Pensando a Laura inculo Ivana la tettona di un vecchio

Scritto da , il 2019-09-24, genere etero

Storia Vera
Una estate come poche piena di novità e di interessanti incontri. Questo è stato il mio straordinario agosto….La mia voglia inarrestabile e finalmente una libertà da situazioni che si erano create e che mi avevano portato ad una sorta di circolo….cambiare aria ,,,,allontanarmi da un certo ambiente mi ha galvanizzato...mi ha reso più libero….e cosi senza vincoli particolari mi sono andato a rifugiare in uno dei miei più piacevoli posti dell’anima….come uno scrittore senza più energia...a caccia di nuove sensazioni ….di nuove emozioni….di nuove aspettative….stanco delle solite cose ….della solita routine…..stanco…..come un pallone di cuoio da rigonfiare per la ennesima volta ….e così un viaggio nel mio passato, nelle mie emozioni come un redivivo senza speranza e la speranza che invece si trova a portata di mano, una donna di una bellezza giovane ma matura, semplice e modesta ma ammaliante, sposata e dolce madre e moglie…. Laura. La vedo li districarsi tra un marito che sa il fatto suo, che la possiede come un uomo deve saper possedere una donna, e una coppia di bimbi, un maschietto e una femminuccia. Il corpo della donna ha fantasticamente i segni dei due parti ma è bello, affascinante come sono affascinanti le donne che si sono donate per amore e che continuano ad amare il proprio uomo e la propria famiglia come una realizzazione che le ha segnate e che le fa felici. Ecco quella donna, quella Laura….lei sa di essere al centro della mia attenzione….lei gioca con i miei sguardi, lei guarda di sottecchi e non perde istante per farsi guardare….i miei occhi veri sono avidi….la desiderano e lei fugacemente si fa desiderare…. Laura sa essere donna come ha saputo essere bambina, sa giocare con gli uomini…..sa incrociare gli sguardi senza essere irretita...e io abbronzato….la guardo….la desidero….come credo lei….anche lei mi guarda…..mi desidera ma si da generosamente al suo compagno e mi guarda ….e io la desidero e lei mi desidera, mentre il suo compagno la brama, la tocca, la vuole e il suo corpo implora in quella spiaggia di essere poter essere ardente tra le onde del mare. Questa è una ode ad una Laura voluta e non posseduta mentre altre sono presenti e vorrebbero lo stesso trattamento che io riservo a Laura….Una Laura non mia….una Laura di suo marito. Una Laura che mi fa impazzire. La sogno al mare, aspetto quando viene in acqua sempre accompagnata dai suoi pargoli o da suo marito. Ho sognato e desiderato Laura...ma Laura non c’è e io ho distratto il mio cervello focalizzandolo su Ivana una grossa tettona che da giorni mi guarda e che per le dimensioni delle sue tette io non posso non guardare….non posso proprio. Ivana e pronta è facile….è accompagnata dal suo compagno un attempato medico di origini calabresi che ha almeno il doppio della sua età. Ivana è stata bene con lui finché non si è accorta dei miei sguardi. Il suo seno esplosivo straripa da qualsiasi costume, bello, sodo turgido, grande da impazzire, due meloni fragranti io li immagino e non posso lasciarli ancora in mano ad un povero vecchietto senza linfa. No...non è possibile una cosa del genere. Decido che devo e voglio logorare quella strana unione, quella coppia non di fatto che dovrà per forza cedere. Io voglio adorare quei seni….io voglio possederli...voglio spremerli e riempirli…..il nonno viagra dovrà farsene una ragione. La mia azione diventa pervicace e io inizio a essere sempre presente in ogni momento della giornata di Ivana. Una presenza costante….Ivana è in acqua e lo sono pure io. Ivana gioca a pallavolo e ci sono pure io, con lo sguardo e la presenza e mentre lei salta e i suoi seni pieni trionfano inondandosi di acqua, io ci sono pure….ci sono quando i capezzoli emergono, quando sfuggono al reggiseno e ci sono anche quando è il momento di toccarli, carezzarli, stimolarli suggerli e leccarli, ci sono io...non il nonnino. Piano piano ho iniziato ad impormi, senza dover fare niente di particolare. Ivana ha capito e si è sottomessa, senza creare problemi e senza particolari difficoltà. Anche l’anziano signore con invidia e gelosia vedeva la sua Ivana svanirgli tra le mani. Continuava a carezzarla ad avere da lei gesti di affettuosità ma il gioco finiva quando io mi presentavo a riscuotere e Ivana aveva imparato che io riscuotevo tutto e anche di più. Con il passare del tempo l’attrazione era diventata carnale e io volevo carne, tanta carne. Dovevo soddisfare la mia voglia e quella repressa che si ravvivava ogni qual volta che vedevo Laura nelle mani di quel suo maledetto marito. Ovvio che chi doveva pagarne le spese non poteva essere altri che Ivana. Avevamo iniziato con toccate e ciucciate…..sempre più profonde, magari sempre più in vista per consentirmi di godere della gelosia dell’anziano medico mentre io mi manipolavo a dovere la sua giovane e più lo vedevo soffrire per le corna imperanti ….più godevo e facevo fare a Ivana le cose più incredibili. Non ero stato mai così crudele ….ma immaginare un settantenne solo a sbavare suquelle tettone da sballo era per me un peccato madornale. Non potevo consentire uno spreco del genere e infatti avevo provveduto. Man mano avevo iniziato a dominare Ivana, che aveva bisogno di sentirsi gestita da un uomo forte e risoluto e lei aveva subito scelto la strada della sottomissione. La più grande arma che avevo dalla mia parte è che Ivana aveva un bisogno di sesso estremo e questo io l’avevo capito sin dalle prime occhiate che le avevo dedicato..e per il cazzo, una volta che era stata coinvolta sarebbe stata in grado di fare qualsiasi cosa. I primi tempi avevo giocato con lei, ma poi la competizione con il vecchio mi aveva galvanizzato e così era diventata una cosa anche seria. Dovevo strappare Ivana dalle grinfie del vecchio bavoso. Avevo fatto una corte serrata alla tettona e lei era caduta molto presto, anzi direi troppo presto. Un giorno disobbedendo al suo vecchio padrone non era ritornato con lui in albergo e in una serata fantastica mi aveva dato tutto quello che io avevo voluto in maniera selvaggia e sensuale con lui osservatore impotente. Quella sera avevo deciso di bastonarla tante di quelle volte a dovere che aveva capito chi comandava e una volta che aveva capito ciò era tutto a posto. Tutto era accaduto in acqua, la tettona gemeva e le sue parole di desiderio le rimanevano nella gola, mentre io mungevo le sue tettone sode bagnate che saltavano su e giù a ritmo indiavolato….il ritmo come io le stavo possedendo il culo, sulla spiaggia deserta, dietro una barca all’imbrunire. Le ero dentro duro e teso e immaginavo il suo vecchio padrone da qualche parte che impazziva, mentre stringendolo tra le sue gambe.
Ivana si faceva orgogliosamente martoriare dal mio cazzo che la penetrava come uno stantuffo. Gemeva la tettona, mentre io le dominavo quei magnifici meloni, tutti da mungere, mentre le assalivo con la mia lingua il collo. La mia posizione era quella del leone che domina la sua leonessa e infilavo i miei colpi, lancinanti. Le avevo fatto i lividi sul culo per quanti ceffoni le avevo dato, con forza, mentre spingevo dentro tutto. Finalmente lei urlava che stava venendo e mi chiedeva di non fermarmi, di continuare, ma io non avevo nessuna voglia di fermare anzi volevo sempre più forte e che gli urli si sentissero. Volevo che il vecchio sentisse come stavo sventrando la sua amante….godevo di urlare che la stavo spaccando quella vacca, anzi quella porca e lei rispondeva che era la mia vacca, mentre il mio cazzone duro era forte e possente e ripartì per quella inculata che sembrava interminabile. Il ritmo fu sempre più frenetico, mentre io sbattevo le sue interiora e dopo poco Ivana venne di tutto…...culo figa con delle urla strazianti e un odore molto forte di feci che ci costrinse ad una corsa immediata a mare sebbene lei fosse ancora frastornata dal godimento intenso che stava provando. L’acqua del mare fece il suo compito e Ivana che si stava riprendendo continuava a toccarmi, cercando di baciarmi come meglio poteva finché non riuscì a mettersi il cazzo, ciucciandolo con avidità. Ecco questo era stato il mio capolavoro….Il vecchio cornuto guardava. La tettona voleva la mia sborra in bocca ma io non ero pronto, per cui
tento di slinguare ancora di più, strizzare le palle, masturbare più freneticamente , mentre godevo di quella bocca. Ivana era vorace e io sapevo che il vecchio ci guardava da dietro un ombrellone e li esplosi per il gusto di immaginare la sua invidia e la gelosia. Mi piacque vedere che aveva inghiottito tutto. Fu molto bello e liberatorio.

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