Non è finita così

Scritto da , il 2019-10-02, genere dominazione

Storia Vera
Il passato di Ivana non mi interessa più, dopo le prime volte che l’ho posseduta lei è diventata sempre più docile. Mi piace vedere che non appena le facevo segno lei lasciava tutti e tutto e si precipitava servizievole a togliermi tutti i miei sfizi e anche se in viso non era bella...ispirava carnalità e sesso...non era neanche bravissima nel farlo, ma era ubbidiente e servizievole e una volta che la si accendeva godeva come una porca senza alcun ritegno….senza pudore….senza vergogna…..come una bestia….pensava solo a godere. Quel seno enorme….mastodontico in una donna di poco più di un metro e sessanta che non si poteva contenere con nessun costume, in nessun body era diventato una leggenda e io possedevo la leggenda. Sapeva come potevo farla esplodere e quindi i nostri incontri avvenivano soprattutto la sera a mare e poi proseguivano in nottata da me o nella sua pensioncina….La sua camera era vicina a a quella del suo amante vecchio….ma il gusto era per me andare da lei e assicurarmi che lui ascoltasse cosa io ero in grado di farle. Una sera ero riuscito a farla sbroccare di brutto complice una serie di massaggi al clitoride, toccate all’area perianale stimolazioni orali e manuali, facendo attenzione a fermarmi un attimo prima che lei venisse, e poi tutti i giochi possibili e immaginabili di lingua e di cazzo tra quei magnifici meloni, con sabbia finissima filtrata sui capezzoli bagnati e poi ciucciati a strofinare leggermente con la lingua e nella bocca. I sensibilissimi capezzoli la facevano morire…. Non ci riusciva più Ivana a rsistere la vedevo che era pronta e così senza aspettare la portai nei pressi di una cabina, presi la chiave. Mi inginocchiai e il clitoride fu mio. Lei mi strinse e iniziò a colare il suo umore caldo e intenso. Ancora erano Gemiti, ma non riusciva a controllare più nulla di se mente io mungevo le sue poppone fantastiche spremendo con tutta la mia forza
La lingua era padrona del clitoride e la danza iniziò, al ritmo che volevo io, mentre con due dita avevo profanato il suo buchetto del culo, certo che sarebbe esplosa in pochi secondi….calcolai quelle frazioni di secondo e poi l’urlo che lasciai andare libero….mentre Ivana si accartocciava su se stessa. La feci un attimo riprendere e mentre lei era in trance le dissi che non potevamo stare ancora li perché se no sarebbero arrivati tutti, per cui salimmo le scalette e andammo verso la pensione come volevo io. Lei era calda…..fatta… e non pensava ad altro che al mio grosso cazzo...proprio come la volevo io…. Senza difese. Arrivammo di gran carriera Ivana era fuori da tutte le regole….pazza seminuda e pronta terribilmente pronta...calda….salimmo le scale fino al primo piano con me che la sostenevo e al contempo la mia mano svolgeva la sua opera con ditalini continui. Aprimmo la porta e entrammo….l’anziano medico allarmato sul corridoio entrò e Ivana cercò di farlo andare via….Io ero troppo carico….l’aperitivo con l’antipasto al mare mi aveva coinvolto e scatenato una fame incredibile….volevo Ivana in tutti i modi e n tutte le posizioni….non mi interessava di nulla. Chiusi la porta e mi scaraventai sulla vaccona che in preda ai miei sollecitamenti era li per venire anche lei senza capire nulla sbattuta sul letto. Non sapevo nulla e non vedevo nulla….sentivo solo il suo odore di figa…..i suoi gemiti preorgasmo e il calore dei suoi sughi. Ero durissimo e Ivana stava per venire…. Mentre io la vedevo e la sentivo aumentando il mio ritmo finché esplose. Appena Ivana riprese fiato dal primo orgasmo io la presi da dietro a pecorina facendo attenzione che l’allibito anziano vedesse bene come la montavo. Spinsi il mio bacino dietro di lei e le urlai adesso ti inculo e lo ripetei a lui. La sto inculando vecchio babbeo, mentre con le mani mungevo i seni spremendoli.
“Toglimi la maglietta”.
Le sfilai la maglietta aderente. Il reggiseno era nero, e teneva su quelle montagne di carne. Abbassai le due spalline, poi piano feci scendere le coppe, lasciandole liberi i capezzoli
Cominciai ad accarezzarle piano, mentre la baciavo senza lasciarle un attimo per pensare…. Le nostre lingue si intrecciavano e ci mordevamo a sangue, mentre il cornutone vecchio era sempre più allibito. Le tettone erano in mano mia. Presi i capezzoli tra le dita, e cominciai a stringerli…mungendoli come si fa con una vacca da latte….erano grossi e duri. Ivana urlava. Lei tenendosi le tettone in mano me li offrì ed io iniziai a morderli, leccarli ciucciarli, succhiarli in ogni modo …..con avidità. Li misi in bocca per come potevano entrare, e cominciai a succhiare, stringendo. La donna gemeva e guaiva languida. Scesi inesorabile giù….nuda mentre il vecchio diceva no e sembrava nascondersi gli occhi con le mani. Rimase in mutandine. La assaltai tra le gambe. Le mie dita entrarono nella figona…..sapevo cosa fare….se non ci fosse stato quell’idiota del vecchio che continuava a pregare Ivana di non farlo…..Ivana non poteva non farlo io avevo le mie mani che la abbrancavano come una fiera abbranca la sua preda….non c’era scampo...il vecchio coglione doveva rassegnarsi….lo spinsi cercando di non fargli male e ripresi con più vigore l’opera. Ivana iiziava ad inumidirsi, mentre io spadroneggiavo il clitoride. Le mie dita erano dentro e ogni movimento era un piacere per lei e mentre sditalinavo…. La lingua faceva il suo. Era incontenibile ivana, urlava e il lavoro dita lingua dava i suoi frutti. Ora ivana stava perdendo la testa. Non volevo darle un attimo di tregua tregua inghiottivo tutto il suo sugo, i suoi umori e la donna iniziò a venire e venne moltissimo…..lei temeva fosse pipì ma non lo era …...stava squirtado
La strinsi vicino. Aveva gli occhi chiusi, ma non dormiva. Impaurita e timorosa da questi orgasmi così profondi continuava a tenere il mio viso incollato alla sua vagina, ma il mio cazzo era ancora più duro…..svettava e aveva bisogno di sentire il profumo di figa bagnata per cui la penetrai duro con il cazzone e Ivana sobbalzò più e più volte a sentire quel vigore, quella potenza e soprattutto quelle dimenzioni….abituata come era al vecchio coglione. Ivana era un lago, non ci volle molto che strepitando divenne un mare e poi un oceano in quel letto in cui ormai si poteva solo nuotare. Ci alzammo dopo un bel pochino che lei aveva smaltito i suoi orgasmi e sebbene abbastanza provata, seduta sul letto le proposi con una perentorietà che non poteva ammettere rifiuti che avrebbe dovuto farmi una spagnolona. Lei si predispose anche se io capii che nonostante avesse delle tettone da sballo ….non aveva pratica del gioco di tette, per cui fui io a guidare tutto. Le adagiai il mio cazzone durissimo nello spacco fra le due poppazze, le lavorai ben bene, massaggiandole a dovere e quando vidi che era tutto pronto feci comprendere ad Ivana come avrebbe dovuto stringere il cazzone e soprattutto come avrebbe dovuto muoverle in maniera da creare il piacere. Ad un certo punto feci segno a Ivana che avrebbe dovuto accelerare il gioco di tette e lei lo fece. Ben presto Ivana aveva imparato e andava come un trenoo, mentre io carezzavo tette e capezzoloni. Era un vero spettacolo questa donna...non era bella in viso ma aveva un seno da far impazzire chiunque. Iniziai anche io a scopare le tette senza tanti complimenti visto che la donna era forte e resistente e fu una specie di cavalcata a chi andava più forte…..il cazzo o le tette? Ormai il cazzone sbatteva sulle tette con forza. Ivana voleva che io venissi ma io non venivo..il gusto era troppo è ormai il vecchio appariva stanco e rassegnato seduto su una sedia….l’ultima pugnalata gli e la tirò proprio Ivana quando nella frenesia del suo orgasmo di tette tra gemiti e urletti disse che con il vecchio, che allora scoprii si chiamava Carlo Alberto, bastavano due minuti e le sborrava in seno. Venne lei e io felice mentre lei continuava a chiedermi come mai non venissi mai, la girai e messala a 90 gradi davanti ad un tavolino la predisposi per prenderla da dietro. Le munsi le tette a spremere e Ivana urlò ancora.
Partii per una pecorina violentissima e mentre la inficavo vedevo la sofferenza neglio occhi del vecchio che non voleva andarsene…..stava assistendo a tutta la chiavata. Passò solo qualche minuto e per meglio dominarla scesi con le mani ad impossesarmi dei suoi fianchi, mentre vedevo che le stava cedendo nonostante le sue gambe e il suo culo fossero molto etletici. Anche in quel caso ben presto il lago divenne mare ...il mare oceano e la figa era cosi slabrata e stanca da non reggere più. Ivana sembrava cadere in depressione, il vecchio appariva rianimato ….. era finita? Ma no proprio per niente il mio bastone era troppo duro per fermarmi e allora senza chiedere nulla lo tolsi e fradicia per come era scesi a leccarla e a succhiarla sollecitandola ancora e mentre lei non riusciva più a trattenere io ebbi sul mio viso il dono di scrosci di liquido che schizzavano a fontanella mentre Ivana urlava tutto il suo orgasmo …...come una incontenibile pazzia. Iniziai la caccia al buco del culone….un bel fiorellone che avevo già assaggiato….lei si era un pochino ritratta ma al mio comando aveva annuito sebbene era molto affaticata. La aprii con esperienza….saliva e grazie al suo cospicuo orgasmo. Iniziai subito a pomparla e fu una splendida cavalcata….sebbene sentivo il vecchio che cercava di trattenermi da dietro e lei che era ormai sfranta…. Non potevo uscire da quel buco delle meraviglie …..ma quel vecchio era veramente fastidioso….per ui lo spinsi cercando di non fargli male….mentre sentivo Ivana che iniziava la sa solita nenia quando era al culmine della eccitazione. Non riuscivo a pensare ad altro che possedere quel culone….ne avevo visti e posseduti di più belli ma ora quello era il mio obiettivo…..Ivana era piegata…. Ormai godeva a cosce larghe culo sfondato e sgrillettando la figona sudata in maniera immonda. Ero io che ora la sentivo sfatta, sfranta e che speravo finalmente di venire, mentre la mordevo alle spalle in paniera rabbiosa e la colpivo con violenza co miei schiaffi sulle natiche e sui fianchi. Avevo voglia di sborrare ma lei era inerme….e io nervosamente iniziai a strizzarle i mammelloni...mentre ancora spadroneggiavo nel suo culo rotto…..Capii che non potevo continuare ancora in quel modo…..il mio cazzo era sporco di sangue e altro….lei liberata ricadde sul letto e io le andai dietro….le munsi le tette con una mano a spremere….con tutta la forza….mentre con l’altra mi masturbai furiosamente….urlai al vecchio di avvicinarsi e di guardare…..l’orgasmo si stava irradiando nella parte terminale del mio cazzo…..succhiai le tette accostai il mio cazzone dentro di loro e splash Ivana fu annegata di sborra…..che feci scorrere su di lei come un fiume in piena…..Scaricai tutto mentre lei dovette bere tutto il possibile….la presi per la tetta...destra che era più sensibile...le avvitai il capezzolone fino a farla gridare e le dissi...guarda che non è finita così…..Il vecchio mi si parò davanti e io lo presi di peso e lo spostai…..

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