocarmi anche io la Champions League….. anche se non ho capito cosa spinga un uomo che ha una ragazza da sballo come Brunilde a dedicarsi ad una partita. Finalmente nel pomeriggio inoltrato è arrivata e come una bambinetta ha iniziato a richiedere le sue coccole, cercando di contenere il mio primo assalto, mentre io le avevo già messo le mani addosso e la mia lingua aveva invaso la sua bocca, di fatto sottomettendola con facilità, ostentando una notevole sicurezza e padronanza della situazione. Le ho carezzato le spalle, la schiena, scendendo sui fianchi e quindi puntando diritto al suo culo di cui mi sono subito impadronito, facile, tutto mentre le baciavo voluttuosamente il collo. Lei non voleva liberarsi ne poteva divincolarsi, mi ha sorriso ed è diventata rossa in volto, mentre io ho continuato la mia azione con baci e carezze molto languidi badando a mettere le mani al posto giusto e poco ci era voluto che lei iniziasse come il suo solito a affannare e a gemere, piccoli gemiti come squittii. Il mio pene forte e duro iniziava a puntare, ero eccitato e senza particolari difficoltà le tolsi la gonna e la maglia che aveva. Per quanto accadesse non riuscivo ad abituarmi mai alla sua straordinaria collezione di intimo. Sfoggiava un tanga a laccetto di pizzo nero trasparente, straordinario, che ora era tutto divorato dallo spacco dei glutei, mentre al tocco delle mie dita la fica era bagnata. Le tettone erano coperte da un reggiseno in pizzo nero, stretto, che le faceva debordare. Le dissi che per come era….mi appariva come una arma letale….troppo bona… troppo tutto e lei rise di piacere. Non sono riuscito a trattenere oltre la mia eccitazione, le ho slacciato il tanga e tolto il mio pantalone e i miei slip le ho fatto sentire il pene, la sua consistenza. Brunilde ha sentito l’asta, e io ho capito di essere stato molto convincente. Il suo corpo nudo è per me sempre un’istigazione a delinquere. Ho continuato a baciarla senza mai darle la possibilità di pensare il mio pressing so che le piace come le piacciono le dolci parole che le trasmetto nell’orecchio mentre la forzo con la giusta autorità. Le sono salito sopra e l’ho rivoltata supina, ho deciso di lavorarle la figa. Sono entrato con la lingua nella sua bocca e ho iniziato a limonarla a dovere. Le ho fatto divaricare le gambe, e mi sono preparato. Sono sceso con la bocca iniziando a leccarla con intensità, in maniera piena, profonda come piace a lei e a sua madre ed è stato un trionfo, ha iniziato a grondare umori da tutte le parti, la mia lingua provocava ma non riusciva a succhiare tutto quello che scendeva. Brunilde teneva stretta la mia testa e il mio viso dentro al suo tempio, rispondeva a tutte le sollecitazioni in modo scomposto, convulso ma se la stava godendo e mi si offriva in maniera sempre più impudente, aveva perso la testa e gemeva a voce alta, quasi perdendo il fiato ogni qual volta io le succhiavo intensamente il clitoride. L’avevo in pugno, le sue cosce erano ormai larghe e stese pronte per qualsiasi cosa avessi voluto. Ormai tranquillo ho visto Brunilde torturasi i capezzoli cresciuti duri, e nonostante le sue proteste ho deciso di godermeli, succhiandoli con intensità, senza darle scampo. Brunilde allora ha iniziato uno splendido ditalino con più dita in figa. Mi ha implorato di infilarlo nella vagina ma questo non era il mio desiderio. Sapeva cosa volevo. L’ho rivoltata e mentre lei carponi con il bacino inarcato, gambe larghe il culo all’insù si era già sistemata, io ho iniziato a lavorarle anche il culone. Mugolava Bruna mentre con la lingua le leccavo la figa e il buchino e seguiva i miei movimenti e ascoltava quello che le dicevo e soprattutto faceva quello che volevo. Ho giocato con il suo ano, l’ho allargato con le dita l’ho baciato, succhiato profanato con la lingua, e poi perentorio dopo aver messo dentro un bel po’ di liquidi, umori, saliva, le ho infilato il cazzo e sono andato giù profondo, profondissimo godendomi le sue urla. Ho assestato il mio possesso con pochi colpi di reni possenti e ripetuti con tutta l’energia di cui ero in grado. Lo spacco fra le natiche si era aperto all’inverosimile entrava e usciva tutto. L’ho inculata senza scampo, questa era una vera sodomizzazione più uscivo più rientravo prepotentemente e con foga, pieno tutto con Brunilde che dopo un attimo di difficoltà mi incitava e che aspettava il rinculo con l’affondo feroce sino all’intestino. Ancora non era iniziata la partita e io ero già in campo. Sapevo in questi momenti di essere un porco grugnivo dal desiderio, l’unico mio pensiero era quello di spaccare quel buco...onorare ancora e sempre più quel fiorellone. Non sentivo lei ma il mio desiderio, la voglia di sfogarmi al suo interno, del resto più lei si contorceva, fremeva quasi avesse le convulsioni, più il mio cazzo entrava in profondità, i colpi che le assestavo erano forti e lei doveva reggersi con entrambe le mani mentre emetteva ululati di godimento. La televisione faceva sentire le formazioni: due squadre inglesi, parlavano della partita si sentiva il comento ma noi eravamo impegnati. Mi piaceva entrare come il burro in Brunilde. Avrei voluto sbranarla in quei momenti, se avessi potuto e lei aveva aperto al massimo il culo con le sue mani. Avevo preso un ritmo di pompata che Brunilde riusciva a seguire… che potenza questa cavalla ungherese avevo pensato ed io dovevo continuare scoparmela con potenza mentre sentivo che tutto si era riversato nella vagina. Brunilde era venuta di brutto, i gridolini che emetteva segnalavano squirting continuo. La cavalcavo ma ero ben lungi dal raggiungere l’orgasmo, riuscivo ancora a trattenere bene perché il suo ano oramai mi calzava a pennello; lo avevo allargato benissimo era un tubo della mia misura mentre lo stimolo continuo lo sentiva Bruna, che aveva inarcato la schiena offrendomi il suo di dietro più di quanto non avesse già fatto, chiedendomi se mi piaceva, se era questo che volevo da lei.
Si lei sapeva prenderlo bene e tutto. L’ho tolto per il solo gusto di sentire il suo disappunto non so quante volte e ogni volta le proteste erano sempre più rabbiose, lei cercava il cazzo, lo voleva dentro ma io non gli e lo davo, mi divertivo e poi entravo a sorpresa lancinandola con colpi fortissimi e uscivo nuovamente, per poi rientrare quasi perversamente, anzi malignamente. Lo infilai tante volte in maniera parossistica con tutta la forza che avevo e lei urlò di un urlo acuto, ripartendo più forte. Le toccavo l’interno delle cosce e le allargavo le naticone in un entra ed esci che non aveva nulla di ritmico, mentre sul mio grande televisore i giocatori correvano inseguendo una palla. Mentre adoravo il collo di Brunilde a pecorina e la inculavo pensavo al suo fidanzato, con gli amici intento a bere birra, a parlare della partita e a mangiare tramezzini, patatine e chissà cosa altro. Ero metodico, sfibrante con Brunilde che gemeva e sculettava sempre più forte. Ancora più eccitato ho forzato al massimo le ho strizzato le tettone con tutta la forza che avevo in corpo e lei ha gridato. Finalmente ho sentito di possederla come piaceva a me. Le ho leccato la schiena, le spalle, il collo e i lobi delle orecchie, in maniera animalesca come era animalesco l’atto che abbiamo compiuto. L’ho morsa, e pompata ancora mentre lei gemeva e le mie spinte erano sempre più vigorose tutto in culo a lei. Ad ogni colpo affondavo spietatamente. Anche lei era molto sbrodolina, ero bagnato come avessi fatto una doccia. Ho aumentato il ritmo ad ogni affondo le mie palle assaltavano l’ano la sbattevo, sbattevo sbattevo, sbattevo. Brunilde mi incitava e a me piaceva sentire la sua voce. Quando ero molto vicino all’orgasmo ho avuto solo il tempo di pensarlo e lo scaricai devastandola, tanto che Brunilde dopo gli ultimi colpi in sequenza cadde dal divano. Lho inseguita sul pavimento, giusto per infilarle con un altro paio di colpi ben assestati gli ultimi zampilli lasciandole l’asta in culo, in quello che deve sempre essere il suo posto e solo quando è diminuito di dimensioni l’ho estratto, sentendo il forte odore che Brunilde emanava. La giovane era provata ma anche io ero stremato. A questo punto, per quello che avevo in mente non bastava il divanetto, così l’ho portata nel lettone. Dopo aver fatto una breve doccia Brunilde si è superata con un bocchino magistrale e li sono venuto godendo come in un paradiso. Questo ha dato il via ad un fantastico 69. Aveva ricominciato a godere, con la lingua, e le labbra, ho iniziato a leccare, a suggere a più non posso e lei ha goduto nella mia bocca. Avevo nuovamente una erezione molto possente mentre Brunilde ciucciava e si muoveva. Cambiammo posizione, inarcava la schiena con movimenti spasmodici, quasi sinuosi, tenendo il mio viso tra fica e culo. Ho lavorato bene di lingua, tanto che lei ha mostrato di cedere ancora e ho sentito un suo orgasmo arrivare imperioso, il consueto ansimare, il gridolino e poi tanto, tanto liquido in faccia, in bocca. Ho continuato imperterrito e lei mi ha risposto con tutta se stessa, mi ha sorriso. Ha preso il mio pene turgido e ha iniziato a masturbarmelo in maniera furiosa. Ho iniziato ad ansimare ma quel ritmo non andava bene, io non vengo mai in masturbazione e quando lo ha capito ha fatto quello che da tempo sognavo. Una fantastica lunga e profonda spagnolona fra le sue tettone. Mi ha lavorato il cazzo con quelle tette in una maniera fantastica e come spesso è accaduto con lei sono esploso senza tregua. Sono stato in debito, queste ultime azioni di Bruna mi hanno messo in difficoltà. Sul piano della esuberanza Brunilde era imbattibile, una 23enne di vero fuoco e l’esperienza mi ha aiutato. L’ho fatta salire su e lei ha gradito molto perché l’ho vista chiudere gli occhi e mungere le sue tette cosa che ho scoperto fa solo quando è pienamente eccitata. Cavalcava con forza e vigore e stava perdendo la testa la mia giovane cavalla. La figa è ritornata ad essere uno stagno piena di liquidi, umori, orgasmo, mentre Brunilde gemeva, e quando è venuta si è accasciata totalmente. Questo è stato importante, ora era tranquilla e sembrava molto soddisfatta con i tettoni gonfi e ansimanti….Sorrideva, di nuovo. Abbiamo continuato a toccarci baciarci coccolarci, abbiamo cenato insieme con del buon vino mentre abbiamo scoperto che il Liverpool aveva vinto. Brunilde sorrideva….mi ha detto sarà felice il mio compagno….e scesa a succhiare il cazzo aveva sorriso di nuovo mentre mi ingrossavo. Succhiava e rideva e io ridevo pure, a me non me ne fregava nulla volevo solo Brunilde e poi l’idea di fare cornuto un cornuto mi faceva ancora più felice. Ho avuto tutta la notte per potermi godere Brunilde e non ho perso un istante dopo l’ennesima doccia ho ricominciato con colpi dolci che poi si sono venuti ad irrobustire fino a diventare potenti e Bruna ha iniziato ad incitarmi mentre io aggredivo il suo culo. Lei continuava a orgasmare fra un urletto e i suoi molteplici gemiti, anzi ormai era tutta un gemito. Io gridavo ma lei all’unisono mi aveva raggiunto e così potei innaffiarla nuovamente col cazzo che era un idrante impazzito. Anche in questo caso sono rimasto dentro fino alla fine. Abbiamo riposato qualche ora in tutta la notte. Si dice che lo splendido mattino a l’oro in bocca…..ecco nel mio caso la splendida visione è stata lei che famelicamente ciucciava il mio cazzo in bocca. Brunilde Brunilde…. bocchino, cavalcata davanti, cavalcata di dietro, e poi per concludere una magnifica maestosa spagnolona con le tettone strette e dure che mi sembravano far esplodere il cazzo esplosi ancora mentre Brunilde ridacchiava e nonostante la mia esperienza mi sembrava di poter dire che la sua forza e sensualità non avessero limite e dopo una lauta colazione che abbiamo fatto al bar le avevo chiesto cosa avrebbe voluto fare prima di ripartire per ritornare a casa…. Gli ho detto che saremmo potuti andare in giro per Roma in questa magnifica festa dellaRepubblica ma lei sorridendo e con sguardo da vera porca mi aveva indirizzato verso casa nuovamente. La ho guardata perplesso e lei sorridendo mi ha detto dai nonnino la ricreazione è finita. Non eravamo neanche entrati che Brunilde aveva infilato la sua lingua nella mia bocca e spadroneggiava. Da una piccola sacchetta che non avevo neanche visto, dopo essersi liberata dei vestiti tolse fuori una boccetta all’essenza di magnolia che si diffuse nell’aria e che lei mi fece mettere sul suo corpo in maniera copiosa. Su tutte le parti da me preferite e io ho scelto lo spacco dei glutei, la figa e il magnifico decollete con quelle magnifiche tettone e quei capezzoloni che massaggiandoli mi fecero avere un’enorme erezione. Sorrideva Brunilde, mi guarda ammiccante e aspettava. Io impazzivo, quell’essenza mi faceva letteralmente perdere la testa. Lei si accarezzava con quello splendido liquido profumato per tutto il corpo sorridendo e ad un certo punto mi ha invitato a andare verso di lei. Allora….. non hai capito? Mi disse…..ora mi hai eccitato, hai scelto le mie parti, hai passato la crema sopra, mi hai massaggiato, ora tocca a te. Mi devi prendere in tutti i posti in cui hai messo la crema e con voce ruvida mi ha imposto: mettimelo. Il suo sguardo non era più dolce ma severo, duro e anche sprezzante. Ho cercato di replicare che il tempo non vi era che lei avrebbe dovuto partire….ma lei aveva cambiato aspetto, se era possibile era ancora più cattiva, e io presi un attimo di tempo per inquadrare tutto con la videocamera, la sbattei sul tavolo e iniziai a metterglielo nella figona calda. Ci volle poco per farla gemere. Quel profumo di magnolia mi aveva rigenerato e Brunilde gemeva, e godeva. Non sapeva che per me il profumo di magnolia era il ricordo di una fantastica storia di sesso del mio passato. Da dietro le avevo aperto le cosce. L’avrei chiavata così in piedi. Pompavo da subito forte con colpi secchi, possenti. Quel suo modo di fare arrogante mi aveva fatto venire il sangue alla testa…….voleva essere trombata….benissimo, quel profumo aveva suonato la carica: la avrei trombata a sangue sino alla fine. Le ho infilato il cazzo senza complimenti e lei aveva una smorfia per ogni colpo. Lei sapeva solo dire si e ansimare. Ansimava e diceva si. I gemiti erano sempre più forti. Sentivo la figa affogata dal suo orgasmo. Mi incitava, mentre il video girava e la cascata di orgasmo continuava come un fiume in piena fra le urla mie e sue. Guardando il suo viso stravolto dalla passione le sborrai ciò che avevo in vagina. La baciai intensamente sul collo e le spalle, le orecchie, il collo ancora mentre le torturavo il seno in maniera dura, rude. L’odore di magnolia, il suo sapore, il desiderio di sfinirla, tutto mi spinse a puntarle nuovamente con la mia asta il culo. Forse voleva gridare no ma entrai subito e pompai freneticamente sgrillettando o meglio sviolinando il clitoride, si accartocciò e disse i suoi si, intensi, profondi. Il culo era ben aperto e le mie dita possedevano la sua fica. Era a novanta gradi e io la inculavo ancora una volta violandola come un animale. Spremevo il clitoride, lo sollecitavo e lei spruzzava liquido. Sbatacchiavo la naticona. I suoi si erano pieni, espressi dai suoi orgasmi. Voleva che la fottessi ……? ed io la stavo fottendo, eccome se lo voleva. Non capiva più nulla Brunilde, con le mani continuavo a tormentarle il clitoride. Vedevo Bruna che con la linguetta insalivava le sue labbra, gesto massimo di eccitazione. Volevo concludere nel suo ano e lei mi implorava di prenderlo. Brunilde incitava e io pompavo. Era l’ultima e la più selvaggia stavo arrivando lo dissi e lei accolse la notizia come un atto liberatorio iniziò a ancheggiare freneticamente massaggiando il cazzo in maniera irresistibile. Rallentai ma spinsi in profondità tutto. La stantuffai con altri quatto o cinque colpi, poi il sesto portò con se la sborra con lei che ormai sfinita aveva il suo viso all’altezza del tavolo mentre io le ero ancora dentro ben piantato. Il sorriso era stampato sulle sue labbra, si girò, mi prese nelle mani il cazzo e lo massaggiò. Vedi nonnino ti sei meritato la spagnolona dalla tua nipotina. Oggi sono stato con un mal di palle straordinario. Sono i postumi di una giornata fantastica.

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